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Home recording - Scheda audio.

    

E’ ora di analizzare quali sono le caratteristiche fondamentali di una scheda audio. Prima di cominciare ci terrei a precisare che questo articolo non pretende di essere una guida “definitiva” e perfetta, ma semplicemente un punto d’inizio per il neofita che vuole capire un pò come funziona questo dispositivo e quali parametri considerare per la scelta.

 

Cosa fa?

La scheda audio consente al computer di acquisire, convertire e riprodurre segnali audio.
Perché è necessario convertire i segnali?
Perché un segnale audio generato da un microfono o una chitarra è analogico, mentre il computer è in grado di gestire ed elaborare segnali digitali.
(vedi fig1 e 2)
I segnali digitali una volta elaborati dal pc, per poter essere ascoltati verranno convertiti nuovamente in analogici.

http://it.wikipedia.org/wiki/Conversione_analogico-digitale
http://it.wikipedia.org/wiki/Analogico
http://it.wikipedia.org/wiki/Digitale

 

Come leggere le caratteristiche tecniche?

Riporterò alcune caratteristiche importanti da considerare con l’aggiunta di qualche piccola spiegazione, vi consiglio sempre di approfondire tramite i link proposti.

Frequenza di campionamento e quantizzazione.

- frequenza di campionamento o sampling rate, espressa in Hertz (Hz)
- quantizzazione in bit

Il valori minimi da considerare sono 44.1 Khz e 16 bit, quelli consentiti dal cd audio tanto per capirci. http://it.wikipedia.org/wiki/CD_Audio
Registrare così permette di lavorare con file dalle dimensioni abbastanza contenute e qualità dignitosa.
Mai scendere sotto questa soglia, pena il degrado del suono.
Campionare con parametri maggiori, aumenta senza dubbio la qualità della conversione ma non è detto che tutto questo sia strettamente necessario e apprezzabile, soprattutto nell’ambito di registrazioni casalinghe.
Di seguito trovate alcuni link per approfondire la questione che probabilmente in futuro verrà trattata nel dettaglio anche sulle pagine di Laster.

http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_del_campionamento
http://it.wikipedia.org/wiki/Campionamento
http://it.wikipedia.org/wiki/Quantizzazione_%28elettronica%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Filtro_anti-alias
http://en.wikipedia.org/wiki/Oversampling
http://it.wikipedia.org/wiki/Hertz
http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Rudolf_Hertz

Risposta in frequenza (“frequency response”)
Indica di quanto i valori della curva di risposta (fig3) si discostano dal livello ideale (zero dB).
Il grafico ideale rappresenta una risposta lineare, senza che nessuna frequenza venga enfatizzata o attenuata, nel grafico sotto, invece, ho riportato un esempio di risposta verosimile che evidenzia qualche oscillazione. (Ripeto, si tratta di un esempio)

Di solito, al posto del grafico, tra le caratteristiche di una scheda audio la risposta in frequenza sarà indicata così:

[esempio] 20 Hz to 20 kHz (+0/-2 dB)

Significa che la scheda ha un range di frequenze compreso tra 20 Hz e 20 kHz e la risposta varia da 0 dB a –2 dB.

E’ bene familiarizzare con la lettura e la comprensione dei grafici di risposta in frequenza, poiché in campo audio sono fondamentali, ad esempio possono aiutarvi nella scelta di un microfono…

http://it.wikipedia.org/wiki/Risposta_in_frequenza

Rapporto segnale/rumore (SNR o S/N).
Si esprime in dB (decibel) e rappresenta il rapporto tra segnale “pulito” e rumore, più è alto il valore di questo parametro e meglio è, diciamo che un rapporto segnale/rumore accettabile parte da 90 dB in su.
Questo parametro indica anche l’estensione dinamica della scheda audio, quindi è importantissimo per fare registrazioni di un certo livello.
Per chiarire meglio il concetto di dinamica, consiglio di leggere l’interessante articolo di Robyz:

Noise Level.

E’ il livello del rumore...
E’ ovvio che il livello del rumore deve essere il più basso possibile.

Stereo Crosstalk.

E’ un parametro che sta ad indicare l’indipendenza tra i segnali destro e sinistro di un canale stereo.
Per capire meglio, immagina un segnale “panpottato” tutto a destra su un canale stereo, lo stereo crosstalk indica quale sarà il suo livello sul canale opposto, in questo caso il sinistro.
Anche questo si esprime in dB e chiaramente assume valori negativi (es –90 dB), quindi a valori più bassi corrisponde una separazione migliore.
esempio : -98 dB < –90 dB, quindi, in questo caso –98 dB è un valore migliore.

Latenza.

Si esprime in millisecondi (ms). E’ il tempo impiegato, per acquisire, convertire e rendere udibile un segnale. Ovviamente minore è meglio.
La latenza non dipende solo dalla scheda audio, ma anche dalle prestazioni del computer, dai driver e dalla ram soprattutto quando lavoriamo con VSTi e Plug-in…

http://it.wikipedia.org/wiki/Latenza

 

Connessioni, ingressi, uscite e preamplificatori integrati.

A prescindere dal numero di ingressi e uscite, bisogna capire di che tipo sono e che connettori vanno usati.
Ecco i principali:

· Jack

La prima cosa da differenziare è la dimensione, come tutti saprete esistono jack da 1/ 4” (6,3 mm) e da 1/ 8” (3,5 mm), che a loro volta possono essere di tipo TS o TRS, detti anche sbilanciati/bilanciati o mono/stereo a seconda degli usi.
Nelle sigle, la T sta ad indicare Tip (punta), la R Rring (anello), mentre la S sta per Sleeve (massa). Si intuisce che un jack TS avrà solo Tip e Sleeve, ovvero due connettori, mentre un jack TRS avrà tre connettori, appunto Tip Ring e Sleeve.
http://en.wikipedia.org/wiki/TRS_connector
http://it.wikipedia.org/wiki/Connettore_Jack

La differenza tra bilanciato e sbilanciato è semplice, in una connessione sbilanciata sono presenti due conduttori, uno è la massa, l’altro porta il segnale, questo tipo di connessione va bene per brevi distanze, come il cavo di una chitarra.
Si parla di bilanciato quando dei tre conduttori : uno porta il segnale, un altro ha lo stesso segnale ma di segno inverso e il terzo va a massa, con questo sistema si annullano le interferenze per le lunghe distanze.
Occhio a non confondere bilanciato con stereo…stereo significa che la connessione porta due segnali distinti (L e R), mentre quando parliamo di bilanciato ricorda che il segnale è uno solo che viene invertito di segno sull’altro conduttore come spiegato in precedenza.

· XLR “Cannon”.

La struttura tipica della connessione è due conduttori più la massa (ma non solo, vedi link), è un tipo di connessione usatissima per i microfoni ma anche altre apparecchiature, direi che è lo standard più usato nel campo audio.
Il discorso bilanciato/sbilanciato è analogo a quello già fatto per i jack.

http://it.wikipedia.org/wiki/Connettore_XLR

· Digitale Ottico.

E’ un (relativamente) nuovo sistema di connessione in fibra ottica, si usa con il formato S/PDIF e ADAT.
L’S/PDIF veicola un segnale stereo, mentre l’ADAT arriva sino a 8 canali contemporaneamente.
E’ usato per interfacciare diverse apparecchiature.

http://it.wikipedia.org/wiki/ADAT
http://it.wikipedia.org/wiki/SPDIF

· MIDI.

Le connessioni MIDI permettono di interfacciare con la scheda audio qualsiasi dispositivo dotato di questo standard, come controller, tastiere, pad e altro. Ricordo che attraverso le connessioni MIDI non passano segnali audio, ma informazioni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Musical_Instrument_Digital_Interface

· RCA.

E’ un tipo di connessione che viene usata in campo Hi-Fi oppure nei mixer per DJ, forse non è fondamentale per l’home recorder, ma è giusto menzionarla poiché potrebbe tornare utile in qualche occasione…

http://it.wikipedia.org/wiki/Connettore_RCA

 

Ingressi. (input)

Dopo questa panoramica sul tipo di connessioni bisogna individuare il numero di ingressi e uscite che occorrono per le nostre registrazioni.
Per prima cosa, fate attenzione alle diciture “ingressi” (input) e “canali” (channel), se avete intenzione di registrare tre microfoni contemporaneamente la scheda dove avere non solo 3 ingressi ma anche 3 canali…
Poi dovete capire di che tipo sono, per i microfoni serviranno ingressi appositi detti microfonici con preamplificatore di buona qualità integrato e possibilità di alimentazione phantom [1] per i mic a condensatore, per collegare “in diretta” bassi e chitarre servirà un ingresso “instrument” o “Hi-Z”, mentre per collegare una tastiera o altro dispositivo occorrerà un ingresso di linea ecc…
Pensiamo bene a quanti e quali ingressi ci serviranno per le nostre registrazioni.

Uscite. (output)

E’ chiaro che ne servono almeno un paio dedicate ai monitors e una (stereo) per le cuffie, fondamentali per il mix e per avere riferimenti mentre si registra una traccia. Schede audio più avanzate offrono anche l’opportunità di avere altre uscite, ad esempio uscite monitor secondarie o altro.

Nota : consiglio di comprare presto una buona coppia di monitor, fare i mix con le cuffie è un casino.

Preamplificatori integrati. (fidarsi è bene...)
Gli ingressi microfonici delle schede audio, sono associati ad un preamplificatore. E’ chiaro che le differenze esistono: i pre di una scheda a due ingressi pagata 200 euro non possono essere migliori di un preamplificatore esterno che costa migliaia di euro...
Inoltre ogni scheda audio ha preamplificatori molto diversi e non è facile dire quale sia migliore, se non dopo averli ascoltati e confrontati in diverse condizioni, ma è comunque difficoltoso poiché entrano in gioco anche fattori soggettivi…
Ritengo che per l’home recorder i pre integrati sono un ottimo compromesso, poiché garantiscono spesso un discreto livello di qualità spendendo relativamente poco, sia in termini economici che in termini di spazio.
Se l’intenzione è quella di usare preamplificatori esterni, compressori e microfoni di alta qualità al massimo delle loro possibilità, a mio avviso è meglio non affidarsi a schede audio con pre integrati, ma cercare ottimi convertitori o interfacce audio con ingressi adatti…però i costi lievitano sensibilmente.

La connessione al computer.

Esistono almeno tre tipologie di schede audio, che sono: schede audio portatili, schede audio esterne e schede audio interne.

· Schede audio portatili:
Sono interfacce audio esterne che per dimensioni e robustezza possono essere trasportate, un’ottima soluzione per l’home recorder base, che vuole una certa compattezza e una spesa relativamente contenuta, comode da trasportare in giro per registrare concerti o prove.
Possono essere connesse al pc tramite:

·  USB : ormai quasi tutte le schede utilizzano il protocollo USB 2.0 che permette buone velocità di scambio dati e una grande facilità di installazione, basta un cavo, il cd con i driver ed è fatta.
·  Firewire : è necessario che il computer abbia una porta firewire, la connessione avviene sempre mediante un apposito cavo. Rispetto all’USB 2.0 il firewire400 è un po’ più lento (400 Mbit/s contro i 480 dell’USB 2.0) ma consente una maggiore stabilità del flusso dati, per questo motivo si preferisce soprattutto in particolari condizioni dove il carico di lavoro è abbastanza gravoso. Raccomando di verificate bene la compatibilità con il vostro computer.

· Schede audio esterne:

Simili alle portatili ma hanno un maggior numero di ingressi e si trovano in formato rack da una o due unità, il metodo di connessione maggiormente usato è il firewire. Ottime per creare un discreto home-studio.

· Schede audio Interne:

Per comodità le divido in PCI, PCI con modulo esterno e PCIe:

·  PCI : generalmente vengono destinate all’intrattenimento, ma esistono versioni per l’home recording (sempre più rare). Si installano direttamente sulla scheda madre del computer, richiedono quindi uno slot PCI libero o la sostituzione della scheda audio già esistente, inoltre bisogna avere un minimo di competenza per il montaggio.
·  PCI con modulo esterno: vale quanto detto per le PCI, con la differenza che presentano un modulo esterno dedicato ai connettori audio e i controlli principali, sono usatissime per postazioni fisse di home recording e studi di registrazione.
· PCIe (PCI express) : lo slot è diverso dal classico PCI, per ora questa connessione è destinata ad interfacce professionali come i sistemi Pro Tools HD e altre.

Quale  connessione scegliere?

Bisogna scegliere in base alle proprie necessità, anche perché ultimamente i produttori “settorializzano” il sistema di connessione in base al tipo di scheda e all’uso che se ne deve fare, ad esempio, le schede USB sono maggiormente destinate all’entry level o come interfacce portatili, il firewire si preferisce per le schede esterne pro e semi-pro con molti ingressi mentre per i prodotti di alta gamma si usano le connessioni PCI e PCIe. (sempre in linea di massima)
Come primo acquisto, a mio parere, una scheda con connessione USB 2.0 o Firewire va benissimo.

Driver.

I driver sono fondamentali per far dialogare la scheda in modo corretto con il computer, sono forniti al momento dell’acquisto dell’interfaccia e periodicamente va controllato il sito del produttore per cercare eventuali aggiornamenti.
Accertatevi che la scheda supporti i driver ASIO, ovvero Audio Streaming Input Output, servono assolutamente per la maggior parte dei software di registrazione e consentono di avere bassi valori di latenza.

Quale scegliere?.

Ormai il livello qualitativo per schede audio della stessa fascia di prezzo si è uniformato, soprattutto per l’entry level, ritengo che per percepire realmente un salto di qualità bisogna puntare a prodotti di categoria (e costo) superiore.
Non faccio i nomi delle marche, né indico le mie preferite, ormai con internet basta fare un attento lavoro di ricerca su siti e forum per trovare le più svariate informazioni, una volta assimilate queste cose, la scelta va fatta in base alle proprie necessità e alla disponibilità economica.
Direi che è difficile prendere grosse fregature, basta documentarsi per bene, leggere e confrontare più volte le caratteristiche tecniche e soprattutto avere le idee chiare.

Conclusioni.

Spero che questa snella panoramica sul mondo delle schede audio sia utile e chiara.
Aggiungo solo un ultimo consiglio: chi ha realmente voglia di cimentarsi nella registrazione o comunque con la fonia e l’audio in generale è meglio che si abitui a leggere e comprendere bene l’inglese, così sarà sicuramente più facile approfondire le tematiche che riguardano questo mondo dato il vasto numero di testi e siti internet scritti in questa lingua.

Grazie per aver letto sin qui, il prossimo articolo sarà dedicato ai microfoni.

Enzo.

[1] Alimentazione Phantom: alimentazione necessaria al funzionamento di alcuni tipi di microfono fornita dal mixer, dal preamplificatore o da un alimentatore esterno.

Ulteriori approfondimenti: Psicoacustica

commenti

FerroFe Mar, 22/07/2008 - 23:39

ritratto di FerroFe
Per fortuna...

... che qui c'è Enzo!!
Grande, veramente complienti per l'articolo, esaustivo e semplice!!

Grazie!!
Ciao Ciao!!

Fulvio

Easy like sunday morning... Sometimes!

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 08:08

ritratto di Enzo85
Re: Per fortuna...
Grazie a te Fulvio. Nel caso volessi aggiungere qualche osservazione, esperienza, chiedere qualcosa in paricolare o altro, lo sai che questo spazio è a tua(vostra) completa disposizione. Ciao. ;) Enzo

FerroFe Mer, 23/07/2008 - 09:21

ritratto di FerroFe
Re: Per fortuna...

Giusto!
Insomma, io di grandi esperienze non ne ho.
La cosa che mi viene da dire è: valutare sempre che uso ne facciamo della scheda.
Registreremo sempre da soli con vasto uso di plugin e strumenti elettronici? Un scheda con due ingressi microfonici, usb, midi e poco altro va bene. La latenza è molto importante in questo caso
Registreremo in almeno due o più contemporaneamente, magari tutto il gruppo? Abbiamo bisogno di una scheda con molti ingressi, non necessariamente MIDI, con la latenza che perde di importanza all'aumento delle tracce registrare in diretta.

Altro discorso che credo importante ma un po' OT è la frequenza di campionamento: che senso ha registrare a 192 KHz se poi abbiamo dei convertitori analogico - digitale scarsi e programmi per il mastering non professionali che ci fanno perdere qualità del suono ad ogni passaggio? A quel punto tanto valeva registrare direttamente in qualità CD, con risparmio di spazio e prestazioni. Sempre secondo me!
Ciao Ciao!!
Fulvio

Easy like sunday morning... Sometimes!

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 10:55

Re: Per fortuna...

 >>>Altro discorso che credo importante ma un po' OT è la frequenza di campionamento: che senso ha registrare a 192 KHz se poi abbiamo dei convertitori analogico - digitale scarsi e programmi per il mastering non professionali che ci fanno perdere qualità del suono ad ogni passaggio? A quel punto tanto valeva registrare direttamente in qualità CD, con risparmio di spazio e prestazioni.

Su questo concordo in parte nel senso che: concordo con quello che dici ed il senso del tuo ragionamento, però ormai molti in termini di programmi vanno su livelli di Nuendo, Cubase e Pro-Tools che sono programmi di tutto rispetto, usati in grossi studi di registrazione. È solo qui il mio scostamento dalla parte finale del tuo ragionamento

Per i convertitori "scarsi" bisogna vedere cosa si intende, perchè dipende molto dalla scheda audio come appunto detto. Ma la latenza dipende anche dal computer. Quindi se uno ha una scheda audio ad 8 ingressi collegata ad un 8088 non credo riesca a tirarci fuori chissà quale latenza per lavorarci correttamente :-))) Oltretutto oggi come oggi il più scarso convertitore è sempre migliore di quelli in uso una ventina di anni orsono. Oggi si fa uso di 24 e 32 bit, di sampling di 48, 96, 192 kHz ( oversampling ), di convertitori sigma delta , flash etc etc etc la cui tecnologia in uso è oggi più sviluppata ed efficiente.

Certissimamente bisogna stare in guardia da quanto scritto sulla carta a quanto poi praticamente si ha. Ma dubito molto che un produttore scriva 24 bit e poi ne usa 16 o 8 ( questo ultimo: stile citofono anni '70 o organetto bontempi sempre anni 70 a due ottave color rosso :-) ) .. ci rimetterebbe dopo poco tempo In base alle esigenze poi si usano schede multicanale ( che necessariamente devono essere fatte secondo certi criteri ) o solo stereo con ingressi linea oppure commutabili linea/mic ... non per questo queste ultime fanno schifo ...

Indipendentemente dall'MP3 da pubblicarsi su Myspace, che spesso serve come demo e che in ogni caso viene degradato ulteriormente dal processo di elaborazione di myspace ( nonostante --- dicano --- che non ne toccano la qualità ), il master bisognerebbe sempre ed in ogni caso produrlo in alta qualità. E non solo quello. Tutte le tracce andrebbero prodotte così  poi conservate insieme al file di progetto


Tiziano Demaria

 

robyz Mer, 23/07/2008 - 15:47

ritratto di robyz
Re: Per fortuna...
"Oltretutto oggi come oggi il più scarso convertitore è sempre migliore di quelli in uso una ventina di anni orsono. Oggi si fa uso di 24 e 32 bit, di sampling di 48, 96, 192 kHz ( oversampling ), di convertitori sigma delta , flash etc etc etc la cui tecnologia in uso è oggi più sviluppata ed efficiente." Su questo non ci metterei una mano sul fuoco, porto spesso come esempio un'esperienza che ho fatto qualche anno fa rispolevando un vecchio H3000 Eventide, 16bit a 48khz mi pare (ma forse pure meno), che suonava molto meglio rispetto a moderni super processori tipo G-Major... è vero che i convertitori sono molto più evoluti oggi ma sono solo un piccolo anello della catena, quando poi ci abbini la sezione analogica daccazzo fatta con gli integrati dell'ovetto Kinder, i filtri scadenti, ed il processamento pre conversione con algoritmi non buoni i tuoi 192khz sono mediocri; purtroppo i dati che vengono venduti non sono fasulli ma semplicemente "alterati" dal marketing ad arte in modo da farti percepire come importante i dati che interessano loro, adesso va di moda sparare il sampling rate e avere minimo 24bit, e tutti a sciorare dati di questo tipo senza poi rendersi conto che magari hai 24bit di dinamica di cui 40dB completamente occupati dal rumore della sezione analogica o da errori di conversione, o che è molto meglio sovracampionare (nel senso di "leggere il valore istantaneo" 256volte per campione) a 44.1khz che non fare un campionamento semplice a 192khz, ho letto molto raramente comunicazioni aziendali in cui si soffermavano a spiegarti le differenze fra convertitori Delta-Sigma, Flash, oversampling, filtri di conversione ecc. perchè non gli interessa che si sappia che poi, al di la dei due dati con cui fanno a gare con i concorrenti, il resto è roba che non viene migliorata dagli albori dell'avvento del digitale in campo audio. Se consideriamo le schede prosumer e ci rapportiamo a quelle nel tempo è sicuramente vero che c'è stato un certo miglioramento, almeno laddove non c'è stato un abbassamento del prezzo, ma il confronto con l'outboard è ancora fuori dalla portata e rappresenta ancora lo stato dell'arte. Sul fatto che in certi studi si vada tutto in digitale o meno credo abiate ragione entrambi, la discriminante è ancora una volta quella economica, uno studio nuovo che inizia oggi non si sogna proprio di investire in outboard e prediligerà soluzioni integrate, magari anche molto avanzate ma sicuramente più abbordabili, uno studio che ha una storia e investimenti già fatti in quel campo sarà più portato ad integrare alcune parti col digitale perchè non avrebbe senso buttare a mare un valore notevole e soprattutto un elemento caratterizzante (al di la della qualità, quello che fa preferire uno studio in campo professionale è il suo suono, ed il suono lo fanno la stanza, i microfoni e la sezione analogica, principalmente); quando la maggior parte si trova con roba perfettamente riproducibile usando lo stesso software e tu sfoderi una combinazione di attrezzature che connoteranno (nel bene e nel male) il tuo sound credo che debba essere fuori di testa per mollare tutto e omologarti agli altri, specie se hai tutto già in casa.
Robyz - Grappero forever

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 16:45

Re: Per fortuna...

 >>>è vero che i convertitori sono molto più evoluti oggi ma sono solo un piccolo anello della catena, quando poi ci abbini la sezione analogica daccazzo fatta con gli integrati dell'ovetto Kinder, i filtri scadenti, ed il processamento pre conversione con algoritmi non buoni i tuoi 192khz sono mediocri

Straquoto e concordo anche col resto.C'è da dire che su apparecchiature professionali con la "P" maiuscola, usano queste sezioni con circuiti fatti in modo decoroso, laddove il problema dello stadio analogico quasi non si pone pochè quasi trasparente.

Certo è che in molti casi, come appunto poi tu descrivi, per vantare qualità i dati vengono enfatizzati laddove interessa, non dove servirebbe.

Il caso delle schede audio per impieghi home e semi-pro è quasi lampante. In molti casi si parla di 24 dB di quantizzazione e ti moltiplicano semplicemente 24x6 dandoti la """dinamica""" della scheda. Che, a parte che è teorica, non da alcun valore invece del rumore della parte analogica, quindi la sua figura di rumore etc. ( cosa che servirebbe sapere almeno per avere un'ordine di idee, pur sapendo che anche quei dati non dovrebbero proprio essere interpretati come scritti ) cosí come in molte schede audio non sono presenti altri dati come THD, crosstalk etc etc etc ... ed infatti quando tu dici:

>>>perchè non gli interessa che si sappia che poi, al di la dei due dati con cui fanno a gare con i concorrenti, il resto è roba che non viene migliorata dagli albori dell'avvento del digitale in campo audio

come non quotare ? Come non essere in accordo ? È la realtà dei fatti del resto ...

P.S. per non parlare poi dell'alimentazione ... che viene sempre trascurata ... ma si sa ceh un'alimentazione sporca inficia tutti gli sforzi fatti negli stadi a basso rumore ... e che un'alimentazione proveniente da uno switching ( vedesi PC ) per quanto pulita sia, per quanto filtrata, intendo, sia, non sarà mai pulita come quella proveniente da un'alimentatore classico che, ovviamente, qui suppongo progettato a dovere ...


Tiziano Demaria

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 17:09

ritratto di Enzo85
Re: piano! ;)
Adesso fermiamoci un attimo però, senza aggiungere troppa carne al fuoco, molti concetti espressi qui tra i commenti vanno riordinati e magari racchiusi in un altro articolo come detto in precedenza. Anche perchè un principiante che è in cerca di qualche semplice info per la scelta della scheda audio potrebbe essere "spaventato" da tutto quest'eccesso di informazioni seppur utili e pertinenti all'argomento. Vi ringrazio per aver chiarito alcuni punti. Ciao. ;) Enzo

FerroFe Mer, 23/07/2008 - 11:42

ritratto di FerroFe
Re: Per fortuna...

Ciao Tiziano!!

Sono d'accordissimo con la seconda parte: si salva e si lavora al massimo possibile, con dispendio di DVD, dischi rididi... Forse l'home recorder spende più in supporti che in altro!! :-)

Si, in effetti hai ragione sull'uso dei programmi, anche se sono dell'idea che, anche a livello digitale, negli studi di registrazione si usi molto a livello di outboard, sia in fase i mixing che in fase di mastering, per tenere alta la qualità. Poi magari qua sto toppando!!

Ciao Ciao!

Fulvio

Easy like sunday morning... Sometimes!

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 11:47

ritratto di Enzo85
Re: Per fortuna...
."...negli studi di registrazione si usi molto a livello di outboard, sia in fase i mixing che in fase di mastering..." Hai voglia se ne usano! In ambito pro, per quello che so io, il percorso del suono è analogico, poi ci sono i convertitori che interfacciano tutta la roba con il computer per poter registrare su hd. Almeno in certi studi eh... Anche se già da tempo moltissimi fonici hanno sdoganato i plug-in... Ciao. Enzo

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 12:10

Re: Per fortuna...

>>>In ambito pro, per quello che so io, il percorso del suono è tutto analogico come una volta, poi ci sono i convertitori che interfacciano tutta la roba con il computer.

Mah ... in ambito pro per quello che ho visto sono ormai tutti in digitale dal connettore di linea/mic sino alla parte finale. Ormai dell'analogico vedo molto poco in giro ma verametne tanto poco


Tiziano Demaria

 

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 12:20

ritratto di Enzo85
Re: Per fortuna...
Boh, io so che si usano ancora tanto outboard e banchi di un certo livello, poi il suono che ne esce viene convertito in digitale per essere registrato su pc... Almeno per quanto riguarda certi studi di registrazione abbastanza famosi. Non so se vogliono far capire questo e poi registrano in un altro modo...potrebbe essere... ;) E' logico che la comodità del digitale spinge ad usare sempre meno outboard e roba varia, basti pensare a quante volte ho letto che quella chitarra là è stata fatta con un pod o quel microfono lì è stato compresso con il plug-in di ProTools, ma credo che almeno per certe produzioni che cercano un suono "old style" l'analogico resista ancora... Enzo

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 12:38

Re: Per fortuna...

Quello che vedo io è che usano SSL o AMS/NEVE od altri sistemi tutti rigorosamente digitali, sin dall'acquisizione del segnale e registrano direttametne su HDs ormai da diverso tempo. Ti parlo di grossi studi di registrazione ma anche i medi ormai si sono convertiti pressochè tutti. Pro-Tools, sebbene non sia amante in quanto sistema proprietario, la fa da padrone, seguito poi da Nuendo ed altri altrettanto validi. Digitale ormai è audio e video sia in produzione che post-produzione pressochè ovunque. Certo il convertirsi ha dei costi che non tutti vogliono o possono sostenere. Dipende anche da come lavorano e cosa fanno di norma ( quali sono le esigenze dei loro clienti sopratutto )

Se cerchi un suono magari vintage o con certe caratteristiche tipiche dell'analogico ( ammesso che nel genere in cui si suona, siano percettibili ) allora non nego certi passaggi ancora su analogico per poi essre definitivamente covnertito in digitale.


Tiziano Demaria

 

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 12:45

ritratto di Enzo85
Re: frainteso?
Che la registrazione sia tutta su hd non lo nego, è la realtà, ci mancherebbe Tizià! Forse non mi ero spiegato bene e tu hai pensato che volessi dire che registrano ancora con il nastro? Può essere che non ho scritto bene... ;) Io intendevo tutta la parte relativa ai preamp, i compressori e compagina bella, quelli ancora si usano prima di "fermare" il tutto su hd...no? ;) Enzo ps: qualcuno che registra ancora su nastro c'è...se trovo l'intervista la posto...

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 12:57

Re: frainteso?

>>>Che la registrazione sia tutta su hd non lo nego, è la realtà, ci mancherebbe Tizià!
Forse non mi ero spiegato bene e tu hai pensato che volessi dire che registrano ancora con il nastro? Può essere che non ho scritto bene... ;)
Io intendevo tutta la parte relativa ai preamp, i compressori e compagina bella, quelli ancora si usano prima di "fermare" il tutto su hd...no? ;)

Enzo

ps: qualcuno che registra ancora su nastro c'è...se trovo l'intervista la posto...

Oddio Enzo si hehehe scusami ti ho davvero frainteso allora ... perdonami ... sarà la vecchiaia :-) ... mi trovi pienamente concorde con quanto hai detto ... scusa ancora il misunderstanding ( termine inglese tanto per fare il figo :-) ) ... Si alcuni che registrano ancora su nastro ci sono ... e ti dico una cosa ( ma tieni il segreto ): piacerebbe tornare anche a me a registrare un po' su nastro ... nostalgia ... ( magari su un bel Nagra )

Posta pure ... leggo sempre con molto piacere ...


Tiziano Demaria

 

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 13:26

ritratto di Enzo85
ecco l'intervista.
Ecco l'intervista a Fabrizio Simoncioni, a mio parere uno dei più bravi tra i sound engineer in italia, è tratta dal sito "nuke.musica-libera.com": http://nuke.musica-libera.com/IntervistaaFabrizioSimoncioni/tabid/151/De... E' interessante soprattutto la parte finale dove spiega un pò quale strumentazione usa, qual'è il suo approccio alla registrazione e l'uso del nastro in determinate occasioni. Sicuramente un pò OT, ritengo comunque che sia interessante. Ciao Enzo

tiziano (non verificato) Mer, 23/07/2008 - 14:32

Re: ecco l'intervista.

Grazie mille Enzo, ho veramente gradito

Ho letto ed apprezzato tutto quanto letto. Vero su ogni "spigolo" ...

Per il discorso della saturazione analogica anche. Chi infatti usa il digitale, sa che magari occore di più per arrivare alla saturazione, ma quando ci arriva, la steccata è dura ... una grattugia ( come la definisco io ) ... mentre con l'analogico questo non accade, è più dolce, poi giustamente, il come si usa è d'obbligo ... credo siano in tanti che dovrebbero approfondire di più questi argomenti, senza lasciarsi trasportare dal "sentito dire" o dal trend ;-)


Tiziano Demaria

 

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 13:02

ritratto di Enzo85
Re: frainteso?
Ehehehe, tranquillo, tutto ok :-) Mò faccio ordine tra i preferiti che sennò non la trovo più quell'intervista! Ciao. Enzo

Enzo85 Mer, 23/07/2008 - 09:46

ritratto di Enzo85
Re: Per fortuna...
Beh, si il midi non è sempre indispensabile, ma a mio avviso se c'è è meglio. E' doveroso ricordare che in mancaza dell'interfaccia midi integrata con la scheda audio, si può sempre ovviare al problema acquistandone una a parte per poche decine di euro, il classico box usb con le porte midi in e out... Per la latenza, credo che parlando di schede audio a più ingressi stiamo già considerando prodotti abbastanza performanti che consentono a prescindere ottimi valori di latenza... Discorso a parte quello della freq. di campionamento e tutte le probematiche della conversione a/d, in linea di massima per l'home recorder base che desidera registrare così per diletto, non ha senso "forzare" su questi parametri se poi tutto va convertito in un mp3 da mettere sul myspace... ;) Per situazioni un pò più "serie", c'è tutta una serie di vantaggi legati all'oversampling, a tal proposito consiglio nuovamente di leggere i link proposti nell'articolo, o ancora meglio quelli forniti da Robyz in un suo commento a questa discussione. Ciao Fulvio! Enzo

FerroFe Mer, 23/07/2008 - 09:54

ritratto di FerroFe
Re: Per fortuna...

"...linea di massima per l'home recorder base che desidera registrare così per diletto, non ha senso "forzare" su questi parametri se poi tutto va convertito in un mp3 da mettere sul myspace... ;)"

Sono d'accordo, io per mie robe ho sempre usato il 44.1, tanto al limite mi sono fatto per me il cd con le tracce a quella qualità. Visto che ho tutti i convertitori pippa di cui sopra... Tano vale!!

Ciao Enzone!!

Fulvio


Easy like sunday morning... Sometimes!

camp Lun, 21/07/2008 - 11:25

ritratto di camp
Lo so che (secondo me) la cosa ti disturba ma...
Ciao, Enzo. Dato che giusto 3 giorni fa ho buttato una marea di vecchia riviste sulle quali c'erano diverse prove e comunicati sulle schede Audio (che suppongo diventino obsolete con relativa facilità, almeno da un punto di vista commerciale, anche se meno di altri tipi di hardware) che ne diresti di farci qualche esempio anche volutamente soggettivo di alcune schede o di alcune marche che a tuo parere vanno prese in considerazione? Magari anche solo come riferimento. Ciao e grazie per l'articolo. camp

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 11:58

ritratto di Enzo85
Re: Lo so che (secondo me) la cosa ti disturba ma...
Ciao Camp ;) Una domanda difficile la tua...a mio avviso oggi il livello delle schede audio è abbastanza uniforme prendendo in considerazione una determinata fascia di prezzo eh! E' chiaro che passando da un prodotto "entry level" da 150 euro, ad un prodotto che supera le 800 euro...la differenza si sente... Vorrei evitare di nominare marche e modelli, ma vista la tua richiesta mi limito a dare qualche vaga indicazione: Vedo molto bene le M-Audio di fascia bassa(Fast Track usb ecc...) per chi deve iniziare e vuole spendere poco, anche Tascam sta facendo buoni prodotti dal costo contenuto, poi c'è Line6 che è molto interessante per il software fornito con le varie TonePort...almeno per i chitarristi Poi, salendo di prezzo, ci sono Edirol e M-box di Digidesign , senza dimenticare le Focusrite che trovo molto buone anche come qualità dei preamp. Continuando ad alzare il budget direi che Motu, Presonus e RME(soprattutto) sono quelle più gettonate da chi dalla registrazione vuole ottenere un certo tipo di risultati. Al top, direi che Apogee realizza convertitori veramente fantastici...roba veramente ok Poi c'è Digidesign con i sistemi ProTools che rappresenta lo standard per i professionisti almeno per quanto riguarda il software che è il più utilizzato da tutti gli studi di registrazione più famosi del mondo... Ho generalizzato un casino... Tutto questo è da intendersi a mio parere... Per eventuali chiarimenti/approfondimenti, io sono qua :) Ciao. Enzo

camp Lun, 21/07/2008 - 13:28

ritratto di camp
Re: Lo so che (secondo me) la cosa ti disturba ma...
"Ho generalizzato un casino... Tutto questo è da intendersi a mio parere... Per eventuali chiarimenti/approfondimenti, io sono qua :)" Ok, Enzo. Grazie:-) Ciao camp p.s. vedo che la Edirol (come marchio o sottomarchio) tiene sempre. La focusrite era famosa, mi pare. (cavoli; ci sarebbe troppa roba da acquistare...)

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 14:03

ritratto di Enzo85
Re: Lo so che (secondo me) la cosa ti disturba ma...
Beh, le marche che hanno acquisito una discreta esperienza negli anni cercano sempre di rimanere al passo e diciamolo...a volte campano un pò di rendita... Le Focusrite, a mio parere, sono ottime schede, i preamp mi piacciono e in fin dei conti non costano neanche tanto. Conosco Edirol(ho a casa una FA-66) e devo dire che non sono affatto male, ma rispetto ad un modello analogo i preamp integrati di Focusrite sono forse un pò più "aperti" e trasparenti...così tanto per parlare di impressioni personali senza pretendere di fornire un giudizio "assoluto". Ciao. Enzo

tiziano (non verificato) Lun, 21/07/2008 - 10:49

Un piccolo prontuario

Un piccolo prontuario tecnico. Bell'articolo ;-)

Per la phantom indirizzerei qui:

it.wikipedia.org/wiki/Alimentazione_phantom

Normalmente la risposta in frequenza non oltrepassa i 20 kHz in quanto è la massima frequenza udibile da un orecchio giovane  e sano. Questa frequenza inoltre è talmente alta che l'orecchio umano non distingue più un'onda sinusoidale da una quadra ossia: la distorsione puo' anche raggiungere livelli elevatissmi che l'orecchio umano non se ne accorge.

Una risposta alta serve per asicurare la riproduzione di un segnale con le sue armoniche superiori ( almeno sino alla terza ) in modo da rispettarne il timbro percepito ( Fourier docet )

Lo dico altrimenti i beginners iniziano la caccia alla "scheda migliore" quella che anzichè 20 arriva a 22 kHz per intenderci, iniziando sproliloqui e dibattiti sui vantaggi di 2 kHz in più in detto range di frequenza ... ;-)

Vorrei anche precisare una cosa inerente l'ultimo link che hai dato su wikipedia, in cui una parte dice:

Nel tratto centrale dell'intervallo delle frequenze udibili l'orecchio ha una risoluzione di circa 2 Hz: significa che sono percepibili modifiche di un suono in altezza solo se queste sono maggiori di 2 Hz.

Facciamo 1 Hz ... in orchestra, il LA spesso viene intonato a 441 anzichè a 440 ... quell'Hz di differenza, a datta di tutti i musicisti, pare incrementi la proiezione del suono degli strumenti. Questa è stata la risposta datami da tutti i Maestri ai quali ho chiesto ( anche per apragonar le risposte e cercare di capire perchè 1 solo Hz ... ) ... e le risposte sonostate tutte la stessa

Alcuni Maestri lavorano anche a 442 e 443, ma è molto comune il 441

Tiziano Demaria

robyz Lun, 21/07/2008 - 17:32

ritratto di robyz
Re: Un piccolo prontuario
Volevo approfittare di questo commento per specificare meglio due concetti che si stanno un po' sovrapponendo e rischiano di generare confusione: Risposta in frequenza e RIF teorica in campo digitale... la prima riguarda banalmente la parte di circuito che è analogico e si interfaccia con i convertitori, di solito è (e deve essere) tagliata attorno ai 20-20khz (più realisticamente su componenti commerciali, 50-16khz) e possibilmente deve essere piatta e stabile il più possibile in tutta la gamma. La risposta dell'apparato digitale si calcola invece, con approssimazione, tramite la nota legge di Shannon che prevede circa 1/2 della freq. di campionamento limite massimo della risposta in frequenza (generalmente andrebbe chiamata banda passante perchè indica più che altro la quantità di dati che possono essere poi memorizzati, infatti si parla di numero di campioni al secondo). Questo limite si legge agevolmente come il dato che poi tutti i produttori sbandierano allegramente: sampling rate, o freq. di campionamento; secondo standard commerciali si è stabilito che 44,1Khz (standard del CD) erano sufficienti per riprodurre discretamente un segnale audio, per standard professionali si stabilì un limite di 48khz (tipico del DAT), la realtà è che ai limiti di banda il cmapionamento avviene in modo un po' "anomalo" e vengono generati degli artefatti digitali che non sono informazioni vere ma delle "immagini sonore" che si creano a causa di questo limite del campionamento, per porre rimedio si usano dei filtri e altri artifizi ma pare che un sovracampionamento riduca drasticamente questi effetti in modo naturale... ovviamente la cosa è fattibile solo perchè oggi disponiamo di hardware abbastanza potente da gestire uno spreco notevole di dati (4 volte un DAT) e i limiti riappaiono quando ci si trova a maneggiare molte tracce e dover disporre di trasferimento dati notevole.
Robyz - Grappero forever

tiziano (non verificato) Lun, 21/07/2008 - 23:17

Re: Un piccolo prontuario

Siamo d'accordissimo su ogni punto Robyz. Si il rischio di sovrapposizione c'è ed è un bene splittare chiaramente gli argomenti.

Per Enzo85: concordo ... agli effetti poi pratici quello che all'utente interessa è: da ceh frequenza a che frequenza posso manicpolare ? Quindi la banda passante analogica ... che è poi il segnale che in realtà interessa convertire, manipolare e poi restituire.

Quelllo che c'è "dietro" non interessa tutti gli utenti, ma credo che trattarlo non faccia poi male poichè penso che vi siano molti punti da mettere in luce, da chiarire, da adre univocità.

Certo, poi è necessario capire sino a che punto, "quel certo aspetto" negativo della conversione A/D-D/A, ha impatto sul segnale che si deve poi riprodurre ( dopo averlo acquisito ), perchè dopo che si saranno trattate tutte le facciate della questione, vi sarà chi farà notti febbrili pensando che la scheda audio da lui comprata ha lo 0.005% di THD rispetto a quella che ha letto sul forum che ha lo 0.001% di THD ... voglio dire: dopo aer sviscerato tutto, si puo' poi tratatre e comrpendere quali siano poi le cose realmente che interessano e quelle che si possono trascurare, in quanto si sanno i "come" ed i "perchè" ...


Tiziano Demaria

 

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 18:00

ritratto di Enzo85
Re: Un piccolo prontuario
Grazie Robyz per quest'altro chiarimento. A scanso di equivoci, se non si fosse capito, nell'articolo parlavo della risposta in frequenza riguardante la parte analogica della scheda che è un concetto forse un pò più vicino all'utente medio e soprattuto era interessante introdurlo a beneficio di articoli che verranno... ;) Ciao. Enzo

camp Lun, 21/07/2008 - 18:02

ritratto di camp
Re: Un piccolo prontuario
"era interessante introdurlo a beneficio di articoli che verranno... ;) " Anche d'estate ci tocca studiare, ho già capito la faccenda! Uffaaaaa ;-)))

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 18:07

ritratto di Enzo85
Re: Un piccolo prontuario
Studiare? Maddecchè ! D'estate bisogna cuccare! :) Ciao. :-) Enzo

camp Lun, 21/07/2008 - 11:19

ritratto di camp
Re: Un piccolo prontuario
"Normalmente la risposta in frequenza non oltrepassa i 20 kHz ..." Alcuni insigni costruttori di casse (vedi Klipsch, se non sbaglio) affermavano che sopra i 16.000 hertz c'è solo "rumore".

tiziano (non verificato) Lun, 21/07/2008 - 11:51

Re: Un piccolo prontuario

 

>>>Alcuni insigni costruttori di casse (vedi Klipsch, se non sbaglio) affermavano che sopra i 16.000 hertz c'è solo "rumore".

Vero vero vero ...

Infatti Camp ... proprio perchè, come ho detto, l'orecchio umano pur sentendo, non percepisce distorsione e timbrica alcuna a quei livelli. Anzi ti dico di più: quando esiste un segnale dai 15 ai 20 kHz è solo fastidioso ... motivo per cui la definizione "rumore" mi sembra adatta

Facciamo anche un conto ... L'ultimo LA di un pianoforte è 3 520 Hz ... ed è già un TIIIN ... immagina che contiene la fondamentale ( 3 520 Hz ) + la seconda armonica ( 7 040 Hz ) + la terza armonica ( 10 560 Hz ) e così via ... ma a noi appare già un TIIIN ... che riconosciamo ancora essere un pianoforte perchè alla terza armonica ci arriviamo ... ovviamente contiene anche la quarta, al quinta etc ma arriviamo ai limiti ...

Ora, prendi l'ultmo tasto alto di un pianoforte che è un DO ed è a 4 186 Hz ed infilalo in un distorsore per chitarra ... quanto ne percepisci la sua distorsione ? ( un bel generatore di armoniche di qualsiasi tipo :-) )

Direi assai molto meno che non il DO centrale per esempio, che è a 261.63 Hz ... questo appunto perchè il nostro orecchio effettua già un filtraggio passa basso, pertanto sente sempre più soltanto la fondamentale e molto meno le armoniche superiori, sino a che il suono perde completamente di definizione, è percepito some puramente sinusoidale sino a confondere il tutto ... assomiglia sempre ad un TIIIN più che ad un pianoforte distorto ...

Se ci infili quel DO di pianoforte a 4 186 e lo stesso DO fatto da un altro strumento: fai molta fatica ( se non adddirittura impossibile ) capire che strumento è che lo ha generato ... in pratica il formante non viene più colto ...

E lo confonde talmente tanto, che non è più in grado di caipre se un suono è a 20 kHz oppure a 18 kHz ... se gli metti queste due frequenze in comparazione, fa fatica a capire quale è la più alta. Certo lo capisce, ma fa più fatica che non per esempio se gli piazzi un DO centrale ( 261.63 Hz ) ed un LA centrale ( 440 Hz ) cui differenza appare molto più evidente ...

Tiziano Demaria

 

robyz Lun, 21/07/2008 - 13:00

ritratto di robyz
Re: Un piccolo prontuario
l'identificazione dei suoni nel cervello on avviene sul timbro ma sui trnasienti d'onda (attacco, decadimento ecc.), se campionassi la forma d'onda di un violino, di una chitarra o di un piano e ve la facessi ascoltare solo nella sua "forma" a regime non avreste molte possibilità di distinguerle facilmente. Diversamente modulando il transiente di un piano è possibile farlo suonare come un violino o viceversa (ecco perchè è così facile imitare certi suoni anche con una chitarra senza agire sul timbro)... è proprio per i transienti che diventano fondamentali le armoniche anche molto elevate e che arrivano agli estremi di banda; è stato anche studiato come in realtà ci siano fenomeni che riguardano la percezione del suono anche ben oltre la banda udibile dall'orecchio (perchè in realtà non sentiamo solo con l'orecchio), se li ritrovo posto tutto.
Robyz - Grappero forever

camp Lun, 21/07/2008 - 13:16

ritratto di camp
Re: Un piccolo prontuario
"è proprio per i transienti che diventano fondamentali le armoniche anche molto elevate e che arrivano agli estremi di banda; è stato anche studiato come in realtà ci siano fenomeni che riguardano la percezione del suono anche ben oltre la banda udibile dall'orecchio (perchè in realtà non sentiamo solo con l'orecchio), se li ritrovo posto tutto." Mi aspettavo una risposta di questo genere (soprattutto per quanto riguarda la generazione, la registrazione ed il campionamento nei suoni, dove la questione è parzialmente diversa da quella della riproduzione data dalle casse acustiche, credo). Quindi, aspettiamo che tu "posti" qualcosa in merito. Ciao camp p.s. a proposito dei transienti, ricordo modesti giochini fatti svariati anni fa con tastierine quasi giocattolo che (come da acronimo che non ricorda ma dev'essere ADSR) consentivano appunto di creare e imitare il carattere distintivo di alcuni strumenti. Ricordo pure alcuni Articoli di riviste specializzate sulla questione ad essa collegata, ossia il fatto che anche ciò che sembra non essere udibile concorre al suono. E di quelle carenze inudibili i CD abbondavano ( ma forse è un altro discorso ancora ).

tiziano (non verificato) Lun, 21/07/2008 - 13:25

Re: Un piccolo prontuario

 Camp scrisse:

>>>Ricordo pure alcuni Articoli di riviste specializzate sulla questione ad essa collegata, ossi il fatto che anche ciò che sembra non essere udibile concorre al suono. E di quelle carenze inudibili i CD abbondavano ( ma forse è un altro discorso ancora )

Uhm si ... purtroppo quelle riviste le eliminai in dicembre insieme a tutta una serie di altre cose vecchie che avevo qui ... ricordo che s ene parlava .. a proposito, sarebbe interessante vedere appunto l( con figure etc ) la risposta ai transienti di un sistema classico ( 16 bit 44k1 ) magari con modulazioni diverse per compararle tra loro ( Flash Convertion piuttosto che Sigma Delta ) intendo dire: come quesi sistemi, paragonati alla vecchia tecnologia analogica, acquisiscono e quindi riproducono un transiente ed altre tante cosette in merito che appunto Camp faceva notare ... ma siamo sicuri che basti un articolo ? ;-)


 

Tiziano Demaria

tiziano (non verificato) Lun, 21/07/2008 - 13:15

Re: Un piccolo prontuario

>>>è proprio per i transienti che diventano fondamentali le armoniche anche molto elevate e che arrivano agli estremi di banda; è stato anche studiato come in realtà ci siano fenomeni che riguardano la percezione del suono anche ben oltre la banda udibile dall'orecchio (perchè in realtà non sentiamo solo con l'orecchio), se li ritrovo posto tutto.

Yes Robyz questo è vero. Lessi qualcosa in merito ma saddio dove. Specie riguardo la percezione ultra-sonica. Mi farebbe piacere che tu postassi detto materiale almeno posso rinfrescarmi un po' la memoria.

Le armoniche che arrivano ai limiti della banda sono appunto fondamentali per la costituzione del transiente che ci fa riconoscere il timbro dello strumento. Cioè: che strumento è. Questo ho sempre inteso con la parola "timbro" ...

Infatti traggo questo da wikipedia it.wikipedia.org/wiki/Timbro_(musica):

Il timbro è quella particolare qualità del suono che permette di giudicare diversi due suoni con uguale intensità e altezza. Il timbro rappresenta, dunque, quell'attributo della sensazione uditiva che consente all'ascoltatore d'identificare la fonte sonora, rendendola distinguibile da ogni altra.

Che raccoglie in sintesi i concetti da etnrambi espressi ...

( poi invito a leggere il resto del link che è in ogni caso interesasnte )

Attendo con ansia l'articolo di cui Enzo85 ha parlato nel suo intervento ... spero giunga quanto prima ...


 

Tiziano Demaria

robyz Lun, 21/07/2008 - 17:10

ritratto di robyz
Re: Un piccolo prontuario
Trovati! http://jn.physiology.org/cgi/content/abstract/83/6/3548 http://www.nanophon.com/audio/antialia.pdf Il primo tratta gli effetti della percezione ultrasonica sul sistema uditivo, l'altro spiega i vantaggi del campionamento a frequenze molto superiori a quelle teoriche a cui si rifà la canonica legge di Shannon.
Robyz - Grappero forever

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 17:33

ritratto di Enzo85
Re: Un piccolo prontuario
Mitico Robyz...interessanti questi link, in serata faccio un'attenta lettura. Ciao. Enzo

camp Lun, 21/07/2008 - 18:00

ritratto di camp
Re: Un piccolo prontuario
"Mitico Robyz...interessanti questi link, in serata faccio un'attenta lettura. Ciao. Enzo" Nella fattispecie, direi mitico ma anche chiarissimo. sarete "mica" parenti, per caso:-)

Enzo85 Lun, 21/07/2008 - 12:13

ritratto di Enzo85
Re: Un piccolo prontuario
Prima di postare l'articolo, parlando con Robyz si è manifestata la volontà di trattare approfonditamente questi argomenti così come la conversione a/d d/a, vedremo di organizare le cose e se sarà il caso ne discuteremo a tempo debito. Parlarne troppo durante una breve panoramica sul mondo delle interfacce audio avrebbe solo generato molta confusione nella testa di chi conosce ancora troppo poco questi concetti. Comunque graize per il commento e le osservazioni. Ciao. Enzo

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