L'ultimo capitolo del mio diario di bordo: assemblaggio finale e considerazioni.
La seconda parte di questo utile (?) tutorial
Sottotitolo: tutorial da NON seguire se il valore affettivo supera di gran lunga quello in euro. Al più leggetelo per puro svago!
Ciao a tutti. Da un po' di tempo mi diletto nella piacevole pratica della costruzione di chitarre elettriche solid body, scegliendone con cura le parti da utilizzare "per quanto possibile" nell' atto di riprodurre in tutte le loro caratteristiche costruttive, stagionatura a parte purtroppo, i mostri sacri che hanno fatto la storia della musica attraverso le loro eccezionali caratteristiche timbriche e di versatilità. Devo dire in effetti, "non per presunzione" che i risultati cominciano man mano ad affiorare e ad essere sempre più soddisfacenti sia dal punto di vista estetico che da quello della godibilità pura e semplice degli strumenti che ne escono. In conclusione, mi trovo a scrivere in questo prezioso sito perché vorrei cominciare ad utilizzare finiture più particolari quali le famigerate Sunburst a 2 Colori che adornavano le splendide Fender sin dagli anni Cinquanta. Non avendo trovato in rete alcun tipo di risposta alle mie domande e considerando che ho notato la massiccia presenza in questo sito di illustri personaggi realmente del mestiere, vorrei poter ricevere utili indicazioni riguardo le procedure ed il necessario da utilizzare per poter realizzare questo tipo di Finitura su body Swamp Ash.
Salve amici di Laster. E' da un po' di tempo che seguo con piacere queste pagine, sempre da lettore silenzioso. Motivato dall'amichevole clima e dalla presenza di vari cialtroni, falegnami evoluti e chitarrai (che tanto mi ispirano) mi sono convinto a postare un articolo ed a condividere con voi l'entusiasmo per la nascita della mia ultima creatura: una simil Strato assemblata con parti Warmoth! Il regalo Natalizio di rito non poteva non avere 6 corde... Concordate?
Salve. Innanzitutto complimenti per questo bellissimo sito e per le preziose informazioni che mettete a disposizione degli utenti. Qualche tempo fa, dato che nella mia collezione mancava un basso, ho deciso di assemblarlo raccogliendo qua e la i pezzi ma ho qualche problemino a sistemare la configurazione dei pickup e dell'elettronica attiva. In breve, al manico ho un EMG 35J, al ponte ho un EMG 35tw dual coil, mentre l'elettronica attiva è la EMG BQS System, composta da un pot balance, un master volume, medi, bassi e treble. Ora, se non ho capito male, tutti i potenziometri e toni in dotazione con i pick-up devono essere messi da parte e, al loro posto, montare quelli in dotazione al BQS che, tra l'altro, sono già cablati tra loro. Le uniche saldature che mi tocca fare sono solo quelle al jack d'ingresso, all'alimentazione e infine ai pickup... ed è qui che mi trovo in difficoltà per i seguenti motivi: 1) per il pickup al neck non ci sono problemi perchè nello schema fornito mi dice di saldare la massa e l'hot sulla scheda collegata al pot del balance e questo coincide... ma per il pickup al ponte i fili sono 6 e qui mi trovo in difficoltà perchè a questo punto, se li raggruppo, non potrò più splittarlo come single/dual coil. 2) nella sua configurazione originaria, il pickup al ponte ha in dotazione un volume push/pull per la selezione humbucker/single coil (in verità, atrraverso dei jumper, potrebbe anche essere configurato come "pickup volume control" o "master volume control", o addirittura "pickup tone control" o "master tone control"). Potrei montarlo e poi prendere l'uscita generale del pot, cioè la massa e l'hot e saldarla sull'elettronica attiva e quindi seguire lo schema che mi è stato dato, anche se poi mi troverei poi con due pot volume sullo stesso pickup... Che faccio? Vi ringrazio per l'attenzione, per la pazienza e per gli eventuali consigli. Ciao. Roberto
Buon giorno, sono un nuovo iscritto. Anni fa ricevetti in regalo una chitarra elettrica di quelle Made in China ed estremamente economica tanto che il corpo è fatto con del medium density ed il tutto laccato a poliesteri. Dopo vari anni avrei deciso di recuperare tutta la parte meccanica ed elettrica e costruire tutte le parti in legno. La lavorazione del legno non è un problema; sono un artigiano falegname, mi occupo anche di restauri e, per divertimento, anche di ebanisteria e intaglio; dispongo quindi di tutte le attrezzature necessarie. Quello che mi manca è la reperibilità di formule e schede tecniche per il corretto dimensionamento dei pezzi. Qualcuno di Voi sa dirmi se ci sono dei testi a tal proposito o se in rete si trovano dei dati utili al mio scopo? Grazie anticipatamente.
Questo articolo parla di un argomento molto gettonato, l’autocostruzione di una chitarra elettrica, ma la vicenda raccontata è un po' originale. Siamo davanti ad un lavoro eseguito da un hobbysta (e fin qui niente di nuovo), che ha cercato di operare con criterio (e fin qui niente di nuovo) pur commettendo qualche piccolo errore (e fin qui niente di nuovo) ma che termina con un risultato nient’affatto esaltante. Anzi, diciamola tutta: la chitarra suona proprio malino.
Salve Laster! Primo articolo-quesito del sottoscritto! Ho da più di dieci anni una Samick Artist Series stile Superstrat con Floyd licensed, capo in ottone, bloccacorde e un set s/s/h. Il corpo, sicuramente di Tiglio che è possibile incidere anche con l'unghia, è straordinariamente ingolfato da uno spesso strato di vernice antiproiettile, inoltre ha lo scasso per un ponte che ho scoperto di odiare: non mi serve a niente! Però il manico non è niente male, tasti non troppo grossi (i miei preferiti sono i medium, questi sono medium-jumbo, se pò fa), idem vale per i pickups, selettore e potenziometri tutto ok. Darà vita a un'altra chitarra!
A volte i blog di Laster riservano delle sorprese. E' il caso di questo blog, trasformato in articolo da homepage. E' interessante documentare la passione di qualche ragazzo per l'autocostruzione. Emanuele è uno di quelli bravi, molto bravi, e la sua passione lo porterà molto avanti di certo. Restiamo in attesa di vedere il prodotto finito. (N.d.R.) Carissimi, oggi son felice come un bimbo! Dopo un paio di mesi di lavoro sulla mia terza chitarra autocostruita (o meglio, seconda, visto che la prima consisteva in un semplice body strato con appicicati sopra un manico e qualche componente elettronico...), oggi posso finalmente dire con certezza che SI PUO' FARE!!.. Ma partiamo con ordine.
In realtà mi son scritto questo papiro per ricordarmi questa prima esperienza e poterla ripercorrere ogniqualvolta ne avessi avuto voglia, ma poi ho pensato che forse poteva esser un poco utile a tutte quelle persone che, come me, un giorno dovessero decidere di assemblarsi una chitarra….dal nulla. Ovviamente non son qui per insegnare nulla a nessuno ma per dare manforte a tutti quelli che “ho a mala pena il trapano in casa” o “l’unica cosa che so fare con le mani, oltre a suonare, non si può dire..” ecc ecc…in poche parole: gli inesperti.
Questa è la storia di un duplice trapianto di cuore. Il primo trapianto ebbe come "donatore" una Variax 600 su corpo Strato con tremolo (il donatore sopravvisse, la chitarra ospite ne uscì con le ossa rotte). Il secondo trapianto ebbe come "donatore" una Variax 500 e come ospite dapprima il cadavere della Strato di cui sopra (esperimenti da dott.Josef Mengele) per poi finire definitivamente nel corpo di una Telly Custom. Articolo dedicato agli amanti del genere "Horror" :-)
Come molti di voi già sanno, ho avuto la tremenda idea di buttarmi in un progetto quantomeno ambizioso: la costruzione di una chitarra doppiomanico 6/12 corde. Ora che il progetto è finito e impacchettato, posso tirare le somme e fare, per Laster, un piccolo riassuno di tutto lavoro necessario...nel caso qualcuno di voi sia masochista come me :)
N.d.R: è con malcelato orgoglio che ci apprestiamo a pubblicare questa serie di articoli. Per tanti motivi, il primo dei quali consiste nella soddisfazione di vedere realizzato un pregevole strumento da parte di un ragazzo poco più che ventenne. Per di più utente di Laster dalla nascita del nuovo sito. Bel lavoro, Emanuele!