Torna alla homepage
Domande e risposte.
Manifestazioni e concerti.
Raccolta dei migliori articoli.
Raccolta degli articoli più letti.
Storie di liuteria spicciola.
Ven, 30/10/2009 - 01:10 scritto da Enzo85
Il reamping è una tecnica che ho iniziato a sperimentare da poco e sin da subito ho imparato ad apprezzarne i benefici. Sarà capitato a tutti di aver ottenuto la take buona e volerla perfezionare, magari solo una tacca di gain in meno, un pò più di acuti e il suono sarebbe stato perfetto, a quel punto o si registra di nuovo o ci si accontenta. Senza dubbio il fatto di poter cambiare suono ogni qual volta si vuole, il tutto senza dover risuonare il pezzo e quindi modificarne l'esecuzione, è un gran vantaggio che però comporta qualche inevitabile controindicazione. Cercherò, come al solito, di trasmettere quel po' di esperienza che ho accumulato con la speranza che possa tornare utile anche a voi e vi stimoli ad approfondire l'argomento.
Il "reamping"
è essenzialmente un processo di "riamplificazione" del suono, come ci suggerisce la parola stessa.
Esistono diversi modi per effetuare il reamping con la chitarra elettrica, ma mi limiterò ad indicare quelli che personalmente ho sperimentato con successo.
Un metodo è quello di registrare una traccia di chitarra collegando lo strumento direttamente al dispositivo di registrazione, ottenendo così una traccia "dry", priva del suono caratteristico della chitarra elettrica (che è quello che esce dall'ampli), ma adatta ad essere trattata successivamente inviando il segnale ottenuto sino all'ampli microfonato e pronto per la registrazione.
L'altro metodo è quello di suonare comunque collegati ad un amplificatore opportunamente microfonato e inviare in contemporanea un segnale "dry" al dispositivo di registrazione che potrà essere riamplificato successivamente nel caso si voglia cambiare sonorità senza dover rieseguire la sessione.
L'attrezzatura
Prima di tutto bisogna capire che inviare direttamente il segnale in uscita da una scheda audio, così com'è, all'input di un amplificatore per chitarra non è proprio corretto.
Senza perderci in troppi dettagli tecnici, l'amplifcatore per chitarra è progettato per ricevere sengali abbastanza deboli (quelli in uscita dai pickup), l'out della scheda audio invece lavora con segnali di linea (per le apparecchiature pro il livello è convenzionalmente +4dBu, i prodotti "consumer", invece lavorano a -10dBV), occore quindi adattare questo segnale affinchè possa essere "digerito" dall'ampli senza problemi.
Giusto un link : Line Level
Per fare questo esistono degli opportuni box, che adattano il livello di uscita delle schede audio (o qualsiasi altro dispositivo) alle caratteristiche di un segnale di chitarra, pronto quindi ad essere inviato alla catena effetti e all'ampli.
Qualcuno potrà dire che semplicemente attenuando il livello di uscita si possa comunque effettuare il reamping, personalmente ho anche fatto delle prove simili con discreto successo, chiaramente, l'acquisto di un dispositivo per il reamping è consigliatissimo, rimane una soluzione ottimale per chi è interessato a questa tecnica e vuole attuarla senza troppi problemi.
Dicevamo di questi box, bene, ne esistono di diverse marche, sono più o meno complessi e più o meno costosi, senza voler far pubblicità a nessuno mi limito a menzionare quelli di mia conoscenza:
il più famoso è il sistema Reamp, il cui creatore, John Cuniberti, ne ha anche registrato il marchio (furbone!), altri validi reampingbox sono prodotti da Palmer e Radial engineering.
Chiaramente ogni prodotto va analizzato con cura per vedere se rispecchia le nostre esigenze e si interfaccia alla perfezione con quella che è la nostra attrezzatura (ricordate il livello dei segnali), dare uno sguardo ai siti che vi ho elencato rimane comunque un ottimo modo per comprendere maggiormente le potenzialità del reamping visto che i produttori stessi nei manuali e nei loro siti illustrano abbastanza bene varie metodologie di attuazione di questa tecnica.
Registrare la traccia "dry" e successivamente riamplificarla

Colleghiamo la nostra chitarra direttamente al dispositivo di registrazione, mediante DI o l'opportuno ingresso "instrument", se disponibile. In questa fase non c'è bisogno di inserire alcun effetto, dobbiamo solo avere l'accortezza di utilizzare un cavo di ottima qualità e non troppo lungo, ci occorre solo che il suono in uscita dai pickup giunga nella maniera migliore possibile al dispositivo di registrazione.
C'è da dire che quando registriamo un suono con queste modalità, la quantità e la qualità dei passaggi effettuati andrà a modificare in maniera più o meno evidente quello che è il suono di base del pickup, rimane il fatto che lavorando con buona strumentazione la cosa può essere tollerata senza troppi problemi.
Dopo aver registrato il suono scarno, impostiamo il sequencer in modo che la traccia venga inviata ad un'uscita della scheda audio. Adesso colleghiamo quell'uscita al reamping box con il cavo adatto, in questa fase il cavo è di tipo bilanciato, con connessione cannon o jack TRS, ovviamente dipende dal tipo di dispositivo che stiamo utilizzando. Adottiamo l'accortezza di munirci di tutti i cavi necessari dotati delle opportune connessioni.
Dall'uscita del reamping box andiamo direttamente nell'ampli, oppure all'input del primo pedale della catena effetti, il tutto con un normale cavo per chitarra, ma di buona qualità e sempre non troppo lungo, l'ideale sarebbe posizionare il reamping box il più vicino possibile all'ampli e che una eventuale lunga distanza tra esso e la scheda audio sia coperta esclusivamente dalla connessione bilanciata, non dal cavo per chitarra.
A questo punto settiamo l'ampli e microfoniamolo a nostro gusto, possiamo anche mandare in play la traccia precedentemente ottenuta e ascoltarne il suono provenire dall'ampli come se ci fosse qualcun altro a suonare, permettendoci di regolare l'amplificatore al meglio. Dopo aver trovato il suono che più ci aggrada avviamo la registrazione.

Pro :
Contro:
Registrare l'ampli microfonato e la traccia "dry" per eventuale reamping

In sostanza, bisogna avere a disposizione un qualsiasi dispositivo (come alcune DI) che possa splittare il segnale della chitarra sia all'ampli che in diretta nel dispositivo di registrazione.
Si utilizzerà quindi l'ampli come riferimento per l'esecuzione avendo comunque la possibilità di reamplificare all'occorrenza, ottenendo appundo due tracce, una dell'ampli microfonato, l'altra del suono "puro" che esce dalla chitarra, pronto per essere dato in pasto all'ampli mediante reamping box.
Il reamping andrà effettuato sempre reinviando il segnale in uscita dalla scheda audio all'ampli, seguendo gli stessi accorgimenti di prima.

Pro :
Contro :
Usi alternativi del reamping
Con le accortezze descritte, si può inviare all'input dell'ampli microfonato qualsiasi suono, una voce, percussioni, basso, batteria, tastiere...tutto quello che vogliamo...otterremo sonorità sicuramente originali, oppure utilizzeremo questo accorgimento per "scaldare" qualsiasi traccia ci venga in mente.
Volendo, possiamo anche riamplificare un suono di chitarra già amplificato...chi ce lo vieta? Basta che il risultato sia degno delle nostre aspettative...
Non esistono limiti alla creatività, l'importante è seguire alcuni accorgimenti tecnici e non farsi comunque limitare dagli stessi.Tenete bene a mente questa frase, perchè, a mio avviso, racchiude il senso del fare musica, il giusto mix tra gusto, emozioni, incoscienza, fantasia, sperimentazione, tecnica, tecnologia e strumentazione.
Considerazioni
Probabilmente, leggendo i pro e i contro che ho elencato, qualcuno sarà sicuramente portato a dire che il reamping della chitarra elettrica è una tecnica che porta apparentemente tanti benefici ma in sostanza non rappresenta una vera e propria svolta.
Inoltre il suono della chitarra subisce numerosi passaggi attraverso molte apparecchiature, viene convertito più volte (lavorando in digitale) e non sarà mai al 100% uguale a quello ottenuto con metodologie di registrazione più canoniche.
Tuttavia, come spesso accade in registrazione, si adottano le tecniche che si ritengono più opportune, attuando doverosi compromessi in cambio di una certa comodità o funzionalità per quelle che sono le personalissime esigenze di ogni tecnico e artista.
Per me, il reamping della chitarra elettrica, rappresenta una tecnica di registrazione molto comoda, mi piace poter lavorare sul suono senza dover suonare o far risuonare ogni volta tutte le tracce, inoltre apprezzo la possibilità di registrare degli appunti musicali nel momento stesso che mi vengono in mente, senza aver bisogno di tutta la strumentazione, semplicemente collegando la chitarra alla scheda audio e successivamente riamplificare il tutto quando ho le idee chiare sul suono che voglio ottenere.
Come per tutti i miei articoli, vi invito anche questa volta ad approfondire personalmente l'argomento, svisceratelo più che potete, sperimentate e analizzate senza preconcetti, affidatevi al vostro orecchio e concentratevi sulle vostre necessità.
Enzo.
commenti
PaulRain Mer, 25/11/2009 - 17:18Login o registrati per inviare commenti
domanda
vorrei capire una cosa.....
una REAMP BOX è in pratica una DI box al contrario (più un attenuatore del volume) ma se io collego una DI Box, appunto, al contrario e attenuo il volume dal mixer della scheda audio non ottengo lo stesso risultato....arrivare all'ampli con l'impedenza alta?
sto dicendo delle cagate galattiche?
Enzo85 Mer, 25/11/2009 - 17:44Login o registrati per inviare commenti
R: domanda
Direi che con una DI passiva potresti anche riuscire a fare il reamping (non ho mai provato, non ne sono sicuro), il problema è che non avresti un risultato paragonabile a quello ottenuto con una buona reamping box...
DI e reamping box sono apparecchi studiati per scopi diversi e sono ottimizzati per questo.
A livello di esperimento potrebbe anche andare, ma se vuoi registrare con una certa serietà è meglio dotarsi di un reamping box.
Tutto questo detto dal "basso" della mia esperienza/conoscenza.
Enzo
edit: riguardo alla tua domanda ho beccato un paio di link che potrebbero essere utili :
http://www.gearslutz.com/board/so-much-gear-so-little-time/344310-di-box...
http://www.gearslutz.com/board/so-much-gear-so-little-time/156991-using-...
PaulRain Mer, 25/11/2009 - 20:00Login o registrati per inviare commenti
R: domanda
il fatto è che difficilmente una ditta che produce DI box e Reamp Box dirà in giro che sono la stessa cosa ma al contrario....a loro conviene vendere entrambe.....e l'utente medio per essere sicuro spende quello che c'è da spendere per prendere la cosa "giusta"....
leggendo le varie discussioni in merito (i link che hai postato e altre) mi pare di capire che il problema principale è il volume, in pratica bisogna attenuare il livello dentro la Reamp Box e non prima.....per non avere un rumore di fondo troppo alto rispetto al volume della traccia registrata.
Adesso vedo di capirmi e provo a prendere una DI box (magari della Behringer così me la cavo con poco) e ci aggiungo un attenuatore per il volume...tutto passivo.
Se qualcuno ha già un idea di che tipo di potenziometro sarebbe bene mettere, ogni suggerimento è gradito.
Enzo85 Gio, 26/11/2009 - 19:14Login o registrati per inviare commenti
R: domanda
Oh, se riesci a trovare il modo per ottenere un risultato decente facci sapere.
Io purtroppo non saprei come indirizzarti al meglio.
Enzo
PaulRain Ven, 27/11/2009 - 10:04Login o registrati per inviare commenti
R: domanda
cito letteralmente cosa mi ha indicato di fare Radioman, un utente di un altro Forum:
"Ti serve un potenziometro logaritmico di valore intermedio tra l'impedenza di uscita della linea (i classici 600 ohm, spesso in pratica anche meno) e l'impedenza di uscita della reamp, che usata al contrario diventerà l'ingresso. Diciamo che in genere un 2,2K o 4,7K andrà bene.
Entri coi poli della uscita linea bilanciata sui 2 estremi laterali del potenziometro e prelevi il segnale tra il centrale dello stesso e l'estremo sinistro, quello a contatto col cursore quando il volume è a zero.
Così facendo partizionerai la quota di segnale da mandare alla DI."
La cosa molto importante è quella di montare il potenziometro appena dopo l'input (che corrisponde all'output della DI) in modo che stia prima del trasformatore altrimenti potrebbe distorcere sulle frequenze basse.
Appena avrò il tempo vado a comprare una DI, il pot, la modifico e posto dei commenti.
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 13:19Login o registrati per inviare commenti
precisazione - son stato troppo moderno
Il reamping non è strettamente legato al mondo del "digitale", negli schemi ho riportato il computer come dispositivo di registrazione perchè è quello che più comunemente si usa oggi, se preferite immaginate al posto del computer e della scheda audio un bel registratore a nastro...è la stessa cosa.
Così come ci tengo a precisare che all'interno di un reamping box non vi è conversione da analogico a digitale, quella viene fatta dalla scheda audio nel caso la si stia utilizzandocome dispositivo di registrazione.
Perdonate l'equivoco, avevo anche pensato a mettere un bel revox negli schemi ma poi ho maldestramente optato per il computer.
Enzo
Nicola68 Ven, 30/10/2009 - 13:20Login o registrati per inviare commenti
Ottimo articolo!
Ciao, ottimo articolo, dettagliato come si deve!
Anche io sono pro reamping, possiedo il REAMP2 e ne sono entusiasta.
Possiedo Protools e relativo hardware (Digi 002rack) quindi entro con la chitarra direttamente nel Digi e registro, mentre invio il segnale con un send al Reamp2 e da lì all'ampli per il monitoraggio.
In pratica registro il segnale dry e ascolto dall'ampli settato con il suono adatto al brano.
Come sistema é molto comodo e in fase poi di reamping definitivo fa risparmiare un sacco di tempo e permette di provare tante varianti: settaggi diversi ampli e pedali, posizionamento diverso microfono eccetera.
Sono soldi investiti bene!
Enzo85 Ven, 30/10/2009 - 13:26Login o registrati per inviare commenti
R: Ottimo articolo!
Quante volte ho registrato con un suono, poi volevo cambiarlo anche leggermente e mi toccava registrare tutto dall'inizio, con il rischio che le altre take non fossero buone come la prima. Con il reamping risolvi questo inconveniente.
E' chiaro che non deve diventare un alibi o una cattiva abitudine...sempre meglio settare accuratamente i suoni, però, come già detto la comodità c'è anche verso altri aspetti.
Ciao.
Enzo
camp Sab, 31/10/2009 - 12:27Login o registrati per inviare commenti
R: Ottimo articolo!
Devo dire che mi fa un po' senso l'idea di registrare un non-suono di chitarra elettrica per poi lavorarci sopra, sotto e dentro. Mi pare quasi di effettuare una specie di pre-campionamento dei suoni o di usare uno scheletro di polistirolo per poi rivestirlo di bistecche biologiche. Ma io dico così perchè i miei riferimenti corrono inconsapevolmente all'analogico. Come faccio mente locale e mi annoto che qui stiamo comunque parlando di registrazioni digitali (anche se lquesta precisazione è solo collaterale, quanto a pertinenza) già il discorso cambia. Sai che ti dico? Che io di questa tenica colgo soprattutto l'opportunità che essa offre di sperimentare nuove sonorità, anche solo in termini di grana. E non è poco. Questo lo hai lasciato capire benissimo ed è uno dei passaggi che più mi sono piaciuti, in questo articolo chiaro e ben impostato: da leggere sino in fondo, perchè ognuno può trovarvi davvero qualcosa di utile. Ciao. camp
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 13:11Login o registrati per inviare commenti
R: si fa anche in analogico!
Contento che tu abbia apprezzato l'articolo. ;-)
"Ma io dico così perchè i miei riferimenti corrono inconsapevolmente all'analogico. Come faccio mente locale e mi annoto che qui stiamo comunque parlando di registrazioni digitali"
Guarda che qua non ci riferiamo solo al digitale! Il reamping si fa da tempo e si fa anche in analogico!
Può essere che non sia stato molto chiaro su questo punto, chiedo venia, comunque quando parlavo di "dispositivo di registrazione" pensavo proprio a qualunque cosa potesse registrare un suono...analogico o digitale non ci frega. Un reamping box è un semplice adattatore/attenuatore di segnale, non effettua conversioni A/D D/A.
Ripeto, posso aver creato un pò di confusione quando ho menzionato le conversioni, ma è perchè semplicemente il metodo di registrazione più utilizzato oggi.
Se dai uno sguardo ai siti dei diversi produttori, quando propongono schemi di reamping, mettono anche la foto del registratore a nastro...oltre a quella del pc.
Io ho messo solo quella del pc perchè ormai è più facile che si registri in quel modo.
E poi, detta francamente e senza voler entrare nel solito discorso senza fine, la "para mentale" del digitale deve essere vissuta in maniera un pò diversa, è chiaro che ormai il modo di lavorare è cambiato, il suono pure...facciamocene una ragione, tanto ormai si è iniziato a lavorare in digitale pure dal vivo, dove l'immediatezza d'uso e il suono dell'analogico resistevano ancora e sembravano non dover essere mai messi in discussione...invece, purtroppo è andata così...(magari ne parliamo in un altro articolo).
Diverso il discorso dell'idea di lavorare su un suono non-suono, la condivido, mi ha spaventato all'inizio, poi ho provato e non mi ha fatto più paura...anzi...
Ciao Camp!
E grazie come al solito.
Enzo
camp Sab, 31/10/2009 - 15:06Login o registrati per inviare commenti
R: si fa anche in analogico!
Grazie a te . Enzo. In effetti, quando ho visto l'anteprima del tuo articolo, avevo pensato subito ad uno di quegli "scatolini" che da qualche tempo sono usati per il revamping in analogico. O almeno io ne avevo appreso l'esistenza in quel contesto. Poi, procedendo con la lettura del tuo articolo, ho ricollocato il tutto in un contesto più ampio ed ho pensato (forse non correttamente) che quello più appropaito e l'uso prevalente del revamping (dati i tempi ed il progresso) fossero da intendersi di fatto in digitale. Ciao. camp
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 17:39Login o registrati per inviare commenti
R: si fa anche in analogico!
Ciao. ;-)
Enzo
Enzo85 Ven, 30/10/2009 - 12:31Login o registrati per inviare commenti
Volevo aggiungere...
Lo Xamp (ne esiste anche un kit, dove viene venduto con la DI), e il JD7, attezzo interessante ma molto costoso.
Ripeto, sono indicazioni, poi ognuno sceglie la sua attrezzatura.
Enzo
matteopaiato Ven, 30/10/2009 - 06:15Login o registrati per inviare commenti
Ciao Enzo, approfitto delle
Ciao Enzo,
approfitto delle 6 ore di vantaggio del fuso orario per essere il primo a commentare e farti i complimenti per quest'altro capolavoro di articolo!!! anche la tua serie sull'home recording merita la traduzione e la visibilita' internazionale.
Ho fatto esperimenti di "reamping" con il toneport che permette di mandare alla daw un canale "elaborato" e un canale dry, effettivamente poi la possibilita' di lavorare sopra una traccia dry e' notevole. Ovviamente tutto in ambito di simulazione e plugin e non nel mondo reale come descrivi nell'articolo.
Aspetto con ansia gli altri articoli della serie che avevi preannunciato, e cioe' registrare l'ampli con DI box prelevando lo speaker out e l'altro articolo sui simulatori digitali, sono ancora in cantiere?? oh, non per metterti fretta, ma guarda che mo che hai detto che li fai, non scappi piu!!!!!!
Salutoni
Matteo
--
www.matteopaiato.com
www.vivishanghai.com
vivi la tua Shanghai in italiano
Enzo85 Ven, 30/10/2009 - 09:09Login o registrati per inviare commenti
R: Ciao Enzo, approfitto delle
Se proprio ci tenete.... ;-)
Ciao Mattè.
Enzo