Recensioni: Artisti

Presentazione ufficiale di “Battito Stabile” dei Babalù

 Il 31 Ottobre scorso è uscito sulle piattaforme digitali e nei negozi di dischi il cd di esordio dei Babalù intitolato “Battito Stabile” (edizioni Officina Records, distribuzione Egea Music).

 


Lo stile di Jeff Beck

Uno dei chitarristi che legato la sua produzione a una tecnica personale e particolare che lo identifica nello stile e soprattutto nel suono è sicuramente Jeff Beck.


Radiohead - Seconda parte

Nel settembre del '95 il gruppo partecipò all'iniziativa benefica "Help" a favore delle vittime della guerra in Bosnia: registrarono Lucky, senza il supporto dei produttori ufficiali. Questo modus operandi risultò efficace e sarebbe poi diventato una standard del gruppo. La traccia sarebbe poi entrata nella tracklist di "Ok Computer", venne ben accolto dalla critica pur continuando a non riscuotere un successo di vendite adeguato.


Gary Moore - Sangue d'Irlanda, una canzone Blue

"Sofferenza maestra di vita" è stato detto e scritto da molti, e questa un'occasione triste lo è di certo, senza ricorrere alla retorica; un'occasione in cui avrei preferito accapigliarmi con qualcuno sul calcio o sulla politica. Ci tenevo a scrivere qualcosa per il chitarrista che quasi 30 anni fa mi indusse a provarci, ci tenevo perchè anche se non avessi scritto, avrei pensato e pensato e ricordato e sarebbero stati pensieri lasciati così, probabilmente senza capo nè coda, destinati a perdersi chissà dove, chissà quando. Mio zio Luigi (sempre lui) una sera mise un disco e a me sembrò che fosse giunta improvvisamente la fine del mondo.


Radiohead - Prima parte

Descrivere a parole lo stile di un gruppo come questo è impresa ardua. Usando le suggestioni e i richiami che le note possono regalare tutto viene molto più semplice. Allora stampatevi bene in testa un suono di chitarra. Terzo disco, “Ok Computer”, traccia numero 3, Subterrean Homesick Alien. Quattro battute d'introduzione poi entra la chitarra. Aliena, geniale. Combinazione di suggestioni passate e di strumenti moderni. Non digitale contro analogico, ma digitale E analogico. Ecco, questo rappresenta meglio i Radiohead.


The Iron Maiden Discography - Part VIII

Ebbene sì... dopo ben due anni dall'ultimo appuntamento, torno ad aggiornarvi sulle nuove uscite (discografiche e non) di una delle più importanti band del panorama metal della storia; stiamo parlando ovviemente degli Iron Maiden! A pochi mesi dall'uscita di The Final Frontier (agosto 2010) e di una chicca per i più appassionati: la biografia ufficiale sulle origini della band londinese ad opera di Mick Wall, ovvero il libro Iron Maiden: le origini del mito. Buona lettura.


Sean Costello

Un chitarrista insolito, che preferiva suonare la canzone prima di suonare la chitarra. "All I've ever wanted to do was play the guitar well. I've been fortunate to be able to make a living doing it, and I plan to keep it up for the rest of my life."

N.d.R: un "benvenuto" tra gli autori di Laster a Roby Caio (Bru) da parte della redazione. Un semplice invito è bastato per "trascinarlo" dai blog in homepage. Di tutto avrei pensato che non leggere un articolo di Roby su questo sito: un grazie personale anche da parte mia.  Lauro.


The Iron Maiden Discography - Part VII

Eccoci finalmente giunti all'ultima puntata di questa maratona dedicata alla storia degli Iron Maiden. All'inizio del nuovo millennio i Maiden guardano al futuro puntando al passato, con la più classica delle reunion, ma stavolta di una band che non si è mai sciolta. Torna il frontman più amato: Bruce Dickinson, tanto agognato quanto stra-annunciato ma, a sorpresa, torna anche una delle menti più brillanti che aveva lasciato nell'ormai lontano 89: Adrian Smith. Per dirla in parole povere, una delle menti più importanti, colui che ha firmato alcune delle hit più indimenticabili degli anni d'oro. In questa decade la band pubblica tre album a distanza di tre anni l'uno dall'altro, inframezzati da monumentali tour mondiali col tutto esaurito. I Maiden invecchiano con stile e fanno nuovi accoliti tra le giovani leve, ma i puristi d'annata storcono il naso. Declino di un'era o nuova rinascita?
NdA: Vorrei per prima cosa ringraziare la redazione e gli utenti di Laster che hanno seguito con passione tutte le puntate intervallate in questi mesi. Anche se scritte in maniera veloce, senza addentrarmi troppo nello stile e nell'importanza di ogni album, spero che la trattazione del materiale sia stata di vostro gradimento. :)


Luciano Ligabue: la storia di un rocker italiano. Part Three

Nella puntata precedente avevamo lasciato Ligabue in pausa, alla fine del tour di "Miss Mondo", a recuperare un po' di energia. Si era concesso due anni di distacco dal mondo musicale. Passato il lungo periodo di pausa ecco che, ad aprile del 2002, dopo tanta attesa del pubblico, viene pubblicato "Fuori Come Va?" e, quasi in contemporanea, esce il suo secondo film, "Da Zero A Dieci". Due pezzi dell'album, "Questa è la Mia Vita" e "Libera Uscita", saranno compresi nella colonna sonora di quest'ultimo, uscendo anche come singoli.


Luciano Ligabue: la storia di un rocker italiano. Part Two

Nella puntata precedente avevamo lasciato il nostro a metà '93 e in piena crisi, con un album apparentemente andato male accompagnato dal malumore della critica. Insomma si arriva al '94, Ligabue è in pratica senza gruppo e senza produttore. Le elezioni sono appena state vinte da Berlusconi con grande dispiegamento di mezzi mediatici. Lo stesso afferma che quella vittoria non è stata influenzata da tv e giornali...


Luciano Ligabue: la storia di un rocker italiano. Part One

Lo so già che un articolo così sfigurerà. Tra una recensione del White Album e un'altra puntata della discografia degli Iron Maiden tu me ne metti una di un disco di Ligabue?! Ebbene si, anche se questa recensione non vuole trattare un solo disco ma, più o meno tutta la vita artistica di questo musicista amato-odiato. Tutta la carriera, perchè scrivere di un solo disco sarebbe noioso e scontato, e anche molto breve. Prima ammissione: per me Ligabue ha significato l'iniziazione alla chitarra e, sotto molti punti di vista, anche al rock in generale. Diciamo che ho un debito affettivo nei confronti di alcune delle sue canzoni. Seconda ammissione: con la sua musica ho tuttora un rapporto di amore-odio. Amo a dismisura alcune delle sue creazioni, mentre altre mi suscitano un odio profondo. Ed ecco perchè ho provato a buttare giù queste righe: un piccolo riconoscimento verso quei pezzi che bene o male mi hanno influenzato. Bene, partiamone, allora.


The Iron Maiden Discography - Part VI

Torniamo a parlare di Maiden, del periodo più delicato della loro storia, quello di Blaze Bayley come frontman. Per uno come me, che ha sempre considerato Dickinson uno dei migliori cantanti metal di sempre, un simbolo vero e proprio, la notizia venne considerata come una disfatta, al punto di rifiutarmi anche solo di ascoltare i lavori del nuovo singer fino a pochi anni fa, dopo la reunion. In molti la pensarono come me ma nonostante ciò la band andò avanti per la sua strada, sopravvivendo e portando a casa tour mondiali di successo. Insomma, gli Iron sono immortali? beh...Speriamo!


Roberto Ciotti - Un bluesman latino

La prima volta che ho ascoltato Roberto Ciotti dal vivo risale a circa vent'anni fa. Era il periodo di "No more blue". Mi piacque, anche se al momento, impietosamente, giudicai un po' troppo annacquato lo stile blues dell'artista. I miei meno di trent'anni di allora probabilmente ancora gradivano qualche decibel di più e soprattutto un maggiore "inquinamento" da rock..


The Iron Maiden Discography - part V

Siamo negli anni '90. I Maiden, orfani del dimissionario Adrian Smith, perdono una delle loro menti creative per eccellenza. La sostituzione con Janick Gers, già solista negli album solisti di Dickinson, crea scompiglio nei fan per il modo molto sporco di suonare e per una tecnica decisamente scarsa, che mal si confaceva con le trovate melodiche ed epiche del predecessore i quale aveva tracciato proprio negli ultimi due album la nuova strada da percorrere. Il risultato sono due dischi contrapposti. Gli ultimi due del frontman, che lascerà la band dopo i fasti dei tour del '93.


Joseph Spence, l' "androide" che convinse Ry Cooder e James Taylor

Se un'epidemia non avesse fatto strage delle spugne da Andros, dove Joseph era nato nel 1910, a Nassau, probabilmente sarebbe rimasto con la chitarra regalatagli dallo zio buttata nella barca con la quale usciva tutti i giorni a pescarle. E invece andò così e l'adolescente cominciò ad accompagnare lo zio, più che altro banjoista, con la chitarra. Erano feste nelle aie o feste religiose: ce n'erano tante anche perchè costavano poco e perchè l'animo dei bahamiani era incline alle feste ed al ballo, in spregio alla miseria che riguardava quasi tutti.



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zion |Lun, 30/04/2012 - 13:57
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fgx_720 |Ven, 27/04/2012 - 17:01
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