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Gio, 21/01/2010 - 23:58 scritto da cilloz
Ormai sappiamo tutto delle vecchie Les Paul, quelle prodotte nel magico periodo che va dal 1957 al 1960, quelle Gold, Burst, con top fiammati, mogano Honduras, PAF Seth Lover e quant’altro ha contribuito a farne il mito. Lo sappiamo non perché le abbiamo tenute in mano (magari!! E chi lo ha fatto non se lo scorderà mai! Segnalo in proposito il bellissimo articolo presente in Laster che parla proprio di una 1960) ma perché il web pullula di informazioni, fotografie e articoli su questi magiche chitarre. E lo sappiamo anche perché mamma Gibson oggi ripropone repliche esatte al millimetro, perché i vari forum traboccano di informazioni che per questi strumenti spaccano il capello in quattro. Ma….
Cosa è successo?
Cosa è successo dopo che la mitica Gibson Les Paul Standard fu tolta di produzione nel 1960?
Come si è evoluto negli anni il modello più amato tra le Les Paul?
Quale strada ha percorso mamma Gibson per arrivare alle attuali Reissue?
Naturalmente non ho ne la pretesa nè la competenza per rispondere esaustivamente a queste domande, ma ho sognato di poter radunare quanti più modelli possibili di Les Paul Standard prodotti negli ultimi 40 anni e di percorrere a tappe la storia di questo modello da quando fu reintrodotto fino ai giorni nostri .
E se un giorno fossi riuscito a realizzare questo sogno avrei voluto raccontarlo a chi ha la mia stessa passione, facendo confronti tra le chitarre, mettendo immagini, raccontando storie, descrivendo suoni e dando il maggior numero di informazioni possibili, tutte tratte da contatto diretto con gli strumenti in questione.
E perché tutto questo? Perché sulla “Terra di Mezzo”, quel periodo che va da fine anni 60 agli anni 90 le informazioni non sono mai abbastanza e quelle che si trovano sono spesso incomplete. Perché alcune di queste chitarre sono alla nostra portata di comuni mortali e possono essere interessanti alternative. O forse solo perché sono un curioso appassionato di vecchi rottami a cui piace raccontare le proprie esperienze.
Oggi, dopo tanto peregrinare, dopo tanto tempo e tanta fatica, sono riuscito a realizzare il mio sogno. Nella mia piccola collezione è finalmente arrivata una Gibson Les Paul Standard Custom Order prodotta nel 1973, che costituirà per me e per chi avrà la bontà di leggermi la prima tappa sulla "Via della Reissue", quella strada cioè che la Gibson ha percorso nel tentativo di riportare in vita le mitiche Standard prodotte dal 1957 al 1960
Ma veniamo finalmente a noi. Ve la presento:
Gibson Les Paul Standard Custom Order risalente al 1973
La storia ci racconta che nel 1968 Gibson decise di reintrodurre la Les Paul a spalla mancante singola dietro forti insistenze della clientela e spinta dall’enorme influenza che i vecchi modelli usati dai più grandi chitarristi del periodo stavano dando alla musica rock e al “nuovo suono” che la caratterizzava. In un articolo precedente ho cercato di descrivere i primi modelli reintrodotti in quel periodo, la Gold top (Standard) e la Deluxe, tralasciando volutamente la Custom perché strumento che fa storia a sé.
Poco dopo,nel 1971, le Les Paul disponibili in catalogo sono due: Deluxe e Custom. In questo anno però Gibson dà la possibilità, a chi lo avesso richiesto, di avere le Deluxe con humbucking di dimensioni normali e questa opzione rimarrà disponibile fino al 1975. Nel 1973 il modello Standard viene invece introdotto come nuovo e staccato dalle Deluxe con humbucking regolari ma SOLO su ordinazione: in pratica tra il 1973 e il 1975 sono disponibili un manipolo di Les Paul Standard Custom Order come quella che andrò a descrivere in questo primo articolo.

All’atto pratico, tra una Deluxe ordinata con humbucking e una Standard Custom Order non cambia quasi nulla, ma dal punto di vista collezionistico la distinzione è importante perché le Standard sono poche mentre se vengono aggiunte anche le Deluxe il numero sale a 4500 pezzi circa prodotti tra il 71 e il 75. Nel 1976 il modello Standard viene invece introdotto ufficialmente in catalogo e da lì non ne uscirà più.
Ok, fatto il “pistolotto” passo a descrivere un po’ la chitarra…finalmente!
La chitarra è un Tobacco Sunburst piuttosto chiaro e tipico di questo periodo…lo si riconosce al volo. E’ totalmente originale in ogni sua parte, tenuta molto bene e suonata relativamente poco. Dal punto di vista costruttivo è identica ad una qualsiasi Les Paul Deluxe di quel periodo tranne che per la conformazione del manico: è composta da corpo in mogano a tre pezzi sovrapposti (il tanto odiato pancake), manico in mogano 3 pezzi e top in acero pure 3 pezzi privi di evidenti fiamma ture.
La paletta è larga e alla base del retro di essa si trova la classica “volute”, tipica degli anni 70. L’innesto tra manico e corpo è il tipo transazionale (transitino tenon). Per maggiori info sui vari tipi di innesti usati da Gibson negli anni si può trovare qualcosa nell’articolo sulle Deluxe Gold.
L’assemblaggio fatto ancora a Kalamazoo è ottimo, ben curato e senza sbavature o differenze di colori tra i legni (cosa comune tra il 73 e il 75). L’hardware è composto da "stop bar" in alluminio, ponte abr1 con sellette in metallo e meccaniche Kluson marchiate Gibson Deluxe.
I pick up sono i celebri T-top Patent Sticker, quelli cioè riconoscibili per un adesivo nero sotto la basetta su cui è indicato il Patent Nr. 2,737,842 e per una piccola T posta tra il terzo e il quarto polo visibile a calotta smontata.
Sono pick up in alnico V risalenti al 1966 ed utilizzati fino al 1975, hanno una uscita non eccessivamente potente (intorno ai 7,5kohm) e una “equalizzazione” piuttosto equilibrata.
Ciò che manca a questi pick up, a mio parere, è quella caratteristica quasi da single coil panciuto che invece hanno i veri PAF, ma sono comunque pick up molto rispettosi dei legni su cui sono montati e cambiano decisamente pelle da strumento a strumento.
L’elettronica ha potenziometri da 500k datati 1973 e condensatori Sprague Black Beauty. Le manopole dei pots sono le reflector dorate, anche queste tipicamente anni 70.
La vere particolarità però sono due: per prima cosa la conformazione del manico che, almeno su questo esemplare, è più sottile e piatta rispetto ad una Deluxe dello stesso periodo e ricorda un po’ il profilo slim degli anni 60 presente sulle prime Les Paul Custom reintrodotte nel 1968. La seconda è il copri truss rod: come si nota delle foto ha la scritta Standard in grassetto che è molto diversa da quella in corsivo che tanti di noi ben conoscono. Questa scritta è identificativa di questi modelli Standard Custom Order tra il 73 e il 75. Prima (tra il 71 e il 73 ma anche tra il 73 e il 75) il copri truss rod delle Deluxe ordinate con humbucking non riporta alcuna scritta mentre dal 1976 la scritta Standard è uguale a quella che vediamo oggi.

La chitarra ha il peso di quasi tutte le pancake dei primi anni 70, circa 4,5kg ed è comoda da imbracciare con una tastiera ben fatta e molto scorrevole. Bello anche il palissandro con venatura centrale usato per la tastiera.
Come suona?
Il suono è molto bello in tutte e tre le posizioni del selettore, denso e corposo con una buona apertura sulle estreme, buon graffio sugli acuti e medie “marce” da vera Gibson di razzal. L’attacco è ottimo, si sente quello “swirling” che tanto piace agli amanti dei veri PAF e nel suo complesso il suono risulta equilibrato ma a mio parere poco “asciutto”, infatti le corde basse danno ogni tanto l’idea di avere un suono poco nitido e un po’ impastato.
In compenso il suono sui cantini e su tutte le note alte è incredibilmente ricco, armonico e piacevole, aggressivo e con quel tocco vintage dato dalla bellissima colorazione “marciotta” delle frequenze medie che le conferiscono un “tone” unico e difficilmente ritrovabile su altre Les Paul.
Ha un sustain notevole e si fa sentire bene sulla pancia di chi la suona. La risposta al tocco è pronta e decisa e la suonabilità è assolutamente degna di uno strumento più recente e “perfetto”.
Una rapida occhiata al modo in cui è fatta dà chiaramente l’idea di quanto sia distante esteticamente dalle sue vecchie “zie”. E basta prendere una recente Reissue 59 del Custom Shop come quella che ho in casa per mettere subito queste cose in evidenza, anche dal punto di vista del suono. Non che la R9 sia una vecchia Les Paul, tutt’altro, ma è quanto di più vicino si possa avere oggi come termine di paragone accessibile a chiunque.
I nuovi Burstbuckers, pur essendo estremamente diversi dai vecchi PAF come attacco e complessità del tessuto armonico, ne copiano la timbrica abbastanza bene e il confronto tra la Standard 73 e la R9 ha evidenziato un maggior graffio acuto, un suono più “asciutto e preciso e una voce leggermente più scavata sui medi in quest’ultima. La 73 è meno brillante ma sicuramente più grossa e pastosa con un tessuto armonico estremamente piacevole.

Il mio gusto personale preferisce la Reissue 59 ma non credo sia possibile stabilire oggettivamente quale sia la migliore in senso assoluto. Hanno caratteristiche diverse ma entrambe apprezzabili.
Nel prossimo articolo proverò a fare un passo avanti e cercherò di descrivere una Les Paul Standard del 1976, primo modello Standard ufficialmente prodotto dalla Gibson.
Stay tuned!
Gibson Les Paul Standard 1976 - Sulla via delle "Reissue" - Part Two
Gibson Les Paul KM - Sulla via delle "Reissue" - Part Three
Gibson Les Paul Standard Heritage 80 – Sulla via delle "Reissue" - Part Four
Gibson Les Paul Reissue 1986 - Sulla via delle "Reissue" - Part Five
Gigi
cilloz
commenti
lobardo Dom, 31/01/2010 - 08:45Login o registrati per inviare commenti
Finalmente ...
... ho trovato il tempo per leggere e rileggere con la dovuta attenzione il tuo "trattato". Ho ben poche cognizioni in materia ... e non posso che farti i miei complimenti per le argomentazioni e per gli strumenti.
Da possessore di una misera Standard del 2003 ... attendo con trepidazione che tu decida di abbandonare la "terra di mezzo" per intraprendere un simile viaggio nel Regno di Mordor dove ci sono "pianto e stridore di denti" ...
Mauro
cilloz Dom, 31/01/2010 - 13:36Login o registrati per inviare commenti
R: Finalmente ...
CIao e grazie per i comlimenti. Non arriverò fino a Mordor...mi fermerò un pò prima! Volevo solo dirti di non considerare affatta "misera" una Standard 2003!! Ne ho avuta una che mi rientrò tempo fa come permuta e posso dire in tutta tranquillità che era davvero una bella chitarra, ben fatta e ben suonante. Secondo me le Standard come la tua a partià di elettronica invidiano pochissimo a una Custom SHop.
antonio54b Mar, 27/04/2010 - 19:40Login o registrati per inviare commenti
R: Finalmente ...
Finalmente ............... dovrei dirlo io| Mi spiego: Mi sono registrato da oltre un mese ma non sono poi riuscito ad accedere per un problema tecnico. Forse avrò confuso la password di accesso al momento della registrazione o qualcosa di simile. E per molte sere ho tentato inutilmente di ottenere una nuova password di accesso. Oggi ........... miracolo, ho trovato nella mia casella di posta elettronica la "chiave" per accedere. Perchè questa precisazione? Per pregarti, nel caso si perdessero nuovamente le mie tracce, di recuperarmi! Ciò posto mi complimento per l'articolo che ricostruisce molto bene la storia delle Les Paul. Anche io ho una "misera" Les Paul Standard plus series 2002, prodotta nel 2004 a Nashiville, che ho acquistato da poco e che ............. mi piace da impazzire. Confesso che non sono (spero di non suscitare scandalo) attratto dalle produzioni degli anni d'oro della Gibson ma dal singolo esemplare che può essere più o meno riuscito. La mia "misera" standard 2004 può essere portata ad esempio tranquillamente perchè, perfettamente originale, suona in maniera splendida e, comparata con una "preziosa" Heritage degli anni 80 non ha per nulla sfigurato, anzi ...................! Semmai sarebbe opportuno evitare le produzioni degli anni critici. Ovviamente il valore storico che induce i collezionisti a pagarle cifre notevoli non viene assolutamente messo in discussione ma ritengo si debba un pò ridimenzionare la convinzione che tutte le Gibson degli anni d'oro siano sempre superiori alle produzioni successive. Stesso discorso anche per Fender, ovviamente. Ho una Stratocaster del 1983 che un noto liutaio delle mie parti ha ampiamente lodato e che, messa a confronto con una strato pre cbs, mi ha indotto a ritenere quest'ultima semplicemente vecchia e consunta. Sono ovviamente mie opininioni, non mi linciate! E lieto di essere finalmente tra voi!
lobardo Dom, 31/01/2010 - 17:18Login o registrati per inviare commenti
R: Finalmente ...
"a partià di elettronica"
Significa che ci sono modifiche che consigli ? Con quali esiti ?
Mauro
cilloz Dom, 31/01/2010 - 19:12Login o registrati per inviare commenti
R: Finalmente ...
Non ricordo bene se nel 2003 avessero i BB in alnico V o i BB 1 e 2. Se sono i secondi ottimo. Come piccolo intervento ho visto tante persone mettere dei kit di potenziometri e condensatori della RS e cambiare wiring in modo da ottenere acuti più frizzanti e graffianti.
Non sono in grado dispiegarti le modalità nello specifico. Prova a farti un giro in qualche forum e sicuramente troverai tutte le info necessarie.
Se vuoi mandami un PM così ti indirizzo.
rockit Mar, 26/01/2010 - 13:47Login o registrati per inviare commenti
Grande articolo
Da appassionato non posso che farti i complimenti: le informazioni serie sull'epoca Norlin sono parecchio scarse, e la tua competenza in materia è evidente.
Aspetto l'articolo sul "mondo Custom" con particolare curiosità: è un pezzo che cerco di capire qualcosa della mia, uscita con il (fenomenale) colore silverburst...mi piacerebbe sapere quante ce ne sono in giro, ogni tanto curioso per il mercatino e finora ne ho trovata solo una...
Nonostante valgano comunque cifre importanti, quello che mi piace delle chitarre "minori" tipo le Norlin è che sono ancora strumenti da suonare, più che da collezione, un pregio che spero manterranno con il passare del tempo.
Ciao
Lorenzo
cilloz Mar, 26/01/2010 - 14:50Login o registrati per inviare commenti
R: Grande articolo
CIao e grazie per i complimenti.
Silverburst e Copperburst sulle custom risalgono al 78/79 ma ne hanno fatte alcune anche nei primi anni 80.
Sono colorazioni più rare ovviamente e non è facilissimo trovarle in giro.
Prossimamente mi piacerebbe fare una cosina comparando Custom 68, 71, 74, 75 e 80. Se non mi linciano prima!!!:D
rockit Mer, 27/01/2010 - 12:36Login o registrati per inviare commenti
R: Grande articolo
Bell'idea...tra l'altro la chitarra che presenti nell'articolo qui mi ha fatto venire in mente la mitica les paul di Solieri, purtroppo rubata qualche tempo fa...un pezzo di storia del rock in Italia.
Corro a leggermi la seconda parte :-)
Ciao
Lorenzo
Mauro The Wall Dom, 24/01/2010 - 15:32Login o registrati per inviare commenti
Complimenti
Gigi, i tuoi articoli sono sempre bellissimi da leggere e, come ti è già stato detto, da essi traspare tutta la passione e la competenza. Anche io non conosco molto la Les Paul story di quel periodo, ed addirittura non sapevo neanche dell'esistenza di queste Standard Custom order.
Complimenti ancora e ci sentiamo tra un po', spero di farti un'altra visita prossimamente...; )... e di provare anche questa bella Les Paul.
AlecB Sab, 23/01/2010 - 06:21Login o registrati per inviare commenti
Bella storia.
Non esiste documentazione approfondita e la pubblicazione dei tuoi articoli (che ho letto in anteprima) :-) finalmente fanno un pò di chiarezza in merito alla questione.
Personalmente ritengo che liuteristicamente le Les Paul di quel periodo non siano di qualità eccelsa per molti motivi.
Come suono, invece, mi piacciono parecchio, soprattutto quelle prodotte ancora a Kalamazoo. Non so perchè, ma le Custom sono, a volte, veramente eccellenti.
Delle Standard odio il top im tre pezzi "a vista"... Almeno sui castom sono coperti dalla lacca nera.
Grazie per la collaborazione. Dico davvero.
PS: probabilmente l'uso del "pankake" corrisponde al periodo in cui si stavano ultimando le scorte di legname stagionato in aria e gli impianti di essicamento a forno non erano ancora messi a punto. Mi ricordo che. almeno qui in Italia, risale proprio a quei tempi la costruzione dei primi impianti a ventilazione calda forzata.
Ciao.
Lauro.
AlecB.
cilloz Sab, 23/01/2010 - 11:25Login o registrati per inviare commenti
R: Bella storia.
Grazie a te Lauro, per me è solo un piacere.
Il difficile arriverà tra un pò quando si comincerà ad entrare negli anni 80...lì sì che c'è un vero casino!
palleConfermo in toto la qualità sonora delle Custom Norlin dei primi 70. Sono chitarre che suonano di Dio e hanno "le palle". Le Standard invece hanno sempre qualcosaina che manca....
Sul perchè di questo mi sono fatto una piccola idea dopo averne avute un pò datate del 69 all'80. Secondo me perchè i t.top calzano a pennello al suono Custom come lo si vorrebbe e se si ha la fortuna di pescare una chitarra coi legni giusti si è a cavallo.
PS: a proposito di Custom dovrei avere nei miei "scantinati" un vecchio confronto fatto tra una 70 nera e una 80 bianca...in più ho avuto una 20th anniversary del 74 e tutt'ora ho disponibile una 76 nera. Se riesco butto giu qualche riga.
AlecB Sab, 23/01/2010 - 11:40Login o registrati per inviare commenti
R: Bella storia.
Peccato per i tasti...Con il pretesto di replicare le "fretless wonder", i tastini erano esageratamente rettificati e lasciati piatti, Una cosa veramente ignobile, come lavoro. Tutte quelle che mi passano per le mani normalmente necessitano di nuovi tasti. Ed è un pò una menata, dato che il binding non lo spiano ma salvo "la dentatura".
Ciao.
Lauro.
Bru Ven, 22/01/2010 - 21:03Login o registrati per inviare commenti
Era ora pubblicassi il
Era ora pubblicassi il papiro eh :-)
Bravo Gigett'
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
camp Sab, 23/01/2010 - 21:32Login o registrati per inviare commenti
R: Era ora pubblicassi il
Ecco un altro articolo molto utile fatto da una persona competente, oltre che pieno di passione e piacevolissimo da leggere.
Istintivamente, volevo commentare subito ma poi mi sono accorto che, gira che ti rigira, altro non avrei fatto che ripetere le dette nei commenti al tuo articolo precedente ( il cui link non riporto certo per quanto ho scritto io)
http://www.laster.it/vintage-e-rarit%C3%A0/gibson-les-paul-deluxe-gold-top-%E2%80%93-new-gold-era.html
Non potrebbe essere diversamente perchè siamo sempre lì, tra il 1968 ed il 1975, periodo che va dai miei primi pensierini circa l'acquisto di un'acustica all'avvenuto compera della Strat. Ma... in mezzo c'erano solo Gibson, per me.
Insomma, ho letto tutto con estremo piacere. E, in questo contesto, persino il soggetto specifico (cioè questa Standard) quasi passava in secondo piano. Poi, una volta finito il pasto succulento ( e sopraffino) ci ho pensato un momento, andando ad anni successivi, quando cominciavo a chiedermi qualcosa circa le caratteristiche delle LP, i primi sintomi del vintage ecc ecc. Anche nel caso delle standard (come della DE Luxe citata nell'articolo precedente), qualcosa non mi tornava. Almeno una l'avevo vista in giro, e non poteva assolutamente risalire a dopo il 75 ma mi pareva impossibile che si trattasse di un esemplare degli anni 50.
Ora è tutto più chiaro. Grazie ancora.
camp
p.s. .... e se per caso la Standard Sunburst primi anni 70 di cui sopra fosse stata in realtà una vintage originale? mhmmm... in tal caso, oramai il proprietario se ne sarà accorto. Buon per lui.
cilloz Dom, 24/01/2010 - 01:10Login o registrati per inviare commenti
R: Era ora pubblicassi il
Ti ringrazio molto per i complimenti. Riceverli da te fa sempre piacere.
Ps. se non se no fosse accorto...non è che hai il suo recapito??:D
camp Dom, 24/01/2010 - 01:15Login o registrati per inviare commenti
R: Era ora pubblicassi il
Ps. se non se no fosse accorto...non è che hai il suo recapito??:D"
:-) Buon chitarrista sugli Anta, che dà lezioni ad un iscritto al sito; è delle mie parti. Mi sa che non abbocca:-) E pare che abbia più di una LP :-)
Complimenti meritarissimi ma non è solo quello: è che veramente ho letto tutto con estremo piacere ed interesse.
winstonOboogie Ven, 22/01/2010 - 15:08Login o registrati per inviare commenti
Mica male...
Certo che ormai mi hai scatenato la curiosità, e quindi sono ansioso di approfondire la questione. Tanto mi pare di capire che neanche la Gibson passò indenne dalla crisi che colpì la Fender negli anni '70 e che le chitarre sbagliate, almeno da un punto di vista estetico costruttivo le abbia fatte anche lei.
Anche se, mi pare di capire, almeno dal punto di vista sonoro, pur con le dovute differenze, la qualità in casa Gibson si sia mantenuta su buoni livelli.
Per esempio non capisco il perché si sia scelto di realizzare il manico in tre pezzi (come avveniva in Giappone per le Epiphone negli anni '70-'80), il perché del pancake... Solo una questione economica?
Mi piacerebbe ascoltarne o provarne una, anzi a dire il vero, mi piacerebbe ascoltarne un bel po' di Les Paul, perché è una chitarra che conosco poco. Le più vecchie che io abbia mai imbracciato sono una Deluxe con mini HB goldtop del '69 e una Custom dell'82: molto diverse tra loro, ma entrambe gran belle chitarre, anche se la seconda ha un peso veramente insopportabile!
Attendo la prossima puntata.
Ciao Gigi!
Davide
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"We were just a great little rock'n'roll band". John Lennon
cilloz Ven, 22/01/2010 - 15:17Login o registrati per inviare commenti
R: Mica male...
CIao Davide.
Il perchè del pancake te lo può spiegare meglio Lauro ma per quel che ne so si tratta di due pezzi di mogano incollati in controvena per dare una maggiore stabililà. Idem per il manico.
Hai provato due chitarre esattamente agli antipodi!! Stai sintonizzato e vedrai che un pò più di info le troverai.
Gigi
elledienne Ven, 22/01/2010 - 14:33Login o registrati per inviare commenti
terra di mezzo
complimenti per la chitarra e per l'articolo, veramente utile per fare chiarezza sulla “Terra di Mezzo”,come l'hai definita tu.. La cosa poi mi interessa perchè ho una Standard dell'88 che, sebbene abbia il top Tobacco Sunburst identico a questa del '73, per il resto è tutta diversa, dalla paletta in giù. Eppure sono entrambe "standard"! A conferma che il periodo fine '60 - primi '90 è veramente pieno di varianti, evoluzioni ed involuzioni.
Asbel77 Ven, 22/01/2010 - 10:52Login o registrati per inviare commenti
che spettacolo!
i tuoi articoli, un po' recensione ed un po' excursus storico, sono sempre un piacere da leggere. Le chitarre sono magnifiche, e si legge anche tanta passione, oltre che competenza... che dire? aspetto con impazienza la prossima puntata!
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Luca
http://www.webalice.it/valledelvento/