Pure io faccio outing

 Ebbenesì...

Dopo una dura giornata di shopping, faccio report delle cose che ho notato qui in giappolandia.

1) Dal negozio in cui acquistai la mia Aria Pro II usata ne hanno una caterva a circa un centinaio di euro cadauna, non ne ho prese perchè non avrei saputo a) dove metterle b) come giustificarle di fronte a mia moglie

2) Tutte le chitarre qui vengono settate con un'action talmente bassa che in confronto i puffi sono dei giganti... e che diamine, ho provato qualcosetta, non appena avevo in mente di schiacciare un tasto lo stavo già schiacciando... bah... in compenso ho fatto un po' di prova pedali su una strato giappa che mi è garbata parecchio.

3) Al negozio della Gibson (quello ufficiale!) vendono anche delle Fender, e bada ben, non nuove, ma usate. Ora, fosse in una landa sperduta ok, lo si può capire, ma diamine, entro nel Gigson shop a dieci metri dall'ultimo dei mille negozi di chitarre e cosa ci vedo? Altre Fender?!?!?

4) Al custom shop della ESP hanno messo in vetrina una chitarra che è un'opera d'arte. Body in legno con fiamme che si intrecciano su tre strati. Non so se suoni o se faccia solo bella mostra, ma di sicuro i tipi dentro ci sanno fare a dare una forma al legno.

5) Sono stato da Ishibashi per prendermi il fatidico selettore a tre vie, ed ho notato ancora una volta la gentilezza a volte imbarazzante di questo popolo. Il commesso mi ha chiesto scusa perché non li teneva, e mi ha accompagnato nel negozio di fianco fino al bancone (al terzo piano) dove tenevano le parti per chitarra... beh, un piccolo paradiso nel paradiso. Preso lo switch ed una leva tremolo (notare, il commesso mi ha subito dato lo switch della All Parts, non il più scadente che avessero ma neanche il Fender che faceva bella mostra di sè subito di fianco ad un prezzo tre volte superiore) sono ritornato dal commesso di prima, quasi colto da senso di colpa, e sono uscito dal suo negozio con un OD-3 della Boss, preso di seconda mano.

6) Arriviamo alla prova pedali. Io sono per la minima spesa e massima resa, ovvero non sono un buon chitarrista ma mi fa piacere tirare fuori dei suoni belli per quanto possano fare le mie mani. Sono un ritmico? allora provo i pedali con i miei quattro accordi, provando che la risposta al suono sia quello che mi aspetto. Ho provato l'OD-3, che poi ho preso, il TS-9, il digitech Grunge ed il Boss Heavy Metal HM-2.

La prova si è svolta con la Strato giappa ed un Roland JC-120 (mi mancava solo il mio delay e poi avrei avuto tra le mani uno dei miei setup preferiti, peccato che mi manchi il JC...), collegando tutti i pedali in catena e provando il suono in uscita.

Men che meno mi è piaciuto il Digitech Grunge, non basta un nome accattivante per giustificare una quantità sovraumana di rumore di fondo. Distorsione brutta. Bocciato dopo aver tentato inutilmente di abbassare il gain per capirci qualcosa. 

Un po' meglio l'HM-2 della Boss, che però è troppo compresso ed adatto solo al genere di cui porta il nome, e neanche troppo. Ho provato a tenere il gain al minimo, variando la plettrata non vi erano grosse differenze nella distorsione. Bocciato, con riserva per il solo uso metallaro (ma necessita di un TS-9 o simile prima per alzare il volume nei soli, è di un piattume allucinante).

TS-9. Ebbene sì, il mio TS-7 che ho dato in prestito al mio ziuccio (sì, quello che ho accompagnato da Merula per la Cort semiacustica ed ancora non si è tolto il sorriso dalle labbra)  purtroppo non ha retto il distacco da me ed ha deciso di non fungere più. Magari non sarà nulla, ma dato che c'è stata l'occasione, ho provato il fratello maggiore. Che dire, il suono che mi aspettavo di ottenere, con quel briciolo di dinamica in più rispetto al TS-7. Promosso, ma la scelta è caduta sul Boss.

Boss OD-3: il suono che avevo in testa. Rotondo, aperto il giusto, musicale, e pure dinamico tanto quanto il TS-9. Però ha una maggiore riserva di gain, il che vuol dire che è un pelucchio più versatile, e se ci scappa di fare qualcosa di più spinto non è un problema. Se proprio si deve spingere, allora arriva in soccorso la distorsione del redivivo Hughes&Kettner, però messo sul canale pulito con gain ad un terzo è una goduria pazzesca.

Ma l'outing?

Già, adesso arriva... Perché sono andato anche da Yodobashi, nel quartiere di Akihabara, la mecca della tecnologia, dei gadget e di alcuni prodotti tecnologici tipici del Sol Levante, con l'intento di acquistare un giocattolo per il mio bimbo. Sono uscito con un trenino, rotaie di scorta (che già so che poi le perde) e...

7) Korg Kaossilator! Sì, sono un truzzo e per ora ci ho suonato un sacco di musica tamarra da bestia! Questo aggeggio è una trovata geniale, in qualsiasi momento gli attacchi le cuffie e suoni, senza disturbare nessuno, senza ingombrare (e quindi è la manna per i viaggiatori come me), e senza sapere troppo di musica o senza avere particolare agilità con la tastiera. Basta un dito. E basta avere un'idea di come suonino le varie scale.

Ho già pensato ad un sacco di possibili applicazioni in ambito live di questo meraviglioso aggeggio. Ha dei suoni da paura ed una facilità di controllo altrettanto paurosa. E' lo strumento punk per eccellenza, dà la possibilità a chi non è (troppo) capace di suonare di mettere in musica le proprie idee. E' ottimo per eseguire parti solistiche, creare groove, un po' meno per le parti melodiche, perché diventa difficile beccare le note, ma anche in questo caso con un po' di esercizio (e mi sto esercitando) si ottengono i risultati. Mi manca un cavetto mini jack-mini jack stereo per collegarlo al PC e registrare, ma non importa, a casa ne ho e lo userò per comporre qualcosetta.

Bene, ancora una volta la mia sete di musica elettronica è stata in parte soddisfatta... ora non vedo l'ora di tornare a casa! Domani mi aspetta la trasferta Tokyo-Osaka in treno completamente da solo, poi ad Osaka dovrò trovare l'albergo, ma non dovrebbe essere troppo difficile. 

A risentirci (se tutto va bene quindi) a domani!

Daniele.