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Il compressore

    

Il compressore sembra essere bistrattato da tutti, nessuno lo vuole usare, qualcuno scappa e inizia a sudare solo a sentirlo nominare! A mio avviso tanta diffidenza è dovuta all'uso errato che se ne fa e soprattutto alla scarsa conoscenza di questo importante strumento. Personalmente ritengo che il compressore sia quasi indispensabile in molte occasioni, almeno in registrazione, tanto che sono arrivato quasi ad adorarlo. Vediamo se riesco almeno a spiegare un pò come funziona. Tenete d'occhio quest'argomento perchè tutte le considerazioni fatte qui ci serviranno per gli articoli sull'home recording.

Cosa fa

Il compressore è un processore di dinamica che(scusate la ripetizione) limita l'escursione dinamica di un suono, ovvero "accorcia" la differenza di livello tra le note suonate piano e quelle suonate forte. Tra i processori di dinamica troviamo anche il limiter, il cui compito è quello di impedire al segnale di superare una determinata soglia.

 

Per quale motivo usare il compressore?

Essenzialmente quando l'escursione dinamica è tale da rendere poco "leggibile" l'esecuzione da parte dell'ascoltatore, capita infatti che alcune parti suonate piano siano  ad un livello troppo basso per essere apprezzate rispetto a quelle suonate forte. Si può quindi settare il compressore in modo da ottenere l'aumento del volume medio dell'esecuzione, mettendo in risalto tutto quello che rimarrebbe inevitabilmente "nascosto".

L'uso del compressore non è limitato unicamente a questa funzione, basti pensare che può essere usato per l'aumento del sustain o come limiter vero e proprio. Chiaramente non finisce qui, il compressore può persino aiutarci nel raggiungimento di sonorità particolari, poichè non solo agisce sull'inviluppo del suono, ma ogni compressore avrà un carattere diverso e ben riconoscibile.

Allo stesso modo, eccedere con la compressione non è mai un bene, visto che limitare eccessivamente l'escursione dinamica può risultare dannoso anche ai fini dell'espressività.

Bisogna poi fare un distinguo tra l'uso del compressore nella catena effetti della chitarra e l'uso in studio di registrazione, ma più avanti approfondiremo questo aspetto. Comunque, in linea di massima, tutti i compressori hanno un funzionamento analogo.

Prima di procedere date anche un'occhiata a questi link:
http://en.wikipedia.org/wiki/ADSR_envelope
http://it.wikipedia.org/wiki/ADSR

Come funziona

Il compressore agisce sul suono attraverso alcuni parametri che sono : threshold, ratio, gain, attack e release. In base a questi controlli possiamo gestire l'azione della compressione.
Può succedere che il nome e il numero di questi parametri cambi a seconda del produttore ma, la sostanza è la stessa.

Threshold

Il threshold è il paramentro che regola la soglia di intervento del compressore ed è espresso in db.
Praticamente indica al dispositivo di comprimere solo i picchi del segnale al di sopra della soglia di intervento. Ad esempio, se imposto un threshold a 0db, tutti i picchi superiori a questo valore verrano "schiacciati", mentre tutti gli altri rimarranno allo stesso livello.

Ratio

E' il parametro che indica al compressore quanto deve comprimere e viene espresso con la formula x:1 (si legge "x a uno"), la x rappresenta la quantità di compressione, maggiore sarà questo valore e maggiormente il suono verrà compresso. Un ratio pari a 1:1 indica che il suono non è compresso, un ratio ∞:1 (infinito a uno) farà funzionare il compressore come un limiter.

 

 

Un valore di ratio ragionevole è 2:1, già con ratio 6:1 la compressione è abbastanza forte.
Chiaramente il discorso varia da caso a caso e dipende dal'entità del segnale che stiamo comprimendo.

Gain, makeup gain o level (Espresso in dB)

Questi termini stanno tutti ad indicare il controllo di guadagno utile per compensare le perdite di volume dovute alla compressione stessa.  Già, perchè la compressione non aumenta il volume come si tende erroneamente a pensare, l'innalzamendo del volume medio arriva solo regolando il controllo di gain.

Il controllo di gain va regolato in modo che tra il suono compresso e quello non compresso non esista differenza di volume, se invece, si vuole utilizzare il compressore anche per l'aumento del volume, si può aumentare ancora il gain, a patto di non iniziare a distorcere il suono.

Attack e Release

Il controllo attack imposta il tempo d'intervento della compressione ed è espresso in millisecondi (ms). Più alto è questo valore e più sarà lento l'intervento del compressore, con valori di attack bassi la compressione sarà più repentina.

Il release, invece, indica il tempo di rilascio della compressione, solitamente è espresso in millisecondi o secondi.

Il controllo di release è utile anche per aumentare il sustain delle note, basta settare il compressore in modo da avere un attacco veloce e un release molto lento. (comunque fate sempre attenzione con le regolazioni)

E' fondamentale settare il dispositivo in modo da trovare un rapporto ottimale tra attack e realease in relazione alla quantità di compressione. Per verificare se avete settato bene il compressore basta ascoltare bene, se udite strani incrementi e decrementi di volume o una sorta di "soffio" , vuol dire che c'è qualcosa da regolare, probabilmente i valori di attacco e rilascio sono sballati o avete usato troppa compressione.

Tuttavia, non nego che certe volte tendo ad enfatizzare volutamente queste cose, ma si tratta di una mia scelta.

Tono

Per ragioni che non sto qui a spiegarvi, dopo la compressione, potrebbe esserci un decremento delle frequenze acute, con conseguente suono cupo o leggermente più scuro. Per ovviare a questo inconveniente, su alcuni compressori troviamo un controllo di tono, utile proprio alla compensazione della perdita di frequenze alte.

Hard Knee, Soft Knee (Dall'inglese Knee, ginocchio)

Non troverete questo controllo su tutti i compressori. Vi basti sapere che in modalità hard knee la compressione è più dura, l'intervento è meno delicato, mentre in soft knee, l'azione del compressore è un pò più "rispettosa", morbida e se vogliamo più musicale. Tale controllo può essere sotto forma di semplice pulsate on/off, oppure si manifesta come manopola, nell'ultimo caso la possibilità di regolazione è ovviamente più precisa.

Uso del compressore nella catena effetti e in studio

Oltre ai settaggi, è importante capire dove posizionare il compressore. Ad esempio, il suono può cambiare molto se il compressore viene messo prima o dopo la distorsione (pre e post gain). Comprimere prima di distorcere vuol dire anche limitare quell'effetto tanto ricercato dai chitarristi per il quale le note suonate piano saranno meno distorte di quelle suonate forte.

Ecco perchè molti chitarristi non userebbero mai il compressore tra chitarra e ampli sui suoni distorti. Alcuni preferiscono metterlo dopo un pedale di distorsione o addirittura sia prima che dopo.

Viceversa, avere un compressore collegato nella pedaliera come primo effetto e magari prima di un pedalino di distorsione, può aiutare nell'esecuzione, esaltando i passaggi veloci o il legato...ma c'è il rischio che il suono sia piatto e privo della giusta personalità.

Ancora, può essere utile se siete alla ricerca di sonorità funky regolato con valori di attack e release opportuni. Da valutare anche l'opportunità di utilizzarlo insieme al chorus e altri effetti per ottenere suoni puliti ideali per le parti arpeggiate.

In studio, il compressore può rendere più gradevole e facile da ascoltare qualsiasi traccia, può contribuire a mettere in risalto parti "nascoste" dell'esecuzione, oppure può aiutare a ricreare sonorità particolari. Per non parlare della fase di mastering, dove si cerca l'innalzamento del volume medio di tutta la registazione.

Ma non finisce qui, il compressore è praticamente indispensabile con la batteria poichè aiuta a rendere il suono più compatto e controllato, così come per le chitarre ritmiche, sia elettriche che acustiche.
Anche usato sulle tracce vocali potrà dare grandi, grandissimi risultati.

Da non sottovalutare le possibilità di autoregolazione che offrono alcuni apparecchi, spesso aiutano a non commettere errori gravi e soprattutto ad adattare l'azione di compressione all'andamento dell'esecuzione.

Il compressore, come detto in precedenza può essere usato come limiter, settato con valore di ratio molto elevato, soglia di intervento a seconda delle esigenze e valori di attacco e rilascio da verificare di volta in volta. Un limiter o un compressore settato come tale è utile per evitare che i segnali superino un determinato livello, per evitare distorsione, proteggere le apparecchiature da picchi improvvisi ecc.

Scelta del compressore

Per quanto riguarda i pedali per chitarra, la scelta va fatta in base al tipo di compressore di cui si ha bisogno e  in base ai gusti.
Ad esempio il Boss Cs-3 è un compressore che offre molte regolazioni, ma il suono non piace a tutti, l'MXR dynacomp offre meno possibilità di controllo ma ha un suono molto diverso, molto allettante è anche il Carl Martin che offre anche ottime possibilità di regolazione.

 

 

Se non erro anche la Electro Harmonix ha in catalogo un compressore valvolare sotto forma di pedale. Vanno chiaramente provati di persona. Per i compressori da studio c'è l'imbarazzo della scelta, però possono costare veramente tanto, si parla anche di cifre superiori ai 3000 euro, ma esistono compressori decisamente meno costosi, senza contare che è facile trovare preamplificatori di ottimo livello con compressore integrato.

Per l'home recording sicuramente è meglio iniziare con plug-in, spesso già forniti con il sequencer, oppure da comprare a parte, pensate che esistono anche plug-in che simulano il comportamento degli apparecchi più blasonati.  Senza contare la possibilità di scaricare da internet numerosi e validi freeware.

http://en.wikipedia.org/wiki/Dynamic_range_compression
http://it.wikipedia.org/wiki/Compressione_del_livello_audio

Ciao.
Enzo.


commenti

bluesDany (non verificato) Ven, 02/10/2009 - 10:47

Qualche considerazione

Ringrazio Enzo per le delucidazioni sul compressore...molto utili.

Io ne posseggo uno, il 'Soul preacher' della EHX, e devo dire che sono molto soddisfatto.

Beh, condivido la maggior parte dei commenti da voi inseriti, ribadendo che cmq gli ampli valvolari 'seri' forniscono gia' di loro un suono abbastanza compresso ma.......vivo e dinamico.

L'uso smodato del comp uccide la dinamica ma magari aiuta in tante situazioni, uniformando i livello di uscita delle nostre ritmiche e dei nostri soli.

In definitiva:

compressore si...ma senza esagerare, altrimenti non si migliora mai nel controllo della dinamica [che fa la differenza in quasi tutti i chitarristi famosi (Carlton-Ford-EJ etc etc etc) ].

Un ultima nota: per avere provato altri compressori dico che il soul preacher mi è sembrato più rispettoso del suono della chitarra rispetto al CS-3 ed al DynaComp, e mi sembra un fatto essenziale. Odio quei pedali che tendono a far suonare allo stesso modo strumenti da 100€ e strumenti da 1000€.

Saluti a tutti

:D

 

robyz Gio, 17/09/2009 - 17:46

ritratto di robyz
Escursus storico

Non sono riuscito a leggere tutti i commenti per cui spero di non essermi perso proprio quello che tratta questo punto. Il motivo per cui nasce il compressore, che vorrei citare perchè a mio avviso da una visione più ampia anche per capirne filosofia di utilizzo e peculiarità, è per ovviare ai problemi che nascono dalla eccessiva dinamica di certi suoni:

L'orecchio umano ha una capacità dinamica di circa 120dB fra la sua soglia dell'udibile e quella massima (diciamo che per restare in ambito di ascolto piacevole e non di tortura la dinamica può essere di 80-90dB), unita al fatto che ha una risposta di sensibilità di tipo logaritmico che gli permette di apprezzare piccole variazioni su piccoli livelli di intensità e alti livelli di intensità con minore sensibilità, questa ne fa uno strumento davvero eccezionale per la percezione dei suoni; di tutt'altro livello sono invece i supporti e gli strumenti audio che non sono capaci di riprodurre escursioni dinamiche elevate (un paio a titolo di esempio, 50dB il nastro magnetico, poco più di una settantina per dispositivi audio a 16bit, qualche decina la modulazione radio FM). Questo ha reso obbligatorio l'uso di compressori per trattare le fonti sonore che erano destinate a questi media, non solo, in certi generi, per effetti dovuti al "modello" con cui percepiamo e distinguiamo i suoni complessi, non è possibile mettere insieme strumenti estremamente dinamici come la voce o una chitarra acustica con altri molto più "piatti" come le chitarre distorte, gli organi ecc. Ecco ancora una volta la necessità di comprimere il suono in modo da renderlo omogeneo e far si, ad esempio, che un passaggio particolarmente forte della batteria non copra una voce o la chitarra distorta, oppure che quest'ultima non sovrasti costantemente qualsiasi strumento che non stia suonando abbestia.

Il principio della compressione, quella teorica, è di amalgamare i livelli dinamici in modo che non si mascherino a vicenda ma con una trasparenza che permetta di trasmettere inalterate le qualità timbriche legate alla dinamica, ad esempio, un sussurrato deve esprimere quel tipo di "tono" ma restando nella gamma dell'udibile, allo stesso modo, quando parte l'acuto si deve sentire come se fosse un acuto pieno (e generare la risposta "emozionale" che un acuto pieno ci si aspetta che generi) senza sovrastare il resto... se ascoltate un mix commerciale con questo punto di vista noterete quanto il compressore sia presente e quanto, quando fa il suo lavoro bene, non si senta il suo intervento se non quando non c'è più...

Naturalmente, a causa dell'imperfezione insita nei dispositivi elettronici, la trasparenza non è mai perfetta e i compressori tendevano a colorare il suono, ma come per le valvole, stupendamente ineguagliabili nella loro imperfezione, questi arricchimenti sonori sono diventati poi un ulteriore strumento per l'espressione artistica e quindi hanno cominciato ad entrare nei setup dei singoli musicisti alla pari di distorsori, phaser, wah e chi più ne ha più ne metta (e più ne spenda ;-P).

Sarebbe interessante sviluppare invece il tema del Knee e dei parametri di attacco e release, a mio parere fondamentali per imparare a maneggiare un compressore in base al tipo di strumento e alle sonorità che si vuole ricercare.


Robyz - Grappero forever

CaptainHarlock Ven, 18/09/2009 - 08:37

ritratto di CaptainHarlock
R: Escursus storico

Questa disamina è profondamente giusta... ed è la spiegazione perfetta per l'affermazione "uso sapiente del compressore" :).

Il problema è che non tutte le produzioni sono "sapientemente prodotte", e questo a prescindere dall'uso più o meno sapiente del compressore. Cadiamo nel solito discorso sviscerato e digerito in altre occasioni: oggi, nell'ambito bassamente commerciale, un buon 70-80% delle produzioni è iper-compressa al limite dell'indecenza. E questo non solo per mascherare i difetti (comprimere troppo, per me, è come mettere 1cm di cerone su un viso rugoso...), ma anche perchè bisogna "infilare" il suono in supporti "capillari" per renderlo sempre più fruibile al vasto pubblico: la musica, ormai, deve girare su internet, sugli MP3 e sui cellulari. Mezzi che hanno forti limitazioni di banda e di dinamica... per cui, si deve per forza esagerare con il compressore, e questa affermazione si inquadra perfettamente nel tuo discorso.

Però, a mio avviso, il compressore torna sempre e comunque utile nel contesto elettrico... In registrazione, e dal vivo. Basta non calcare troppo la mano, e si ottengono risultati sorprendenti :)...

* Rob
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"Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà."
James "Jimi" Marshall Hendrix

robyz Ven, 18/09/2009 - 09:04

ritratto di robyz
R: Escursus storico
In realtà non è cambiato nulla, i mezzi sono digitali ma esistono sempre quelli fortemente limitati, come lo erano le cassettine dei miei tempi, e quelli per un ascolto serio come i vecchi vinili, la trasmissione radiofonica è ancora la stessa e salvo un uso più mirato di compressori che non hanno effetti collaterali, il risultato è sempre un segnale fortemente compresso (ricordo che ci invitarono ad una trasmissione radio locale quando uscì il primo cd autoprodotto del mio vecchio gruppo, quando li passarono in radio e ascoltai il risultato fu qualcosa di terrificante, compressori in post a livelli assurdi che "pompavano" il suono in modo inascoltabile)... il discorso è solo legato all'uso, nel rock è imperativo che i pezzi suonino prima di tutto più forte, la dinamica è secondaria e questo è un dato di fatto, fra qualche anno magari si tornerà a livelli di dinamica più elevati (ricordo che quando uscirono i Korn i mix erano tarati per livelli di RMS di -10dB che è un valore allucinante!). In musica< classica tutto questo non esiste, ma tu prova ad ascoltare qualcosa in auto. Del resto fra avere una pelle rugosa o mezzo centimetro di cerone si preferisce raramente la prima ipotesi ;-P

Robyz - Grappero forever

Bru Mar, 15/09/2009 - 13:31

ritratto di Bru
Riproverò

 Dopo questo bello articolo, ci riproverò. Io ho un approccio istintivo con i pedali, giro le manopole e setto il suono che più mi piace, cercando di trovare il livello più basso di "intromissione" del pedale stesso. Non a caso opto per il minor numero di manopoline possibili.

Con il compressore, l'istinto non ha buoni esiti. O meglio, in casa con la strato trovo dei settaggi interessanti, ma in sala con la band non riesco proprio a usarlo.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

robyz Gio, 17/09/2009 - 17:50

ritratto di robyz
R: Riproverò
Il compressore è uno strumento che non puoi usare ad orecchio, almeno finchè non lo usi in modo consapevole e non lo abitui a riconoscere certi indicatori, anche io non mi ci sono mai trovato finchè non mi sono messo a studiare per bene tutta la teoria e mi sono fatto le mie prove con calma... sulla chitarra continuo a non esserne un estimatore, anche se ultimamente sto un po' rivedendo le mie posizioni.

Robyz - Grappero forever

guz Lun, 14/09/2009 - 21:28

ritratto di guz
"osticità" del compressore

Tra tutti i tipi di effetti il compressore è quello che mi rimane più difficile da capire!

Non sono uno di quelli che lo evita deliberatamente o che lo ritengono inutile se non addirittura  controproducente: il mio problema è che non riesco ad integrarlo (con un risultato soddisfacente) nella mia catena di effetti. E posso assicurarvi che ci ho provato tante volte!

Tra l'altro c'è da dire che non uso da qualche tempo effetti a pedale inquanto ho recentemente acquistato guitar rig e mi sono perso nei suoi meandri; magari sono i compressori di questo programma a non essere all'altezza, ma è molto più probabile che sia io a non riuscirlo ad usare... anzi se mi date qualche "dritta" ve ne sarei grato non di poco!!!

 

 

guz

winstonOboogie Lun, 14/09/2009 - 18:58

ritratto di winstonOboogie
Due regolazioni
Prima di scrivere questo commento, ho ritenuto opportuno fare qualche test col mio compressore, un MXR super comp. Qui i comandi sono un po' diversi: a parte l'output che regola il volume d'uscita, che varia a seconda di come si regolano gli altri due comandi, e quindi utile per avere un livello di uscita pari a quello del pedale disinserito, ci sono anche: Attack e Sensivity che, da quanto ho capito, corrisponde alla Ratio. 

Ora secondo me ci sono due potenziali regolazioni, una con attack a ore 2 e sensivity a ore 11 ottima per suoni puliti unita a chorus o flanger o/e delay. Adatta per suoni stile U2, Pink Floyd, ecc.

Poi ho sperimentato anche invertendo i valori, cioè Attack a ore 11 e sensivity a ore 2: qui il sustain aumenta parecchio e può essere utile per certi assoli con distorsione e overdrive con note lunghe, quasi alla Santana. Adatta anche l funky, ma bisogna stare attenti perché il "quack" si sente veramente tanto.

Articolo utilissimo comunque per capire uno degli effetti più "incompresi" del panorama chitarristico. Bravo Enzì.

Ciao
Davide

Ian Lun, 14/09/2009 - 15:23

non dappertutto serve la dinamica estrema

Parlo da persona che il canale pulito lo usa 2 volte all'anno.

Concordo che il compressore, in generi dove la dinamica è fondamentale, può essere controproducente. Se poi si suona con crunch leggeri su ampli valvolari, direi che proprio fa solo danno.

Credo che il discorso cambi nel momento in cui si passi a fare ritmiche serratissime e assoli ricchi di legati e passaggi dove per mantenere lo stesso livello dinamico bisogna essere davvero bravi (e non tutti lo sono). Non sempre le distorsioni, anche estreme, hanno quel livello di compressione necessario ad una buona resa.

E poi, qui qualcuno mi tirerà dietro dei sassi, ritengo sia veramente utile messo prima di distorsioni digitali (non tutti si possono permettere delle testate valvolari), in quanto il digitale apprezza molto i segnali costanti. Anzi, per quel che mi riguarda, una buona compressione davanti ad un sistema digitale (o anche integrata) permette al processore di lavorare in maniera migliore e quindi all'esecutore di concentrarsi molto di più sull'equalizzazione riuscendo anche a tirare fuori dei bei suoni "pieni". (il problema appunto del digitale è che escursioni troppo grosse del segnale fanno lavorare molto male tutta la catena di effetti).

 

E' solo la mia opinione, eh... fra l'altro suono dall'hard rock al metal, per cui, non ho alcuna esigenza di particolari sfumature di suono legate all'esecuzione... quello che mi serve è tanto gain, un timbro percussivo e che le note non mi muoiano sotto le dita durante gli assoli più "infidi"

Concludendo, in quei generi dove più che la dinamica, serve l'aggressività secondo me il compressore può essere molto (molto) utile

CaptainHarlock Mar, 15/09/2009 - 10:53

ritratto di CaptainHarlock
R: non dappertutto serve la dinamica estrema

Ma quali pietre! :)...

Secondo me hai indicato uno dei tanti usi per cui il compressore è perfetto. Parli, da quanto intuisco, di un uso molto veloce dei legati, del tapping, e di tecniche tipiche del metal e dello shredding. Si, è corretto... in questi utilizzi il compressore diventa un anello fondamentale nella catena effetti, e rende più pulita tutta l'esecuzione.

Riguardo all'uso di effetti digitali, è corretta l'analisi. Anzi, a questo punto credo che proverò io stesso ad anteporre il compressore al POD quando lo uso, magari migliora sensibilmente la sua risposta alle note. Il fatto è che risponde poco alla dinamica per sua natura e quindi intuisco che un compressore potrebbe dargli la possibilità di lavorare come deve... ci proverò :).

* Rob


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"Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà."
James "Jimi" Marshall Hendrix

The_song_is_over Lun, 14/09/2009 - 15:07

ritratto di The_song_is_over
W il compressore! (moderatamente)

Il compressore è come il vino: se "preso" moderatamente da soddisfazioni incredibili. Ed esattamente come il vino c'è quello buono e quello meno buono. :-)
Io lo uso (il comp, mica il vino!) solamente nei suoni puliti ritmici.
Quando sono in soli puliti lo tolgo.
La dinamica per me è qualcosa di irrinunciabile (ho una masotti X100M...un mostro di dinamica!) però la cosa ancor più irrinunciabile per me è il risultato finale. Il tono. La chiarezza e la maniera migliroe per esprimere quello che voglio.
Nel repertorio della mia band mi ritrovo a fare pezzi sfacciatamente funky e pezzi che tirano al rock sanguigno (quello da crunch leggero ma sostenuto) oltre a pezzi decisamente pesanti (lead).
Nei pezzi funky il mio pulito viene fato passare attraverso un kealey compressor settato in maniera piuttsto "presente": mi aiuta tantissimo a far sentire tutte le note deglui accordi funky e questo lo amo particolarmente.
Quando invece utilizzo il crunch con il volume della chitarra più basso, ho una dinamica incredibile escludendo il compressore.
Credo che tra l'altro il Dynacomp (quelli belli, quindi non gli MXR attuali) ed il kealey oltre al carl martin siano i migliori in commercio.
Una nota: il comressore si può mettere sia in ingresso all'amplic he sul S/R.
Io preferisco metterlo prima...mi sembra un utilizzo più gestibile e meno da "studio".





..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..


moonlite Lun, 14/09/2009 - 13:28

ritratto di moonlite
Non sono...
...la persona più indicata per formulare giudizi sul compressore, visto che lo uso molto poco e soprattutto perchè ne conosco poco il funzionamento.

Però l'ho usato un paio di serate con un filino di chorus e delay con l'acustica e mi è piaciuto non poco.
Si trattava di accompagnare un cantante (arpeggiando con le dita...) solo con chitarra e tastiera e mi sono accorto che il suono dell'acustica era più pieno e non rischiava di essere sepolto dalla dinamica, a volte pesante, della tastiera.
Per la serie: "non so perchè l'ho fatto, ma mi piaceva..." ...:-))

Ciao
Paolo

daniele Lun, 14/09/2009 - 09:34

ritratto di daniele
Grande articolo!

 Ciao Enzo!

Innanzitutto complimenti per l'articolo, chiaro e preciso come sempre.

Devo dire che dopo aver letto gli articoli sulla dinamica mi sono un po' convertito (mentalmente) ad accettare il compressore ed a capire finalmente come mai certi dischi suonavano forte ed altri molto più piano.

Questo articolo mi ha chiarito ulteriormente alcuni dubbi sui controlli, anche se per il momento continuo a non usarlo perché temo ancora di non essere in grado di ottenere risultati soddisfacenti.

Un'ultimo punto. Da una recente comparazione a tre chitarre ho avuto la netta sensazione che il pickup Alnico V con poli "staggered" offrisse una risposta dinamica di gran lunga superiore ai flat pole o bar.

E' solo una mia impressione, pilotata magari dall'emozione e dalla soddisfazione del suono,  oppure il taglio delle medie effettivamente crea un effetto di suono compresso? 

Ciao!

Daniele.

Enzo85 Lun, 14/09/2009 - 09:45

ritratto di Enzo85
R: Grande articolo!
Sul discorso dei pickup, non mi esprimo, c'è chi ne sa molto più di me.

Ti rispondo in maniera generica a questo quesito:

"E' solo una mia impressione, pilotata magari dall'emozione e dalla soddisfazione del suono,  oppure il taglio delle medie effettivamente crea un effetto di suono compresso? "


No.
Il taglio sulle medie non crea l'effetto di suono compresso...ma aiuta a percepire il suono come se fosse più grosso, ma così non è.
Ad esempio, certe volte si tende ad equalizzare pompando gli estremi di banda per ricreare un pò di botta, con il risultato che il suono sembra un pò più tosto, solo che poi ti accorgi che le medie rimangono troppo "indietro" e il suono risulta privo dell'effettivo punch che servirebbe.
E' un trucchetto che si usa per far dire "wow senti che botta, madò che basse", in realtà se si equalizzasse in maniera giusta la "pacca" sarebbe maggiore.

Anche per questo, molti chitarristi, equalizzando male l'ampli tendono a sparire nel mix...il suono asciutto sulle medie sembra più grosso, ma non lo è...

Ciao e grazie a te.
Enzo.

Pearly Gates Lun, 14/09/2009 - 08:56

ritratto di Pearly Gates
la pessima fama

E' dovuta dal fatto che ci sono compressori (pedalini) veramente pessimi.

C'è chi è contro il compressore ma quando si distorce un suono contemporaneamente c'è un effetto compressione, infatti il sustain di un suono distorto è molto più lungo, nessuno si chiede come mai?

Il compressore deve servire per fare in modo di far sentire meglio i dettagli ed arrcchire il suono.

Io ho un T-Rex Compnova non è molto spinto come compressore, lo cambierei forse solo con un Keeley.

un altra domanda, come mai se non serve in tutti mutlieffetti di qualsiasi prezzo e marca c'è sempre?

Lo snobbismo imperante "ha io non lo uso!" come se fosse il Viagra.

Però la casa produttrice del Viagra fa soldi a palate.

CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 10:19

ritratto di CaptainHarlock
R: la pessima fama

Non penso che sia questione di snobbismo, anche se nel mondo dei chitarristi elettrici lo snobbismo è un atteggiamento diffuso e abusato... No, molti sono sinceri quando affermano che l'uso del compressore non lo gradiscono molto.

A volte può servire, ma se ne potrebbe benissimo fare a meno: suoni "lead" abbastanza moderni, o ritmiche crunch con i power chord. Se il chitarrista è bravo, ad un certo punto abbandona l'uso del compressore per "stanchezza" mentale dovuta dal suono piatto.

A volte è vivamente consigliato: effetti d'ambiente che si galvanizzano con l'uso del compressore; un chorus, un flanger, un echo... con una botta di compressione creano una chitarra che "riempie tanto"... può piacere o non piacere.

A volte è assolutamente indispensabile: molti shredder e amanti del tapping estremo a dodici dita non ne saprebbero fare a meno. E i musicisti funky ricercano proprio quel "quack quack" dato dalla compressione esasperata...

It's a matter of taste... Bisogna provare tutto, e decidere con le proprie orecchie se una cosa va bene o no. Perciò sono d'accordo con te...

 

* Rob
 

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"Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà."
James "Jimi" Marshall Hendrix

Enzo85 Lun, 14/09/2009 - 09:47

ritratto di Enzo85
R: la pessima fama

"Lo snobbismo imperante "ha io non lo uso!" come se fosse il Viagra.

Però la casa produttrice del Viagra fa soldi a palate."

Concordo, così come va di moda l'abuso della compressione, penso che in qualche caso vada anche di moda il fatto di dire che non si usa...
Ottima osservazione.

Ciao.
Enzo.


matteopaiato Lun, 14/09/2009 - 07:58

ritratto di matteopaiato
Enzo, grande ritorno!!!! io

Enzo, grande ritorno!!!!

io con il compressore ho un amore odio, il CS-3 (sono boss dipendente, non parlatemi di altri pedali ;-) lo uso per un po' e poi lo tolgo dalla pedaliera, quando registro con garageband metto e tolgo il compressore e non riesco mai a trovare un settaggio soddisfacente, dopo aver visto il primo dvd della serie di Varini ho capito meglio il funzionamento ma ci sto ancora lottando, per non parlare poi di usare compressori multibanda...

grazie per aver affrontato il discorso!!!

Ciao

Matteo

--
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vivi la tua Shanghai in italiano

 

pamaz Dom, 13/09/2009 - 20:31

ritratto di pamaz
bah, non so a cosa serva il

bah, non so a cosa serva il mio punto di vista ma io non lo sopporto nè sulla chitarra, nè tantomeno in ambito di registrazione. Anche se devo fare un distinguo.
Per la chitarra è da tempo che non lo uso semplicemente perchè a me non serve. Anzi detesto la sua presenza perchè ormai sono abituato senza. Dovessi suonare la ritmica in un gruppo rock forse mi convertirei anch'io, ma dubito abbastanza per quel talebano che sono.
Per le registrazioni, essendo uno di quegli sciroccati delle cose hi-end, ho per mia fortuna un sistema di ascolto che certo offre qualcosa di più rispetto al'Ipod o ad un più tranquilllo sistema hifi di normale diffusione. E quando si ascolta così, non c'è maniera di tollerare alcun suono compresso. Lo stesso vale per le  registrazioni minimaliste che in vita ho fatto, dove il compressore non si è mai visto, così come qualsisi altro oggetto che maneggia il suono.
Vero è che se  lo stesso pezzo che io ascolto con un ampia gamma dinamica sul mio impianto, poi magari deve essere trasmesso per radio, o per tv o semplicemente ripordotto in un supermerato, allora capisco comprendo e giustifico completamente il suo uso.
Il problema visto dal mio punto di vista è che di compressore secondo me si abusa. Per i miei gusti i suoni che ne escono, risultano comunque innaturali e privi della ariosità che hanno all'origine. Indipendentemente dalla marca o da modello di compressore che si usa . Anche ben al disopra del dbx160

Paolo

felicevai Lun, 14/09/2009 - 09:02

ritratto di felicevai
R: bah, non so a cosa serva il

 Io lo considero l'effetto più importante da usare con sapienza in registrazione, anch'io ho un buon sistema hifi perchè sono leggermente fissato con l' hi-end, eppure ti dico che anche se leggerissima io avverto che è presente quasi dappertutto.

Nei live è diverso, il fatto di poter suonare con il nostro ampli a volumi più alti fà innescare la compressione naturale delle valvole, ma per ottenere alcuni suoni "tipici" bisogna per forza utilizzarlo, ma in questo caso lo considero più un coloratore del suono piuttosto che un processatore di dinamica.

 "La terra ha Musica per coloro che ascoltano"    William Shakespeare

www.myspace.com/felicemalinconico

ciappy Dom, 13/09/2009 - 21:03

R: bah, non so a cosa serva il

Basta provare ad ascoltare un po' di musica con l'ipod su un autobus o in un altro ambiente mediamente rumoroso. Qualsiasi registrazione jazz, ma non solo, degli anni '50, è pressoché inascoltabile a prescindere dal  volume ed anche con cuffie di discreta qualità: il pop si sente sempre forte e chiaro ( si fa per dire ). Il compressore serve a quello. Nel momento in cui si cerca invece di far suonare il proprio ampli come uno strumento, ossia ad "interfacciarlo " con le proprie orecchie e dita, è solamente una complicazione in più. Si dirà che lo usano un sacco di chitarristi, anche importanti: certo, per cercare di riprodurre la "precisione" dei dischi, o perché sono abituati così. A me toglie un sacco di piacere di suonare.

Dario

Enzo85 Dom, 13/09/2009 - 20:43

ritratto di Enzo85
R: bah, non so a cosa serva il
Bah, parlando di registrazioni moderne, beh, sono d'accordo con te che l'uso della compressione è eccessivo, i dischi che escono oggi sono veramente troppo "schiacciati".
Da questo ne deriva una diseducazione del pubblico all'ascolto di brani con la giusta escursione dinamica, che ripeto, ci vuole ed è essenziale anche per la resa "emozionale" della musica.
Oggi va di moda "la pacca", la valanga di suono ipercompatto...e non è sempre un bene.
Su alcuni generi ci può stare, su altri no, ma la deriva è quella.

D'altra parte però, devo ammettere che, a mio gusto e ripeto, per certi generi e in determinati contesti, un uso giusto della compressione è anche necessario a fare suono.

Per quanto riguarda la chitarra, anche io lo uso poco, anzi niente, ce l'ho e ogni tanto lo collego nella catena effetti per ricreare alcune cose che mi piacciono.

Poi, per il live, andrebbe fatto ancora un altro discorso, così come il broadcasting...

Ah, ancora, credo che l'uso o meno della compressione dipenda anche dal musicista, se uno riesce a suonare controllando alla perfezione le dinamiche, il compressore lo puoi buttare proprio...

Ciao. ;-)
Enzo.

CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 09:14

ritratto di CaptainHarlock
R: bah, non so a cosa serva il

>> Poi, per il live, andrebbe fatto ancora un altro discorso, così come il broadcasting...

Ecco, facciamolo allora :).

Premetto che sono d'accordo al 99% con chi afferma che l'abuso di compressore diseduca all'ascolto, e il mio indice di approvazione sale al 101% quando si parla delle produzioni moderne: fanno veramente pena, nei suoni ancorchè nei contenuti...

Per quanto riguarda, invece, il live... la vedo un po' diversa. Un sapiente e non esagerato uso del compressore può aiutare a:

1. definire gli incastri tra vari suoni, evitando sovrapposizioni di banda... e in questo tornano utili i compressori dove si può anche regeolare la banda di frequenza ove intervengono, e soprattutto un altrettanto sapiente uso degli equalizzatori.

2. una compressione generale prima di entrare negli impianti di potenza aiuta (e non poco) a tenere "chiaro e forte" il suono senza esagerare nei volumi. Proprio per merito di quel cosiddetto "appiattimento" del suono... ovvio che possa risultare fastidioso in un disco, e in situazioni di ascolto dove si cerca di "immedesimarsi" nel suono registrato, ma dal vivo e a volumi sostenuti le sfumature di dinamica vanno già a farsi benedire; tanto vale sfruttare la cosa...

Aggiungo anche un piccolo spunto polemico: le radio.

Soprattutto i grossi network: già mandano roba iper-compressa per produzione, e in più comprimono ulteriormente... Per cui ti ritrovi ad ascoltare qualcosa che magari hai a casa, ma in radio "suona diversa"... anche quelle che trasmettono i "grandi classici".... bah.

* Rob

 


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"Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà."
James "Jimi" Marshall Hendrix

Enzo85 Lun, 14/09/2009 - 09:36

ritratto di Enzo85
R: bah, non so a cosa serva il
Ciao Rob!

Si. facciamo stò discorso...senza entrare troppo nel tecnico, dato che questo è comunque un sito di chitarristi.

Prima puntualizzo una cosa sulle produzioni modere : non sarei così drastico nel dire che fanno proprio schifo ecc., anzi, trovo che alcuni dischi, seppur seguendo le mode suonano molto bene.
Poi dipende dallo stile stesso del produttore, da chi fa il mastering ecc...
Io ammetto che per certi generi, il suono "compatto" mi piace, anche se, come ho detto prima, è diventato di moda "schiacciare" tutto ed è questo che non mi piace, anche perchè, non è raro trovare dischi pompati così tanto che sono al limite della distorsione...questo è fastidioso.

Sul punto uno sono d'accordo, l'utilizzo dei compressori multibanda può essere utilissimo per "domare" quelle parti del suono che creano fastidio lasciando stare le altre...anche qui, però, meglio non abusare....

Sul secondo punto, direri che è meglio evitare di comprimere il master durante un live...c'è chi lo fa ma non è che sia una soluzione che mi ispiri tanto. Se il mix è fatto bene ed hai aggiunto un pò di compressione sulle tracce dove ci voleva non hai bisogno di comprimere sul master, anche perchè poi diventa un casino...più facile che si usi un "brick wall" che limita i picchi per non stressare l'impianto.
Tieni conto che oggi ci sono P.A. con una buona dinamica, sarebbe un peccato andare a non sfruttare questa possibilità.

Le radio...è vero, comprimono molto e alcune volte allargano anche l'immagine stereo, anzi, penso che facciano anche altre cose.
Qui non so se sia un discorso di esigenze per il broadcasting o anche qui una moda...spero la prima, ma ormai si fa gara a chi "pompa" di più, quindi...

Insomma, è un casino.

Enzo.

CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 10:35

ritratto di CaptainHarlock
R: bah, non so a cosa serva il

... beh, anche se non l'ho scritto è corretto che i punti uno e due del mio commento erano mutualmente esclusivi: o si comprimono leggermente i singoli suoni, oppure (se i suoni sono equalizzati e non necessitano compressione) un minimo di compressione finale su P.A. poco prestanti da "quel tocco in più".... ma parlo sempre di un minimo, e di uso leggero e sapiente :).

Riguardo ai P.A. con un buon range dinamico... ne ho sentiti pochi, ma penso sia sempre più colpa di gente che si "improvvisa" fonico e che usa male anche un P.A. "onesto", facendoci uscire suoni fangosi e al limite del distorto. Ma, come giustamente osservi, lasciamo che sviluppino l'argomento altrove, qua parliamo di chitarre e di home-recording delle stesse :).

Infine le radio... no, secondo me è una gara a chi pompa di più. E non so come spiegarlo... ma da parecchio tempo riesco a riconoscere su che stazione radio mi sintonizzo semplicemente ascoltando qualche nota di un brano. Almeno, ho imparato a riconoscerne 4-5, non certo tutte :p... Comunque, ogni radio personalizza tanto il suono con cui esce, e molte sono sgradevoli ed esageratamente pompate.

 

* Rob
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James "Jimi" Marshall Hendrix

Enzo85 Lun, 14/09/2009 - 10:39

ritratto di Enzo85
R: bah, non so a cosa serva il
Quando parlo di PA con un buon range dinamico...parlo di (alcune) grosse produzioni che possono permettersi PA di alto livello, con dietro il banco fonici con gli attributi.

Sul discorso radio hai sicuramente ragione...nel commento di prima ho volutamente fare l'avvocato del diavolo lasciando la questione in sospeso... ;-)

Ciao.
Enzo

CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 11:12

ritratto di CaptainHarlock
R: bah, non so a cosa serva il

>> parlo di (alcune) grosse produzioni che possono permettersi PA di alto livello, con dietro il banco fonici con gli attributi.

Appunto :), ecco perchè ne ho sentiti pochi ... se non pochissimi.

Quante volte ci lamentiamo, anche su queste pagine, di aver assistito ad un concerto ed esserci lamentati del suono che usciva dall'impianto? è un po' triste...

* Rob


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James "Jimi" Marshall Hendrix

Enzo85 Lun, 14/09/2009 - 11:17

ritratto di Enzo85
R: bah, non so a cosa serva il
"Quante volte ci lamentiamo, anche su queste pagine, di aver assistito ad un concerto ed esserci lamentati del suono che usciva dall'impianto? è un po' triste..."

E qui si apre un'altra grande parentesi....ci si potrebbe scrivere un libro.

Enzo.

CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 11:45

ritratto di CaptainHarlock
R: bah, non so a cosa serva il

>> ci si potrebbe scrivere un libro

 

ECCOLO:

 

 

:)...

 

* Rob
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James "Jimi" Marshall Hendrix

matteopaiato Lun, 14/09/2009 - 12:14

ritratto di matteopaiato
R: bah, non so a cosa serva il

Sara' che sono un adolescente degli anni 80, ma a me madonna fa tirare... e siccome adesso le donne mature mi affascinano, questa signora con la les paul al collo (lascia stare che non la suona) mi stuzzica gli appetiti.... di tutto l'ultima cosa che guardo e' il suono, quello vabbe, lasciamo stare.. sono anni che non ascolto una sua canzone, preferisco guardarla in foto..

Matteo like a virgin

--
www.matteopaiato.com
www.vivishanghai.com
vivi la tua Shanghai in italiano

 

Bru Lun, 14/09/2009 - 14:55

ritratto di Bru
R: bah, non so a cosa serva il

 Mi associo di brutto, anche se pecchiamo di offtopic.

Madonna mi arrapa in modo impressionante e il suo lato fetish, les paul inclusa, mi fa saltare il testosterone :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

lobardo Mar, 15/09/2009 - 09:57

ritratto di lobardo
R: bah, non so a cosa serva il

Finalmente anch'io trovo un commento a cui agganciarmi ... andando decisamente OT: anche a me Madonna fa lo stesso effetto ... avverto una piacevole "compressione" ... ;-)))

Tornando in topic ... faccio i complimenti a Enzino. Mi sono bevuto e gustato il suo articolone cercando di capire ... e forse qualcosina ho capito di questo sconosciuto ed ora tocca solo sperimentare.

Complimenti davvero, Enzo.


Lobardo

felicevai Lun, 14/09/2009 - 13:22

ritratto di felicevai
R: bah, non so a cosa serva il

 Ma secondo voi sarà vera quella les paul??? Con quello che pesa la chitarra stento a credere che il fisichino di madonna la tenga sulle spalle...tra l'altro tutto il concerto non smette di ballare e saltare per un solo secondo, dove la prende tutta quella forza?

Felice

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CaptainHarlock Lun, 14/09/2009 - 12:47

ritratto di CaptainHarlock
R: bah, non so a cosa serva il

Vabeh, in fondo sono d'accordo con te riguardo a Madonna... però, per fare questa "burla" ho cercato "chitarra live" su Google immagini, e quella era la prima a comparire. Per me ci stava tutta, soprattutto perchè non la suona :p... pensavo ad una bella presa in giro delle tante "fisime" che infestano il pensiero del chitarrista elettrico poco esperto quando si approccia al suono... that's it :).

* Rob


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pamaz Dom, 13/09/2009 - 21:07

ritratto di pamaz
R: bah, non so a cosa serva il

Mi sembra che alla fine la pensiamo alla stessa maniera.
La cosa che mi lascia un po perplesso è proprio l'uso "Ad minchiam" che si fa di qualsiasi effetto per mascherare problemi esecutivi o di carenza di produzione.
Tra l'altro una cosa che non si capisce applicata proprio alla chitarra, è il fatto che sempre di più viene ricercata la prestazione dinamica di buon livello sugli amplificatori, salvo poi uccidere il tutto con il poderoso pedalino che sembrerebbe essere utilizzato spesso per correggere magari altri difetti non dell'attrezzattura, ma del chitarrista.
Insomma, il mio talebano punto di vista è: meno compresore e più mano....

Ciao Enzo


Ps: articolo chiaro e completo. non lo avevo detto nel precedente post . lo dico adesso.scusa per il ritardo.

Rev. Cleophus James Lun, 14/09/2009 - 17:55

R: bah, non so a cosa serva il

Acuta e pertinente osservazione: cerchiamo il massimo della dinamica da pickup, condensatori, effetti, buffer, booster, overdrive, distorsori, convertitori ad/da, amplificatori, finali coni.... e poi ammazziamo tutto con un Boss CS3... :-D

Il punto, secondo me, è che quando si parla di "compressione" e "dinamica" (ma anche di "armoniche, per andare un po' oltre) la maggior parte dei chitarristi che se ne riempie la bocca non ha, in realtà, la minima idea di cosa questi termini vogliano dire, né di quale fenomeni "auditivi" essi descrivano...

 

L.

Texasflood Dom, 13/09/2009 - 22:02

ritratto di Texasflood
R: bah, non so a cosa serva il

Il compressore lo uso solo per le ritmiche funky o in abbinamento con un flanger sugli arpeggi e soprattutto su pezzi PinkFloydiani, sui distorti lo si spegne rigorosamente.

In pratica la sua lucina rimane accesa mediamente per il 3% di una serata.

Poi da quando ho "ONE" del signore qui sopra come lo accendo mi dimentico di avere la pedaliera gestendo perfettamente tutto (e intendo proprio tutto, partendo dai puliti cristallini al lead più assassino) solo con le mie manine sante e un po' di potenziometro del volume.

 

Enzo85 Dom, 13/09/2009 - 21:13

ritratto di Enzo85
R: bah, non so a cosa serva il
Si, alla fine credo che sia quello il punto, usare le cose bene e in maniera consapevole...non per moda o altro.

"articolo chiaro e completo. non lo avevo detto nel precedente post . lo dico adesso.scusa per il ritardo."


Ma che scherzi? Ritardo?
Grazie a te Paolo!

Ciao.
Enzo. ;-)

Bru Dom, 13/09/2009 - 22:07

ritratto di Bru
R: bah, non so a cosa serva il

 Su alcune cose non sono d'accordo.

Come ascoltatore e amante dell'hifi da sempre, sono il primo a dire che le produzioni degli ultimi 10-15 anni sono in genere terribili, con un abuso abnorme appunto di compressione. Io dico sempre che tutti i cd attuali suonano allo stesso modo, e non solo per la compressione, ma per mixaggio, suoni e pasta generale. E non è nemmeno vero che la compressione "picchia" più sempre di più; una buona produzione di Rudy Van Gelder degli anni 50-60 si fa sentire alla grande anche in metropolitana nelle ore di punta, provare i suoi remasters storici per la Blue Note per credere. Allo stesso modo, pezzi di James Brown, Wilson Picket o Stevie Wonder escono con un impatto sonoro non minore del pezzo dance mega compresso del momento.

Detto questo, non posso non considerare il fatto che gente come Gilmour ha usato il compressore su assoli che hanno fatto la storia, così come la maggior parte delle ritmiche degli U2 hanno il compressore come elemento base. Che poi anche io non utilizzi mai il compressore è un altro discorso.

Dalla mia esperienza, come compressore consiglio il mistacomp di Fuzzfx, artigiano italiano, a parer mio e di molti altri di pari livello se non migliore di quello di Mister Keeley.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

tom78 Mar, 15/09/2009 - 09:36

ritratto di tom78
R: bah, non so a cosa serva il

Mi accodo anch'io tra quelli che "il compressore è in catena, ma quasi sempre spento" (è anche vero che il pulito lo uso pochissimo). E sono il felice possessore del Mistacomp di FuzzFx, preso dopo prova comparativa col Keeley 2knobs.

 

C'è un legno per fare una croce e un legno per fare una porta. Per il legno di una chitarra, la sua pianta non è mai morta!

 

molokaio Dom, 13/09/2009 - 19:04

ritratto di molokaio
Uso il compressore (keeley


Uso il compressore (keeley 4knobs) da poco, ma devo dire che sui puliti lo trovo molto utile

Però settato in modo non da schiacciare i picchi alti, ma per enfatizzare "le armoniche", per arricchire il suono, o come dici tu per alzare di volume le parti nascoste.

Avendolo sempre intorno all' unity gain, niente makup gain quindi mi pare di capire.

Non uso un attack molto veloce e metto sustain a ore 11... infatti non mi piace tanto il quack quack che ho quando alzo il sustain di tanto.

Spero di starlo usando correttamente... coi distorti ancora non ho trovato un modo accettabile, magari lo devo posizionare post gain.

Grazie dell'articolo!


___________________________________

Robz

Riccardo Lun, 14/09/2009 - 09:02

R: Uso il compressore (keeley

Anche io possiedo un 4 knob (ora in vendita).. L'intenzione iniziale era quella di ottenere un suono lead ancora più spinto e alzare il volume degli armonici artificiali. Dopo poche prove mi sono reso conto che non riuscivo ad ottenere questo risultato, invece sul canale pulito suona molto bene, è possibile usarlo anche come "booster" soluzione poco ortodossa ma interessante. Se avete qualche settaggio da consigliare del Keeley suggerite pure, potrei cambiare idea e tenerlo. Il mio insegnante di chitarra jazz, ( attenzione sono ancora un grezzo rockettaro e bluesettaro, ma ci provo.. ) si è innamorato del suddetto pedale e l'ha subito acqistato; dice che è fenomenale...

lucbel Mer, 02/12/2009 - 14:21

R: Uso il compressore (keeley

ciao,è ancora in vendita il keeley 4 knob?se si scrivimi a:lucbel@email.itgrazie

Enzo85 Dom, 13/09/2009 - 19:42

ritratto di Enzo85
R: Uso il compressore (keeley
Ciao!

Non ho mai usato quel compressore...
E' questo?:
http://www.guitariste.com/forums/photos/61055-1-big.jpg

Il controllo "level" è assimilabile ad una specie di controllo makeup gain.

"Avendolo sempre intorno all' unity gain, niente makup gain quindi mi pare di capire"


Scusami, ma non ho capito bene a cosa ti riferisci.

"Spero di starlo usando correttamente..."

Per sapere se il comp è settato bene dovrei ascoltarlo al lavoro...da qui è difficile, comunque se tu sei soddisfatto del suono non c'è problema, non esiste una regola per settare il compressore.

"coi distorti ancora non ho trovato un modo accettabile, magari lo devo posizionare post gain."

Puoi fare una prova a metterlo dopo la distorsione...oppure potresti non avere bisogno di compressione, già il suono distorto si comprime un pò di suo, dipende dalla situazione.

Ciao e grazie a te.
Enzo.

molokaio Lun, 14/09/2009 - 20:28

ritratto di molokaio
R: Uso il compressore (keeley

Enzo Sì, è quello!

Il level è appunto come dici. Col clipping e il level (sust e attack a zero) setto il mio volume per avere un bilanciamento di livelli col suono bypassato. poi aggiung attack e sustain per portare in evidenza le sfumature del suono che in genere sono più "nascoste"... allo stesso tempo però regolo il sustain e attack in modo da non avere un "ciop ciop" invasivo sulle pennate più energiche.

In questo modo si valorizzano le sfumature nascoste senza compromettere il tone... un uso del comp non evidente credo, da quel poco che ne capisco.

Trovo renda apreggi e suoni puliti molto più corposi senza alzare ne volume ne gain.

Mi ha aiutato molto vedere il video del pedale (e di altri comp) sul sito proguitarshop... per me che non ho mai usato questo effetto.



Live Slow... Die old! ;)
___________________________________

Robz

joevint Dom, 13/09/2009 - 14:51

ritratto di joevint
Per me

è il padre di tutti gli effetti, non che sia facilissimo capire come funziona e cosa ci si può fare (infatti io ci sono arrivato tardi, prima smanettavo fino a trovare una regolazione che mi piacesse). Questo è l'ennesimo tuo articolo ben scritto nonchè utile e dettagliato.

Ciao, Enzi'  :-)

joe  

yuio340 Dom, 13/09/2009 - 13:42

Dal punto di vista di chitarrista e di tecnico del suono

Concordo nel dire che il compressore è spesso sottovalutato oppure evitato come peste senza motivo. Ormai la frase "il compressore non lo uso perchè uccide la dinamica" è nella bocca di tutti, anche di chi non sa cos'è la dinamica. Comprimere un suono, soprattutto in un live, aiuta a raggiungere una pasta omogenea senza picchi o cali di volume.

Detto questo consiglio invece di spendere soldi in stomp box che possono piacere o no, di investire circa 400€ per comprarsi un dbx 160A. Spesso si pensa che tali compressori servano solo in ambito di mixing ma fidatevi e provatelo sulla chitarra.

LarryFender Dom, 13/09/2009 - 12:25

ritratto di LarryFender
Compressore, questo sconosciuto...

 Intanto, bell'articolo =)

Poi devo dire che io boh.. non è che abbia una posizione precisa sul compressore (a differenza del mio ultimo insegnante di chitarra, che lo trova "inutile"). Ce l'ho e lo uso, anche perchè per come l'ho settato non si "sente" troppo; però mi sembra che abbia comunque una sua utilità, soprattutto per rendere più "omogeneo" il suono, nel senso che si sentono bene sia le parti suonate "piano" che quelle "forte".

Comunque essendo che sono solo un novellino in campo "effettistica", lascio a parola agli esperti =D

 

Bye ;)

Enzo85 Dom, 13/09/2009 - 12:45

ritratto di Enzo85
R: Compressore, questo sconosciuto...
"non è che abbia una posizione precisa sul compressore"

Infatti, non serve prendere una posizione su queste cose.
Se il compressore serve e si ritiene utile...si usa, altrimenti, si fa senza. ;-)

Ciao e grazie per i complimenti. ;-)
Enzo.

ciappy Dom, 13/09/2009 - 11:50

Io sono tra quelli che

Io sono tra quelli che scappano solo a sentirlo nominare. Ovviamente bisogna fare una distinzione: l'uso dei compressori, analogici o digitali, in sede di registrazione e produzione è fondamentale, è il mestiere di chi registra e missa. Consente di rendere intelleggibile il tutto, di dare un equilibrio, di caratterizzare la pasta sonora di una regiastrazione quanto e forse più della scelta di ampli e strumentazione. Non amo le registrazioni supercompresse, ma l'uso che ne fanno  i TOTO, ad esempio, quasi spregiudicato, è una parte importante del sound dei loro dischi (l'ultimo, in particolare, bellissimo, falling in between, ha un'enfasi che sicuramente è stata cercata ad arte). L'uso dei compressori nel live, invece, mi lascia molto perplesso, anche perché sono aggeggi difficilissimi da usare e che, per avere una qualità accettabile, devono avere dei costi notevoli (pena la mancanza di trasparenza). Diciamo che spesso sono più gli svantaggi dei benefici. Il compressore Boss, per concludere, mi sento di sconsigliarlo: non ho mai sentito nessuno usarlo con profitto, ed io stesso mi ci sono scontrato più volte, ma senza  successo ( non escudo che qualcuno ci riesca, ovviamente -:)))))))))))))).

Dario

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