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Gibson Les Paul Standard 1976 - Sulla via delle "Reissue" - Part Two

    

Dopo aver parlato nel precedente articolo della prima reintroduzione non ufficiale del modello Standard tra le Les Paul, arriva il momento di parlare invece del primo modello ufficialmente introdotto nel catalogo Gibson con questo nome. Corre l’anno 1976 e la Norlin ha da poco ufficializzato la sua nascita. Risale infatti al 1974 l’ufficializzazione del sodalizio tra C.M.I. ed E.C.L., le due società cioè che detenevano distribuzione e amministrazione della Gibson.  Ora tutto passa in mano alla Norlin e dal 74 in poi tante cose cambieranno.

Il nuovo stabilimento di Nashville

La cosa più importante è senz’altro la nascita del nuovissimo stabilimento produttivo di Nashville, che va ad affiancare quello di Kalamazoo per la produzione di chitarre finite. Inizialmente a Nashville vengono prodotte chitarre acustiche ma in breve tempo si cambia produzione e i nuovi macchinari vengono utilizzati con successo per la produzione di solid body.

Nashville rappresenta infatti uno dei primissimi stabilimenti dotati di macchinari “pesanti” per la produzione di strumenti musicali il che porta la Gibson ad entrare in una fase di produzione in serie più “industriale” e meno flessibile ed artigianale.

Rimane Kalamazoo con i suoi vecchi metodi ma ciò non basta ad impedire che molti amanti del marchio storcano il naso, specie se si considera che da subito l’impressione è quella che il vecchio stabilimento possa essere lasciato da parte e destinato ad una sorta di satellite di Nashville.

Inizia da qui un dualismo tra i due stabilimenti che cercheranno negli anni di contendersi il primato qualitativo e che durerà fino alla chiusura di Kalamazoo nel 1984.

Nel  1976 la Gibson reintroduce  una serie di modelli non più in produzione (ad esempio la Explorer e la Firebird) tra i quali fa sicuramente bella mostra di sé la Les Paul Standard.

Ebbene vediamolo questo modello,  analizziamo quali sono le caratteristiche e quali sono i grandi cambiamenti che verranno apportati da ora in poi su tutte le Les Paul.

Les Paul Standard 1976

La chitarra che ho avuto in collezione è un tobacco sunburst prodotto a Nashville nel 1976, in condizioni perfette e totalmente originale tranne che per il capotasto in ottone probabilmente messo dopo.

Se confrontato esteticamente con la precedente del 1973 si nota subito che il colore della 76 è più scuro nella parte marrone e ricorda molto più da vicino le tobacco sunburst recenti.  La verniciatura è assolutamente perfetta ma lo strato di trasparente sembra più carico e lucido nella 76.

Una occhiata più attenta e si notano immediatamente tutti i particolari che la distinguono dalle produzioni precedenti, alcuni dei quali sono assolutamente importanti.

 

 

In primo luogo viene cambiato il sistema costruttivo e i materiali utilizzati per il manico; questa 1976 ha,  invece del precedente manico in mogano, il manico in acero composto da tre pezzi con “volute” più accentuata alla base del retro della paletta e innesto nel corpo di tipo corto (short tenon).

Ora il tacco del manico non arriva più allo scasso del pick up ma si ferma quasi un centimetro prima (per maggior chiarezza si può leggere l’articolo sulle Les Paul Deluxe). Ciò evidentemente rappresenta un cambiamento importantissimo del sistema produttivo che inciderà in maniera indelebile sul suono e sulle caratteristiche delle future Les Paul. Questo sistema (ma con manico in mogano in un solo pezzo) è adottato tutt’ora nella produzione di serie.

Il corpo è un pancake in mogano ancora piuttosto leggero (la chitarra pesa 4,4kg) e il top è composto da 3 pezzi di acero plain  finalmente ben assemblati e selezionati tanto che è più difficile vedere immediatamente i punti di contatto. 

Il seriale è riportato su una decal applicata sul retro paletta su cui sono indicati il nome del modello, la scritta "Made in USA" e il numero di serie di 6 cifre preceduto da 00 che sta ad indicare l’anno 1976.

In precedenza sia il seriale che la scritta erano invece incisi sul retro paletta. Questo sistema a decal avrà vita breve e, dopo essere stato introdotto nel 1975 con i primi due numeri identificativi dell’anno che erano 99, verrà sostituito nel 77 (numeri identificativi 06) con un seriale a 8 cifre che è quello che oggi tutti noi conosciamo e che è ancora in uso.

L’hardware cromato è composto dal nuovissimo ponte denominato Nashville, più robusto ed efficace del precedente ABR1, dallo stop bar non più in alluminio ma in lega più pesante (per la verità questo esisteva anche prima del 76) e da meccaniche Kluson marchiate Gibson Deluxe.  Il copri truss rod porta la scritta Standard in corsivo e le manopole sono delle Reflector gold.

L’elettronica è anch’essa cambiata (e di molto) rispetto al periodo precedente: i pick up sono sempre dei T-top ma sono diversi dai precedenti Sticker sia esteticamente che come sonorità. Sulla basetta da ora in poi si leggerà il Patent Number inciso e non più su adesivo,  mentre dal punto di vista sonoro  la maggior potenza rispetto ai precedenti (sia pure non rilevantissima) incide in particolare sulla “presenza” delle frequenze medio alte.

Questi pick up sono più “frizzanti” dei precedenti e si possono definire più moderni come colorazione generale. Perdono infatti un po’ di quel “marcio vintage” sulle medie e acquisiscono un carattere più brillante e spinto. I potenziometri da 300k e i condensatori ceramici a lenticchia sono montati su una basetta metallica ed isolati da una calotta sempre metallica posta all’interno del vano.

 

 

A questo punto, se si è letto l’articolo precedente, risulta chiaro quanti e quali sono i cambiamenti introdotti nelle Les Paul tra il 75 e il 76. Questi cambiamenti incidono pesantemente sul suono dei nuovi modelli e contraddistingueranno le produzioni di tutte le Les Paul dal 76 fino all’81 con la sola modifica apportata nel 1977 del corpo in un solo pezzo di mogano.

Come suona?

Venendo allo specifico, il suono di questa Les Paul Standard è molto diverso dal precedente modello Custom Order e molto diverso anche dai successivi modelli prodotti dopo il 1981.

E’ una chitarra che fa della brillantezza e dell’attacco incisivo le sue caratteristiche principali. Il suono è chiaro e presente, ottimo con il pick up al manico che ha una armonia veramente bellissima e una nitidezza invidiabile. Un po’ meno con il pick up al ponte dove, a mio parere, si  sente un po’ la mancanza di medie “colorate di vecchio”, tanto da farlo risultare un po’ troppo “sottile” anche se assolutamente non acido. In posizione centrale il suono è decisamente bello, aperto e chiaro oltre che gestibilissimo con un uso adeguato dei potenziometri.

Le estreme sono evidenti e rotonde e danno un suono aperto e dinamico. L'acero del manico credo incida un po’ in questo: che la renda meno cicciotta ma più schioccante a livello di attacco e influisca enormemente anche sul sustain se messo insieme al sistema di innesto del manico. Non che la chitarra non abbia sustain ma questo viene a mancare sulle medio basse e la rende quindi meno “Les Paul” della precedente Standard del 1973.

In definitiva si tratta di una Les Paul che ha un suono tutto suo, per certi versi (attacco, brillantezza e apertura) molto bello, per altri mancante di un po’ di “sostanza” .

 

 

Il confronto diretto con la R9 Historic Custom Shop che, come ho già detto nell’articolo precedente, utilizzerò sempre come termine di paragone facilmente individuabile da tutti, mette un po’ in risalto la mancanza di definizione sulle medio- basse della 1976. Con il pick up al manico la 76 risulta per certi versi preferibile, con quello al ponte perde decisamente la sfida risultando a tratti “scampanellante” e dispersiva.

E’ comunque una chitarra godibilissima ed estremamente reattiva al tocco quindi sempre divertente da suonare oltre che molto interessante dal punto di vista collezionistico. Ne sono state prodotte pochissime il primo anno e risultano piuttosto appetibili dal punto di vista storico.

Il prossimo passo porterà al primissimo vero tentativo da parte di Gibson di produrre una riedizione con caratteristiche simili alle 59 e ci farà proseguire la lunga via della reissue.

Stick around!
 

Gibson Les Paul Standard 1973 - Sulla via delle "Reissue" - Part One

Gibson Les Paul KM - Sulla via delle "Reissue" - Part Three

Gibson Les Paul Standard Heritage 80 – Sulla via delle "Reissue" - Part Four

Gibson Les Paul Reissue 1986 - Sulla via delle "Reissue" - Part Five


Gigi
cilloz


commenti

gianninord Mer, 27/01/2010 - 23:59

Finalmente

Devo dire che finalmente ho potuto capire le piccole differenze costruttive che tanto incidono sul suono. Devo anche ammettere che sono non poco sorpreso di leggere che con il PU al ponte il suono risulta "scampanellante" e, mi pare di capire, sottile. Ho una LP Standard della fine dell'82, perciò pochi anni più giovane, che monta dei PU Tim Shaw. Il suono è veramente grosso e corposo; se confrontato con una Custom attuale c'è un salto incredibile in termini di pastosità, e la '82 non suona praticamente mai pulitissima. Suono affascinante ma un po' cupo. Bell'articolo.

cilloz Gio, 28/01/2010 - 00:43

ritratto di cilloz
R: Finalmente

CIao. Tra una 82 e una 76 ci passa un abisso! Stai sintonizzato e tra un pò arrivernno altre "puntate" che parleranno di strumenti più recenti (Tim Shaw compresi). Piano piano arriveremo anche a queste differenze sonore tra anni 70 e anni 80.

Gluca Gio, 28/01/2010 - 01:56

R: Finalmente

 Complimenti Cilloz,articoli fantastici. Anch'io finalmente riesco a capirci qualcosa in questo mondo a me sconosciuto. Se finita la Gibson inizi con la Fender abbiamo una mezza enciclopedia :) Ciao

cilloz Gio, 28/01/2010 - 09:37

ritratto di cilloz
R: Finalmente

CIao Luca. Grazie mille. Per la Fender...si potrebbe anche fare...:D

rockit Gio, 28/01/2010 - 17:10

R: Finalmente

Solo a patto che finisci con Gibson :-)

Perché oltre alla bellezza degli articoli in sé, c'è il valore aggiunto della scarsezza di materiale sull'epoca norlin che li rende pressoché unici. Praticamente fai da prosecuzione al Duchossoir :--)

Ciao
Lorenzo

dariorepen Gio, 28/01/2010 - 19:29

esemplari non corretti

A cavallo tra il 1974 e il 1976,la Gibson si trovò coinvolta in un grave scandalo,dovuto al fatto che un cliente si accorse che la sua Les Paul,sotto il top era piena di buche,come un formaggio groviera.Tale scoperta venne fatta all'areoporto,durante i controlli tramite il chek a raggi X.La notizia ebbe rapida diffusione e migliaia di clienti fecero causa,vincendo in tribunale;la Gibson dovette rimborsare numerosi clienti e cambiare ad altri lo strumento con altro costruito in modo corretto;tutto ciò porto la casa sull'orlo del fallimento e provocò una notevole divisione all'interno dello stabilimento,molti liutai della vecchia scuola furono licenziati e alcuni si misero in proprio,costruendo cloni divenuti in seguito pure famosi.La truffa delle Gibson bucate era dovuta alle leggi per la salvaguardia dei legni pregiati e alla difficile reperibilità di tutto il materiale necessario(legni),a soddisfare gli ordini già prenotati;il mogano sostitutivo era di pessima qualità e pesantissimo e così qualcuno escogitò il trucco delle multi buche per alleggerire lo strumento,ma a breve si manifestò come una soluzione che costò molto cara sia in termini di costi dovuti ai risarcimenti,che di immagine,dal 1976 la Gibson riprese a costruire le LP correttamente.

saluti Dario

enzo Ven, 12/03/2010 - 23:25

R: esemplari non corretti

ciao mi potresti aiutare nel 1977 o comprato 1 Gibson deluxe di ocasione e non so di che anno e mi piacerebe saperlo questo e il n.135895 grazie

cilloz Ven, 12/03/2010 - 23:26

ritratto di cilloz
R: esemplari non corretti

A naso dire un 1973.


enzo Ven, 12/03/2010 - 23:37

R: esemplari non corretti

grazie per avermi risposto tengo anche 1 explorer comprata  anche di ocasione  ca. 10 anni fa 90800704 ciao e grazie ancora

cilloz Ven, 12/03/2010 - 23:45

ritratto di cilloz
R: esemplari non corretti

QUesta dovrebbe eeeser del 1990


rockit Ven, 29/01/2010 - 13:23

R: esemplari non corretti

Veramente e' giusto da quel periodo che le produce coi buchi, che poi ha allargato portandoli a delle simil camere-tonali...Non credo che nessuno al mondo avrebbe riconosciuto un rimborso di alcun tipo per i buchi :-)

Ciao
Lorenzo

dariorepen Ven, 29/01/2010 - 21:29

R: esemplari non corretti

I buchi praticati nel body,con l'intento di alleggerire lo strumento sono una invenzione di comodo(truffaldina),che nulla ha a che vedere con l'impostazione tecnica dello strumento;mentre le camere tonali sono un concetto ben diverso e frutto di un progetto mirato non solamente all'alleggerimento,ma proprio a determinare una diversa tipicità sonora.Difatti per le buche truffaldine Gibson ha pagato in maniera molto salata.

saluti Dario

rockit Sab, 30/01/2010 - 14:13

R: esemplari non corretti

Ciao, certo che sono diverse...
Tuttavia Gibson non ha pagato proprio nulla: ha usato il sistema dei nove buchi di alleggerimento da fine anni 70 fino a pochi anni fa, senza colpo ferire.
Dopodiché ha iniziato a modificare l'alleggerimento, usando uno scavo tipo tele thinline, ben diverso da una camera tonale "studiata".

Trovi la differenza tra i due tipi di "weight relief" in diversi forum, anche su qello di varini e su accordo mi pare ci sia qualcosa, e forse pure qui su laster...di certo i buchi hanno suscitato perplessità, ma da qui a conseguenze economiche e produttive ce ne passa, anche perché non c'è nulla di truffaldino nei buchi, più di quanto ce ne sia nella messa in commercio di chitarre tipo la BFG :-)

Ciao
Lorenzo

edit: qualche link

http://www.massimovarini.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=9158...

http://www.accordo.it/articles/2010/01/30145/a-proposito-di-gibson-e-le-... (con le immagini)

dariorepen Sab, 30/01/2010 - 21:28

R: esemplari non corretti

Ciao Lorenzo,probabilmente mi sono spiegato male.Nel 1975 la Gibson è stata citata in tribunale,da numerosi suoi clienti,i quali hanno sporto denuncia per truffa,a causa delle buche praticate su numerosi modelli di quell'anno;le cosidette buche non erano previste nel progetto originale Les Paul! Questi clienti hanno vinto la causa e a loro se ne sono accodati numerosissimi altri;di conseguenza la Gibson ha dovuto risarcire tutta questa gente,rimettendoci somme miliardarie e sostituendo i strumenti"bacati",con altri D.O.C.,gratuitamente;allora sfiorarono il fallimento e il danno d'immagine fu notevole.Questa è storia e non invenzione!

nuovamente saluti Dario

rockit Dom, 31/01/2010 - 11:53

R: esemplari non corretti

Ciao,

Perdonami, ma la storia della causa mi sa molto di leggenda metropolitana :-)

Mi piacerebbe saperne di più..se hai qualche informazione extra sulla vicenda, perché mi incuriosce parecchio (in rete non riesco a trovare ulteriori notizie)! Soprattutto per capire come mai poi abbiano ripreso a forare tutto senza problema alcuno!

Ciao
Lorenzo

dariorepen Dom, 31/01/2010 - 14:59

R: esemplari non corretti

Ciao Lorenzo.Nessuna leggenda metropolitana.In merito alla causa persa dalla Gibson,per i famigerati fori"abusivi",posso affermare di avere preso atto della notizia,attraverso la lettura di riviste specializzate del settore chitarre e musica(sia Italiane che straniere).Sicuramente devo avere in casa tali riviste,il problema e che ce ne sono a centinaia,stipate in soffitta;ma appena trovo un po' di tempo proverò a cercare e a informarvi.

Il motivo che in seguito ne abbiano costruiti altri modelli"bucati" è dovuto al fatto,che hanno brevettato e omologato un progetto diverso,il quale evidenziava il fatto di ricorrere all'asportazione di parte del legno del body,per limitare il peso dello strumento

Mentre le Gibson Les Paul con le camere tonali,sono frutto di un ulteriore progetto,conseguente ai "buchi",ma come ho già precisato in precedenza,mirato a modificare l'effetto timbrico di base dello strumento(vedi Les Paul Supreme).

Personalmente,ragionando da purista e un tempo da suonatore di vecchie Les Paul (la prima LP che suonai,fu una 56' Gold Top con i P-90 bianchi e si era nel 1967;poi ne suonai diverse altre con gli Humbuckers),diffido dal considerare strumenti di questo tipo,con peso inferiore ai Kg.4,5 (quella più pesante che mi capitò tra le mani,fu una 58' Custom"Black Beauty" di ben 6 Kg.).

saluti Dario

rockit Mar, 02/02/2010 - 17:19

R: esemplari non corretti

Grazie per la testimonianza.
Io sto dall'altra parte della barricata: diffido delle chitarre pesanti, nonostante la mia custom sia un semi-macigno preferisco strumenti tendenzialmente più leggeri.

Ultimamente in Gibson stanno facendo un po' di disastri con i "buchi": prima 9, poi 17, poi gli "scavi", lasciando i progetti con vere camere tonali a parte come dicevi giustamente tu.
Il tutto certo non aiuta a fare chiarezza per i clienti!
 

Ciao
Lorenzo

dariorepen Mar, 02/02/2010 - 19:05

camere tonali

Le camere tonali sono un'ottima idea per prendere i classici due piccioni con una fava,difatti le Les Paul Supreme,sono molto più leggere e oltretutto suonano molto bene,sebbene diverse poichè timbricamente più acute rispetto le classiche LP standard.

Le vecchie Les Paul pesano tutte molto e per questo motivo,una buona parte di chitarristi famosi,le hanno usate dal vivo con parsimonia(eccetto Page e Slash),alternandole tra un pezzo e l'altro,con strumenti più leggeri.Pure oggi in molti live,i chitarristi usano le vecchie LP solamente in certi pezzi obbligati e i Gibsoniani per convinzione o per contratto,spesso utilizzano durante lo stesso concerto,strumenti quali:Gibson Es 335/345/355; SG Diavoletto,Firebird,Korina,Explorer,ecc.!

saluti Dario

pamaz Mer, 27/01/2010 - 21:52

ritratto di pamaz
caspita....
....... non vorrei ripetere quanto già detto , ma veramente complimenti per gli articoli. sono chiari, e per chi  come me non conosce a menadito  i dettagli produttivi e le differenze tra le varie epoche nelle chitarre, rappresentano anche un importante indirizzo per un eventuale scelta e acquisto futuro.
ciao

paolo

g.marras Mer, 27/01/2010 - 13:10

ritratto di g.marras
complimenti

Purtroppo ormai da tempo non si leggono articoli di questo spessore sulla rete e sui siti "specializzati".

Bravo e complimenti per la collezione.

 

Strat1 Mer, 27/01/2010 - 09:58

ritratto di Strat1
Il mistero della massa

L'articolo è interessantissimo; mi sarebbe piaciuto leggere qualche precisazione in merito alla presenza/assenza del collegamento di massa; nella mia 79, infatti, è completamente assente; manca del tutto anche il foro da cui dovrebbe passare il filo, e mi sono sempre domandato se sia stata una scelta temporanea, quella di non mettere il filo di massa, durata qualche anno, oppure se il filo di massa non era proprio previsto ed è stato aggiunto da un certo anno in poi; oppure, altra ipotesi, se a Nashville lo montavano ed a Kalamazoo no o viceversa. Però questo genere di articoli è sempre una goduria.

Grazie

cilloz Mer, 27/01/2010 - 11:34

ritratto di cilloz
R: Il mistero della massa

Perbacco, chiedo venia della dimenticanza! In realtà non lo so. Sulle mia Custom 80 non c'era mentre sulla prossima che prenderò in esame e che è del 79 c'era. 

credo però che non si possano stabilire cose certe in questo periodo. Bisognerebbe esaminarne molte di più. e io non sono in grado di farlo.

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