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Home recording – Registrare la chitarra elettrica. Part two - Microfonare

    

Microfonare è un processo che permette di riprendere il suono di uno strumento attraverso l'uso dei microfoni. Nel caso specifico della chitarra elettrica consiste nel posizionare opportunamente uno o più microfoni davanti al cono (o ai coni) dell'amplificatore. Premetto che questa è una guida semplice ed essenziale per il chitarrista che vuole registrare a livello amatoriale strutturata come una semplice condivisione di esperienze, non è un manuale sulla microfonazione.

Prima di iniziare, non dimenticate che non esistono regole fisse da seguire, piuttosto linee guida, dalle quali partire per sperimentare nuove soluzioni.

Fare i suoni, settare l'ampli

Prima di microfonare accertatevi che il suono sia già convincente. Per questo, regolate l'equalizzazione dell'ampli stando in una posizione che vi permetta di percepire più o meno quello che andrà a riprendere il microfono, quindi accovacciatevi davanti al cono che andrete a microfonare e ascoltate attentamente da lì per fare le dovute correzioni di equalizzazione.

Il microfono adatto

Sebbene ne abbia già parlato nell' articolo dedicato, vorrei sottolineare alcune cose. Il microfono adatto per riprendere un ampli per chitarra dovrebbe avere le seguenti caratteristiche :

  • sopportare elevati livelli di SPL (Sound Pressure Level), soprattutto se si registra ad alto volume.
  • avere una figura polare capace di isolare la sorgente dai disturbi esterni
  • avere una buona reattività (risposta ai transienti) soprattutto per registrare le chitarre ritmiche
  • avere una bella risposta sulle frequenze medie

In generale si utilizzano microfoni dinamici, tuttavia, potendoselo permettere, si può usare un microfono a condensatore studiato per lavorare con elevati livelli di pressione sonora, magari distanziato di una decina di centimetri dalla retina dell'ampli e attivando(ove presenti) gli opportuni switch di attenuazione(nel caso sia necessario).

La figura polare da tenere in considerazione per il close miking è sicuramente quella cardioide, che permette al microfono di riprendere il suono proveniente dalla zona anteriore senza essere influenzato troppo dai suoni che provengono dalle altre direzioni.

Detto questo, i microfoni più usati sono senza dubbio dinamici come Shure SM57, Sennheiser MD421, Sennheiser e606/e609/e906, tra i mic a condensatore sicuramente l'Akg c414. Per mio gusto personale vorrei aggiungere l'Electrovoice Raven (dinamico) e il Cardinal (condensatore), poi menzionerei anche il Neumann TLM 193, costa molto ma è un mic a condensatore che sopporta una pressione sonora elevata ed ha un bel suono.

Non fatetevi condizionare, cercate di provare i microfoni, studiatene le caratteristiche ed utilizzate quello che più vi aggrada e funziona meglio con la vostra strumentazione.

Il preamplificatore

Potendoselo permettere, avere un buon preamp sarebbe una cosa auspicabile.
Un buon pre aiuta ad avere un suono più corposo e può aggiungere sfumature timbriche interessanti.
In mancanza si può utilizzare un mixer, o affidarsi ai pre integrati in alcune schede audio che però non sempre sono all'altezza della situazione.

 

 

Come si fa a sapere se il pre è un buon pre? Non esiste assolutamente un metodo preciso, magari leggendo le caratteristiche tecniche possiamo capire se il livello del rumore è accettabile o se ha un buon range dinamico, ma il giudice ultimo è sempre il nostro orecchio...pre e microfoni, possibilmente andrebbero sentiti all'opera, solo così si può sapere se quel determinato prodotto risponde alle nostre esigenze.

Ci sarebbe da dire molto altro, ma considerando che questa è una guida introduttiva, sospendiamo un attimo il discorso

Collegamenti

Se volete usare microfoni a condensatore dovrete prima effettuare i collegamenti e poi attivare l'alimentazione phantom, se collegate i cavi con l'alimentazione attiva c'è il forte rischio di rovinare il microfono.

Dopo aver effettuato i collegamenti procedete al settaggio del guadagno, trovate un setting che permetta un livello adeguato per la registrazione, i suoni deboli devono poter essere avvertiti, ma quelli forti non devono far clippare il pre, quindi occhio alla dinamica.

Lavorare con gain di preamplificazione elevati può essere anche godurioso, perchè il suono si colora in maniera evidente, tuttavia, se il nostro scopo è cercare un suono bilanciato e naturale è meglio non eccedere con il gain, anche perchè c'è il rischio d'introdurre eccessivo rumore e ronzii vari.

Il posizionamento per la microfonatura ravvicinata (close miking)

Partire da questi concetti base:

  • Microfono al centro del cono : Suono con frequenze medio-alte in evidenza, tanto punch,  frequenze basse meno in evidenza, soprattutto con alcuni tipi di microfono.
  • Microfono a metà strada tra centro e bordo del cono : buona presenza sia di alte che basse frequenze, suono abbastanza bilanciato.
  • Microfono al bordo del cono : Suono con molti bassi, attenuazione delle frequenze alte.
  • Inclinare il mic verso il bordo o verso il centro : Suono un pò più equilibrato che tende ad enfatizzare le basse o le medio-alte frequenze a seconda del verso d'inclinazione.

Si tratta di fare delle prove e verificare quale posizionamento sia più adatto per ottenere il suono che abbiamo in mente. Personalmente preferisco la posizione intermedia, poi dipende molto dall'ampli e dal tipo di suono alla sorgente, nonchè dal tipo di sonorità che si vuole ottenere.

 

 

 

Esiste poi un altro fattore da tenere in conto, viene detto effetto di prossimità. E' una caratteristica di alcuni microfoni che consiste nel variare della risposta in frequenza nella gamma delle basse a seconda della distanza. Tale caratteristica si può apprezzare anche dai grafici di risposta che evidenziano l'eventuale cambiamento della risposa per determinate distanze.

E' chiaro che si può sfruttare questo effetto ai fini timbrici per avere ulteriore controllo sul suono. A seconda delle occasioni decido se tenere il microfono quasi a contatto della retina dell'ampli o allontanarlo di circa 5-15 cm.

 

Multimicrofonatura e risoluzione di eventuali problemi

Registrare con più microfoni al fine di ottenere più tracce in modo da poterle scegliere o miscelare a piacimento durante il mix, oppure posizionare alcuni microfoni per riprese d'ambiente, sono senza dubbio soluzioni interessanti, che sapientemente gestite possono regalare grosse soddisfazioni. Però, volendo utilizzare più microfoni non è raro incappare in problemi di fase.

Articolo da Audiogeekzine.com (ottimo articolo con sample audio), traduzione (da google)
Aticolo da Songstuff.com
Phase relationships

Ad esempio, quando posizioniamo un microfono vicino alla sorgente e l'altro ad una certa distanza, succede che il suono non arriverà nello stesso istante per tutti e due i microfoni, ma sarà leggermente ritardato per quello più lontano, questo ritardo si traduce con una sfasatura più o meno evidente tra i due segnali.

Può succedere più o meno la stessa cosa anche posizionando due microfoni diversi alla stessa distanza dalla sorgente, in questo caso saranno le caratteristiche stesse dei microfoni ad introdurre possibili problemi di fase, particolarmente evidenti quando usiamo contemporaneamente un mic dinamico e uno a condensatore.

Altro caso tipico è quello dell'uso simultaneo della DI e della traccia microfonica...anche tra DI e microfono c'è sfasamento.

Quando si verificano questi inconvenienti, l'ascolto simultaneo dei due segnali produce uno strano effetto per il quale alcune frequenze vengono filtrate (comb filtering, filtraggio a pettine) restituendo un suono più o meno sottile, che sembra artefatto e privo di corpo, sino alla cancellazione totale del nel caso questi due segnali siano perfettamente in controfase.

Per ovviare a questi problemi si cerca di curare al massimo il posizionamento dei microfoni.
Una volta effettuato un posizionamento preliminare dei microfoni, indossiamo le cuffie e iniziamo a suonare, ascoltando il suono che esce dalle cuffie, cerchiamo di individuare eventuali problemi di fase e spostiamo un solo microfono anche di pochi cm sino a trovare il punto in cui il suono ci convince.

Con questo non vuol dire che i due microfoni sono perfettamente in fase, ma abbiamo trovato un punto dove le cancellazioni di fase sono tollerabili ai fini del suono. E' buona norma segnarsi le posizioni dei microfoni una volta trovata la giusta soluzione, in modo da riposizionarli senza problemi per le registrazioni successive.
Articolo da HomeRecordingConnection.com

Possiamo anche agire sugli switch di fase(il simbolo è un cerchio sbarrato) presenti sul pre o sul mixer, attivando questo switch, si ha l'effetto di invertire la fase di 180°(in realtà è un'inversione di polarità ma il risultato è quello) e a volte questo già migliora la situazione.

Gli switch di fase possono anche tornare utili come "prova del nove", ad esempio, se i segnali sono già in fase, attivando l'inversione su uno solo di essi il suono tenderà a scomparire, viceversa, se il suono migliora vuol dire  che per quel determinato posizionamento c'è un problema di fase, sarà dunque necessario mantenere lo switch attivo e/o verificare meglio la posizione dei microfoni.

Altro metodo consiste nel ritardare una delle due tracce di qualche millisecondo. Per fare questo basta spostare di pochi ms la traccia all'interno del sequencer sino a trovare il punto ideale. La buona riuscita di questo procedimento dipende dalla pazienza e la precisione con cui si sceglie il valore di ritardo, sbagliare il numero di millisecondi vuol dire peggiorare uleriormente la situazione.
Articolo da soundonsound.com

Eventualmente possiamo anche utilizzare plug-in che permettono di spostare la fase di una signola traccia anche solo di qualche grado.
Utilissimi per un fine-tuning del suono.
Plug-in Voxegno pha979

Avrete capito che gestire le cancellazioni di fase non è assolutamente un processo immediato. Essenzialmente, per minimizzare al massimo le cancellazioni di fase, basta curare il posizionamento dei microfoni ed eventualmente correggere i problemi come descritto sopra. Altro discorso è l'uso "creativo" delle cancellazioni di fase...c'è chi gioca con questi trucchetti per raggiungere sonorità particolari. Ma non corriamo troppo.

Sicuramente i più smaliziati avrebbero preferito una descrizione più accurata sotto il profilo tecnico, ma ribadisco che da parte mia non c'è la pretesa di scrivere un manuale per tecnici del suono, si tratta solo di trasferire alcune esperienze ad altri chitarristi appassionati di registrazione. Consiglio comunque di approfondire l'argomento spulciando i link proposti.

Microfonatura d'ambiente, semi-ambiente e altre tecniche

Questo tipo di ripresa è fortemente influenzata dalla resa sonora della stanza, sarebbe ideale registrare in ambienti con l'opportuno trattamento acustico o che almeno non suonino come una caverna! Il materiale con cui sono costruite le pareti, la pavimentazione, il soffitto e la sua altezza, la presenza di finestre e le dimensioni del locale influiranno in maniera consistente sul suono finale.

Molto utilizzate sono le tecniche di semi-ambiente, che prevedono l'uso di un microfono a condensatore posto centralmente, ad una distanza dal cabinet che varia da 50cm sino a circa 2m, in questo modo non si riprende solo il suono che proviene direttamente dall'ampli, ma anche parte delle onde sonore riflesse dalle pareti e dal pavimento.

Questo metodo consente di riprendere un suono un pò più naturale e viene di solito affiancato al close miking. Per quest'utilizzo è interessante considerare l'uso di microfoni a nastro oltre a quello dei mic a condensatore. Continuo a ricordare che con l'uso di più microfoni a distanze differenti dalla sorgente sonora bisogna stare estremamente attenti alle cancellazioni di fase, quindi curare il posizionamento e gestire i segnali in maniera opportuna.

Vere e proprie riprese stereofoniche d'ambiente possono essere utilizzate per ricreare effetti di spazialità senza ricorrere a reverberi artificiali. Qui conta molto la cura del posizionamento secondo le più comuni tecniche di ripresa stereofonica e come al solito le caratteristiche del locale.

 

 

Per mancanza di spazio vi fornirò unicamente alcuni link dai quali iniziare ad apprendere le tecniche di ripresa stereofonica, argomento che merita di essere approfondito in prossimi articoli.

Articoli da audiosonica.com 1, 2, 3
Articolo da recordinglair.com
Articolo da Kellyindustries.com
Articolo da tape.com

Oltre alle riprese d'ambiente per dare ancora una marcia in più al suono di chitarra si può microfonare il retro di un cabinet open back, la traccia così ottenuta potrà essere miscelata con altri metodi di ripresa. Anche in questo caso occhio alle fasi! Questa tecnica permette di aggiungere corpo e basse frequenze al suono, sinceramente a me non piace, ma molti la usano, quindi non vedo perchè sconsigliarla.

IsoBox

Una "isolation box", è sostanzialmente un contenitore il cui interno è isolato tramite materiale fonoassorbente, dentro al quale viene alloggiato un altroparlante per chitarra opportunamente microfonato. Può anche essere un flight case o contenitore, sempre isolato acusticamente, dove viene alloggiata le cassa da microfonare.

Quest'ultima soluzione è utilizzata soprattutto per i live (tanto per dire, anche i Metallica nell'ultimo tour hanno usato le isobox). Chiaramente questo metodo permette di utilizzare l'ampli ad un volume sostenuto senza disturbare troppo all'esterno.

Conclusioni

Microfonare, come avrete capito, è un processo da attuare con la dovuta attenzione e la giusta dose di competenza. Per l'home recording non è forse la tecnica più immediata, ma potendo disporre di una buona attrezzatura e un luogo adatto dove registrare si possono ottenere suoni veramente soddisfacenti.

Le tecniche di editing e missaggio delle tracce potrebbero essere sicuramente uno spunto interessante per i prossimi articoli.

Ciao.
Enzo.

Articoli correlati:
Home recording - Microfoni
Home recording - Scheda audio
Home recording - Registrare la chitarra elettrica parte1
 


commenti

Nicola68 Mer, 23/09/2009 - 08:04

ritratto di Nicola68
Reamp

Ottimo articolo Enzo85, dettagliato e molto chiaro nei contenuti.
Avrei sperato di trovare magari un accenno anche alla tecnica del "reamp", che sto recentemente provando e che secondo me può portare grandi benefici in termini di risparmio di tempo.
Ciao

Enzo85 Mer, 23/09/2009 - 08:30

ritratto di Enzo85
R: Reamp
Eh, ma non ci stava mica tutta nell'articolo...è già lungo così.
Come ho detto nella prima puntata, l'articolo sul reamp ci sarà, lo sto già scrivendo ;-)
Si tratta solo di diluire nel tempo le tematiche.

Ciao e grazie ;-)
Enzo

Nicola68 Mer, 23/09/2009 - 08:36

ritratto di Nicola68
R: Reamp

Chiedo venia, mi sono registrato ieri e quindi mi ero perso la prima puntata!
Tutto chiaro, grazie.
Ciao

Enzo85 Mer, 23/09/2009 - 08:38

ritratto di Enzo85
R: Reamp
Figurati!
Anzi, se avete idee e domande specifiche, fatele pure!

Ciao.
Enzo

Bru Mar, 22/09/2009 - 16:19

ritratto di Bru
Grazie Enzo. I tuoi articoli

Grazie Enzo. I tuoi articoli sono ormai una bibbia del suono.

A un certo punto, secondo me, certi articoli a puntate andrebbero impaginati in PDF scaricabili e sistemati in una sezione Biblioteca del forum (suggerimento per Lauro).

Domanda un po' offtopic. Ho a casa uno Shure sm58 di un amico del sito (che da tempo devo rendere!); il 58 è per voce, usato per far delle prove di registrazione di chitarra è tanto inadatto?

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 16:31

ritratto di Enzo85
R: Grazie Enzo. I tuoi articoli
"il 58 è per voce, usato per far delle prove di registrazione di chitarra è tanto inadatto?"

No, puoi fare tranquillamente tutte le prove che vuoi è un dinamico bello robusto, poi devi vedere se il suono ti piace, ma sperimentare non è una cattiva idea.

Per il resto ti ha risposto Lauro.
Io ti ringrazio per i complimenti, ma questi articoli non sono di certo una bibbia sul suono, anzi, mi piace pensare a questo lavoro come se fosse una chiaccherata tra amici, uno scambio di esperienze.

Ciao. ;-)
Enzo

AlecB Mar, 22/09/2009 - 16:22

ritratto di AlecB
R: Grazie Enzo. I tuoi articoli
>>> e sistemati in una sezione Biblioteca del forum (suggerimento per Lauro).

Esiste di già, quella sezione.
Si tratta di implementarla e vedere bene come può essere presentata.

Prossimamente su questi schermi...

Ciao.
Lauro.

PS: io farei anche una sezione "Ma i legni, quanto contano nel timbro di una guitar?"  :-)

twangster Mer, 23/09/2009 - 09:25

ritratto di twangster
R: Grazie Enzo. I tuoi articoli

>>>PS: io farei anche una sezione "Ma i legni, quanto contano nel timbro di una guitar?"  :-)

Ormai si sa, nulla, basta tendere una corda nel vuoto, avvicinargli un pickup e te ne accorgerai...:-)

sony Dom, 03/01/2010 - 06:27

R: Grazie Enzo. I tuoi articoli

hai visto questo per caso? :D

 

http://www.youtube.com/watch?v=5sBLir8H2zM

Bru Mar, 22/09/2009 - 16:47

ritratto di Bru
R: Grazie Enzo. I tuoi articoli

 Minkia, sto uomo è 'na fucina di idee.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

bruno Mar, 22/09/2009 - 13:01

ritratto di bruno
grazie Enzo

grazie per l'articolo Enzo, mi capita proprio a fagiuolo, stavo proprio chiedendomi come fare a creare dei sample, anche se credo che per ottenere qualche risultato decente dovro' fare molte prove, ma almeno ora ho un punto di partenza.

ciao  Bruno

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 13:38

ritratto di Enzo85
R: grazie Enzo
Sicuramente fare molte prove ti aiuterà a capire meglio quali sono i meccanismi della microfonazione.
L'importante è fare un ascolto critico dei risultati.

Grazie a te.
Ciao
Enzo

Luke79 Mar, 22/09/2009 - 12:51

ritratto di Luke79
Mi son trovato recentemente

Mi son trovato recentemente a registrare un cd autoprodotto in casa. Il risultato sulle chitarre non è malaccio, ma probabilmente l'usare troppa roba, unito alla mia inesperienza, mi ha restituito un risultatoche non posso considerare eccellente.

Ho usato contemporaneamente un 57 su un cono dx  della 4x12, un MD421 su un cono a sx, un condensatore a valvole Mogami a circa 70 cm  in posizione centrale. Una sorta di "triangolo" a cui ho aggiunto il line out del solo preamplificatore.

Anche microfonando così si possono creare problemi di fase o il problema si verifica solo se più microfoni riprendono la medesima sorgente sonora?

grazie

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 13:12

ritratto di Enzo85
R: Mi son trovato recentemente
"Anche microfonando così si possono creare problemi di fase o il problema si verifica solo se più microfoni riprendono la medesima sorgente sonora?"

Nel tuo caso l'unica sorgente sonora è proprio l'ampli...

Enzo

felicevai Mar, 22/09/2009 - 13:03

ritratto di felicevai
R: Mi son trovato recentemente

 Nel frattempo ti rispondo io, ma aspettiamo l'intervento dell'esprto.

Io credo che il line out dell'ampli sia molto più "veloce" rispetto alla reazione del microfono, per cui secondo me la risposta è si, ti ritroverai ad avere problemi di fase.

 "La terra ha Musica per coloro che ascoltano"    William Shakespeare

www.myspace.com/felicemalinconico

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 13:12

ritratto di Enzo85
R: Mi son trovato recentemente
No ragazzi, qua non c'è nessun esperto, ci confrontiamo semplicemente. ;-)

La traccia della lineout sarà sicuramente un pò sfasata rispetto a quella dei mic, un pò come è descritto in uno degli articoli che ho linkato.
Poi c'è da valutare la posizione del microfono a condensatore che è il più distante dalla sorgente sonora (l'ampli).
Non escluderei neanche problemi di fase con il 57 e il 421, anche se sono vicini all'ampli non è detto che non ci sia qualche cancellazione.

Secondo me Luke ha usato miscelare un pò troppe tracce senza adottare le opportune precauzioni.
Comunque può provare a risolvere gli eventuali problemi senza dover registrare tutto nuovamente.
Solo che è un pò difficile da spiegare in un post e senza poter ascoltare nulla.

Enzo

Luke79 Mar, 22/09/2009 - 15:16

ritratto di Luke79
R: Mi son trovato recentemente

grazie ragazzi, in realtà il tastierista che sta mixando tutto ha messo a posto bene, il risultato non è male assolutamente. Sono io che forse speravo in qualcosa di meglio ancora, un suono più grosso, più realistico e dettagliato. Ma i microfoni andavano dritti nella scheda audio o al massimo in un pre behringer. MAgari è più per quello, i microfoni erano tutti molto validi (soprattutto l'accoppiata sm57 + MD 421).

Comunque la sorgente sonora per i due dinamici erano due coni differenti in un sistema stereo, per quello mi ponevo il dubbio di essere di fronte a 2 sorgenti sonore indipendenti. Mentre per il condensatore posto centralmente di fronte alla cassa e distante dai dinamici il discorso è differente.

Spero di essermi capito:-)

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 15:33

ritratto di Enzo85
R: Mi son trovato recentemente
Ma hai usato la stereofonia per degli effetti come delay o roba simile, oppure è semplicemente lo stesso suono su due coni differenti?
Come avete gestito le tracce nell'immagine stereo del mix?

"Sono io che forse speravo in qualcosa di meglio ancora, un suono più grosso, più realistico e dettagliato."

Guarda può dipendere da diversi fattori, ripeto che senza poter ascoltare è difficile cercare di capire dove risiede il problema della tua insoddisfazione.
Come hai detto tu potrebbe anche essere il pre, ma bisogna capire qual'è il suono di base, come erano posizionati i microfoni, come "suonava" l'ambiente...ci sono un sacco di variabili.
In linea di massima l'accoppiata 57+421 è quasi una garanzia....il problema è che per fare una ripresa stereofonica io(potendo chiaramente) avrei preferito usare due microfoni uguali, 57 e 421 li avrei messi su uno stesso cono per miscelarli a piacere e fare il suono di chitarra "base".

Poi ancora non ho capito bene come avete lavorato su quel discorso della stereofonia, comunque credo che il tuo tastierista sappia quello che fa, alla fine è il risultato nel complesso che deve essere soddisfacente, la chitarra deve incastrarsi bene nel mix con gli altri strumenti.

Ciao.
Enzo

Luke79 Mar, 22/09/2009 - 16:20

ritratto di Luke79
R: Mi son trovato recentemente

in realtà non sono quasi mai stati usati effeti. invece che usare i due dinamici sullo stesso cono, sono stati usati come segue: il 57 inclinato poco oltre il bordo cupola del cono di sx in alto della 4x12 e l' MD 421 sul cono in basso a dx della 4x12 settata stereo. Per questo parlaavo di due distinte sorgenti sonore, anche se emettono lo stesso suono.

felicevai Mar, 22/09/2009 - 08:27

ritratto di felicevai
Good Job!

 Ottimo lavoro! Molto utile e ricco di informazioni!

Volevo chiederti un'altra cosa circa la fase....: Se si effettua il panpottaggio leggermente a dx e a sx di una o di tutte e due le tracce si annulla comunque la fase? A volte ho provato questo espediente e ho notato che il suono diventa naturale, ma non ho mai capito se risolvo veramente il problema.

Grazie

 "La terra ha Musica per coloro che ascoltano"    William Shakespeare

www.myspace.com/felicemalinconico

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 09:00

ritratto di Enzo85
R: Good Job!
"Se si effettua il panpottaggio leggermente a dx e a sx di una o di tutte e due le tracce si annulla comunque la fase? A volte ho provato questo espediente e ho notato che il suono diventa naturale, ma non ho mai capito se risolvo veramente il problema."

Ottima domanda.
Con i panpottaggi non risolvi il problema definitivamente, diciamo che lo fai solo in situazione stereo, non sovrapponendo le tracce scompare quel difetto, però può succedere che se quel mix poi lo vai ad ascoltare in una radiolina mono...ti perdi parte delle chitarre. Diciamo che potrebbe essere una soluzione poco "monocompatibile".
Dipende poi da come hai "spazializzato" le due tracce, se in maniera uniforme o meno, intendo come percentuale sui due canali L-R...va visto di caso in caso, sempre con la prova del "mono".
Quel plug-in che ho segnalato nell'articolo ti aiuta a fare gli ascolti in mono ed ha anche uno srtumento per vedere la coerenza di fase, oltre ai controlli di delay e fase sui canali L-R. Usalo per fare delle prove ed esperimenti.

Per questo, molti fonici quando fanno il mix, ascoltano anche quello che esce in mono, così si rendono conto se qualche strumento perde frequenze a causa delle cancellazioni di fase.

Enzo

matteopaiato Mar, 22/09/2009 - 07:14

ritratto di matteopaiato
Articolo da conservare con

Articolo da conservare con cura!!! ottimo lavoro di sintesi con una collezione di link di approfondimento che completano il tutto.

Grande Enzo, mi hai fatto venir voglia di prendere un SM57 e provare a registrare l'aria che vibra invece di continuare a ricercare surrogati. Ok non potro' registrare in casa ma mi porto il computer in sala prove e li sparo l'ampli a manetta!!!

Grazie di cuore!!!!

Matteo

--
www.matteopaiato.com
www.vivishanghai.com
vivi la tua Shanghai in italiano

 

Enzo85 Mar, 22/09/2009 - 09:04

ritratto di Enzo85
R: Articolo da conservare con
Grazie Matteo, ho cercato di trasmettere quel poco che so.

Se ti vien voglia di provare a microfonare, potresti provare questo mic qua:
http://www.electrovoice.com/products/58.html

GIusto per non fossilizzarci sul 57...che rimane una buona base di partenza, visto che prima o poi ci capita a tutti di usarlo.

Enzo

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