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Mar, 06/10/2009 - 19:00 scritto da Enzo85
Tentando di ristabilire l'ordine all'interno del mio pc, ho trovato una cartella contenente una serie di link ad articoli sulla registrazione sparsi per il web. Uno di questi riguardava le registrazioni di "Heroes" di David Bowie, l'articolo mi ha fatto ricordare alcuni aneddoti interessanti riguardo alle registrazioni di questo famosissimo brano e mi è venuta voglia di condividerli con voi, soprattutto per quanto riguarda la parte di chitarra suonata da Robert Fripp per non parlare dell'apporto di Tony Visconti e Brian Eno.
Prima di tutto, per chi mastica l'inglese, questo è l'articolo di cui vi parlavo, tratto dal sito Sound on Sound (sito in lingua inglese che consiglio vivamente di visitare) : Articolo.
Per chi proprio non riesce a capire una mezza parola, riporto la traduzione da google: Traduzione da Google.
Provo comunque a riassumere qui alcuni dei contenuti salienti, senza la pretesa di essere enciclopedico, quindi perdonate eventuali inesattezze. D'altra parte non ero presente alle registrazioni, mi baso su informazioni trovate in giro. ;-)
Il periodo, l'artista, lo studio, la produzione e le collaborazioni.
Credo che David Bowie non abbia bisogno di presentazioni, uno degli artisti più creativi, innovativi, stravaganti, pazzoidi, controversi e ambigui che la storia della musica abbia mai avuto.
Nel 1977, anno in cui fu registrata e pubblicata "Heroes"(presente nell'album omonimo), si trovava a Berlino insieme al produttore e tecnico del suono Tony Visconti e ad un altro grandissimo produttore: Brian Eno, che collaborò anche per quanto riguarda le parti di Synth e tastiere.
Ufficialmente come produzione compaiono Bowie & Visconti, la scrittura, invece, viene attribuita a Bowie & Eno.
Ma il contributo più interessate per i chitarristi è quello di Robert Fripp.
Tenete bene a mente questi nomi, sono personaggi che hanno collaborato con molti degli artisti più importanti del panorama mondiale contribuendo alla nascita di una miriade di capolavori.
Le registrazioni, come già detto, avvennero a Berlino, presso lo Hansa Studio. La sala di ripresa, grandissima e capace di ospitare un'intera orchestra di 150 elementi, era caratterizzata da un'acustica particolare che caratterizzò inevitabilmente le registrazioni, soprattutto per le reverberazioni naturali che furono utilizzate.
La struttura del brano.
Il brano si regge attorno ad una solida e "ipnotica" base ritmica, niente di troppo sensazionale, nessun cambio ritmico d'impatto, ma grande semplicità che crea subito coinvolgimento. Qua e là compare qualche contributo di Synth e in alcuni punti spiccano i cori completando il quadro dell'arrangiamento.
La batteria è di Dennis Davis, al basso c'è George Murray. La chitarra ritmica fu suonata da Carlos Alomar, parleremo dopo della chitarra di Fripp che senza dubbio è uno degli elementi (se non l'elemento) fondamentali dell'arrangiamento.
Il tutto può sembrare molto semplice, ma garantisce un grande impatto e almeno a mio avviso, l'arrangiamento può considerarsi ancora "moderno" e allo stesso tempo pulito, con gli strumenti al loro posto in quello che può considerarsi un "disordine controllato" (concedetemi questa mia personalissima e discutibile interpretazione).
Le tracce vocali di Bowie.
Furono usati tre microfoni. L'inconfondibile timbro vocale di Bowie fu ripreso da un Neumann U47 valvolare, mentre due Neumann U87 furono posti a distanza di alcuni metri.
Gli U87, così posizionati, servirono per catturare il reverbero naturale creando un caratteristico effetto d'ambiente, ma il vero "trucco" fu quello di controllarli attraverso i gate, facendo in modo che si "aprissero" solo quando Bowie cantava forte. Questo effetto è molto evidente ascoltando il brano: il reverbero naturale della stanza è avvertibile soltanto nelle parti dove Bowie canta con più energia.
La chitarra di Robert Fripp.
Heroes è caratterizzata senza dubbio dalla parte di chitarra solista incisa da RobertFripp. Per riprodurla, tutti i chitarristi, dal vivo sono costretti ad usare un ebow, ma ben pochi possono immaginare che la traccia fu ottenuta senza l'utilizzo di questo accessorio.
Fripp realizzò quell'effetto unicamente sfruttando il feedback. Pare che segnarono sul pavimento il punto esatto in cui la chitarra innescava per ogni determinata nota e Fripp andasse avanti e dietro per "centrarne" l'intonazione.
Non ho grossi riscontri sulla strumentazione, ma pare che venne usato un EMS Synthi (?), apparecchio che sembra essere particolarmente utilizzato da Eno e Fripp e che costituì uno degli elementi fondamentali per ottenere il suono di "Heroes" che noi tutti conosciamo. Trovate qualche maggiore informazione nell'articolo che ho linkato all'inizio.
Qualche considerazione e il video.
A supporto di quanto appena descritto, ecco Il video di "Heroes" .
Questa canzone è senza dubbio una delle pietre miliari della storia della musica; tralasciando per un attimo l'aspetto artistico, credo che si possa anche iniziare a riflettere su qualche particolare tecnico.
Ad esempio, su quanto in passato, molto prima dell'era digitale, fosse "leggermente" più complicato registrare ed editare le tracce incise su nastro. Inoltre si potrebbe riflettere su quanto sia importante il ruolo dei tecnici e dei produttori (Eno e Visconti, ad esempio) che in molti casi contano quanto l'apporto dei musicisti (Fripp) e dell'artista stesso (Bowie).
Spero come al solito di aver proposto un tema interessante e di non essere stato troppo noioso, se avete altri aneddoti e considerazioni da aggiungere... fate pure, sono curioso! ;-)
Ciao.
Enzo.
commenti
Albert Dom, 01/11/2009 - 16:45Login o registrati per inviare commenti
molto bene...
Leggo tutto con moooolto piacere...
A parte i discorsi "nostalgici" che annoiano come già detto, voglio solo dire alcune cose legate al mondo della chitarra acustica, di cui ne faccio parte da molto tempo.
Chiedo scusa se vado leggermente fuori campo.
1>LATO ARTISTICO
Il digitale è IPERcomodo per tutti musicisti, chit. acustici compresi, che possono usufruire di post prod. (taglia/incolla) per togliere errori, imperfezioni, stecche...ansia da prestazione.... etc.
Io c'ho provato, ma, a parte il lavoraccio certosino che ti fa abbassare il livello di serotonina, poi lo "senti", ossia senti che il feeling è diverso, soprattutto se lavori con sola chitarra, senza metronomo e con microfoni che percepiscono anche se ti sposti di 1cm.
Per realizzare il mio "Il profumo dell'acqua", ho volutamente limitato questa tecnica solo dove necessario (brani multitraccia).
2>LATO TECNICO
Se ascoltate "Blu di Genova", il bellissimo cd del mio amico Beppe Gambetta, sentirete un suono stratosferico, dovuto all'incisione analogica (Studer 24 tracce), microfoni a condensatori e compressori valvolari; il tutto poi masterizzato al Nautilus.
E' giusto e corretto che ognuno scelga la strada a lui più opportuna, nessuna paranoia, amarcord o seghe mentali da audiofili, io stesso dal 1998 registro in digitale, però se avessi un bel bobine a disposizione....
Qualcuno sa indicarmi se esistono ancora produttori di bobine (Ampex, Studer)? Non sono informato a riguardo.
Ultima cosa: parlando con i tecnici del Fonoprint, mi dicevano che adesso, usare il maximizer è diventata abitudine anche nella musica classica, ma questa è un'altra pagina.
Albert
pamaz Dom, 01/11/2009 - 19:54Login o registrati per inviare commenti
R: molto bene...
ciao Albert.
Non sono certamente il depositario delle verità assoluto sul suono, però devo dire che ho un decente orecchio ed una altrettanto decente discoteca, fatta in buona parte da LP.
Amo il suono analogico, come ho già detto ho sentito cose registrate con i sistemi digitali più moderni e devo dire che sono assolutamente stratosferici, ma non compatibili con supporti digitali di tipo casalingo ( sto pensando a registrazioni a 24bit e 192Khz)
Le migliori registrazioni che io abbia mai sentito sono tutte bimicrofoniche su supporto analogico.
Io stesso ho registrato concerti di classica con due microfoni ed un tascam32 e ad oggi faccio difficoltà a trovare cose migliori del sistema bimicrofonico + un bel registratore a nastro. E nessun sistema di trattamento del segnale.
L a fregatura però è che questo genere di cose si possono apprezzare solo nel momento in cui si ha un sistema di riproduzione adeguato. Perchè se consideriamo che lo standard attuale è l'MP3 prima ancora che il cd, certe finezze, credo che vengano distrutte in toto dagli algoritmi di compressione e dai trattamenti che i segnali ricevono per rendere ascoltabili le cose sui moderni supporti tecnologici.
Insomma, W il digitale se fosse di alto livello come capita per alcuni master di qualche purista del suono, ma sopratutto W l'analogico che secondo me è ancora il supporto migliore quando si cerchi l'alta qualità di suono.
Paolo
ps . se non sbaglio è ancora in produzione il Nagra IV st . immagino costerà un fulmine di danaro. Ma è un gioiello.
Se ne trovano usati in Usa in discreta quantità. Certo non a pochi soldi.
ps nr.2: recentemente parlavo con una persona che ha avuto un decente studio di registrazione in passato.
Nato come analogico e oggi con il nuovo proprietario, trasformato in banco analogico, dentro registratore digitale.
Mi diceva che secondo uno studio abbastanza serio condotto sui tempi di lavorazione delle registrazioni, da parte di una rivista del settore, il gran merito del digitale è stato semplicemente quello di togliere dei tempi morti alla lavorazione.
pare infatti che in uno studio analogico, la metà del tempo che la gente passa in uno studio, viene persa nel riavvolgimento del nastro.
Pensa che risparmi di costi comporta il digitale!!
Paolo
Enzo85 Dom, 01/11/2009 - 20:11Login o registrati per inviare commenti
R: molto bene...
Enzo
AlecB Dom, 01/11/2009 - 19:16Login o registrati per inviare commenti
R: molto bene...
Semplicemente perchè è quasi del tutto sparita la voglia (o la cultura) di ascoltare la musica attraverso un buon impianto HI FI.
Tutto è più veloce: musica in auto, monitor di plastica da PC, MP3 e roba simile hanno necessità di masterizzazioni con compressioni adeguate.
Il maximizer diventa una necessità (ed appiattisce la dinamica ed il buon ascolto).
Ciao.
Lauro.
Albert Sab, 31/10/2009 - 18:34Login o registrati per inviare commenti
mi piace ancora ANALOGICO
Ho letto l'articolo con molto interesse e confermo che Bowie rimane uno dei grandi artisti per le sue composizioni, il suo modo di fare musica e l'approccio fantasioso che dimostra.
Incredibile davvero la storia dell'incisione: questo significa che, quando le incisioni erano fatte da tizi col "camice bianco", erano davvero registrazioni importanti.
Girando per i vari studi, usando varie apparecchiature, hard disk recording e multitraccia portatili, devo dire che molti tecnici non usano bene la tecnologia che, se da un lato offre possibilità infinite, dall'altra è anche vero che spesso "ci si perde... come in un oceano troppo grande" perdendo di vista l'obiettivo finale.
Questo è uno dei motivi per cui, dopo molti anni abbandono definitivamente pc/schede/plugin per tornare a macchine tipo it.yamaha.com/it/products/music_production/recorders/aw1600/ perché mi piace premere il tasto rosso e incidere, senza parametri, latenze, flag e controflag...
ps: ho fatto per divertimento delle incisioni in un 16 tracce Tascam analogico degli anni '90 e...n'è uscito un suono fantastico con la mia chitarra acustica...
Albert
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 18:47Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Mi fa piacere che tu abbia apprezzato l'articolo. ;-)
Lo Yamaha Aw1600 che hai linkato è un buon multitraccia, però lavora sempre in digitale, diciamo che dell'analogico conserva in parte il "feeling", ma deve sempre fare conversioni A/D D/A è una piccola workstation portatile.
E' sicuramente un prodotto immediato, penso sia a questo che tu ti riferivi... ;-)
Ciao.
Enzo
Albert Sab, 31/10/2009 - 19:01Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Certo, è vero, però ho sentito dei dischi fatti con questo sistema e ti assicuro che "converte" meglio della mia Tascam US428 (soprattutto le basse frequenze).
Il mercato è pieno di questi multitraccia, e parlando con gli amici di Esse music store, mi han detto che c'è un certo "ritorno" a queste macchine stand-alone che garantiscono una buon sound e una praticità notevole!
Albert
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 19:28Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Pensa che stanno facendo già preamplificatori con convertitore interno...vedi Api o Crane Song....
Per praticità un multitraccia digitale compatto può essere una valida scelta, comodi, veloci, essenziali, sul suono non mi pronuncio.
Non mi dilungo più di tanto sul discorso analogico vs digitale, perchè, dico sinceramente che non può portare a nulla...l'analogico produce sonorità a cui tutti siamo abituati e che sono legate ai dischi storici, il digitale ha portato un nuovo modo di lavorare e maggiore praticità, sul fattore suono è chiaro che c'è ancora una certa distanza, che penso si possa migliorare e recuperare un pò di gap.
Ciao. ;-)
Enzo
Bru Sab, 31/10/2009 - 22:13Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Io so solo che tutti i dischi degli ultimi anni suonano alla fine tutti uguali!
Sarà perché usano male il digitale? Sarà perché offre troppe opzioni? Non lo so, non ne ho la minima idea, ma quando ascolto i vecchi dischi storici che han fatto la storia mi pare di tornare a casa e ogni album ha un suo suono, difetti compresi.
E ci sono anche tantissimi dischi di musica italiana fine anni 70 che hanno a mi parere un sound stupendo: alcuni di Dalla (vedasi "Come è profondo il mare"), il primo album di Fortis con la Premiata, quelli di Finardi, Jannacci ... tutti hanno un loro preciso sound.
Perché ogni prodotto attuale mi pare alla fine finto?
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
Enzo85 Sab, 31/10/2009 - 23:54Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Perdona il titolo polemico.
In due parole : a me stà questione analogico-digitale, se affrontata sul piano nostalgico e qualunquistico, mi annoia.
Se vogliamo parlarne in modo tecnico e approfondito, lo accetto solo se si invita alla discussione gente che con queste cose ci lavora, tecnici con le palle che hanno lavorato ai massimi livelli con l'analogico e il digitale e che possono spiegarmi le cose da un punto di vista privilegiato. Per quanto valga il punto di vista di un fruitore di musica o un appassionato, voglio anche sapere cosa ne pensa uno che ha vissuto e vive la questione dall'interno ed ha gli strumenti tecnici per capire gli aspetti viscerali della questione.
"Io so solo che tutti i dischi degli ultimi anni suonano alla fine tutti uguali!"
Per me non è proprio vero, oddio, almeno in parte hai ragionre, ma io, anche oggi riesco ancora ad apprezzare le differenze.
E' verissimo che alcuni dischi suonano male, è verissimo che suonano diversi da quelli di 20-30 anni fa, è verissimo che c'è stata una corsa ai volumi...però...da qui a dire che suonano tutti uguali...perdonami, non ci riesco proprio.
"Sarà perché usano male il digitale? Sarà perché offre troppe opzioni? Non lo so"
Non voglio andare contro le tue sensazioni, ma chi "usa" oggi il digitale non è che sia un brocco, anzi, ci sono ancora in giro produttori e tecnici che hanno inciso dischi storici....e chi ha iniziato da poco cerca sempre di metterci il massimo per far suonare bene le cose.
Io non devo e non voglio difendere "il digitale" o "la discografia moderna", però, certe volte non nego che questo darci addosso sia quasi diventata una moda.
Tutto questo non toglie una virgola di ragione a chi dice che il suono è cambiato e che non piace, perchè è sacrosanto e solo un sordo potrebbe dire il contrario.
I tecnici non è che han fatto i salti di gioia quando hanno iniziato a lavorare in digitale, ma hanno capito che il futuro va in quella direzione e neanche loro ci hanno potuto far nulla e ti posso assicurare che di resistenza ne hanno fatta...ora però vedo sempre più gente che è pronta ad accettare la sfida, che ha imparato a cogliere i benefici del nuovo metodo di lavoro, si tratta soprattutto di quella gente che ha vissuto sulla propria pelle il passaggio dall'analogico al digitale e ti assicuro che ce la stanno mettendo tutta per far suonare bene le cose...
E comunque il tema dell'articolo non era di certo questo, anzi, avevo lanciato un argomento neanche sfiorato...ovvero l'importanza del produttore e del tecnico...cosa che nessuno ha colto.
Ciao. ;-)
Enzo
Bru Dom, 01/11/2009 - 12:46Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Enzo nessun problema per la tua "sfuriata". Il mio intervento è stato veloce e forse mal riposto, ma la mia era appunto una domanda, anche se può stancare.
Non è per questioni di moda e nemmeno per nostalgia; da fruitore di musica io sento in modo forte questa sensazione e mi chiedo i perché. Da ignorante ho pure ipotizzato che, forse, i produttori cerchino determinate sonorità pensando che siano quelle che il pubblico meglio apprezzerebbe.
Giustamente hai parlato di metodo di lavoro nuovo e, quindi, lasci a intendere che sia ancora necessaria una maggiore dimestichezza che le maggiori variabili che il digitale offre?
Io, come semplice fruitore, posso uscire con questioni banali e la reazione di uno del settore può essere quella del "che palle", lo comprendo e perdonami per la noiosità, ma, alle mie orecchie, sotto le differenze superficiali tra una produzione e l'altra, trovo sempre un terreno di base molto simile nei dischi dell'ultimo decennio. Addirittura lo avverto pure nei live! Sarò io un segaiolo.
Sempre da semplice fuitore, a mio parere nei dischi precedenti si avvertiva meglio il sound di una band anche nel tipo di registrazione. Il sound degli Stones o dei Beatles non era solo strumentale, il colore dei dischi Motown idem, le produzioni italiane erano molto connotate ecc. ecc.
Possibile che ora, se ascolto un disco della Pausini, degli U2, dei Red hot chile peppers o dei Coldplay (per sparare 4 nomi a caso che manco ascolto) alla fine mi creano lo stesso impatto sulle miei orecchie? Un motivo ci deve pur essere e, da ignorante, mi viene da pensare che possa anche essere una certa pigrizia creativa. Posso? :-)
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Enzo85 Dom, 01/11/2009 - 20:17Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Mi sono un pò infiammato perchè ci si stava spostando dal discorso analogio-digitale, per passare ad alcune riflessioni sulle produzioni moderne in maniera un pò confusa, discorsi sicuramente collegati, ma che presi così vanno a creare un pastone enorme e disordinato, non una discussione seria.
Ciao.
Enzo
Bru Dom, 01/11/2009 - 22:01Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Ma va Enzo! Inutile puntualizzare su queste cose, altrimenti dovremmo passare metà del tempo a farci inchini e salamelecchi. Qui scriviamo e non possiamo dialogare con l'espressione, inoltre io son per il calore e la passione delle discussioni, quando non è una forma di supponenza come spesso si può riscontrare in altri lochi.
E poi, mi sa tanto che bene o male la pensiamo tutti in modo simile, e da questo fatto è evidente che in molti siamo accaniti fruitori di musica.
A questo punto, metto altra carne alla brace, che può anche restare in topic con lo storico album di Bowie.
Perché abbiamo molti casi di remastering digitale di vecchi nastri analogici che hanno una qualità eccezionale pur mantenendo il calore dell'origine? Vedasi molti casi della classica, i remasters di Rudy Van Gelden nel jazz, l'opera omnia dei Beaatles appena ripubblicata.
In questi casi il digitale fa miracoli. Forse perché abbiamo gente come Van Gelden e Martin come supervisori? Persone che hanno una esperienza lavorativa enorme e che probabilmente conoscono meglio la natura del suono?
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Enzo85 Dom, 01/11/2009 - 22:25Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Parti dal presupposto che non sono un grandissimo esperto di mastering, non mi ha mai affascinato tanto questo aspetto, devo ammetterlo, mi piace molto la fase di registrazione e missaggio ma il mastering non mi attira tanto, anche se ne comprendo l'importanza, tant'è che ci sono fonici specializzati solo in quello.
"Perché abbiamo molti casi di remastering digitale di vecchi nastri analogici che hanno una qualità eccezionale pur mantenendo il calore dell'origine?"
Mah, esistono diverse ragioni. La prima è che parti da una buona base. Poi lavorando con la flessibilità e la comodità del digitale puoi permetterti di fare dei lavori che in analogico sarebbero praticamente impossibili da fare o quasi...
Pensa ai moderni sistemi di restauro delle tracce, la possibilità di eliminare rumori ecc...
Poi, non vorrei dire castronerie, ma penso che anche nei remastering (così come per il mastering) qualche aggeggio analogico si usa ancora, almeno certi fonici faranno così...penso.
Comunque, Come hai detto tu il lavoro deve essere effettuato da gente che ci sa fare e nel pieno rispetto del lavoro originale.
In sostanza va fatto con rispetto, precisione e senza esagerare, ma soprattutto non deve diventare solo un modo per "pompare il volume" di un vecchio disco...sennò...
Enzo
FerroFe Dom, 01/11/2009 - 13:13Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Ciao!!
Sai che secondo me il problema, più che delle differenze analogico-digitale sta proprio nel modo di pensare il lavoro?
E di conseguenza cambiano i modi di arrangiare, di pensare al pezzo o al disco.
Quanti dischi attuali sono registrati dal vivo, o in parte dal vivo? Con i conseguenti rientri di strumenti in tutte le tracce, necessità di avere una take buona per tutti o quasi, necessità di lavoro di preproduzione fatto come Dio comanda, fonici e produttori (appunto, come sottolineava Lauro) molto competenti e smaliziati.
E ovvio, poco o zero lavoro di editing dopo.
E di conseguenza un buon lavoro di dinamica e di suoni fatto prima della registrazione, non dopo, con l'utilizzo di compressori, equalizzatori, ecc ecc.
Cose che con l'analogico erano essenziali, su cui credo a volte si sorvoli al giorno d'oggi.
Secondo me a livello sonoro tra un digitale registrato a 192Khz/32 bit e un nastro non c'è molta differenza!
Anche perchè alla fine finiscono sempre sullo stesso supporto, il CD, che ha quel tipo di qualità, identico per tutti...
Il digitale è comodo e poco costoso, ma nasconde certe scorciatoie anti-artistiche, a meno di non usarlo in maniera innovativa: come fanno gli artisti di musica elettronica, usando loop, sequenza ecc ecc!
Ciao Ciao!!
Fulvio
Easy like sunday morning... Sometimes!
http://www.myspace.com/radiocasino
AlecB Dom, 01/11/2009 - 01:30Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Pochi giorni fa ho parlato per un paio d'ore con Alberto Gallo, il fratello di Alessandro con cui condivide lo studio di registrazione.
Alberto è quello che si occupa meno dei musicisti ma molto di più della parte tecnica e sonora dello studio.
Mi piacerebbe che un giorno ci si ritrovasse insieme a discutere di queste questioni.
Quando avrai tempo e voglia e possibilità di venire da queste parti, sappi che sei ospite a casa mia.
Detto ciò, vorrei soffermarmi solo su una frase, tema di lunghe discussioni:
>>> "Io so solo che tutti i dischi degli ultimi anni suonano alla fine tutti uguali!"
Non sto a farla lunga, e mi spiace di essere pure un pò OT, però alla stessa domanda le risposte sono state essenzialmente due:
- Il livello di compressione oggi utilizzato è talmente importante (rispetto al passato) che appiattisce tutte le differenze tra una produzione e l'altra.
- Non ci sono più i tecnici di studio preparati come lo erano quelli di una volta.
In sintesi, a parere suo, il perchè oggi vige un "piattume sonoro".Quando vuoi, vitto e alloggio e studio di registrazione tutto a tua disposizione.
Con discussioni interminabili al seguito :-) Ma c'è sempre da imparare qualcosa...
Lo studio nuovo lo trovi nel link ed è a tua disposizione con tecnici incorporati: http://www.digitallakestudio.it/it/index.php
Ciao.
Lauro.
Enzo85 Dom, 01/11/2009 - 03:37Login o registrati per inviare commenti
R: e che due pa...con stà storia
Non posso far altro che ringraziare ed essere lusingato dal tuo invito.
Spero presto di poter fare una bella chiaccherata con voi su questi ed altri argomenti, anche perchè come hai detto tu stesso, avrei molto da imparare.
:-)
Sul resto, ci sarà tempo e modo di approfondire la questione, anche perchè non sono capace di liquidare il discorso in poche righe.
Ciao
Enzo
AlecB Sab, 31/10/2009 - 18:46Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Ciao Alberto.
Io sono un talebano anche sotto questo aspetto :-)
Ho delle mie registrazioni di fine anni 80 sino a tutto il novanta effettuate con il mio Fostex multitraccia.
Quando le sento godo come un riccio. A mio parere, nonostante i limiti (peraltro superabili) del nastro, il suono che ne esce non è nemmeno lontano parente delle registrazioni (parliamo di Home Recording) di ultima generazione.
RIVOGLIO IL NASTRO !
Lauro.
AlecB.
Albert Sab, 31/10/2009 - 19:00Login o registrati per inviare commenti
R: mi piace ancora ANALOGICO
Ciao Lauro, mi permetto di rispondere domani, con calma....sennò stasera "go in white" :>
Albert
Steve Lun, 12/10/2009 - 21:58Login o registrati per inviare commenti
personal top ten
Grazie per aver rispolverato un pezzo che è da sempre tra le mie top ten personali (anche se non sono un fan accanito di Bowie).
Ci ho sempre visto l'adozione di un registro che pur senza essere freddo o convenzionale tratta con efficace espressività un tema romantico da cui sa mantenere una lucida distanza.
Quanto alla strumentazione: ho sempre visto foto di Fripp con il LP custom d'annata. Avrà usato quella? Ma ne avrà una o dieci tutte uguali? :-)
ciao
Steve
Enzo85 Mar, 13/10/2009 - 08:55Login o registrati per inviare commenti
R: personal top ten
Guarda, su che chitarra abbia usato Fripp per quella registrazione non ne ho la minima idea...non sono riuscito a trovare nulla in rete.
Fripp+Les Paul è un connubio praticamente indissolubile, è probabile che abbia usato quella, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Ciao e grazie a te.
;-)
Enzo
Bru Gio, 08/10/2009 - 23:57Login o registrati per inviare commenti
Un album
Un album fantastico.
All'epoca lo consumai e non son per nulla d'accordo con la supposta paracullaggine di Bowie, a mio parere artista sempre innovativo. Si può parlare semmai di fiuto, nel senso di saper cogliere nell'aria le vibrazioni e metterle in pratica.
Il mio pezzo preferito del disco non è "Heroes", ma "Beauty and the Beast", anche questo con delle chitarre incredibili. Basti sentire l'attacco iniziale.
Bell'articolo Enzo. Aggiungo che il riff di base è opera di Alomar.
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
Enzo85 Ven, 09/10/2009 - 08:51Login o registrati per inviare commenti
R: Un album
Verissimo, hai fatto bene a ricordarlo, anche quel riff è fondamentale all'interno del brano, entra in testa subito.
Alla fine "Heroes" è un gran lavoro di squadra!
Ciao Bru
Grazie. ;-)
Enzo
FerroFe Mer, 07/10/2009 - 18:29Login o registrati per inviare commenti
Gran Bell'articolo!!!
Ciao Enzone!!
Complimentoni!!
In effetti non mi sono mai posto il problema di come la chitarra era stata registrata nell'originale... Ma nelle versioni dal vivo con Earl Slick effettivamente si va di feedback! Secondo voi c'è l'aiutino di un compressore?
Anche perchè lo stesso pezzo, suonato con l'ebow risulta troppo "perfetto" e preciso, risulta molto difficile rendere i passaggi tra le note in maniera morbida e graduale come da disco!
Ciao Ciao!!
Fulvio
Easy like sunday morning... Sometimes!
http://www.myspace.com/radiocasino
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 19:40Login o registrati per inviare commenti
R: Gran Bell'articolo!!!
Boh, Fulvio, chi può dirlo? Io non c'ho fatto tanto caso, però se Earl Slick usa la epiphone con le bucozze a effe è molto facile andare in feedback, io con la casino mi diverto un mondo con i suoni distorti a controllare i feedback... :-D
Se poi, oltre all'ampli sfrutti pure la spia (monitor da palco, chiamatelo come volete ;-))...
Ciao Fulvio!
Enzo
lesfab Mer, 07/10/2009 - 09:27Login o registrati per inviare commenti
Heroes & ebow
Sono parecchi anni che eseguo Heroes dal vivo utilizzando il feedback ,tra l'altro senza molte possibilità di muovermi sul pavimento perchè a meno che non suono su un palco, in un pub non è che ci sia molto spazio per muoversi e avevo sempre pensato che il chitarrista che l'aveva registrata(non sapevo fosse Fripp)aveva utilizzato l'ebow,ora ho scoperto che il mio metodo era quello uguale all'originale bè nel mio piccolo è una soddisfazione!
ciao
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 09:40Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
Effettivamente, anche dal vivo, con il suono giusto, un buon volume e l'ampli vicino è possibile riprodurre quell'effetto. Bravo! ;-)
Anche perchè...con quello che costa un ebow... :-D
Ciao.
Enzo
maccho Mer, 07/10/2009 - 15:05Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
Sì sì, infatti Earl Slick, attuale chitarra solista della band di Bowie, quando usa la Epiphone Jorma Kaukonen lo fa solamente utilizzando il feedback, quando usa la tele rossa ha un sustainer fernandes al manico.
--- So macch --- Marco
lucius Ven, 09/10/2009 - 15:06Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
Nel 83, Earl quando accompagnò Bowie nel serius moonlight tour suonava una strato e suonò pure Heroes in maniera incredibile, senza usare feedback, non ricordo di averlo visto danzare dinanzi alle casse, quindi direi grazie all'ausiolio di qualche "aggeggio" :-)
Enzo85 Ven, 09/10/2009 - 15:21Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
Probabilmente l'ebow, oppure, come diceva Marco, il sustainer Fernandes.
Ciao ;-)
Enzo
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 15:39Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
Con la epiphone jorma kaukonen è anche un pò più facile visto che ha le buche a effe...però ci vuole sempre un gran controllo.
Grazie per il contributo. ;-)
Enzo
Gila_Crisis Mer, 07/10/2009 - 09:54Login o registrati per inviare commenti
R: Heroes & ebow
l'ebow è un bell'aggeggio e a saperlo sfruttare bene permette di fare molte cose interessanti oltre al classico feedback. A livello di costo conviene prenderlo in america se lo cercate nuovo (l'avevo preso quando ero stato a new york per mi pare circa 100$, prezzo di listino)
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has the light become part of the machinery?
has the hand become part of the disease?
has the body become the unwilling vessel?
Crisis - Methodology
The_song_is_over Mer, 07/10/2009 - 08:49Login o registrati per inviare commenti
Just for one day.
Sta canzone non riesco ad analizzarla a mente fredda, inutile. :-)
Sono legatissimo a questa canzone ed ogni volta che sento questi versi
I can remember (I remember)
Standing, by the wall (by the wall)
And the guns shot above our heads
(over our heads)
And we kissed,
as though nothing could fall
(nothing could fall)
And the shame was on the other side
Oh we can beat them, for ever and ever
Then we could be Heroes,
just for one day
e penso al loro significato, sto male.
Che poeta.
Nella mia top 5 delle canzoni d'amore preferite (ma guai a pensare che sia solo una banale canzone d'amore.....il sentimentalismo in questa canzone non centra nulla!)
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
Avalon Mer, 07/10/2009 - 10:03Login o registrati per inviare commenti
R: Just for one day.
sottoscrivo
In realtà Bowie più che genio mi è sempre sembrato un po' "paraculo", uno che è riuscito a fiutare le mode prima che diventassero tali facendo la parte dell'innovatore (scrivendo comunque grandi canzoni). Questo enorme fiuto musicale è sfociato in collaborazioni e scoperte di prim'ordine come Lou Reed e Stooges
free your mind and your ass will follow
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 09:26Login o registrati per inviare commenti
R: Just for one day.
Hai fatto bene a sottolineare qualche aspetto più profondo, nell'articolo ho parlato solo di cose tecniche...mannaggiammè!
Ti ringrazio per il commento.
Bowie è, secondo me, un artista straordinario.
Pare che Heroes fu scritta per raccontare la storia d'amore di una coppia che Bowie vedeva incontrarsi nei pressi del muro di Berlino proprio vicino allo studio di registrazione, sotto una torretta di guardia.
Si dice anche, che all'epoca fosse proprio Bowie ad essere innamorato di una ragazza che incontrava in quel modo...quindi la canzone potrebbe raccontare una sua vicenda personale.
Poi il brano fu accusato anche di essere un inno politico, ma pare che sia stata tutta una montatura a causa di qualche dichiarazione maldestra dello stesso Bowie, non mi ricordo bene la vicenda però...
Forse è anche questa la cosa interessante del brano, che può essumere un significato diverso a seconda di quello che uno vuole vederci...
Grazie
Ciao ;-)
Enzo
Gila_Crisis Mar, 06/10/2009 - 23:39Login o registrati per inviare commenti
interessante
interessanti certe cose, sopprattuto la danze del feedback di Fripp (geniale, ascoltatevi anche i dischi che a fatto con David Sylvian, stupendi)! ^_^
Già che siamo in tema Bowie, l'altro giorno passando in libreria ho trovato e preso un libro molto interessante che tratta proprio il periodo berlinese di Bowie e la realizazione dei tre dischi Low, Heroes e Lodger. Per chi fosse interessato il libro è questo:
Thomas Jerome Seabrook, "Bowie, La Trilogia Berlinese", edizioni Arcana
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has the light become part of the machinery?
has the hand become part of the disease?
has the body become the unwilling vessel?
Crisis - Methodology
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 09:30Login o registrati per inviare commenti
R: interessante
Ciao.
Enzo
sickboy Mar, 06/10/2009 - 20:38Login o registrati per inviare commenti
C'è poco da dire in
C'è poco da dire in aggiunta.. è stata oggetto di varie cover e tradotta dallo stesso Bowie in tedesco dal titolo "Helden", tra l'altro colonna sonora del film Noi, I Ragazzi dello Zoo di Berlino (1981)
ottimo articolo complimenti :-)
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 09:38Login o registrati per inviare commenti
R: C'è poco da dire in
Film molto crudo, racconta il mondo della tossicodipendenza in maniera diretta, segnalo anche il libro da cui è tratto.
Grazie.
Ciao! ;-)
Enzo
sickboy Mer, 07/10/2009 - 15:18Login o registrati per inviare commenti
R: C'è poco da dire in
L'ho letto più volte, lo consiglio agli amanti del genere altrimenti potrebbe angosciare
Libro stupendo ;)
Simone
camp Mer, 07/10/2009 - 00:35Login o registrati per inviare commenti
Bell'idea, Enzo
camp
p.s. e poi, dove c'è Robert Fripp vale sempre la pena di sfrugugliare. Spesso si impara qualcosa. Da Fripp, intendo, più che dalle sue frequentazioni ( ma qui siamo nel campo della soggettività assoluta)
Enzo85 Mer, 07/10/2009 - 09:29Login o registrati per inviare commenti
R: Bell'idea, Enzo
Contento di averti regalato una lettura spassionata! ;-)
L'articolo è nato così, veramente di getto.
Parlando di Fripp e Brian Eno, colgo l'occasione per ricordare questa tecnica detta "Frippertronics" :
http://www.loopers-delight.com/tools/frippertronics/frippertronics.html
Enzo
Angel's Egg Gio, 08/10/2009 - 15:41Login o registrati per inviare commenti
R: Bell'idea, Enzo
Ragazi, Robert Fripp è un GIGANTE tra i GIGANTI!
Non ci credete?!
Andate a cercare il primo album dei King Crimson: In the Court of the Crimson King (Island Records, 1969), e capirete cosa voglio dire!!!
Qui ne avete un primo assaggio:
http://www.youtube.com/watch?v=ONJndTdXrg0
ciappy Gio, 08/10/2009 - 12:40Login o registrati per inviare commenti
R: Bell'idea, Enzo
Mi permetto di raccomandarvi questa versione live con l'immenso adrian belew: www.youtube.com/watch
camp Mer, 07/10/2009 - 14:43Login o registrati per inviare commenti
R: Bell'idea, Enzo
Ah... mi evochi indirettamente ricordi di quando noi giovani talebani (= intransigenti e forse prevenuti) rimanessmo scorat ied indigant idalle frequentazioni di Fripp: vederlo associato a Bolan, Eno e persino Bowie era uno scandalo!
Ammazza: non eravamo di bocca buona ma potevamo permettercelo, viziati come eravato stat idall'abbondanza di musica valida ed innovativa con la quale ci ervamo nutriti tra i 60 ed i primi 70.
Ciao. camp