Decima puntata della rubrica che vede Daniele Bazzani e Giovanni Onofri parlare delle...
Ciao a tutti, ad un anno dall'acquisto ho fatto ieri la prima botta sul corpo della mia fender strato amaerican st. rossa, un buchetto largo 3 mm e via la vernice. Per me è stato come fare un buco su di me, ma mi dicono che coì è più vissuta. Cosa si fa in questi casi, restauro o si lascia cosi?
Grazie
Andrea
Comments
toccataefuga
Wed, 09/15/2010 - 14:34
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eh lo so che fa male... per
eh lo so che fa male... per esperienza (purtroppo)
sono uno che tiene le chitarre come reliquie: mi piace toccarle e guardarle millimetro per millimetro mentre le ripulisco, dopo averle suonate, prima di riporle nella loro stanzina (quasi climatizzata), appoggiate sugli stand che ho foderato di cotone per evitare che quella gommaccia si incolli su di esse, e le ricopro con un panno (sempre di cotone), per evitare che la polvere ci si depositi.
ma nel contempo sono un po' pigro e per praticità le porto in giro con la custodia morbida in spalla, anche se già so che è un grosso rischio.
a causa della morbida ho fatto proprio dei danni, tipo decapitare una semiacustica (mentre cercavo le chiavi di casa in tasca, mi è scappata di mano e si è fatta un pianerottolo di scale) e bollare di brutto una strato (a causa di un scivolone, con relativa culata in terra... anche della chitarra).
però la custodia non è l'unico pericolo in agguato, infatti anche la cinghia della tracolla mi ha tradito 2 volte: una volta si è strappata (non era la mia... cazzo! da allora non accetto più tracolle dagli sconosciuti!) e qualche sera fa si è sganciata e così ho fatto il primo segno sulla SG che ho da 4 mesi!
un altro pericolo sono i bassisti, che sventolano quei manici con relative palette giganti, in giro per le salette, vagando nel loro mondo sognante, pensando che intanto si spostano gli altri! sì!!! 'sto sfogo è perchè anche sulla mia castomsciop c'è un bel segno sul top, lasciato da una palettata del mio distratto bassista (ma vi assicuro che ne ho conosciuti più di uno così! loro son belli beati!!)
ogni segno è un promemoria. e perciò (a parte la paletta mozzata che feci riparare) le chiarre che ho ancora portano le loro belle cicatrici... ma mi sembra che suonino un po' meglio ;-)
ciao
stefano
ps. se però a te è saltata solo un po' di vernice (ed il dolore è insopportabile X-D) credo che sia facilmente ripristinabile.
joevint
Wed, 09/15/2010 - 15:30
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R: di solito la prima cosa da
>>> Per consolarsi, il giorno dopo si esce e si compra un pedalino. Che uscirà dalla sua scatola solo per la entusiasmante prova di mezz'ora una volta a casa.
Se il pedalino è uno di quelli che costano poco e valgono meno ( si' proprio quelli), lo si mette sotto il trapano a colonna e, montata una punta del tredici, gli si pratica un foro passante. Dopo aver controllato se sia visibile la luce attraverso il foro, lo si rimonta in pedaliera, essendoci la fondata possibilità che funzioni meglio di prima.
Se questo non dovesse accadere lo si pone nel cassonetto dell'umido, per impedire che venga riciclato e ritorni a nuova vita, sotto forma di pedale per chitarra o qualsiasi altra cosa ;-)
joe
Billbax
Wed, 09/15/2010 - 20:26
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Ciao, Â Â Â Â Â Â Â Â io un
Ciao,
io un bel giorno, dopo qualche mese dall'acquisto della Strato che vedi nella mia foto, mi sono ritrovato un bel pezzo mancante di vernice dovuto ad una botta che io so di non avergli dato!
Praticamente si e' scagliata di 2cm x 0,5cm circa per fortuna in un punto che se ce l'hai a tracolla non si vede, pero' le balle giravano eccome e ci ho tenuto il pensiero per qualche anno.
Quest'inverno idea geniale.. ho preso un pennarello nero indelebile, ho "verniciato" la parte visibile del legno e ho riempito di vernice trasparente la scalfittura.
Se controlli si vede che e' stata riparata ma se non lo sai nemmeno te ne accorgi, pero' come ogni cosa e ogni persona le ferite fanno parte della vita e della propria storia, quindi su col morale! L'importante e' che suoni ancora bene come prima della botta.
Cio' non fa' si che la tua chitarra divinamente torni come prima, ma e' solo per dire che e' cosa comune..
Ciao
Ettore