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Storie di liuteria spicciola.

15 luglio 2010. Parto da Roma diretto a Faenza, il viaggio è tutt'altro che casuale. Sto andando a sentire uno dei chitarristi che mi hanno maggiormente influenzato, fra i più grandi bluesmen bianchi, il texano Jimmie Lee Vaughan, fratello maggiore di quello Stevie Ray che ha cambiato il suono e il corso della storia del blues moderno. Ricordo ancora la prima volta che sentii parlare di lui. In Italia era appena uscito "Couldn't Stand The Weather" di Stevie (era il 1984), il video di "Cold Shot" passava spesso su VideoMusic, comprai il disco e rimasi folgorato. Parlavo con un amico, ottimo chitarrista e grande appassionato di Blues, e gli chiesi se avesse mai sentito nominare Vaughan. La sua risposta fu: "Dovresti sentire il fratello, secondo me è anche più bravo." Ha un fratello? Cosa poteva esserci di meglio di Stevie? Dovevo scoprirlo, e lo feci...

July, 15th, 2010. I leave Rome, headed to Faenza, trip is not a casuality, I’m going to see the show of one of the players that influenced me more, one of the greatest white bluesmen ever, the texan-born Jimmie Lee Vaughan, older brother of that Stevie Ray that changed the course and the sound of modern Blues. I still remember the first time I heard of him. In Italy Stevie’s second album Couldn't Stand The Weather was just released (about 1984), "Cold Shot" video was always on TV, I bought the LP and was shocked. I was talking to a friend, good player and blues fan, asking him if he ever heard about him. His answer was: “You should listen to his brother, he’s probably better.” He had a brother? What’s better than Stevie? I had to find out, and I did...

Venerdì 7 maggio 2010 al Circolo Arci SMS di Serpiolle, sulle colline di Firenze, il Six Bars Jail ha ospitato il concerto di Rolando Biscuola, chitarrista altoatesino venuto appositamente da Merano per questa occasione. Rolando ha regalato agli appassionati di fingerstyle del Six Bars Jail una serata molto emozionante con brani tratti dal proprio repertorio originale, ma anche arrangiamenti di brani che mai ci saremmo immaginati di sentire, in chiave fingerstyle, dalle sei corde di una chitarra, come il valzer di Strauß. L’occasione è stata utile anche per presentare “Inner Secrets”, il suo ultimo CD interamente dedicato alla chitarra acustica fingerstyle e far assaporare alcune anticipazioni del suo prossimo lavoro. Come già successo in altre occasioni, al concerto per il Six Bars Jail è seguita un’intervista a cui Rolando, persona piacevole ed energicamente genuina come sa essere la gente di montagna, si è gentilmente concesso… in esclusiva per Laster! Di seguito la biografia, l’intervista, alcune foto e un paio di video tratti dal concerto.

Domenica 28 marzo alle ore 21,30 al Circolo ARCI SMS Serpiolle, via delle Masse 38, a Firenze si è tenuto il concerto di chitarra acustica fingerstyle di Chris Proctor. Poco conosciuto in Italia, ma ai vertici del fingerstyle americano, Chris è stato intervistato da Sergio Bianco, del Six Bars Jail di Firenze, in esclusiva per Laster. All'interno troverete la biografia, l'intervista ed un paio di filmati da Youtube. Buona lettura.

Robben Ford ha detto di lui: "He is one helluva guitarist" ("E' un chitarrista straordinario"); dalle pagine del Los Angeles Daily News il critico musicale Fred Shuster lo descrive così: “The best blues guitarist from any country in decades”; l'America’s Blues Revue, a sua volta, insiste sulla sua completezza artistica: “The entire package – a singer with range and soul, and a guitarist who delivers with devastating tone and superb dynamics”. Nel 2006 si è beccato l'eccellenza (quattro stelle) nel Penguin Guide of Blues Recordings, così come nella rivista blues MOJO, raramente tanto generosa con musicisti blues britannici. E tra la stampa inglese, Guitar & Bass Magazine lo ha infilato diritto tra i dieci migliori chitarristi blues inglesi di tutti i tempi, mentre Guitarist (che giudica il suo playing “dynamite”) vede in lui l'unico artista non americano nella sua rassegna sul futuro della chitarra blues. In anteprima nazionale Laster ha avuto la fortuna scambiare qualche parola con Matt Schofield nel backstage di un entusiasmante concerto a Chiari (BS) il 5 dicembre 2009.

Robben Ford just said about him: "He is one helluva guitarist"; Fred Shuster from the Los Angeles Daily News describes him as “The best blues guitarist from any country in decades”; the America’s Blues Revue, calls this guy: “The entire package – a singer with range and soul, and a guitarist who delivers with devastating tone and superb dynamics”. In 2006, just two years after his debut CD, he gained the distinction of being one of only two living British artists to be given a four star (excellent) rating in the Penguin Book of Blues Recordings. And he's acclaimed in his country as well: according to Guitar & Bass Magazine he's "Top ten British Blues guitarists of all time"; Guitarist magazine describes his guitar playing as "Dynamite", picking him as the only non-American in their review of the future of Blues guitar. Laster Guitar was lucky enough to get the chance to have a frienldy talk to Matt Schofield after a stunning performance in Chiari (BS) the 5th of December 2009.

Siamo circa a meta' Gennaio, fa abbastanza freddo e, come spesso accade, mi vedo per qualche birra e qualche ciacola con Enrico. Alla fine gli argomenti sono i più svariati, politica, sociologia, anatomia, fisica quantistica, chitarre, amplificatori, musica. Un po' di tutto insomma. E li che viene l'idea di fare un intervista per Laster. Cosi, visto i pochi giorni a disposizione per la sua imminente partenza per il Messico, decidiamo di vederci il giorno dopo a casa sua. Passo da Ali, un amico pizzaiolo, piglio una capricciosa per me, una siciliana con aggiunta di carciofi per lui, 4 bottiglie di Moretti (basteranno?) e vado....Arrivo da lui, scendiamo in taverna facendo slalom tra amplificatori e chitarre. Ci sono due 335 rosse una davanti all'altra.. “Quale mi porto via.. P90 o Humbucker?” “Humbucker! Sono più lucidi!” Finito di cenare, finita la birra, sapendo che ad un buon superalcolico non so dir di no, tira fuori una bottiglia di Vodka, regalategli in Russia l'anno scorso, durante il tour con Brian Templeton. Versiamo la vodka, ed iniziamo l'intervista.
Blues for Laster. Video inside

A Padova sono ormai moltissimi anni che la figura del bassista elettrico è incarnata al meglio da Paolo Andriolo. Il suo esordio -nei primissimi anni ottanta- è avvenuto come per molti musicisti, col blues, ma già la sua collaborazione coi Koma Wave (storica band padovana capace di spaziare dal reggae al funk alla fusion) ne ha presto messo in luce la peculiare versatilità. Le sue collaborazioni successive, difatti, hanno spaziato dal reggae dei Pitura Freska alla rumba gitana dei Gipsy Kings, al pop di Francesco Baccini e Alan Sorrenti. La sua continua crescita artistica l'ha portato, ovviamente, a collaborazioni anche in ambito jazzistico (bastino i nomi arcinoti di Fabrizio Bosso e Marco Tamburini) ma la sua cifra stilistica predominante e che l'ha reso riconoscibilissimo (e richiestissimo) è indiscutibilmente legata alla musica brasiliana, come si può legge nell'intervista che ho realizzato "al volo", in occasione di una jam session da lui capitanata in un locale padovano.

Tolo Marton, musicista italiano, di Treviso, classe 1951, è stato uno dei pionieri della musica rock dal vivo nel nostro paese. Maestro e faro di molti chitarristi rock-blues italiani dei giorni nostri, si è guadagnato fama e stima oltre oceano, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti. Recentemente ha riportato in vita I suoi primi tre lavori da solista in un doppio CD intitolato “Reprints”. L’abbiamo incontrato un lunedì pomeriggio nella sua casa nella prima periferia di Treviso per una lunga chiacchierata.
Inserito video di Tolo per la "truppa" di Laster.it

Da un'idea di Giovanni Pelosi e Reno Brandoni, fondatori di Fingerpicking.net, giunge alla sua settima edizione il Ferentino Acustica, un festival interamente dedicato alla chitarra acustica in generale e che ospita ogni anno nomi nazionali ed internazionali che hanno fatto grande questo strumento. Noi di Laster Guitar abbiamo fatto due chiacchiere con alcuni dei protagonisti di questa edizione: Micky Piperno e Giovanni Ferro.
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