Alcune considerazioni e sensazioni, nel ricordo di un L.P. e di un concerto di 36 anni fa.
Vorrei condividere con Voi la piacevolissima ed indimenticabile serata che ho trascorso, l’inverno scorso, con l’amico Robertinho De Paula, in occasione del suo ritorno Italia.
Sono passati quasi 2 mesi ormai, ma spero che queste 4 righe che scrivo con tanto ritardo possano comunque far piacere a qualcuno tra voi. Ecco il mio breve racconto di ciò che si è svolto a Tolmezzo (UD) sabato 20 novembre 2010.
Sabato 3 luglio ho visto per la terza dal vivo volta quella che per me è la band più interessante, versatile e divertente dall’inizio degli anni ’80 ad oggi, i Los Lobos. Purtroppo famosi per la maggior parte degli ascoltatori grazie a “La Bamba” che reinterpretarono in maniera travolgente, sono un gruppo nato negli anni ’70 che miscela in egual misura, rock, blues, canzone d’autore, country, folk e la loro tradizione messicana in modo unico. Originaria di East L.A. e proveniente in particolare dal Barrio messicano di Los Angeles, la band guidata dal chitarrista, cantante, compositore, fisarmonicista e violinista David Hidalgo, ha fornito una prestazione maiuscola in condizioni che definire difficili è riduttivo. A dire il vero il palco è occupato in egual misura da ogni componente dei Lobos: il mancino Cesar Rosas, chitarrista, compositore e cantante; Louie Perez, batterista, chitarrista e compositore - con Hidalgo - di moltissime canzoni; Conrad Lozano, strepitoso bassista e Steve Berlin, sassofonista e tastierista. Da anni, ormai, il batterista Louie Perez suona la chitarra, e quindi c’è sempre un sesto componente, il batterista.
Ed eccomi nuovamente a girovagare per l’Italia. Dove mi trovo questa sera? Sono a Cirié, per una brevissima vacanza nei miei luoghi di origine e per godermi un po’ i miei anziani genitori. Sorpresa delle sorprese: questa sera il mio carissimo nipote Emanuele mi ha invitato a sentire un concerto di un Gruppo Musicale nel quale si esibisce occasionalmente nella formazione “Big Band”. Si tratta di “Sesta Nota”, un valido e numeroso collettivo musicale della provincia torinese che trae le proprie origini dalla “The Rhythm’n’Blues Band SESTA NOTA”, orchestra nata nel 1998 con lo scopo e l’aspettativa comune di unire il gioco all’arte, per esprimere le proprie emozioni ed i propri sentimenti attraverso la musica.
Un piccolo spaccato di una Comunità le cui tradizioni linguistiche e culturali non sono a tutti note. Sabato, 22 agosto 2009. E’ una bella calda serata estiva e fa piacere trascorrerla all’aperto, lontano dall’afa e dallo smog della città. Mi trovo a San Demetrio Corone (CS), una cittadina che si affaccia sulla Piana di Sibari, ai piedi della catena del Pollino, in compagnia del caro amico Diacono Costantino Bellusci di Plataci (CS) e della mia consorte. Il sito che ci ospita è uno dei più importanti centri culturali della comunità Italo-Albanese che vanta origini molto antiche. Già sede dei Monaci Basiliani, così come tante altre località della zona, anche San Demetrio ha raccolto, durante il Medioevo, un primo esodo di profughi Albanesi, in fuga dal loro Paese di origine durante la dominazione turca. Nel 1524 si ebbe una seconda immigrazione, a seguito del conflitto avvenuto tra Carlo V e gli Ottomani: gli Albanesi di Corone, città della Morea nel Peloponneso, vennero accolti dall’Imperatore nel Regno di Napoli e si distribuirono nei vari paesi fondati dai loro predecessori. Da qui il nome Corone che venne aggiunto al primitivo nome solo nel 1863.
Aggiunte le fotografie della manifestazione
Ho saputo di questo evento all'ultimo momento. Un mio amico mi chiama e mi dice: "Lo sai che a Marghera suona il batterista dei Deep Purple con un chitarrista Trevigiano? E' Gratis!". Con un pò di meraviglia e diffidenza rispondo: "Ian Paice a Marghera con un chitarrista Italiano in Italia? Ma sei sicuro? E per di più gratis? Ma dai!". Così vado su Google e digito "Marghera Village Ian Paice" ed apprendo che il grande drummer dei Deep Purple suonerà davvero a Marghera e non con un "chitarrista italiano qualunque". iI "tipo" in questione è nientepopodimeno che..... Tolo Marton. Azz!
Sono le ore 22,00 dell' 1 agosto 2009. E’ una serata molto calda e afosa. Io, mio figlio Fabio, Tonio e Domenico abbiamo avuto la fortuna di occupare l’ultimo tavolo libero, dislocato alle spalle della batteria, proprio sotto le fitte fronde dell’enorme fico secolare che caratterizza la corte del locale che ci ospita. Poiché tutti gli intervenuti stanno cenando, ordiniamo qualcosa da mettere sotto i denti, anche se siamo abbastanza emozionati per lo spettacolo a cui stiamo per assistere: l’ennesimo evento sensazionale che Ciccio Nigro - Direttore Artistico del Go West Saloon di Roccaforzata - ci ha voluto regalare in occasione dei festeggiamenti del decimo anno di attività del Club...
Esistono ancora i Dinosauri? Sabato sera, a casa mia, è sempre la stessa storia ... non si conclude mai niente. Al massimo si fanno due passi in paese. La figlia piccola (tredicenne) rompe le balle più del solito, le sue amiche sono via, è da sola, non sa cosa fare. Mi viene un'idea balzana: a dieci minuti da casa nostra c'è un concerto gratuito di una vecchia volpe della canzone italiana, Maurizio Vandelli, si potrebbe andare a fare un giro. Dopo molta fatica riesco a convincere anche la moglie e partiamo alla volta di Alseno...
Gran bella esecuzione quella di ieri sera all'Art Café del Parco Archeologico di Saturo. Per me è stata inoltre la grande opportunità di conoscere di persona il virtuoso figlio d'arte, il giovane e già grande Robertinho De Paula che, grazie al suo enorme talento, è riuscito a conseguire una enorme stima ed una grande considerazione nel contesto nazionale ed internazionale della musica jazz.
Ieri sera io e la mia dolce metà abbiamo assistito al concerto dei Negrita, nell'ambito del tour estivo "HELLdorado 2009". È stata una bella serata di caldo e zanzare e umidità e zanzare e autan e zanzare e musica. Ho detto che c'erano pure delle zanzare?
Appena arrivato subito scrivo un articolo. Scusate non è presunzione, ma le dita fremono dopo mesi di inattività. Iniziamo.... Premessa: la location che non tutti conosceranno è il teatro greco di Taormina, un posto che come bellezza ha pochi rivali al mondo. Quando superi l'ultimo gradino ed entri finalmente nel teatro ti viene la pelle d'oca. Ai tuoi piedi l'anfiteatro e sullo sfondo le poche mura che hanno resistito al tempo. In queste mura uno squarcio che lascia intravedere la costa e l'Etna che sovrasta tutto.Per nostra sfortuna l'Etna dormiva tranquillo...
N.d.R: come consuetudine la redazione rivolge un caloroso "benvenuto" ad Acrobatuv sia come autore sia come "new entry" in Laster.it
Lucca: Domenica 5 Luglio 2009. Una data da ricordare per gli amanti della Jam Band Americana. Il ritorno dal vivo in Italia, dopo oltre 11 anni, per quella che da molti viene considerata una delle più grandi live band mai esistite. Quasi tre ore e mezza di musica suonata a livelli impressionanti con largo spazio alle improvvisazioni come tipico dei loro live. Hanno saputo dare una scarica di adrenalina fenomenale, cancellando i dubbi su una tristezza di fondo da parte di Dave & soci dalla dipartita del leggendario sassofonista LeRoi Moore, spentosi per uno sfortunato incidente meno di un anno fa.
Sabato sera gli Eagles hanno suonato a Milano. Io, ovviamente, c'ero ! Premetto che non sono un fan degli Eagles, sono un ultrà. Perciò, più che una recensione del loro concerto, questo sarà il racconto del mio quinto pellegrinaggio ad un evento, per me, vicino all'illuminazione. E infatti ho acquistato i biglietti praticamente due minuti dopo l'apertura delle prevendite in dicembre. Al Forum di Assago i settori erano tre: in piedi davanti al palco, poltrone numerate e parterre senza posti fissi. Noi avevamo la prima fila del settore B, praticamente nessuno davanti e il portafoglio scandalosamente vuoto: centotrenta euro per un concerto sono davvero tanti. Ma al cuor non si comanda e così, in compagnia della mia band (tribute dei nostri eroi), di morose, figli e padri, siamo partiti per la serata.
Capperi, era dai tempi (due anni fa gli Australian Pink Floyd) che non sentivo una "cover band" Floydiana suonare a questi altissimi livelli. Il Teatro Mancinelli di Orvieto, che ha ospitato questa manifestazione, colmo in ogni ordine di posti, è stata degna corona dei suoni che la Band di Pierangelo Mezzabarba (Masotti per chi non lo conoscesse sotto questo nome). Pier è riuscito a miscelare una serie di ottimi chitarristi, integrandoli uno alla volta a seconda dei pezzi in scaletta e, considerando le pochisssime prove effettuate, il risultato è stato straordinario. Ma veniamo alla cronaca.