L'età dell'oro del Made in Japan: l'epopea delle "Lawsuit"

Author: Kernel7 / Date: Sat, 06/14/2008 - 16:15 /

PREMESSA  

Fin qui, sembrerebbe semplicemente una blanda copiatura di un marchio, proponendo un prodotto che ricorda esteticamente qualcosa di ben più blasonato, ma con un millesimo della qualità, come succede attualmente in Cina ... il problema è che quando i Giapponesi fanno qualcosa lo fanno bene ;) , ed è risaputo che queste chitarre fossero costruite in modo più che pregevole, ma soprattutto che suonassero DECISAMENTE BENE ;) !

Una delle prime marche giapponesi che iniziò a proporre copie di chitarre famose fu la Ibanez, ma non fu il suo mercato principale.
Chitarre veramente valide iniziarono a vedersi verso la fine degli anni '70 / inizio '80, con l'avvento di marche come Burny , Greco, Orville e Tokai (le quali basavano il loro catalogo principalmente sulle copie di LP, SG, Tele e Strato) ed Aria Pro II (la quale produsse delle lawsuit eccezionali, ma abbandonò presto il mercato delle copie per proporre delle linee di chitarre proprie, anch'esse incredibilmente ben costruite).

Per darvi un'idea della qualità di queste copie sappiate che la Gibson fu “costretta” ad inaugurare il brand "Orville by Gibson" , cooperando con alcuni produttori giapponesi, per creare delle chitarre (solo per il mercato giapponese) pur di fermare la concorrenza spietata degli altri marchi, come fece peraltro la Fender, dando il via al marchio “Fender Japan”.

Ovviamente, non tutte le chitarre prodotte da questi marchi erano la "top-of-the-line". Infatti, come succede anche ai giorni nostri, anche loro produssero delle serie economiche dalla qualità inferiore, anche se Made in Japan; l'importante è saper discernere tra le serie entry-level e quelle di vera qualità e non prendere per buono qualsiasi cosa una marca faccia, proprio come succede adesso!

Attenzione, inoltre,che non tutte le chitarre di questi marchi venivano prodotte in Giappone! Alcune venivano fabbricate in Korea o Cina, ed erano più economiche e di qualità inferiore.
Le chitarre prodotte in Giappone spesso venivano addirittura costruite dalle stesse fabbriche produttrici; i due stabilimenti produttori più importanti dell’epoca erano sicuramente Matsumoku e Fuji-Gen Gakki (che produce ancora chitarre, almeno all’apparenza, spettacolari: http://www.fujigen.co.jp/ ).
Le chitarre prodotte da Matsumoku avevano quasi sempre, da qualche parte, la scritta “Matsumoku, Japan”: questo conferma al 100% che la chitarra è interamente giapponese e non coreana o cinese ;).

In linea di massima, comunque, per capire l’effettivo valore di una chitarra ai tempi in cui è stata prodotta, basta leggerne la sigla: era d’uso, infatti, nominare le chitarre secondo il prezzo di listino a cui venivano vendute.
Questo significa che , ad esempio , se dovete scegliere tra una Aria Pro PE-1000 ed una PE-1500, sappiate che la 1500 sarà indicativamente quella con le caratteristiche migliori; infatti, quei 1000 e 1500 corrispondono al prezzo in yen (abbreviato) al quale la chitarra veniva venduta: più alta è la sigla, maggiore sarà la qualità della chitarra stessa. Questo valeva per la maggior parte delle chitarre giapponesi dell’epoca, anche se bisogna tenere conto della "contemporaneità" delle chitarre (ovviamente, non si può paragonare una chitarra del '76 con una dell'89 solo tenendo conto del fattore prezzo - il valore dello Yen sarà irrimediabilmente diverso!).

Di seguito vi illustrerò un pò di indizi per riconoscere, per alcune delle marche principali ed attraverso dei piccoli particolari, l’anno di produzione della chitarra, e se essa sia giapponese o meno, in modo da evitare fregature su eBay o altri posti di E-Commerce. Ovviamente non è una bibbia, e lo studio di queste chitarre è ancora lontano dall’essere completo, quindi quello che vi propongo più sotto può anche non essere vero in certi casi, anche se nella maggior parte delle volte lo è!

 

GRECO

La Greco fu una delle prime marche a proporre sul mercato chitarre “lawsuit”. Le prime chitarre di ottima fattura dalla Greco si iniziano a vedere intorno alla metà/fine degli anni ‘70; ecco come risalire all'anno di fabbricazione della chitarra secondo il seriale (ce ne sono due formati, ve li illustrerò entrambi):

- PRIMO FORMATO DEL SERIALE: è formato da, consecutivamente, 1 lettera che sta ad indicare il mese di fabbricazione (A=gennaio, B=febbraio, C=marzo, D=aprile .. e così via), 2 cifre (che stanno ad indicare l'anno di fabbricazione, ad esempio 78=1978) , ed altre 4 cifre (che stanno ad indicare il numero di fabbricazione:
Esempio di numero seriale: C781234 = "Marzo, 1978, chitarra n° 1234".

- SECONDO FORMATO DEL SERIALE: è una versione semplificata del precedente. E' composto da una cifra che sta ad indicare l'anno (8=1978, 9=1979, 0=1980) , ed altre 4 cifre consecutive (che indicano il numero di produzione).
Esempio di numero seriale: 01234 = " 1980, chitarra n°1234".

Come si riconosce una Greco Made in Japan

Se si parla di modelli Les Paul, solitamente le Made in Japan hanno il copri truss-rod fissato alla paletta solo da due viti, mentre le versioni coreane lo hanno fissato da tre viti.
Inoltre, sempre per le copie LP, nelle chitarre giapponesi il “tennon” (l’attacco del manico) è di tipo lungo, cioè arriva quasi fino alla fine dello scasso del pickup al manico, mentre negli esemplari coreani il tenon è corto ed arriva solo all’inizio dello scasso (potete vederlo nelle due immagini qui a fianco – a sinistra potete vedere il tenon corto, a destra quello lungo ).
Come regola generale, le Greco MIJ (made in Japan) utilizzavano dell’ottimo cavo schermato a maglia per il wiring interno, mentre le coreane utilizzavano cavo di plastica non schermato più scadente. 

 

BURNY / FERNANDES

Un’altra marca degna di essere citata è la Burny / Fernandes (Burny veniva usato per le repliche Gibson, Fernandes per le repliche Fender). Chitarre dalla grandissima qualità, vennero usate addirittura da tre mostri sacri quali Joe Walsh degli Eagles, Robert Fripp dei King Crimson e Steve Hackett dei Genesis.

Sono anche famose per avere i migliori pickup tra tutte le chitarre “lawsuit”. I migliori esemplari sono datati tra la fine degli anni ‘70 fino agli ultimi anni ’80.
Le copie Fernandes delle Stratocaster sono ampiamente considerate come MIGLIORI delle Stratocaster USA di quel tempo!

LETTURA DEL SERIALE: Queste chitarre molto raramente erano provviste di un seriale. SI può comunque risalire all’età di una chitarra guardando il copri truss-rod: quelli a forma di campana, uguali a quelli montati sulle Gibson, indicano che la chitarra è nata tra il 1970 e i primi anni ’80; i copri truss-rod a forma di campana ma con due piccoli “corni” che escono dai lati sulla parte superiore indicano che la chitarra è stata costruita dalla metà degli anni ’80 fino agli ultimi anni ’90. Da questo punto in poi, si troveranno solo copri truss-rod a forma di “palazzo”, e montati alla paletta non più da due viti, bensì da tre.

Come si riconosce una Burny / Fernandes Made in Japan

L’impresa non sembra essere difficile, in quanto praticamente tutte le Burny / Fernandes dagli anni ’70 fino agli anni ’90 sono state costruite in una o più fabbriche giapponesi (Terada, Matsumoku, Tokai, Fuji-Gen). Purtroppo, però, non sono sicuro di questo, e in rete si trova relativamente poco, quindi qui il campo è ancora aperto. 

 

TOKAI      

La Tokai iniziò producendo chitarre acustiche , e divenne famosa per la sua collaborazione con la Martin (produceva le chitarre Sigma By Martin) , ma intorno alla metà degli anni ’70 iniziò a produrre chitarre elettriche, perlopiù copie di chitarre famose all’epoca.

Anche in questo caso le chitarre sono di ottima qualità e alcune Tokai si sono viste tra le mani di chitarristi del calibro di Stevie Ray Vaughan, Brian May, Billy Gibbons ed ancora Robert Fripp.

LETTURA DEL SERIALE: le copie Gibson sono generalmente fornite di un seriale di 7 cifre stampate nel retro della paletta. Fino al 1989, il seriale era di questo formato: 1XXXXXX . Il primo numero del seriale indicava la cifra finale dell’anno di produzione (in questo caso, ad esempio, 1981). Dal 1989 in poi, adottarono un formato di tipo 89XXXXX , che indicherebbe, ad esempio, una chitarra del 1989.

Come si riconosce una Tokai Made in Japan

Per le Tokai è molto semplice! Tutte le Tokai , fino al 1989, sono state prodotte in Giappone; da 1989 in poi, sono state prodotte anche in Korea; tuttavia, per queste ultime basta osservare il solito copri truss-rod: le coreane lo hanno montato da tre viti, le giapponesi da due. Inoltre, le LP coreane montato un Tune-o-matic di tipo Nashville, mentre le giapponesi ne montano uno di tipo ABR-1. 

 

ORVILLE

Orville, più che una vera e propria marca giapponese, fu una strategia di mercato della Gibson, per cercare di fermare la concorrenza degli altri marchi, i quali producevano chitarre più che ottime ad un prezzo molto inferiore delle Gibson USA.

Decisero, quindi, di creare una nuova linea di chitarre che si collocava, come fascia di prezzo, tra le Gibson USA e le Epiphone Korea.
Le Orville erano costruite in Giappone, e furono pensate solo per il mercato interno giapponese.
Ovviamente, anche queste erano ottime chitarre, anche se, ad oggi, vengono valutate molto di più rispetto ad una Tokai o ad una Burny, solo per quel “By Gibson” scritto sulla paletta (magari anche a parità di qualità).
  
LETTURA DEL SERIALE: Visto che sarebbe troppo complicato approfondire qui, data l’enorme quantità di variazioni, vi rimando alla lettura di questa pagina di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Orville_by_Gibson .

Come si riconosce una Orville Made in Japan

Non ce n’è il bisogno, visto che, a quanto pare dal materiale raccolto in rete, sono tutte giapponesi ;) ! Comunque sia, se avete de dubbi, vale sempre lo stesso discorso: controllare il copri truss-rod, il tennon e la qualità dei cavi.

 

ARIA PRO II

Ad oggi, Aria Pro II è considerata una delle marche più sottovalutare tra quelle che sono sorte tra gli anni '70 e gli anni '80; in quegli anni, infatti, Aria ha prodotto chitarre che hanno avuto un ottimo riscontro anche al di fuori dai confini nazionali del Giappone, riuscendo a diventare una marca di riferimento addirituttura negli Stati Uniti, vantando anche una lunga lista di endorser internazionali come il famoso ex-bassista dei Metallica Cliff Burton o la Rod Stewart Band.

Nata nel 1975, ha iniziato a produrre copie delle solite chitarre famose ad una qualità altissima e con un hardware ottimo (Aria era l'unica azienda in Giappone che montava pickup DiMarzio), anche se il mercato delle copie non è mai stato il suo mercato principale.
Aria verrà ricordata soprattutto per la sua magnifica linea di chitarre PE, strutturalmente simili ad un Les Paul ma con alcuni accorgimenti più "moderni", e soprattutto con una linea originale. Ha comunque prodotto strumenti di indubbia qualità , offrendo una linea completa ed una scelta molto ampia.

LETTURA DEL SERIALE: Purtroppo non ci sono informazioni precise, ma la maggior parte delle Aria Pro II hanno un seriale di tipo 1XXXXX, dove il primo numero indica l'ultima cifra dell'anno di produzione e le altre 5 cifre il numero di produzione (1XXXXX = 1981).

Come si riconosce una Aria Pro II Made in Japan

Tutte le Aria Pro II, fino al 1988, sono state prodotte in Giappone, precisamente a Matsumoku; da questa data in poi, alcune sono state prodotte in Korea (ed alcune altre in USA!); per il riconoscimento tra Korea e Giappone, anche qui possono servire come indizi le regole generali delle altre marche: copri truss-rod, cavi utilizzati per il wiring, tipo di "tennon" e così via.

 

CONCLUSIONI 

Ebbene sì, siamo arrivati alla fine di questo interminabile articolo :) !
Lo scopo principale di questo "trattato" è stato semplicemente quello di "dare giustizia" ad alcuni marchi dimenticati dal tempo o sottovalutati dai chitarristi. Non era, invece, mio scopo quello di paragonare queste chitarre a "vere" chitarre Gibson e Fender, ma semplicemente quello di offrire una (più che) valida alternativa a quello che ormai è diventato un duopolio nel mondo della chitarra.  La dimostrazione, insomma, che non occore essere Gibson o Fender per costruire ottime chitarre ;) !

Emanuele