Tutto il nord Italia, minuto per minuto.

 Bel viaggio, quello di ieri. 

Sono partito alle 15 e 30 da Feldbach, in Austria, e sono arrivato a casa alle 23 e 30. Due pause pipì, di cui una benzina e panino, e via.

Non nascondo che mi piace viaggiare - sarebbe dura diversamente fare il mio mestiere. Mi piace osservare come cambiano le strade, il comportamento dei guidatori, i paesaggi, il clima. 

Mi sono fatto accompagnare da qualche cd, dalla radio (indispensabile, insieme alla Burn, per restare sveglio dopo le 21) e dall'armonica. Sì, se per caso ieri avete visto un pazzo che viaggiava nei limiti con una mano sul volante e l'altra sulla bocca quel pazzo ero io che anziché mangiarmi le pellicine stavo suonicchiando l'armonica. Cercando di essere il più blues possibile, immaginando di essere clandestino su un lungo treno diretto in un posto meraviglioso, ho soffiato le note della strada che mi portava a casa. Beh, non proprio tutte, non ne sono ancora capace. Ma poco per volta mi ci sto avvicinando, sto capendo un pochino di più come funziona.

Graz, la prima uscita di un'autostrada dopo interminabili chilometri di statale, capitale di quella Steiermark orgogliosa della propria provincialità - provare per credere, chiedete in tedesco e vi rispondono in dialetto, un macello), scivola via con le sue luci e la sua università famosa internazionalmente, fino a lasciare spazio al cuore verde dell'Austria, che però ieri era bello bianco come un presepe. L'autostrada si fa più aspra e disperata fino a Feldbach, la capitale di quella Carinzia prima famosa per aver il primo governatore dichiaratamente filonazista, che ha mostrato al mondo tutta la sua debolezza solo dopo la morte, e che ora è vergognosamente in cima alle cronache per la vicenda dello Hypo Bank, roba che sembrano aver copiato dai migliori Tanzi e Craxi per corruzione e crack finanziari.

Via Feldbach si procede meglio per Villach, e Villach significa Italia, poco dopo arriva il confine. Ma prima del confine mi sono fermato a comprare un pochino di olio di semi di zucca - da provare, davvero buono - ed un pochino d'acqua, prima pausa pipì, erano circa le 17 e 30. 

Confine, ed ecco le belle scritte per Tarvisio, Udine, le tante gallerie che bucano montagne imponenti e affascinanti. Passo Udine, proseguo per Venezia, entro sulla A4 e si fa necessaria la pausa gasolio, ne approfitto per prendermi un panino. Autonomia di 1000 Km, ne devo fare 500 e rotti, via senza sosta sul passante di Mestre che manca al mio Tomtom, che cerca disperato di indicarmi una via, passata Venezia scorrono Padova e Vicenza, mi viene quasi da fare uno squillo a Pamaz per un bicchierino di prosecco in prossimità del casello, ma poi penso che 1) non ho il suo numero e 2) devo tornare a casa, ho un sacco di strada da fare ancora.

Passata Verona inizio a respirare aria di casa. Già, perchè dopo il lago di Garda taglio Milano prendendo per Piacenza, stesso pensiero per Camp e Steve (si, anche per Luca!) e stessa risposta al punto sopra citato. 

Alessandria, la macchina viaggia da sola e mi porta in automatico fino ad Asti, da Asti a casa è una mezz'oretta, gran finale di viaggio con un piovischio (era più pioggia che neve, da qui il neologismo) che finalmente mi pulisce il parabrezza, l'acqua dei tergicristalli era finita da Vicenza...

Stanotte non sono riuscito a chiudere occhio, ero troppo stanco per dormire, oggi sono un dormiente ambulante... ma sono contento, ho fatto per bene il mio dovere in questo viaggio, e se saranno rose fioriranno.

Se saranno fagiolini, li mangeremo.

Ciao!

Daniele.

Comments

 Lunedì ti passerò sui piedi, ma sarà un po' prestino... ritorno martedì mattina.

Però porto volentieri il bacione in famiglia, e non solo, ricambio!

Daniele.

 Sì, ma sono batterista in incognito. Non farlo sapere troppo in giro!

Tra l'altro ho risposto per scherzo ad un annuncio per un cantante. Voglio troppo vedere le facce che faranno sentendomi sbraitare... 

Besos mucho grossos!

Daniele.