Decima puntata della rubrica che vede Daniele Bazzani e Giovanni Onofri parlare delle...
No, mi spiace non sono io quello che si sposa. Il Pirelli ci sta perchè voi porcellini pensate sempre al calendario con quelle donne nude. Oink!
Sabato sono stato al matrimonio della sorella del mio migliore amico, tutto in stile Calabro-Francese o Franco-Calabro. Oltretutto la famiglia di chiama De Franco quindi fa un po' sbarellare la testa. Vabbé. Fatto sta che lei è italiana, lui francese ed eravamo multilanguage. Anche la funzione era mezzo e mezzo.
Chitarrosamente parlando, la sorella mi ha chiesto di suonare Hallelujah di Jeff Buckley in chiesa con una cantante che non conoscevo di persona ma decisamente brava. Abbiamo fatto due prove a casa mia, quindi in chiesa potete capire il carico nervoso che si era sviluppato quando la funzione è finita. La funzione aveva de incognite, noi due, e una sola soluzione ---> Se sbagli è cacca.
SM58 e Gibson NightHawk nei canali del Fender Deluxe 85, la prima nel canale 2 a volume più basso, la seconda nel canale 1 che il volume me lo aggiusto io. Disposizione chiastica come Arte Greca comanda. Intanto quelli e i testimoni a firmare libri e fogliame matrimonistico. Partiamo, Veronica la cantante è agitata. Io un po' meno, ma la vedo che sembra un gatto mentre Stevie Wonder cerca di tagliargli le palle con il flessibile. Con calma mi facciol'intro e me lo godo a schifo, poi la NightHawk lo fa così bene... Inizio con i primi giri della strofa e Veronica non parte.
Panico. Lei. Io faccio la faccia serena e le sorrido. Non sapete che fatica.
Inizio a marcare mentre suono la nota di partenza e lei finalmente riesce ad attaccare dopo due giri. Le dico di alzarsi in piedi e che sta andando benissimo. Le mani mie tremano di più. Dopo la prima strofa siamo a cavallo, Veronica chiude gli occhi e la canzone scivola con grazia fino alla fine. Silenzio.
Per favore non fatelo...
NO...siamo in chiesa!!!!
Partono gli applausi. Ma dico io. Imbarazzante.
Giusto il tempo di mettere la chitarra in custodia e guai chi me la tocca, che il coro parte a cantare una canzone di Jovanotti, rischiesta sempre dalla sposa. Lo sposo è Francese e spero non si fili Lorenzo Cherubini.
Mi volto, i due con le lacrime agli occhi che ci ringraziano. Veronica che sta anche lei per scoppiare a piangere, io che colgo il lato ironico della cosa e stringo i denti che sono uomo io non piango mai. A volte non piango mai.
E in tutto questo la morale del professionista (che non sono) non è nella tecnica. Nemmeno nell'esecuzione perfetta e virtuosa. Sta nell'aver fatto credere che il microfono non funzionasse mentre invece Veronica prendeva la nota corretta. Fico eh?
La sera ho appreso da chi stava nelle file più dietro che avevamo fatto commuovere un sacco di persone.
Il che mi sghianda, come dice Susy, perchè in tutti i concerti la gente la facciamo ridere, divertire. E qui piange. Non c'è più religione.
Il resto del matrimonio, che si è protratto oltre le due credo, ma io sono andato via prima, è stato divertente, a tratti sonniferoso, pieno di inni, di viva l'italia, di vive la france, dolci calabri, dolci franchi, lisci, mazurche, latino americane, disco francese, canzoni di gruppo, scherzi, giochi e pappa. Buona pappa, il giorno dopo però l'ho devolta in beneficienza al mio comune, dalla parte più naturale di me stesso.
Non avete idea di quanto sono strabuone le palline fritte con la polpa di scampo dentro. Come quella puntata di Futurama...ma morte.
Ciao porcellini
Fate gli auguri ad Adelaide e Damien da parte di LASTER! Tutti tutti però
p.s. vabbè mi metterò a postare un articolo a caso ;o)
O R I O
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