Decima puntata della rubrica che vede Daniele Bazzani e Giovanni Onofri parlare delle...
ciao a tutti .magari di questo ne avete discusso in passato . Per me che sono appena entrato in questa famiglia è tutto nuovo .
L'argomento che volevo condividere con voi è la posizione dell'ampli . Molto spesso ci si trova in sala prove a soffrire per un suono che non c'è . io suono in una band con 11 elementi con la sezione fiati i cori ecc. la stanza sarà circa 6,5 x 4 . Quante serate ho terminato le prove con un senso di insoddisfazione ....
La musica deve essere una gioia un godimento e le soddisfazioni per me sono quelle senzazioni che si provano quando la mano sulle corde ha il pieno controllo di quello che vuol fare . (per non essere frainteso io con il virtuosismo non c'entro per niente ) Non c'è di peggio che suonare e non sentirsi...a me personalmente capita..va di suonare e ad un certo punto non vedere l'ora di finire. Tutto questo perchè tutto quello che arrivava alle mie orecchie era il suono degli altri strumenti.... e il mio.. niente da fare non mi sentivo e se mi sentivo voleva dire che ero troppo alto e disturbavo . arrivavo in sala prove con l'entusiasmo a mille sempre prima deglia altri, mi preparavo, tutto perfetto.. poi si iniziava e cominciava la sofferenza..Tenevo sempre l'amplificatore dietro di me , rialzato di circa 40 50 cm da terra facile da controllare.
e proprio questo era a mio avviso per me l'errore. Ora ho cambiato sistema . l' ampli (per l'occasione un bassman 59 del 96) l'ho messo a terra alla mia destra .. precisiamo che a sinistra c'è il muro ..è un'altro mondo uso lo stesso volume , ma essendo messo a terra non rivolto verso gli altri componenti ,non crea disturbo a nessuno e comunque suona diverso . suona meglio. sono anche convinto che è comunque soggettivo , che dipende dalla dimensione della stanza ,e dalla posizione di ogni componente del gruppo nonchè dal volume che si usa..(da quanto smacca il batterista figlio di buona donna!!!)
sempre a proposito di posizione dell'ampli ho visto la scorsa settimana Ivano Fossati dal vivo. (concerto meraviglioso) non vedevo gli amplificatori dei chitarristi .mi sono fatto prestare un binocolo e sono riuscito ad intravedere che uno dei due li teneva dietro alla cassa del basso, A desta un 'combo orange a sx un vox .. tutti e due erano girati completamente con i coni rivolti all'indietro (ovviamente microfonati e monitorati a dovere) . però è un bel vantaggio se si pensa che si può regolare l'ampli per farlo rendere al meglio senza creare nessun problema. ciao buon fine settimana a tutti
Comments
giorgio montanari
Sun, 02/15/2009 - 00:00
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Quale cassa?
Se hai una cassa aperta o semi aperta, basta mettere l'ampli col retro rivolto ad una superficie riflettente (muro, ad esempio). Una soluzione molto figa e costruirsi una paratia in multistrato a doppia anta, ogni anta grande quanto il retro della cassa. Si giungono le due pareti con dei cardini, e si posiziona il tutto ad angolo retto col lato interno rivolto verso il retro dell'ampli il tutto deve risultare piu' o meno cosi' visto dall'alto: < [] dove il segno di minore e' la paratia a doppia anta e le due parentesi sono l'ampli). In quasto modo si rende l'ampli piu' direzionale e si guadagnano in frequenze medio basse. Provare per credere.
badmirror
Sun, 02/15/2009 - 01:02
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Varie
Credo sia una delle cose più laboriose e spesso sottovalutate, in effetti ognuno sviluppa poi la sua soluzione, tra cui alcune potrebbero essere:
1 Lastra di plexiglass davanti all'ampli.
Pro: è un materiale che filtra automaticamente gli alti fastidiosi e ne evita la direzionalità antipatica, ti permette di tenere dei buoni volumi, non dai fastidio agli altri (spesso non è tanto il volume quanto la brutta propagazione di certe frequenze a dar noia).
Contro: costo, peso
2 Cassa aggiuntiva: se sull'ampli hai l'out per un'altra cassa ti compri una 1x12 e te la metti davanti a mò di spia
pro: fedeltà del suono, meglio delle solite spie di palco che passano i suoni di chitarra gracchianti
contro: unica gestione del volume diretta sull'ampli
3 Ti compri un buon ear monitor
pro: finiti i problemi di soundcheck
contro: costo elevato se vuoi un buon prodotto, abitudine a suonare con una/due cuffiette
4 Preso come assunto che con l'ampli vicino ai piedi non sentirai mai, cerchi ogni volta la posizione più adeguata a giusta distanza, cercando anche di relazionarti agli altri strumenti, in casi impossibili giri l'ampli e microfoni, però nel 90% dei casi mi sa che toccherà affidarti alla spia di palco
pro: gratis
contro: lo sai già, è uno sbattimento
myspace.com/dinamorockband
bruno
Sun, 02/15/2009 - 08:53
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acustica ambientale
hai toccato un problema spesso trascurato dai piu' ma che e' di importanza fondamentale in qualsiasi genere musicale.
Io che oltre ad essere appassionato di blues e rock sono anche appassionato di musica classica ti posso dire che l'acustica ambientale non e' un fattore importante, ma importantissimo. Ecco perche' i teatri e gli auditori sono costruiti con grande attenzione nei confronti della diffusione del suono. Nell' HiFi e' arcinoto che la stanza e il posizionamento delle casse acustiche fa la differenza, e ci sono poi certi tipi di casse che sono molto piu' critiche di altre nel posizionamento.
Nell'ambito della musica amplificata c'e' poi un altro fattore: tutti gli altoparlanti, quale piu' quale meno, concentrano l'emissione delle frequenze acute in un fascio alquanto ristretto che parte dalla cupola dell'atoparlante stesso. Tra lo stare davanti all'altoparlante all'altezza delle orecchie e lo spostarsi lateralmente, la percezione del suono cambia.
Spesso si sentono pareri molto discordi sugli stessi modelli di amplificatori da parte dei colleghi chitarristi. In una certa misura questo e' dovuto alle condizioni (posizionamento e ambiente) in cui l'ampli e' stato provato. Io ho acquistato un Fender Champ600, in negozio mi ha fatto un impressione, a casa un altra, poi mi sono accorto che con il suo altoparlante da 6" e' fortemente sensibile al posizionamento, collegando una cassa esterna con altoparlante piu' grosso il problema si riduce assai.
Per ridurre il problema degli acuti direzionali, si puo' utilizzare il "Beam Blocker"
vedi: http://www.webervst.com/blocker.html
ciao Bruno
godin
Sun, 02/15/2009 - 10:01
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estremizzo....
oltre a quanto giustamente scrive Paolo, mi permetto di estremizzare e ti dico, per la sala prove dove magari hai un attimo di tempo per fare esperimenti, CON L'AMPLI A TERRA TROVA IL MODO DI INCLINARLO (anche di 45 gradi, se necessario) IN MODO CHE TI SPARI DIRETTAMENTE NELLE ORECCHIE .... poi fai quello che ti dice Paolo, poi fai quello che ti dicono gli altri... la soluzione sicuramente la trovi!!!
giorgio montanari
Sun, 02/15/2009 - 10:57
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R: estremizzo....
--- CON L'AMPLI A TERRA TROVA IL MODO DI INCLINARLO (anche di 45 gradi, se necessario)
Solo che poi quelli nelle prime file non ti sentono. Al massimo quelli in loggione oppure quelli appesi al lampadario. ;-)
godin
Mon, 02/16/2009 - 00:21
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R: estremizzo....
O Giorgio mio, parlavo della sala prove.....
:-)))
bruno
Sun, 02/15/2009 - 13:36
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R: Ciao Davide.regole standard
"Ecco la ragione per cui io non riesco più ad usare amplificatori sullo stampo del fender twin che preso da solo ha un suono bellissimo. sono bucati sui medi e tra bassi ed alti contribuiscono solo a creare un terribile pastone insieme agli altri strumenti."
Ne so qualcosa. Quando suonavo col complesso avevo appunto un vecchio Fender che nonostante mi piacesse un casino, in gruppo non mi ha mai soddisfatto finche' un giorno andammo a suonare all'aperto e in quell'occasione ne usci fuori un suono bellissimo. Il problema del "notch" sui medi e' a mio avviso un fattore determinante nel carattere dei Fender BF/SF. I Fender Tweed non avevano invece questa caratteristica.
Tuttavia si puo' modificare un BF/SF in maniera reversibile (quindi senza perdere il suo valore commerciale) in modo da selezionare a piacere il tipo di risposta , o quella originale scavata sui medi o una scavata poco o niente sui medi (che dovrebbe essere simile a quella di un Tweed). Si tratta di sostituire il potenziometro degli acuti con uno dello stesso valore ma con switch che si aziona tirando la manopola, e fare i collegamenti in modo tale che lo switch azionato metta in parallelo al classico condensatore da 250picoF facente parte dell'equalizzatore, un'altro da circa 2700picoF.
Il problema e' che non e' facile trovare il pot con pull switch adatto, deve essere da 250 (o 220) KOhm logaritmico tale che a meta' corsa il valore sia il 30% del valore nominale.
Paolo che ne pensi di questa soluzione? Io vorrei adottarla nel prossimo ampli che ho intenziona di costruirmi.
e che ne pensi del beam-blocker?
ciao Bruno