Salve a tutti, eccoci giunti all'ottava puntata del nostro appuntamento bimensile, continuiamo a parlare di chitarra. Abbiamo approfondito il discorso sulla sezione ritmica nelle prime sei puntate di questa serie, da quella scorsa abbiamo iniziato a parlare della chitarra elettrica, continuiamo nel discorso, sempre senza una scaletta precisa ma continuando a passare da un tema all'altro, tutti inerenti all'argomento trattato. Buona visione Daniele Bazzani e Giovanni Onofri
Si inizia a parlare di chitarre! Abbiamo dedicato un pò di tempo al "normale corso" del soundcheck, affrontando alcune delle tematiche riguardanti la sezione ritmica, ora il discorso si fa interessante per i chitarristi. Siamo su Laster, sito dedicato alla chitarra, e cercheremo di approfondire i problemi legati al nostro strumento. Si inizia parlando di chitarra elettrica in maniera molto generica, ma anche di altro; in fondo l'eperienza di palco può essere arricchita da temi apparentemente lontani. Buona visione Daniele Bazzani & Giovanni Onofri
Eccoci alla puntata numero sei della nostra rubrica bimestrale incentrata sul momento della prova del suono, il Soundcheck. Siamo giunti al termine della parte dedicata alla sezione ritmica, come accade in quasi ogni occasione, il fonico lavora prima con batteria e basso per poi passare al resto. Il tutto condito da ricordi ed esperienze personalivissute in prima persona. Dalla prossima puntata entreremo nello specificoo chitarristico, affrontando il palco dal lato delle sei corde, elettriche prima ed acustiche poi, dedicando chiaramente molto spazio al nostro strumento, anche se non ci limiteremo solo a quello. Un soundcheck che si rispetti coinvolge tutti i musicisti sul palco. Buona visione, alla prossima. Daniele Bazzani e Giovanni Onofri
Eccoci entrati nel nuovo anno, riprendiamo il discorso da dove eravamo rimasti. Abbiamo iniziato questo lavoro affrontando i problemi della sezione ritmica, le due puntate di questo mese ci porteranno a chiuderlo, per passare poi al resto. Si parla anche del modo di affrontare il proprio strumento, di come si possa migliorare il suono anche solo "suonando più piano" anzichè il contrario: molte volte il problema è nella nostra testa, più che sul palco. (Siamo davvero bravi. Se già dopo solo quattro puntate veniamo "scopiazzati" - non è la prima volta, ma è un discorso che prima o poi apriremo a parte -, vuol dire che il nostro lavoro lo facciamo bene). Buona visione. Daniele Bazzani & Giovanni Onofri.
Video inside
Ciao a tutti. Con l'amico tecnico del suono Giovanni Onofri cerchiamo di sviscerare gli aspetti della nostra professione che in teoria sono "fuori" dagli sguardi del pubblico, ma che poi si riflettono sul concerto. Continua la nostra chiacchierata musicale su locali, musica dal vivo, musicisti amplificati e non, con una particolare attenzione alla sezione ritmica. Continuiamo a discutere dell'argomento aperto qualche settimana fa affrontando alcuni problemi (e cercando soluzioni) che riguardano il basso e la batteria. Buona visione. Daniele Bazzani & Giovanni Onofri.
Video inside
Ciao a tutti. Con l'amico tecnico del suono Giovanni Onofri cerchiamo di sviscerare gli aspetti della nostra professione che in teoria sono "fuori" dagli sguardi del pubblico, ma che poi si riflettono sul concerto. Continua la nostra chiacchierata musicale su locali, musica dal vivo, musicisti amplificati e non, con una particolare attenzione in questo caso ai problemi che si creano quando non possiamo amplificare tutto o quando il genere musicale si scontra con il posto in cui si suona. Ancora in primo piano la batteria, anche se si spazia fra i vari argomenti.
Video inside
Ciao a tutti. Con l'amico tecnico del suono Giovanni Onofri cerchiamo di sviscerare gli aspetti della nostra professione che in teoria sono "fuori" dagli sguardi del pubblico, ma che poi si riflettono sul concerto. Gli argomenti toccati dalle nostre chiacchierate sono sempre tanti ma in particolare iniziamo a vedere cosa può succedere se non c'è il tempo di fare le prove del suono, e quindi, in caso di gruppi giovani e con poca esperienza, qualche suggerimento su come affrontare la cosa senza andare nel panico. Si inizia anche una sorta di soundcheck virtuale e parliamo innanzitutto della batteria, sempre unendo i vari argomenti. La puntata è il seguito di ciò che dicevamo la volta scorsa, quindi se vi manca qualcosa del discorso complessivo è perchè non abbiamo iniziato qui ma abbiamo solo "tagliato" le scene, trovate tutto nella puntata scorsa, la prima. Arrivederci alla prossima (12 dicembre) e grazie di seguirci. Daniele Bazzani e Giovanni Onofri
Video inside
Dario Cortese è un giovane chitarrista italiano: dopo aver lavorato come turnista in Italia si è trasferito a Londra dove sta portando avanti una carriera come turnista, insegnante e compositore. In Inghilterra ha raggiunto dei traguardi professionali molto importanti (la cattedra al Guitar Institute) ed una visibilità internazionale grazie anche alla collaborazione continua con la rivista “Guitar Techniques” ed all’endorsment Music Man Ernie Ball che lo hanno portato a condividere il palco con artisti quali Larry Carlton, Albert Lee e tanti altri. È un ottimo esempio di come si possano suonare diversi generi musicali ai massimi livelli. Questa chiaccherata è inoltre l’occasione per conoscere la situazione musicale al di fuori dell’Italia e in che modo la didattica internazionale si sta evolvendo attraverso le parole di uno tra i più richiesti chitarristi freelance in Inghilterra.
Alla fine abbiamo deciso: cadenza quindicinale, il 12 e il 27 di ogni mese, quindi siamo pronti a partire. Non sappiamo quanto durerà, ma cercheremo di essere interessanti per ciò che riguarderà gli argomenti trattati. Cominciamo con la prima di una serie di puntate: quante saranno dipenderà anche dal riscontro che avremo e da quanto ci divertiremo a registrare e da quante cose vorrete chiedere se magari tralasceremo argomenti che riterrete validi. Alcune richieste già sono arrivate solo dalla pubblicazione del promo quindi fatevi sotto, cercheremo di accontentare tutti. Si comincia con un approccio molto generico: non saremo solo tecnici, anzi, discuteremo dei molti modi in cui è possibile approcciare la nostra professione. Sempre sperando che l'idea vi piaccia e possa essere utile. Vi aspettiamo. Daniele Bazzani e Giovanni Onofri
Video inside
Salve a tutti. Solo due righe per presentare una nuova rubrica video realizzata con la collaborazione dell'amico Giovanni Onofri, tecnico del suono fra i più validi della Capitale e amico di lunga data. Il titolo sarà Soundcheck - Il palco, questo sconosciuto e, come forse potrete immaginare, sarà dedicato al rapporto del musicista sia con il palco che con i tecnici del suono, in particolare nei club di musica dal vivo di piccole-medie dimensioni...
Videopresentazione ed altro all'interno
Luca Pedroni, direttore delle "clinics" dell'Associazione Culturale Circo di Note di Varese, ci ha mandato, in esclusiva, l'intervista a Larry Carlton rilasciata in occasione della sua partecipazione al Black & Blue Festival svoltosi lo scorso mese di luglio. Ringraziando Luca ed il suo collega Fabio Sirna (che ha redatto anche l'articolo) per la collaborazione e per la gentilezza, promettiamo la presenza di Laster per l'edizione del prossimo anno, al fine di dare maggior visibiltà ad un festival itinerante che, nell'arco di una decina di edizioni, ha ospitato alcuni dei più importanti artisti nel campo della musica afroamericana. Potrete gustare il video (con sottotitoli in italiano) all'interno dell'articolo. Buona visione.
15 luglio 2010. Parto da Roma diretto a Faenza, il viaggio è tutt'altro che casuale. Sto andando a sentire uno dei chitarristi che mi hanno maggiormente influenzato, fra i più grandi bluesmen bianchi, il texano Jimmie Lee Vaughan, fratello maggiore di quello Stevie Ray che ha cambiato il suono e il corso della storia del blues moderno. Ricordo ancora la prima volta che sentii parlare di lui. In Italia era appena uscito "Couldn't Stand The Weather" di Stevie (era il 1984), il video di "Cold Shot" passava spesso su VideoMusic, comprai il disco e rimasi folgorato. Parlavo con un amico, ottimo chitarrista e grande appassionato di Blues, e gli chiesi se avesse mai sentito nominare Vaughan. La sua risposta fu: "Dovresti sentire il fratello, secondo me è anche più bravo." Ha un fratello? Cosa poteva esserci di meglio di Stevie? Dovevo scoprirlo, e lo feci...
July, 15th, 2010. I leave Rome, headed to Faenza, trip is not a casuality, I’m going to see the show of one of the players that influenced me more, one of the greatest white bluesmen ever, the texan-born Jimmie Lee Vaughan, older brother of that Stevie Ray that changed the course and the sound of modern Blues. I still remember the first time I heard of him. In Italy Stevie’s second album Couldn't Stand The Weather was just released (about 1984), "Cold Shot" video was always on TV, I bought the LP and was shocked. I was talking to a friend, good player and blues fan, asking him if he ever heard about him. His answer was: “You should listen to his brother, he’s probably better.” He had a brother? What’s better than Stevie? I had to find out, and I did...
Domenica 28 marzo alle ore 21,30 al Circolo ARCI SMS Serpiolle, via delle Masse 38, a Firenze si è tenuto il concerto di chitarra acustica fingerstyle di Chris Proctor. Poco conosciuto in Italia, ma ai vertici del fingerstyle americano, Chris è stato intervistato da Sergio Bianco, del Six Bars Jail di Firenze, in esclusiva per Laster. All'interno troverete la biografia, l'intervista ed un paio di filmati da Youtube. Buona lettura.
A Padova sono ormai moltissimi anni che la figura del bassista elettrico è incarnata al meglio da Paolo Andriolo. Il suo esordio -nei primissimi anni ottanta- è avvenuto come per molti musicisti, col blues, ma già la sua collaborazione coi Koma Wave (storica band padovana capace di spaziare dal reggae al funk alla fusion) ne ha presto messo in luce la peculiare versatilità. Le sue collaborazioni successive, difatti, hanno spaziato dal reggae dei Pitura Freska alla rumba gitana dei Gipsy Kings, al pop di Francesco Baccini e Alan Sorrenti. La sua continua crescita artistica l'ha portato, ovviamente, a collaborazioni anche in ambito jazzistico (bastino i nomi arcinoti di Fabrizio Bosso e Marco Tamburini) ma la sua cifra stilistica predominante e che l'ha reso riconoscibilissimo (e richiestissimo) è indiscutibilmente legata alla musica brasiliana, come si può legge nell'intervista che ho realizzato "al volo", in occasione di una jam session da lui capitanata in un locale padovano.