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Ah, l’amour … In quanti ne hanno scritto o cantato il profumo, quanti poeti, quanti musicisti … quante visioni, quanti occhi, quante mani … E, a dire il vero, in Italia di musicisti con gli “attributi” ce ne sono tanti. Se poi nel nostro paese proprio non riusciamo a valorizzarli e a rendere loro i giusti onori questa è un’altra storia e, forse, se ne discuterà in un altro momento.

Come si è visto nel precedente articolo che parlava della Les Paul KM, verso la fine del 1979 ci si trova di fronte ad una serie di riedizioni della Les Paul 59 più o meno riuscite e tutte prodotte nello storico stabilimento di Kalamazoo. Ed a Nashville che cosa stanno facendo? In questo periodo la competitività tra i due stabilimenti Gibson è all’apice. Nashville non può stare a guardare. E infatti non lo fa. Nel 1980 al Gotha liuteristico di Nashville viene affidata la realizzazione di un nuovo modello rievocativo dei fasti del passato e ad un signore molto preparato che risponde al nome di Tim Shaw viene chiesto di partecipare alla creazione di nuovi pick up “replica” dei vecchi PAF. La nuova creatura prende il nome Les Paul Heritage 80, una “Limited Edition” che sarà prodotta in tre versioni: la Standard, la Elite e la Award.
Abbiamo pensato fosse carino presentare i prossimi articoli stilati dallo staff. In questo primo video, che troverà un giusto posizionamento nella barra laterale o nella striscia di testa (naturalmente sarà un link diretto a youtube) leggerete le anteprime degli articoli che verranno pubblicati prossimamente. Se ritenete di aver qualcosa di interessante da raccontare o da recensire, sarà nostro piacere pubblicare i vostri scritti. Lo staff non è una casta ma una casa aperta a tutti coloro che vogliano dare una mano. Anche le critiche, se costruttive, saranno ben accette. Ciao.

Switcher? Loop? Pulsante "solo"? Preset memorizzabili? Ma di che stiamo parlando? Di un semplice "scatolotto" della Midione, azienda italiana che produce una vasta gamma di switcher ed accessori atti a gestire i nostri pedali. Vuoi rendere il tuo ampli "multicanale"? Vuoi smettere di saltare tra un pedale e l'altro per attivarli o spegnerli? Vuoi che il segnale non si degradi rendendo i pedalozzi true-bypass? Ecco. questo aggeggio ti offre queste ed altre possibilità ad un costo veramente conveniente: solo 129 euro! All'interno vi spiegherò le caratteristiche dell'aggeggio in essere e le varie potenzialità che esso è in grado di offrire. Inserito video dimostrativo
Oggetto offerto come premio per il prossimo "quizzon" in preparazione. Resta sintonizzato!
Guardando un paio di modifiche per il Crybaby mi sono accorto che quasi tutti i wah wah in commercio hanno lo stesso identico schema (Crybaby, Vox, Budda, varie schede da sostituire all'originale ecc). I valori dei componenti sono pure molto simili, quindi di logica la differenza la fa la componentistica ...

Abbiamo visto come, nel 1976, rinasca ufficialmente la Les Paul Standard. Il nuovo modello è una buona chitarra senza dubbio ma, se da una parte fa felici coloro che la aspettavano e soddisfa in parte i nuovi acquirenti, dall’altra fa storcere il naso a tanti vecchi appassionati del marchio che la trovano distante anni luce dalle vecchie produzioni sia dal punto di vista estetico e costruttivo, sia da quello prettamente sonoro. Piano piano però la richiesta stava cambiando anche sul mercato generale mentre le vecchie Les Paul del mitico triennio diventavano sempre più rare e quasi oggetti di culto. Era necessario quindi che la Gibson decidesse di fare qualcosa per andare incontro alle nuove tendenze e tentare di tornare alle origini della Les Paul.

Ciao Lasteriani. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione cio' che avviene tutti i sabato sera da un mese a questa parte. Lo vedete mai il programma di Jerry Scotti "Io Canto"? Penso sia giusto dedicare due righe alla bravura di quei bambini dal momento che Laster e' popolato da musicisti che, in quanto tali, dovrebbero apprezzare l'altrui talento, anche se lo strumento non e' una chitarra ma semplicemente una voce, che peraltro funziona uguale essendo uno strumento a corde pure quello...

Salve a tutti! Volevo mettervi al corrente del mio ultimo acquisto dettato dalla principale necessità del cover band man tanti suoni immediatamente disponibili! Suono per hobby da anni e il pop richiede una vasta tavolozza di suoni e preset; sto cercando di ridurre al minimo il mio set up in modo da viaggiare sempre più leggero, gli anni passano e la stanchezza aumenta! Ecco dunque questa testata valvolare dotata di effetti 'on board', un'ottima distorsione ed un buon prezzo. Chiaramente sono miei gusti personali, dato che fino ad ora ho sempre suonato con un Hot Rod Deluxe, essendo molto amante del clean Fender. In rete c'è poco di questo ampli, per questo ho pensato di scrivere queste righe.
Lasteriani carissimi, sebbene il mio leggere e consultarvi sia praticamente quotidiano ... (più volte al giorno !), essendo forse troppo timido (?) per scrivere su un mio blog quello che mi passa per la testa, di tanto in tanto arrivo almeno ad animare una comunità della quale mi sento parte con qualche domanda sicuro di ricevere aiuto, come fino ad oggi è sempre stato... :-)

Dopo aver parlato nel precedente articolo della prima reintroduzione non ufficiale del modello Standard tra le Les Paul, arriva il momento di parlare invece del primo modello ufficialmente introdotto nel catalogo Gibson con questo nome. Corre l’anno 1976 e la Norlin ha da poco ufficializzato la sua nascita. Risale infatti al 1974 l’ufficializzazione del sodalizio tra C.M.I. ed E.C.L., le due società cioè che detenevano distribuzione e amministrazione della Gibson. Ora tutto passa in mano alla Norlin e dal 74 in poi tante cose cambieranno.

Approfitto della mattinata di mutua (sto ben male) per rendermi utile alla causa di Laster dal mio portatile, sul letto, in maniera totalmente inutile e presuntuosa. E’ giusto sappiate che è solamente grazie alla febbriciattola ed ai balordoni che non mi fanno essere lucido al 100% che ho deciso di scrivere una recensione del Köln Concert di Keith Jarrett, probabilmente l’album più recensito di sempre, recensito dai migliori recensori recensisti (eh!? È la febbre…), descritto come “l’amore e la poesia in musica”. Dunque: il sito è per chitarristi (ma non solo), il disco è una pietra miliare del jazz pianistico (ma non solo), il recensore è altamente inqualificato e fuori forma (ma non solo). Che dire: buona lettura e buon ascolto!

Ormai sappiamo tutto delle vecchie Les Paul, quelle prodotte nel magico periodo che va dal 1957 al 1960, quelle Gold, Burst, con top fiammati, mogano Honduras, PAF Seth Lover e quant’altro ha contribuito a farne il mito. Lo sappiamo non perché le abbiamo tenute in mano (magari!! E chi lo ha fatto non se lo scorderà mai! Segnalo in proposito il bellissimo articolo presente in Laster che parla proprio di una 1960) ma perché il web pullula di informazioni, fotografie e articoli su questi magiche chitarre. E lo sappiamo anche perché mamma Gibson oggi ripropone repliche esatte al millimetro, perché i vari forum traboccano di informazioni che per questi strumenti spaccano il capello in quattro. Ma….

Chi dovesse passare su queste pagine per puro caso, prenda nota lo stesso: il doppio CD "Reprints" di Tolo Marton (chitarrista,compositore e cantante stimato anche all'estero) non è indicato solo per gli amanti della chitarra d.o.c. bensì anche per coloro che desiderano semplicemente gustare buona musica e canzoni interessanti, di quelle che si prestano tanto ad un attento ascolto domestico quanto ad una fruizione più disinvolta: zero fatica d'ascolto e coinvolgimento assicurato. Sono già buone ragioni per recensire quella che è la ristampa digitale di 3 dischi introvabili ma sempre validi. Reprints copre la produzione 1981-83 di un musicista che ci tiene compagnia sin dagli anni 70 e la cui cifra artistica gli consente di giocarsela alla pari, sul loro stesso terreno, con i guitar heroes e le band anglosassoni di spicco, senza sudditanze psicologiche, limiti tecnici ed imbarazzi creativi: una posizione anomala perchè poco provinciale, fatta di oneri ed onori che Tolo Marton da Treviso porta con discrezione e coerenza, pensando a fare musica anzichè proclami o piroette.

Stasera, in preda a impulsi irrefrenabili, ho aperto la custodia della mia vecchia e fidata ES345. Effettivamente l'avevo un pò trascurata, ma mai mi sarei aspettato una crisi di gelosia. "E ne hai trovata una più giovane ammettilo! Magari orientale, di quelle che ti fanno sbavare solo a vederle! E non sei più quello di prima, e mi trascuri troppo, ed io non ti ho mai fatto le corna..." Uffa, cheppalle, ci si mette pure la chitarra, non bastano i problemi della quotidianità. Comincio ad averne piene le scatole di tutte queste menate! Non ce la faccio più...

A Padova sono ormai moltissimi anni che la figura del bassista elettrico è incarnata al meglio da Paolo Andriolo. Il suo esordio -nei primissimi anni ottanta- è avvenuto come per molti musicisti, col blues, ma già la sua collaborazione coi Koma Wave (storica band padovana capace di spaziare dal reggae al funk alla fusion) ne ha presto messo in luce la peculiare versatilità. Le sue collaborazioni successive, difatti, hanno spaziato dal reggae dei Pitura Freska alla rumba gitana dei Gipsy Kings, al pop di Francesco Baccini e Alan Sorrenti. La sua continua crescita artistica l'ha portato, ovviamente, a collaborazioni anche in ambito jazzistico (bastino i nomi arcinoti di Fabrizio Bosso e Marco Tamburini) ma la sua cifra stilistica predominante e che l'ha reso riconoscibilissimo (e richiestissimo) è indiscutibilmente legata alla musica brasiliana, come si può legge nell'intervista che ho realizzato "al volo", in occasione di una jam session da lui capitanata in un locale padovano.
Un saluto a tutti, questa è la prima volta che scrivo su Laster anche se lo seguo quotidianamente. Chiedo gentilmente un consiglio per risolvere un problema che mi porto dietro ormai da quando ho acquistato nel 2006 una Gibson Les Paul Standard nuova (anno 2005).

Apriamo questo 2010 con un articolo che avevo in serbo per voi da mesi e ora, dopo svariate prove, è venuto il momento di presentarvi questo pedale. Sia ben chiaro: il JamMan nasce come Loop prettamente per il live, non è versatile verso il pc come altri più moderni apparati in quanto la concezione costruttiva è di qualche anno fa, nonostante sfrutti una Memory Card ed abbia un'uscita USB. Non sono presenti al suo interno "factory loop", nè tantomeno batterie elettroniche configurabili. Analizziamo quindi le funzionalità, ma anche le svariate tecniche di utilizzo che questo ottimo pedale mette a disposizione. Come sempre i limiti sono nella propria mente.

Eccoci giunti al terzo appuntamento con Albert ed il suo video-corso di Flatpicking. Mettete per un attimo da parte tutte le diavolerie elettroniche e fate raffreddare le valvole, questa volta ci divertiamo un pochino.

Raramente riesco a farmi appassionare da un dvd musicale: mi è capitato con il concerto al Beacon degli Allman Brothers, con l'Anthology dei Beatles, con "The Kids are Allright" degli Who e in poche altre occasioni. Immancabilmente finisco per zappare sul telecomando saltando da un punto all’altro, alla ricerca della chicca che quasi mai si presenta. Questo perché spesso le biografie musicali non sono altro che il risultato di materiale trito e ritrito, rimescolato, rimixato, "ri-commercializzato". Ieri sera, invece, mi sono gustato con estremo piacere questo "Fly", dedicato a una delle mie band preferite da sempre, tanto che custodisco con orgoglio una copia americana di "Surrealistic Pillows" dell'epoca...
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