Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. E se i duri rispondono ai nomi dei quattro di Liverpool, il gioco può farsi duro sul serio. Rubber Soul è uscito quattro mesi dopo Help!. L’articolo potrebbe anche finire qui. In collaborazione con Fingerpicking.net
"Sofferenza maestra di vita" è stato detto e scritto da molti, e questa un'occasione triste lo è di certo, senza ricorrere alla retorica; un'occasione in cui avrei preferito accapigliarmi con qualcuno sul calcio o sulla politica. Ci tenevo a scrivere qualcosa per il chitarrista che quasi 30 anni fa mi indusse a provarci, ci tenevo perchè anche se non avessi scritto, avrei pensato e pensato e ricordato e sarebbero stati pensieri lasciati così, probabilmente senza capo nè coda, destinati a perdersi chissà dove, chissà quando. Mio zio Luigi (sempre lui) una sera mise un disco e a me sembrò che fosse giunta improvvisamente la fine del mondo.
Dopo anni di vita on the road, è bastato togliere i ragazzi dalla strada, che tutto è cambiato. Lontani dal movimento continuo, dal rock’n’roll sudato di Amburgo e del Cavern, per arrivare a quello “ripulito” dell’Ed Sullivan Show, i quattro cambiano strada, e sarà per sempre.
In collaborazione con Fingerpiking.net
“Il corpo umano percepisce un ritmo anche quando non c’è. Ascoltate Mistery Train di Elvis Presley. Un dei più grandi pezzi rock di tutti i tempi, eppure manca la batteria. E’ soltanto suggerita, perché ci pensa il corpo a fornire il ritmo. Non dev’essere pronunciato. E’ qui che hanno preso un abbaglio, discutendo di rock qui e rock là. Non hanno nulla a che fare con il rock, con la pesantezza. Ha a che fare, piuttosto, con il roll, con la rapidità” (Keith Richards)
Can you judge the best band in Pop’s history from their less important record, the less interesting? Some say “the worse”. If the band is The Beatles, the answer is yes. Of course. You bet. Let’s go in order.
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Si può giudicare il lavoro della più importante band della storia del Pop dal suo disco meno importante, il meno bello? Alcuni dicono “il più brutto”. Se la band in questione sono i Beatles, la risposta è si. Certamente. Altro che. Andiamo per ordine.
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The boys were growing, like a baby would if we don’t see him for a while, in a few months they refine, develop, surprise.
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I ragazzi crescevano, come crescerebbe un bambino che se non lo vediamo per un pò è cambiato completamente, nel giro di pochi mesi i quattro affinano, mettono a punto, stupiscono.
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Alcuni sostengono (pochi, per fortuna) che i Beatles del primo periodo erano abbastanza scarsi e che abbiano iniziato veramente a fare musica da Revolver in poi. Ovviamente non siamo d’accordo.
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Some people say (few, thankfully) that the early Beatles were quite poor and have really started to make music from Revolver on. We obviously disagree.
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È sempre un piacere iniziare il test di un oggetto prodotto in Italia. E se il prodotto è di qualità, come sempre più spesso accade, il piacere è ancora maggiore. L’oggetto in questione, l’overdrive Secret-1 della Secret EFX (390,00 euro Iva inclusa) di Luca Cesaroni e Guido Borghesani, nasce da un’idea dello stesso Luca, già protagonista del progetto Cloe Guitars di cui sia il web che la carta stampata si sono occupati in tempi recenti.
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Secondo Assolo. Salve a tutti, eccoci arrivati alla fine di questo appuntamento, l’analisi del secondo e ultimo assolo di “Sultans Of Swing” dei Dire Straits. In realtà inizio con una frase suonata sulla strofa finale, prima del secondo assolo, per non lasciarla fuori, sarebbe stata l’unica a non essere trascritta. Come al solito lascio la parola alle note su video e su carta, trovate trascritto in musica e intavolatura tutto ciò che ho suonato. Non so se le posizioni siano sempre quelle suonate da Knopfler, ma a questo punto è chiaro che mi interessa la scelta delle note, non tanto l’esecuzione delle stesse.
(NdR: videodidattico e Tab inside)
Primo Assolo Salve a tutti, entriamo nel vivo del brano analizzando il primo dei due celebri assoli suonati da Mark Knopfler su “Sultans Of Swing”. Non ho molto da dire, se non che tutto ciò che suono nel video, come accaduto nelle scorse puntate, è trascritto nel Pdf che ho allegato in coda a queste poche righe, se non ho fatto errori a ogni numero di esempio suonato sul video corrisponde un numero di esempio in musica e intavolatura.
(NdR: videodidattico e Tab inside)
An old saying: “You can see how things will end by the way they begin.” A sentence was never more appropriate than this.
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Un vecchio proverbio dice: “Se il buongiorno si vede dal mattino…”. Mai frase fu più azzeccata.
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Salve a tutti, il video proposto in questa occasione riguarda la seconda parte di interventi di chitarra su “Sultans Of Swing” prima degli assoli, ho analizzato quasi tutte le frasi che Knopfler suona fra un cantato e l’altro, anche in questo caso ho focalizzato l’attenzione sulla parte armonica più che sulla tecnica...
(NdR: videodidattico e Tab inside)
Salve a tutti. Vorrei affrontare l’argomento didattico da uno dei momenti che preferisco, quello dell’analisi armonica delle parti di chitarra presenti nei brani che mi piace ascoltare. “Sultans Of Swing”, come tutto il lavoro di Mark Knopfler sui primi due dischi dei Dire Straits, ne è un esempio straordinario. Tutte le grandi esecuzioni musicali non sono mai fini a se stesse, ma si inseriscono alla perfezione in un contesto preesistente, Knopfler suona in maniera impeccabile, sempre misurato e mai banale, regalando momenti di grandissima intensità...
(NdR: videodidattico e Tab inside)
15 luglio 2010. Parto da Roma diretto a Faenza, il viaggio è tutt'altro che casuale. Sto andando a sentire uno dei chitarristi che mi hanno maggiormente influenzato, fra i più grandi bluesmen bianchi, il texano Jimmie Lee Vaughan, fratello maggiore di quello Stevie Ray che ha cambiato il suono e il corso della storia del blues moderno. Ricordo ancora la prima volta che sentii parlare di lui. In Italia era appena uscito "Couldn't Stand The Weather" di Stevie (era il 1984), il video di "Cold Shot" passava spesso su VideoMusic, comprai il disco e rimasi folgorato. Parlavo con un amico, ottimo chitarrista e grande appassionato di Blues, e gli chiesi se avesse mai sentito nominare Vaughan. La sua risposta fu: "Dovresti sentire il fratello, secondo me è anche più bravo." Ha un fratello? Cosa poteva esserci di meglio di Stevie? Dovevo scoprirlo, e lo feci...
July, 15th, 2010. I leave Rome, headed to Faenza, trip is not a casuality, I’m going to see the show of one of the players that influenced me more, one of the greatest white bluesmen ever, the texan-born Jimmie Lee Vaughan, older brother of that Stevie Ray that changed the course and the sound of modern Blues. I still remember the first time I heard of him. In Italy Stevie’s second album Couldn't Stand The Weather was just released (about 1984), "Cold Shot" video was always on TV, I bought the LP and was shocked. I was talking to a friend, good player and blues fan, asking him if he ever heard about him. His answer was: “You should listen to his brother, he’s probably better.” He had a brother? What’s better than Stevie? I had to find out, and I did...
Raramente riesco a farmi appassionare da un dvd musicale: mi è capitato con il concerto al Beacon degli Allman Brothers, con l'Anthology dei Beatles, con "The Kids are Allright" degli Who e in poche altre occasioni. Immancabilmente finisco per zappare sul telecomando saltando da un punto all’altro, alla ricerca della chicca che quasi mai si presenta. Questo perché spesso le biografie musicali non sono altro che il risultato di materiale trito e ritrito, rimescolato, rimixato, "ri-commercializzato". Ieri sera, invece, mi sono gustato con estremo piacere questo "Fly", dedicato a una delle mie band preferite da sempre, tanto che custodisco con orgoglio una copia americana di "Surrealistic Pillows" dell'epoca...