Recensioni: Dischi storici

"We're an American Band" - Grand Funk Railroad - ovvero "La colonna sonora dei miei quindici anni"

Questa non è una recensione. E' una piccola cronistoria autobiografica di contenuto musicale ambientata nel biennio 1973/1974. Vorrei riprendere il filo di un discorso che avevo perso, all’incirca un anno fa, per  raccontare di quella volta che avevo circa quattordici anni e, a causa di un trasferimento per motivi di lavoro di mio papà, avevamo da qualche giorno traslocato a Trieste. Nella nuova città non conoscevo ancora nessuno, mi annoiavo a morte e, non avendo nulla di meglio da fare, andavo tutti i giorni nel giardinetto di Piazza Carlo Alberto, proprio di fronte a casa mia. Mi sedevo su una panchina e strimpellavo per ore ed ore la mia amata chitarra acustica...


Rush: Remake

Remake è un album che non troverete in circolazione. Se volete sentire qualcosa del mitico trio canadese beh, non cercatelo su google, né in negozio: non troverete traccia di questo LP, o meglio MC. Eh sì, perchè di musicassetta parliamo, di quelle con il nastrino che si ascoltavano nei primi Walkman o nelle autoradio, nei pericolosissimi mangianastri perchè, beh, il nome era tutto un programma e dalli poi lì con la Bic e cercare di far rientrare tutto quel nastro marroncino. E poi, come faceva ad annodarsi lo sa solo lui...Però lo sanno bene, quelli della mia generazione, erano lì i nostri idoli, i nostri ricordi...



Parsifal dei Pooh (e poi la svolta)

Grazie ai miei genitori vengo da una infanzia con una bella colonna sonora a base di beat italiano, di Battisti e, inevitabilmente, anche di un po' di musica leggera. Il mio 45 giri preferito era "Una ragazza in due" dei Giganti. Per i 12 anni che avrei compiuto a febbraio del '74 chiesi a mia madre, complice il suggerimento di un mio amico, il LP Parsifal dei Pooh: 3.500 lire, se non ricordo male. Come confermò il mio e più esperto amico, si trattava di una formazione a quattro: al basso il nuovo entrato Red Canzian quale sostituto del transfuga Riccardo Fogli. Dodi Battaglia alle chitarre, Roby Facchinetti alle tastiere e Stefano D'Orazio alla batteria, quest'ultimo subentrato già da qualche tempo al batterista e paroliere Valerio Negrini. Al momento cantano Battaglia e Facchinetti i quali sono anche i soli compositori delle musiche. I testi sono di Negrini.


The Velvet Underground and Nico

Un viaggio nei recessi della New York del 1967, fra sesso, droga e rock n roll. Nel 1967 la rivoluzione rock, nella sua forma più grezza, trascinava milioni di persone in un mondo fatto di droghe leggere e non, di una musica che usciva da tutti gli schemi: il rock era un vero e proprio movimento di contestazione nei confronti della società del tempo. È proprio grazie ad un modo di concepire la musica, che non teneva conto degli schemi canonici, che i Velvet Underground spiccarono nell'oceano musicale del tempo. Nell'assoluta semplicità di canzoni fatte di tre accordi e tempo 4/4 si narrava di una società malsana, fatta di violenza, solitudine e pessimismo: un atmosfera noir che entrava in netto contrasto con i volti sorridenti dei quattro ragazzi di Liverpool.


The Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland

Quante cose sono successe nel 1968? I Beatles pubblicarono il Disco Bianco, Città del Messico ospitò le Olimpiadi e la Svezia diede i Natali al prestigioso Premio Nobel.Avvenimenti provenienti da parti diverse del mondo e che cambiarono la storia, avvenimenti ai quali, è legittimo aggiungere la pubblicazione di ELECTRIC LADYLAND, il terzo disco in ordine cronologico della The Jimi Hendrix Experience.


In The Court of The Crimson King

Prima dell'analisi di questo disco occorre fare luce su quello che fu il panorama musicale in Inghilterra negli anni sessanta: la scena era dominata dai Beatles, che, giunti al successo, influenzavano le masse di adolescenti conquistati dalla dirompente Beatlemania. Nell'ambito progressive i Pink Floyd, ancora nel loro periodo psichedelico, stavano gettando le radici di questo genere musicale che già proliferava nell'underground, in locali quali il tanto decantato "UFO Club" di Londra, mentre nascevano gruppi quali gli Yes, i Soft Machine, i Genesis.


Led Zeppelin IV

Il nostro vivere è una continua evoluzione di esperienze e di emozioni quotidiane che, in alcuni casi, si insinuano così radicalmente nell’anima da rimanerne indelebili e capaci di condizionare il resto dei nostri giorni. Una di queste è stata per me l’ascolto di Led Zeppelin IV. Led Zeppelin IV è stato il primo vero schiaffo che ha smosso l’indole Rock che latitava in me, concentrando in otto canzoni, tutta la forza che mi spinse ad entrare in un negozio ed acquistare una chitarra acustica che ad oggi resta la fedele compagna di mille serate passate in compagnia o in totale solitudine.


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zion |Lun, 30/04/2012 - 13:57
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fgx_720 |Ven, 27/04/2012 - 17:01
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mman |Mar, 27/12/2011 - 01:34
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admin |Dom, 11/12/2011 - 17:24
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robymartiny |19/04/2012 - 00:37
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mickey_metal |27/02/2012 - 12:34
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