La bolla speculativa del vintage

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La Anchorage Capital Partners (London) ha creato un hedge fund per raccogliere capitali da investire in chitarre vintage.

Vederla da 'chitarraio' mi fa' scorrere un brivido freddo su per la schiena: le chitarre di questo fondo verranno chiuse in cassaforti a umidita' controllata, dove potranno beatamente apprezzarsi per l'eternita'.

Dal punto di vista dell'operatore finanziario e' la manna dal cielo: un bene richiesto, disponibile in quantita' limitatissima.

Stiamo assistendo alla trasformazione degli strumenti in vere e proprie opere d'arte. Molti investors vedono nell'arte assets sicuri, meno vulnerabili al mercato... per questo non e' una bolla. Tecnicamente posso essere definiti come assets difensivi. Se vediamo l'andamento di altri titoli (es. farmaceutici) o di altri assets difensivi (oro, diamanti etc.) notiamo lo stesso trend al rialzo.

Il perche' e' presto detto: quando il valore nominale di un titolo o di un bene trascendono il suo valore reale, allora il mercato si restringe. In un periodo di carenza di liquidi come gli ultimi due anni (ma anche il 2007 e' andato peggio del 2006...), quelli che si scambiano questi beni sono sempre di meno, sempre piu' ricchi. I prezzi riflettono solo i compratori, eludendo le normali regole di mercato (guarda quanto e' valutata una Ferrari GTO, un violino Stradivari, un Manet etc.).

In scala ridotta lo stesso avviene per le chitarre. Ad esempio i possessori di 'burst originali nella maggior parte dei casi non fanno che scambiarsele in un circolo esterno al mercato generale che non e' interessato/non si puo' permettere il prezzo di acquisto. Ma... se si riesce ad 'entrare' nel circolo, c'e' da fare dei bei guadagni. Per questo non e' una bolla, come puo' essere quella dell'edilizia abitativa. Perche' nessuno puo' accendere un mutuo per comprare una Super400 vintage, e perche' il numero degli strumenti e' destinato a scendere e non ad aumentare.

Domani vado a comprare un paio di Les Paul nuove per i miei pronipoti: it seems like a good idea, innit.

 - Come per i comunisti e' finito il comunismo, per noi potrebbe finire la fica! R. Remotti

...il Titanic sta già affondando. Da una discussione che il Professor Vintage ha avuto con il mio teutonico referente (Nik H.), i valori "reali" dovrebbero essere  del 50% inferiori rispetto al picco pre-crisi finanziaria. Per chi non lo sapesee, oltretutto, Gruhn è un attento osservatore dei mercati finanziari e delle correlazioni con il mercato del vintaggio, come ebbi modo di constatare da una sua vecchia "newsletter" (probabilmente recuperabile dal suo sito www.gruhn.com).

Checcentra, direte voi?

C'entra che anche i prezzi del vintage sono stati condizionati (per i venditori: "hanno beneficiato") del contesto di "easy money" e sono stati soggetti anch'essi ad esagerazioni e distorsioni dovute a manie d'investimento. L'avvitarsi al rialzo dei prezzi ha creato una bolla specifica che si è autoalimentata, grazie a tantissimi 'mericani che avevano rifinanziato i loro immobili, intascandosi dollari che hanno speso altrove - in borsa, in altri immbili, per chitarre "da investimento" (e non), per consumi voluttuari.

Io sto aspettando di poter mettere le mani su una strato del mio anno ('63), usata bene, per $6'300 (e non 16'300 o 26'300) :-)))

Paul

>i valori "reali" dovrebbero essere  del 50% inferiori rispetto al picco pre-crisi finanziaria

Dovrebbero, appunto. 

Diciamo che nel 2010/2011 l'economia mondiale si riprenda, credi che il valore si abbasserà? Spero per te di si, ma da come la vedo al massimo si attesterà ai valori correnti. Il punto è che questo settore è totalmente sganciato dal mercato,e governato da pochi, pochissimi pricemakers (i quali sono gli stessi che generalmente posseggono gli strumenti) che non hanno certo interesse a che i prezzi si abbassino. Come i paesi dell'OPEC con il petrolio. 

 - Come per i comunisti e' finito il comunismo, per noi potrebbe finire la fica! R. Remotti

Allora - diciamo che Gruhn ha roba in pancia (per usare un linguaggio da borsino) che non riesce a collocare a prezzi del 30% inferiori a quelli pubblicati (sempre secondo la conversazione con la medesima fonte teutonica).

D'altro canto Mark's Guitar Loft aveva da vendere una 1955 Goldtop, refinished, con componenti originali e senza danni ... mi ricordo che era partito da 60mila (se non sbaglio)  e l'ha finalmente venduta a 17mila talleri verdi  °_°

La ripresa, se e quando si manifesterà sarà una verosimilmente una "jobless recovery", ed in gni caso prima devono risalire - e di parecchio i prezzi degli immobili negli US (si calcola che ci sia una buona porzione di ipoteche dove il prezzo dei mattoni sottostanti è del 20-25% inferiore all'ammontare del debito!). Nel frattempo sono anche cambiate le abitudini dei consumatori USA, che avrebbero ritrovato (spero per loro) una certa "sobrietà" nei consumi. Quindi è verosimile che nel futuro certi eccessi dovrebbero manifestarsi con minore intensità, e riflettersi di conseguenza anche sui prezzi del vintaggio.

Poi vedremo, neh? ;-)

 

Paul