Decima puntata della rubrica che vede Daniele Bazzani e Giovanni Onofri parlare delle...
Il tempo atmosferico ha sempre quel qualcosa di bastardo. Ti coglie impreparato sempre, se piove quando non è previsto, se fa freddo e non ci hai fatto caso, se fa caldo e sei vestito pesante.
Stasera non fa eccezione.
E' la classica notte di primavera, 30 gradi di giorno 13 di notte. E io con solo la camicia, un buon modo per prendere malattia quando si lavora di domenica. Certo che il riscaldamento in auto non si può vedere il 30 maggio.
Poi l'illuminazione.
Dalla radio il cd con i pezzi da inserire in scaletta inizia a sussurrare un riff pulito. Entrano il basso e la batteria, e la voce parte che un bel "I wish I was a neutron bomb...".
Forse ci siamo.
Si attacca il repeat, ed ecco che ci siamo davvero. Auto, atmosfera giusta, un po' di inquietudine che mi trascino dentro da un paio di giorni, ed il gioco è fatto.
L'ultima volta... Nel lettore CD c'era Led Zeppelin III, era una primavera di aprile, c'era ancora una lei, e i pensieri andavano alla piccola città di cui esploravo le curve ancora una volta... Stavolta non c'è una lei, sono le due di notte, e la ninna nanna che passa il CD va ascoltata con il maggior numero di dB possibile, pena l'inefficacia.
La strada è sempre quella, è quella da quando sono nato. Solo qualche rotonda in più. Sulla provinciale per uscire dal paese, poi a seguire a sinistra per prendere la comunale che passa in pratica nel centro del secondo paese, quello che hai conosciuto a tratti, che pensavi sarebbe diventato un bel punto di riferimento, che poi alla fine... beh pensavo male. Uno a zero per gli altri e palla al centro. Si rinizia a combattere.
La curva prima della caserma, poi il rettilineo, dosso e a destra l'oratorio. Che cazzo c'entravo io... Eppure, concerto, feste, litigi, orette di lavoro. Pensavo quasi quasi sarebbe diventato un punto di riferimento importante. Pensavo anche qui male. Due a zero e palla al centro. Da qui ci ripasserò, non prima di aver guarito le inquitudini, stabilito nuovi obiettivi, capito bene che cosa sono diventato e imparato a prendermi meno sul serio. O almeno a prendere meno sul serio le inquietudini di cui sopra. E' sempre singolare raggiungere gli obbiettivi prefissati e ritrovarsi a stare male se non se ne trovano subito altri. Come se l'appagamento non fosse mai arrivato. Ed ecco che si stabiliscono punti intermedi, punti di riporto, senza i quali non c'è controllore radar che ti porti a casa. Ti perdi e chissà quando torni.
I Pearl Jam continuano e intanto siamo alla solita doppia curva, quinta-quarta, nessuna luce dall'altra parte, taglione e di nuovo quinta. Anche l'asfalto è lo stesso. Solo un nuovo capannone lì, appena prima del cartello di località, dove prima c'era il solito campo di grano.
Sono passati parecchi anni, e di vasche ne ho nuotate un po' meno, le ore suonate sono aumentate, quelle lavorate anche, mentre le ore passate sui manuali sono diventate ricordi caldi da tirare fuori ad ogni rimpatriata. E' inutile fare un giro in centro. Non me lo godrei troppo, lo risparmio per un'altra sera, magari più calda. Sono grande. Ho fatto un giro intorno ai miei sogni, attorno agli obiettivi, alla piccole sfighe, alle botte di culo e a tanto altro.
Ed ancora qui, per la via che taglia dietro casa, a cercare risposte alle domande che ronzano dallo stomaco al cervello, a capire che sono uno zingaro, a capire che ho bisogno di altri stimoli, di altre storie. Di altre emozioni. Tutte da trovare e da incastrare nelle scelte che ho fatto, senza tutti quei rimorsi che uno di provincia prova tradendo la sua terra. Eppure quegli stessi tradimenti, tutti in buona fede... Beh non avrei passato quello che è stato.
Inizia il recupero, due a uno, e si riparte.
Arrivo, parcheggio, prendo tutta la roba e mi avvio verso casa... Un po' la paura del futuro sparisce. Non avrò certo la possibilità di essere all'oratorio, di vivere la vita del partito, della squadra di nuoto o di calcio.
Però ho un demo registrato, dieci canzoni nel cassetto, un gruppo in via di sviluppo (e le finiranno bene ste cazzo di superiori sti ragazzi!), l'estate davanti, una domanda di trasferimento per Bologna da compilare, il conto in banca che è sempre a 4 cifre, e ispirazione buona. E la certezza di cosa farò nel futuro. Due a Due, tutti negli spogliatoi e si vedrà al ritorno.
Sto giro non mi hanno fregato, i miei pensieri stavolta gli ho fottuti io. Domani si rinizia a salire, a vivere alla giornata tentando di portare avanti l'orizzonte. La power ninna nanna ormai sta sfumando. Le palpebre anche.
Sognate, dormite e progettate. Domani ne parliamo...
In fondo molti vorrebbero dire "I wish I was a messanger, and all the news is good"
Comments
gabbo
Wed, 06/03/2009 - 11:15
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io invece vorrei
io invece vorrei scappare..
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gabbo
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FerroFe
Wed, 06/03/2009 - 17:40
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R: io invece vorrei
Alla fine anche quella è una scelta!!
Ovvio, un posto o a Reggio Emilia o a Montichiari c'è sempre... Visto che c'è il lago, ti comsiglio il secondo!! :-D
Tieni duro!!
Easy like sunday morning... Sometimes!
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