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Digitech GSP1101 vs Marshall JCM 900

    

Pensavo fosse interessante poter confrontare una simulazione del mio GSP1101 con il corrispondente ampli "vero" e quindi mi son dato da fare ricorrendo all'unica possibilità che avevo: un test tra la simulazione JCM 900 e la vera testata in mio possesso. Naturalmente con tutti i limiti che una prova del genere può avere; ma anche no. Nel momento del test ciò che sentivo sotto le dita mentre alternavo i due suoni era praticamente lo stesso, e mi sembra che anche a livello sonoro il confronto regga tranquillamente.

versione italianaEnlgish version


Alcune indicazioni necessarie:

Il multieffetto è inserito attraverso il send/return. Il GSP1101 permette di scegliere, per ogni preset, se usare il pre dell'amplificatore o il pre del Digitech stesso (che può essere un JCM 900 come una Triple Rectifier come un Fender Bassman o un Twin etc). Quindi, agendo sulla manopola, non faccio altro che alternare i due pre: il pre "reale" del JCM 900 e quello simulato.

Nel momento in cui seleziono il pre del Digitech, la sezione pre del 900 cessa di funzionare, il volume e i toni non hanno effetto e funziona solo il volume master, quello del finale.

Non ho usato nessuno degli effetti in dotazione al Digitech, le equalizzazioni sono flat. Il suono esce sempre da una  Marshall 1922

 

 

Considerazioni finali

Non ho intenzione di convincere nessuno sulla superiorità dell'uno o dell'altro sistema: personalmente resto un "analog-mind", ma sono contento di poter giudicare senza preconcetti, che in questo campo sembrano essere la regola (l'eterna guerra analogico-digitale...).

I miei preset da palco continuano ad essere sempre a base di pre analogico, ma giocare con gli amp, i pedali e le casse di questo aggeggio non ha davvero prezzo.

Strat 1

 

commenti

eddie5150 Mar, 16/03/2010 - 00:14

ritratto di eddie5150
curiosità...

ragazzi una curiosità...il loop effetti della jcm900 mkII è in parallelo o in serie?

 

 

4 ruote spostano il corpo...2 ruote muovono l'anima!!!

myvox Gio, 19/11/2009 - 12:01

panico???!!!!

Ho sempre suonato con ampli assolutamente vintage tipo vox ac30 anni '60, Hiwatt custom '69, Marshall plexy, Fender d'epoca. Per non parlare dei pedali completamente analogici. Poi qualche giorno fa vado al concerto degli Yes e vedo Steve Howe che spara note da un ampli Line6. Lo avevo visto anche con i suoi soliti twin e vi posso assicurare che il suono era pressochè uguale. Dopo qualche giorno esibizione dei Marillion con Steve Rothery che suona con un Digitech gsp1101 nel Laney L5T. Steve Hackett ha usato spesso ampli Peavy (anche se valvolari)...forse sarà "l'epidemia" degli Steve??? Per carità non si discute la qualità eccelsa dei protagonisti e che questa possa sopperire con il tocco magico alla defaiance della strumentazione...ma perchè? Contratti con gli sponsor? Il panico serpeggia tra le file...

Leonardo Mer, 04/11/2009 - 12:58

ritratto di Leonardo
Blind test

A me piace piu' quello del Marshall ma  vedendo il filmato posso essere stato subliminalmente influenzato.Ho fatto quindi ascoltare l'audio ad un collega di stanza, anch'esso chitarrista ed ha confermato la mia impressione.

Pure te... sei andato a prendere i crunch come parametro che sono il "pane quotidiano" dei marshall... una prova  sul pulito avrebbe fatto un'altra impressione.

Forse lavorando un po' sull'equalizzazione avresti ottenuto un risultato più simile

Di valido c'è che il suono del  Digitech si avvicina molto all'originale e che magari solo ruotando una manopola  hai un passabile twin reverb o un credibile roland jazz cosa che con il marshall non potresti fare.

Mi sono fatto questa idea sul digitale:hai duttilità, hai dei suoni buoni per tutti i generi ma non eccellenti, almeno allo stato attuale

Se ti serve UN SUONO esempio per il blues, devi acquistare il kit del bravo bluesettaro 'ste scatole sarebbero perdenti in  un confronto diretto

 

PS: la prossima volta suona un po' di piu' :-)  si apprezza meglio la sonorità dell'ampli

Strat1 Mer, 04/11/2009 - 13:20

ritratto di Strat1
R: Blind test

una prova  sul pulito avrebbe fatto un'altra impressione.

Lol, il mio JCM900 NON HA un pulito :-)

 

Forse lavorando un po' sull'equalizzazione avresti ottenuto un risultato più simile

è stata una mia scelta quella di tenere tutte e due le equalizzazioni in flat; non mi chiedere perchè...

 

Se ti serve UN SUONO esempio per il blues, devi acquistare il kit del bravo bluesettaro

mmmmhhhh...dovrei averlo...

Leonardo Mer, 04/11/2009 - 16:52

ritratto di Leonardo
R: Blind test

per una prova  sul pulito ,  intendevo dire impiegare il digitech in un test sui suoni clean forse  più alla sua portata 

Enzo85 Mer, 04/11/2009 - 12:37

ritratto di Enzo85
confronti e solite questioni.
Ciao strat.

Come avrai intuito da quello che hai potuto leggere su questo sito, la mia apertura mentale nei confronti del digitale è ampia e priva di pregiudizi.
Tuttavia, devo ammettere che, come tutte le cose ha i suoi pro e i suoni contro, contro che vengono azzerati o esaltati a segonda di:

- destinazione d'uso (ambito professionale, amatoriale, puramente ludico o da studio)
- gusti personali dell'utilizzatore
- precedenti esperienze con protoddi di livello superiore o inferiore

Tornando alla prova, faccio una piccola constatazione.
Hai utilizzato come finale (ovviamente) quello del tuo jcm900, che pur non essendo il migliore ampli al mondo ha senza dubbio conferito caratteristiche nuove al suono di base del Digitech. Con questo non voglio dire che la prova abbia poco valore, anzi, sicuramente può fornire spunti interessanti, però bisogna tenere a mente che il Digitech, in questo caso, viene "aiutato" o meno dal finale del tuo ampli a raggiungere una sonorità molto vicina a quella del jcm900 "vero", proprio perchè del jcm ne usa un pezzo...
Ripeto, voglio aggiungere un elemento in più, non polemizzare (non è nella mia indole)

Altro fattore da tenere in considerazione è la risposta al tocco, sarebbe interessante capire se tu riuscivi ad apprezzare differenze sostanziali comparando la risposta del jcm900 vero e del jcm pilotato dal digitech...questo rimane uno dei punti chiave del fatto che si preferisca ancora l'analogico al digitale...anche se, devo dire, che se prendi certi ampli economici anche valvolari, la risposta al tocco non è sempre eccezionale.

Ancora, parlando con diversa gente, più o meno esperta, si è arrivati a dire, che le aziende produttrici di ampli e multieffetto digitali dovrebbero concentrarsi nella creazione di suoni nuovi, non di emulazioni, nel senso che (forse) sarebbe più produttivo tentare di raggiungere buoni suoni, senza la pretesa di simulare quelli storici...tanto si è rivelato quasi impossibile...
Tuttavia, se le simulazioni raggiungessero livelli accettabili sarebbe una cosa grandiosa...oggi c'è ancora una bella differenza, che si nota anche in video come il tuo. E lo dico a malincuore, visto che questo ambito mi interessa particolarmente e tali prodotti mi risolvono un casino di problemi.

Poi, c'è sempre il solito problema delle condizioni di ascolto di samples e video, un video del genere su youtube toglie sempre tanto al suono, quindi è difficile giudicare in pieno.

Ciao.
Enzo

Strat1 Mer, 04/11/2009 - 13:13

ritratto di Strat1
R: confronti e solite questioni.

"Hai utilizzato come finale (ovviamente) quello del tuo jcm900, che..."

si; qui bisognerebbe che si pronunciassero gli specialisti di amp, come pamaz, per esempio; personalmente appartengo alla scuola di pensiero che sostiene che la gran parte del suono la fa il pre; io sono per una percentuale 25/30% a carico del finale. Una prova interessante sarebbe stata il confronto tra il JCM900 e la simulazione mandata su impianto P.A., è probabile che prima o poi la farò.

 

Altro fattore da tenere in considerazione è la risposta al tocco,...

l'avevo specificato in premessa che la sensazione è stata  pressocchè uguale: "Nel momento del test ciò che sentivo sotto le dita mentre alternavo i due suoni era praticamente lo stesso,". La prova regina, comunque, è secondo me quella che si effettua abbassando il volume della chitarra per pulire un pò il suono; a questa il digi ha risposto in maniera eccellente.

 

"le aziende produttrici di ampli e multieffetto digitali dovrebbero concentrarsi nella creazione di suoni nuovi..."

una decina di simulazioni dell'1101 non si richiamano ad ampli noti ma sono etichettati come "Digitech bright clean", "Digitech  clean tube", "digitech blues" e via dicendo; il "bright clean" è quello che ho sceltoper il mio pulito di base

 

 

Non vorrei sembrare però difensore ad oltranza di questa macchina; torno infatti a dire che il suo destino, una volta che rientrerà a casa il mio amp, sarà quello di produrre solamente gli effetti di modulazione e i ritardi e stop; resto ancora dell'idea che far passare una buona strato attraverso una simulazione digitale è un delitto passibile di evirazione.

pamaz Mer, 04/11/2009 - 10:42

ritratto di pamaz
alcune considerazioni

non voglio farmi mandare a quel paese, ma come ho già avuto modo di dire, le clip sono spesso insufficienti a valutare decentemente qualcosa.
In secondo luogo, non odiarmi strat1, il jcm900 non è famoso per essere un amplificatore fantastico, sopratutto in considerazione del fatto che per iniziare a suonare  da Marshall, il suo master volume deve stare a 8 , situazione questa che credo solo Stef Burns e pochi altri si possono permettere.
Non ho dubbi sul fatto che ormai le simulazioni siano di buon livello, ma ancora io percepisco una differenza secondo me sostanziale tra i sistemi analogici e quelli digitali. E la differenza è tanto più netta quanto più si considerino oggetti d'alta gamma.
semplicemente perchè sono quelli che solitamente tendono ad evidenziare maggiormente il dettaglio.
Pertanto, non faccio fatica a credere che il digitech sia un buon sistema di medio livello, e che in tale fascia ( appunto quella dei jcm900 per capirci) possa tenere botta, ed offrire una flessibilità fantastica, ma sono ancora abbastanza convinto che un buon analogico possa facilmente distanziare un sistema digitale con certa tranquillità.
Puntualizzo. Io non ho ancora provato il digitech, ma in varie occasioni ho provato un AXEFX di un amico e cliente milanese che è al momento considerato il riferimento del settore.
E come dicevo, è eccellente, ma non ancora favoloso come solo certi analogici possono essere.

Paolo

Strat1 Mer, 04/11/2009 - 11:57

ritratto di Strat1
R: alcune considerazioni

Non ti mando a nessun paese e non ti odio assolutamente, perchè, come ho cercato di rimarcare, "apparteniamo alla stessa parrocchia", ossia "quelli che godono a infilare un jack diretto nell'amp e stop"; pensa che fino a qualche mese fa non ho mai usato neanche un pedalino; usavo un replifex perchè non si può fare a meno, dal vivo, almeno di un delay o un reverbero; ma in registrazione non ho mai usato altro che chitarra-ampli.

Chiarito questo, devo dire che ho preso il Digitech solo per sostituire il Replifex, vecchio di 15 anni, campionamento a 16 bit, insomma volevo qualcosa di più attuale per poter avere un miglior chorus, flanger, delay e reverberi Lexicon; e il Digi mi da tutto ciò; se ci fosse stato un rack Digitech senza simulazioni lo avrei preso, ma Digitech fa solo l'1101.  Però a questo punto devo dire che sono stracontento del mio primo approccio con il digitale.

Altre due righe le scrivo in difesa del JCM900. Premesso che il mio è la primissima versione, cioè il monocanale (non è il Dual Reverb nè l'SLX) che viene abbastanza concordemente ritenuto il migliore della serie, ti dico che non è il mio amp standard; essendo quest'ultimo attualmente in riparazione, sono costretto ad usare il 900; anzi ti dirò di più: ho iniziato ad usare le simulazioni dell'1101 proprio per ovviare alle limitazioni date dal fatto che il 900 è monocanale, quindi se servono un pulito, un crunch, un distorto e un "ancor-più-distorto" non puoi usare un monocanale. Il 900 l'ho usato fino ad oggi solo ed esclusivamente per  registrare in studio a volumi alti (condizioni nelle quali, come dici anche tu, mostra la sua pasta); non appena rientrerà il mio amp normale, il 900 tornerà nell'armadio.

Fatta questa lunga premessa, mi dai lo spunto per parlare anche dell'AxeFx.

Non l'ho mai provato, ma ho cercato di capire quali sono le dimensioni della Fractal Audio; l'unica cosa  che ho trovato in rete è questa:

Fractal Audio Systems is a private company categorized under Audio-Visual Equipment and Supplies and located in Plaistow, NH. Current estimates show this company has an annual revenue of $50,000 and employs a staff of approximately 1. (Fonte: http://www.manta.com/company/mmcyz2g).

Ora spiegatemi come fa una compagnia di queste dimensioni (umane e finanziarie) a pagare decine di ingegneri che programmino il software, ingegnerizzino la macchina, facciano i test comparando simulazioni e amp reali, reperire le decine di amp che servono come parametro per iniziare a lavorare su ogni simulazione, a seguire la clientela dopo la vendita, curare i forum, l'assistenza, sviluppare gli aggiornamenti del software; in parole povere a riuscire dove case ben più grosse non riescono. Almeno quando di parla di Digitech si parla di Harman, cioè JBL, Infinity, Mark Levinson, Harman/Kardon, Logic 7, Lexicon, Becker, JBL Professional, AKG, Crown, Soundcraft, Revel, DigiTech, dbx, BSS, Studer: alcune decine di migliaia di persone tra cui "pescare" le giuste professionalità. Secondo me la migliore mossa di Fractal Audio è stata quando hanno deciso il prezzo di listino, stranamente altissimo. Magari sbaglio, ripeto che non ho mai provato questo miracolo tecno-economico (al quale hanno dimenticato pure di fare una comoda connessione USB, che il Digitech ha).

robyz Ven, 13/11/2009 - 12:14

ritratto di robyz
R: alcune considerazioni

Il tuo discorso è corretto e lo condivido in gran parte ma credo che questo caso vada isto più come un'eccezione alla regola, spiego perchè:

Il primo aspetto riguarda la questione "tecnologica", oggi qualsiasi smanettone con un po' di manualità con il saldatore e abbastanza scafato da conoscere i siti giusti su internet può decidere di farsi da se quasi tutti i pedalozzi analogici storici (o basati anch'essi su altri ancor più storici), magari le difficoltà subentrano quando si tratta di saper ingegnerizzare un prodotto, diminuire costi dovuti agli sprechi (precisazione: se l'azienda, per ridurre i cosi, trova un metodo meno costoso per fare le stesse cose o per minimizzare lo spreco di materiale è un conto, se si limita a usare manodopera meno capace e costosa, se compra i componenti più scarsi è tutt'altra cosa) e offrire un prodotto di qualità, affidabile e con un rapporto Q/P decente è già qualosa non alla portata di tutti.
Quando si tratta di fare prodotti digitali le cose apparentemente si complicano un po' perchè occorrono tecnologie e capacità produttive che non sono acessibili al piccolo artigiano. Questo perchè già fare delle pcb abbastanza complesse per un circuito digitale è qualosa che fai fare all'industria (e quindi devi comprarne parecchi per ammortizzare il costo fisso), le saldature dei componenti sono alrettanto problematiche e servono anche capacità per programmare un DSP... oggi fortunatamente esistono molti produttori di dispositivi generici, di fatto sono architetture di pc o simili che possono essere programmate in modo molto più semplice (addirittura esattamente come si farebbe su un PC) e l'axefx potrebbe essere benissimo qualcosa del genere... ci si appoggia ad un'architettura di questo tipo (i media center, i firewall, i modem che usate per la adsl, il dreambox, alcuni decoder DTT e sat, le NAS domestiche, i centralini telefonici ed una marea di altri dispositivi) e ci si fa produrre una scheda con in aggiunta dell'hardware specializzato (in questo caso una sezione audio di qualità) e poi la si programma... nel manuale si cita un non meglio precisato dual core e in qualche forum si parla di 1,6Ghz di frequenza, caratteristiche che potrebbero far pensare ad un Atom 330 o un C2D ULV, ma anche a qualche cpu ARM. L parte software è la più importante ma è anche quella alla portata di chiunque sappia programmare, c'è una marea di documentazione sul DSP processing, esistono plugin open source su cui studiare e in questo caso il singolo può benisimo arrivare dove l'equipe di ingegneri stracazzuti non arriva.

A questo punto mi piacerebbe documentarmi meglio e sicuramente provare sta Axefx, oltretutto il mio fedele mpx g2 potrebbe decidere di pensionarsi di colpo costringendomi a dover trovare un sostituto (sicuramente non uno ormai abbandonato senza supporto).


Robyz - Grappero forever

zackar Lun, 09/11/2009 - 15:02

precisazione su digitech

e il Digi mi da tutto ciò; se ci fosse stato un rack Digitech senza simulazioni lo avrei preso, ma Digitech fa solo l'1101

 

Digitech fa anche il quad che è un multieffetto con 4 motori, routing selezionabili, non intuitivissimo, ma parecchio carino. Ce l'ho da un annetto e mi piace parecchio!

Cecce Gio, 05/11/2009 - 04:38

ritratto di Cecce
R: alcune considerazioni
Alla Pete Cornish lavorano Pete and Lynda e fanno pedaliere e sistemi di routing dal 1972, guarda che clientela (http://www.petecornish.co.uk/client.html) non penso che certi nomi ci vadano per risparmiare.

Pochi fanno meno di tanti, ma spesso ciò che fanno è meglio, e se lo fanno pagare. Fine OT

La prova è molto interessante, se avessi messo un telo difronte alla cam qualcuno ci sarebbe caduto sicuro =)

Strat1 Gio, 05/11/2009 - 09:42

ritratto di Strat1
R: alcune considerazioni

Il tuo discorso fila, ma nelle dovute proporzioni funziona anche il mio.

Un ragazzo che conosco io fa delle ottime repliche di pedali, fa anche notevoli upgrade a pedali e wha, ed è solo. Se gli chiedi di disegnarti una pedaliera, e lo paghi, lo fa, e lo fa molto meglio di me. Se mi serve un compressore con una determinata risposta, me lo fa.

Invece qui (parlo dell'AxeFx) siamo di fronte a (cito): 50+ Amp Models ∙ 39 Cabinets ∙ 10 Microphones ∙, per non parlare delle decine di effetti.

Quello che vorrei capire è: quanta gente ci vuole per ascoltare ed analizzare uno per uno 50 ampli e 39 casse? Questi 89 articoli, per copiarne il suono, li devi almeno avere davanti, almeno devi noleggiarli; fatta questa analisi, che richiede tempo, persone, attrezzature e denaro, devi tradurre il tutto in bit; insomma, senza stare a scendere nei dettagli, è una mole di lavoro che dubito possa essere fatta da poca gente: per fare un lavoro serio ce ne vuole molta, e pure brava, e per giunta dotata di competenze multiformi (ingegneri-programmatori-musicisti-audiofili).

In una compagnia che conta più di 10.000 dipendenti, se il signor Digitech deve analizzare un reverbero del Fender Twin, telefona al signor Lexicon (dello stesso gruppo industriale) e gli fa "senti, mi mandi tre persone qui per 15 giorni che c'ho da fà 'n lavoretto?". Se deve analizzare la risposta di uno speaker, chiama il signor Infinity o il signor JBL e così via.

Cecce Gio, 05/11/2009 - 13:15

ritratto di Cecce
R: alcune considerazioni
 Ciò che dici tu è logico e molto probabilmente vero, ma è altrettanto vero che ci sono diversi utilizzatori del fractal ed in pochi si lamentano della sua qualità, sarei molto curioso di ascoltarlo con le mie orecchie per capire come suona, ma per l'approccio che ho con il suono e con i pedali non credo che andrei a cercare di tirar fuori un suono identico a quello degli amplificatori cui si ispira, andrei a smanettare nella miriade di comandi per creare un suono mio, identificativo, un amplificatore "personalizzato". Questo con gli amplificatori tradizionali (non digitali) è molto più difficile e sicuramente anche se si avessero le idee ben chiare molto più costoso. 1200€ per un pre ed effetti non mi pare una spesa esagerata.

Sono però sempre convinto del fatto che l'amplificatore digitale migliore sarà quello capace di togliere quell'aroma di finto che ho sentito in tutti, aldilà della capacità di essere più o meno fedele ad i suoni originali cui si ispira. Se il signor Fractal è riuscito in questo, per me, conta poco se poi le simulazioni non sono vicine al suono originale, bisognerà trovarlo e provarlo per bene =D

Ciao

pamaz Gio, 05/11/2009 - 13:12

ritratto di pamaz
R: alcune considerazioni

appunto.
vedi bene che non ci comprendiamo su una cosa.
Il lavoro di manovalanza, è quello dell'analisi del singolo oggetto tramite un qualche tipo di misura. E questo lo possono fare tutti, basta che siano indottrinati sulla modalità di misura da applicare.
la differenza sta nello scegliere COSA e COME  misurare.
il COSA e COME è il punto fondamentale della cosa. E questo può essere frutto tranquillamente di una sola testa, che magari rifacendosi al lavoro, magari pubblicato,  di altre 200000000 persone ha avuto un'intuizione che si rivela vincente.
mai visto i quaderni dell'AES? Sono forse la vera sacra bibbia del mondo audio. E concentrano i risultati di molti studi. Son in libera vendita sul sito dell'AES stessa. Per chi fa ricerca nel settore sono sicuramente una messe di informazioni insostituibile.

Paolo

pamaz Mer, 04/11/2009 - 13:55

ritratto di pamaz
R: alcune considerazioni

Ciao.
non mi sono dato mai la pena di andare a fare l'analisi dell'azienda axe fx, perchè personalmente non ne ho alcun interesse. sapevo che è una struttura di una persona, così come però so che il suo fondatore lavora da anni nel settore e che ha deciso di mettersi in proprio per dare corso al suo sogno di realizzare l' axe fx.
Ora, io non discuto che la digitech sia 1000 volte piùn grande, ma bisogna vedere altri fattori che determinano il perchè digitech abbia fatto quell'oggetto così, pur avendo magari le capacità tecniche di surclassare qualsiasi altro concorrente nel settore del digitale. In questo senso ti inviterei anche a controllare quanto è grande una azienda come eventide, che sicuramente come fama e qualità di prodotti è indiscussa, e ti renderesti conto che è una struttura di  poco più di una cinqantina di persone. Da anni fa sistemi digitali in grado di surclassare sia l'axe fx che il digitech in quanto a qualità sonora ( mai sentito un Orville?)  Sicuramente tante rispetto all' axe fx, sicuramente poche rispetto ad una qualsiasi marshall, fender, digitech, harman kardon , Mark Levinson ( che stava fallendo tra l'altro)  o quant'altro.
Temo che come al solito, le differenze siano nelle idee.
E le idee buone non necessariamente saltano fuori dove si è in tanti.
Relativamente al marshall, lo conosco bene perchè me ne capitano diversi da queste parti. Ribadisco il concetto . Se ti piace come suona va benissimo e non ho nulla da dire, ma non credo sia considerabile un termine di paragone, come ad esempio altri suoi predecessori rimanendo  all'interno dello stesso marchio.
E ti basterebbe attacare un oscilloscopio alla sua uscita con una semplice sinusoide in ingresso, tirando un po su il volume per scoprire che ad esempio la metà buona degli esemplari va regolarmente in autooscillazione. Non mi pare una cosa bellissima.

Paolo

Nicola68 Mer, 04/11/2009 - 10:35

ritratto di Nicola68
Una precisazione

Scusa, una cosa non mi é chiara: dici che il multieffetto é inserito nel send/return (del JCM900 giusto?), come fai in tal caso a bypassare la sezione preamp della testata quando usi il Digitech?
Potresti chiarire meglio i collegamenti?
Grazie.

Nicola

Strat1 Mer, 04/11/2009 - 11:16

ritratto di Strat1
R: Una precisazione

Si; non ricordo di averlo scritto io, ma è stata una (giusta e doverosa) precisazione, credo, della redazione.

Effettivamente per chi non è abituato a questo tipo di routing ci può essere qualcosa di poco chiaro, quindi cerco di spiegarlo al meglio che posso.

Si tratta del cosiddetto "metodo a quattro cavi".

Il primo cavo va dalla chitarra all'input dell'1101.

Altri due sono i normali send-return.

Il quarto va da un'apposita uscita dell'1101 all'input dell'amplificatore.

Di conseguenza i path possono essere scelti di volta in volta tra::

chitarra-->pre dell'amp---->loop effetti-->finale dell'amp

oppure

chitarra--->pre dell'1101-->(eventuali effetti dell'1101)--> finale dell'amp; in questo caso il pre dell'amp è eliminato totalmente, quindi puoi scegliere qualsiasi pre offerto dall'1101 e amplificarlo col finale del tuo amp; se regoli l'eq dell'amp, per esempio, non ottieni assolutamente nulla.

Ecco il routing illustrato (tratto dal manuale):

 

 

 Se ancora non ti è chiara qualcosa, chiedi pure.

robyz Ven, 13/11/2009 - 11:47

ritratto di robyz
R: Una precisazione
Ciao Strat,

innanzitutto ti ringrazio per l'interessante articolo, è un po' che ciò che offre il mercato dei processori non attirava la mia attenzione perchè privo di novità, sapere di questa nuova generazione e di questo Axefx di cui non avevo ancora sentito parlare mi ha dato l'input per documentarmi un po' (che non fa mai male).

Vorrei fare una considerazione sul tipo di routing adottato ed i suoi limiti (ed in questo non ci sono particolari novità purtroppo), in primis sono andato a vedermi velocemente il manuale per capire come viene trattato il segnale. Il primo problema è che in tutta la prova il segnale viene totalmente convertito in digitale e questo già di per se basta a far capire che le caratteristiche che maggiomente fanno appezzare un apparecchio a valvole si sono già perse per strada, per quanto sia noioso e pedante non mi stancherò mi di ripetere che ad oggi non esiste un dispositivo capace di mantenere inalterate le qualità del segnale dopo un passaggio da analogico a digitale e nuovamente analogico. In aggiunta il segnale viene riconvertito altre due olte quando esce e rientra dai loop effetti, dal diagramma incluso nel manuale non è chiarissimo ma il fatto che si ometta questa informazione mi fa pensare che non ci sia alcun routing analogico che bypassa la sezione effetti quando tieni inserito il premp del tuo jcm900 ma non lo usi.

Molti anni fa, quando usavo il vecchio gp100 Roland, mi ero messo a scopiazzare i suoni dei vari ampli, anzi dei preamp che mi passavano per mano, lo inserivo nel suo insert, selezionavo un modello virtuale e cominciavo pian piano ad affinare il suono con i vari controlli giocando col bypass per fare confronti immediati come fai tu nel video. Mi sono scopiazzato un Soldano SP77, un V-Twin rack, il pre del mio vecchio twin red knob, un engl 520 ed il mio vecchio quadX amp Carvin. La cosa sembrava funzionare ma quando poi ho collegato il preamp dritto sul finale, i risultati sono stati molto deludenti perchè in dry il preamp era proprio un'altra cosa, già solamente collegato in cascata col multifx il suono si appiattiva in modo indecente, privo di dinamica, senza sostanza, come una fotografia di qualcosa di reale, passato ulteriormente nel insert si apiattiva talmente che non era il gp100 ad avere dei suoni simili al preamp vero ma era il preamp vero che veniva appiattito ai suoni del gp100!

C'è da dire che quel multifx pagava l'arretratezza dei convertitori ormai superati e oggi si spera che le cose siano meno evidenti, ma ci sono e, per lo meno con gli effetti che ho provato fino a qualche anno fa (i vari g-major, G-force, il mio lexicon mpx g2, i pcm di nuova generazione, i digitech della precedente generazione e qualche rocktron), io le trovo ancora fastidiose per usarle dal vivo.

Una prova interessante sarebbe quella di collegare il multifx dritto al finale del 900 e registrare un po' di passaggi (magari più lunghi e che mettano un po' più in evidenza la risposta al tocco), dopodichè rifare le stesse cose con la 900 passata dritta "come mamma l'ha fatta", questo chiaramente se l'obbiettivo è renderci conto di quanto si avvicina il suono emulato a quello reale.

Per il resto quoto Paolo quando dice che su aggeggi di fascia più alta il confronto diventi improponibile.


Robyz - Grappero forever

Nicola68 Mer, 04/11/2009 - 12:06

ritratto di Nicola68
R: Una precisazione

Tutto chiaro adesso, grazie.

Nicola

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