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Dom, 24/01/2010 - 08:30 scritto da The_song_is_over
Approfitto della mattinata di mutua (sto ben male) per rendermi utile alla causa di Laster dal mio portatile, sul letto, in maniera totalmente inutile e presuntuosa. E’ giusto sappiate che è solamente grazie alla febbriciattola ed ai balordoni che non mi fanno essere lucido al 100% che ho deciso di scrivere una recensione del Köln Concert di Keith Jarrett, probabilmente l’album più recensito di sempre, recensito dai migliori recensori recensisti (eh!? È la febbre…), descritto come “l’amore e la poesia in musica”. Dunque: il sito è per chitarristi (ma non solo), il disco è una pietra miliare del jazz pianistico (ma non solo), il recensore è altamente inqualificato e fuori forma (ma non solo). Che dire: buona lettura e buon ascolto!
Chi di voi non conosce il sig. Keith Jarrett? Beh, potrei scrivere una bella romanzina, ma siccome per me l’ha già fatto Wikipedia (e piuttosto bene), perché tribolare inutilmente? Inoltre c’è anche il sito ufficiale, quindi beccatevi ‘sti 2 link …
http://it.wikipedia.org/wiki/Keith_Jarrett
http://www.keithjarrett.it/
… e se avete voglia, andateveli a leggere.
Due parole introduttive
sul personaggio, giusto per capire “la pasta”: 'sto qui è uno pieno di manie, "da di matto" moooolto facilmente, vuole lo Steinway se no non suona, uno che vuole la temperatura costante sul palco di TOT gradi, uno che non vuole sentire fiatare ai suoi concerti (e per questo in Italia si è anche lasciato andare diverbi particolarmente accesi), uno che…si, vabbè avete capito: un chitarrista mancato.
Sul disco, per entrare nell’ottica: registrato nel 1975, il 24 gennaio a Colonia, in condizioni TREMENDE per qualsiasi esecutore, figuriamoci per un artista esigente come lui. Pianoforte sbagliato e pesantemente acciaccato (proseguendo col parallelo chitarristico: è come se a un grande chitarrista Gibsoniano fosse rifilata per una intera serata una Squier scordata).
Vi siete procurati un disco? Si? Bene, ascoltiamolo insieme. (se lo scaricate siete delle cacche) Al massimo vi concedo di ascoltare da Youtube. Farò comunque riferimento ai minuti del disco e non al minutaggio che appare sui video del tubo.
NOTA: Nell’ascoltarlo ricordate che è quasi tutta IMPROVVISAZIONE. Tasto PLAY.
PART 1
Già le primissime note sono molto conosciute (“Tutto è possibile”…spot BMW 535d…ricordate?) e struggenti per la loro malinconica bellezza. Il Jazz in questa 1° parte è un veicolo d’espressione che porta con se la capacità di essere melodico, la capacità di variare di punto in bianco (minuto 2) e poi di essere estremamente “lirico” (notate a cavallo del quinto minuto, quando si sente Jarrett emettere i suoi mugolii, un vero e proprio marchio di fabbrica).
Al sesto minuto si apre un momento tra i più intensi dell’intero disco: sentirete anche in sottofondo Jarrett sbattere il tacco della scarpa sul palco per scandire il tempo. Un fiume di note che chiudono questo “attimo” poco dopo la metà dell’ottavo minuto.
La maestria di Jarrett sta nel continuare a ricamare melodie e veri e propri voli, note come cristalli, su una struttura “semplice”, quella di basso ostinato che sarà una costante per tutto il concerto.
Attenzione alle variazioni, come quelle che sono attorno al dodicesimo minuto, che probabilmente per un ascoltatore tipico di Jazz non sono particolarmente eclatanti, ma per uno come me, ignorante come una ciabatta, rimangono attimi di bravura pura.
Dopo il quindicesimo minuto vi è una parentesi meno lineare e melodica che porta la sottile malinconia delle melodie iniziali ad abbracciare sentimenti più intensi. Si sprofonda nella tristezza con classe per poi uscirne con una carezza di note.
Attorno ai 20’15”, la gioia rinasce nel pezzo in modo sublime, direi classico nell’approccio, e perdonino lor signori il mio entusiasmo abituati a certe emozioni musicali, questo è un momento musicalmente elevato. Elevatissimo. L’urlo di Keith al 22’57” ne è al conferma.
Se state ad ascoltare bene, sotto continuano gli ostinati, la caratteristica di questo disco. Jarrett ci porta nel migliore dei modi alla conclusione di questa 1 Parte che per come è stata interpretata sembra una favola musicale: intro malinconica, tragedia nella parte centrale e un lieto fine. Applausi. Meno male che suona con la Squier.
PART 2A
Brano diviso a sua volta in 2 momenti: uno più vivace nella prima parte, con un evidentissimo ostinato su cui viene costruita l’improvvisazione, uno più … ma andiamo con ordine. Gradevole e mai stucchevole questa soluzione per l’improvvisazione solista. Il brano è sicuramente meno carico di emotività e meno lirico della prima parte appena ascoltata, ma è un pezzo di bravura pianistica davvero eccellente.
Senza esagerare (i pianisti sono molto meno tamarri dei chitarristi, si sa…) nei tecnicismi si arriva ad uno stacco al minuto 5’50” per riprendere a trotterellare con grazie fino al secondo momento della parte 2A, la parte più “introspettiva” che inizia all’ottavo minuto in maniera piuttosto netta.
Questa seconda parte è meno “easy listen” e forse è il momento più jazzistico del concerto; non capisco ogni momento di questa improvvisazione, confesso la mia ignoranza armonica, ma quello che mi balza all’orecchio è l’uso eccellente della dinamica. La PART 2A si chiude (15’ secchi!) e si apre la PART 2B senza una vera interruzione tra le due parti che sono sequenziali.
PART 2B
L’ostinato sempre presente come protagonista permette al pianista di concentrarsi sulla melodia che sente in testa nel migliore dei modi. Ascoltando questo terzo brano del disco si vorrebbe che non finisse più il concerto. Intensità, fisicità e genialità si sposano. Il matrimonio è felice.
Ci sono dei momenti in cui Jarrett sembra un fiume in piena, mentre in altri attimi sembra in attesa che qualcuno gli comunichi come andare avanti per “risolvere”. Grandioso melodicamente parlando ciò che accade al minuto 5’ 20” circa. Pelle d’oca. Non da meno il crescendo che comincia tra la fine del sesto minuto e dura tutto il settimo minuto.
Non capisco dove stia il Jazz in questa parte del concerto… sinceramente credo che il Jazz sia solo un pretesto per andare a prendere un pezzo dal POP, un pezzo dalla musica classica, un pezzo dal blues, ecc. Il fatto che poi vengano rielaborati così velocemente ed in maniera così intricata lascia senza parole. E’ come se Jarrett in questo concerto abbia voluto fare tutto quello che si può fare con un pianoforte.
Forse è qui che risiede l’abilità Jazzistica/tecnica/teorica di Jarrett: in questo disco rielabora sensazioni e spunti (perchè ve ne sono parecchi!) a tutta birra, senza perdere di vista l’esecuzione nemmeno per un secondo. Non bisogna però rimanere ingannati: al cospetto di tanta bravura non è necessario approcciarvisi in maniera tecnica, perché la comunicativa del brano è talmente efficace che è (quasi) alla portata di tutti. E qui finisce la PART 2B e comincia la PART 2C, il finale.
PART 2C
L’amore. Dio. Stringere tra le braccia la moglie o un figlio. Un bacio tra il nonno e la nonna. Un amico con cui ridere. Un gelato ad agosto. La sangria al parco (L.Reed). Chiamatela come volete, ma l’emozione pura che dona questo brano così semplice e diretto è di quelle che fa venire il magone in gola.
Ancora una volta la musica attraverso le note di un piano si rivela il vettore primo delle emozioni umane e mai come in questo brano è evidente. Il quarto ed ultimo brano finisce dopo 5’30” e seguono un minuto e mezzo di applausi, poi il disco viene sfumato e dunque non si sa quanto siano durati con esattezza. Se ci fossi stato io a quel concerto, una ventina di minuti glieli avrei dedicati.
Ma a noi chitarristi che ce frega? Si, nZomma… la morale?
Non so voi, ma io ancor prima di essere innamorato delle 6 corde, sono innamorato della musica. Un ascolto di qualità diverso da quello che siamo abituati a sentire non può farci altro che un gran bene. Ma “chitarristicamente parlando” cosa ci può insegnare questo disco? Questo sarebbe uno spunto di riflessione molto interessante (se non fosse che è la malattia a farmi dire certe cose...).
Considerazioni RANDOM
1-Ma quanto deve studiare uno per fare della propria improvvisazione un capolavoro assoluto?
2-A cosa serve sapere suonare tanti brani musicali di altri, all’interno dello stesso linguaggio o schema musicale, se non si ha la capacità di saperli rielaborare in maniera personale?
3-Quanti linguaggi devo sapere per poterne elaborare uno mio, personale?
4-Il jazz è la vera chiave per l’improvvisazione?
5-E’ meglio che appenda la chitarra al chiodo?
Se qualcuno mi sa rispondere… :-)
Insomma, il disco è bello, è un classico ed è un ascolto per tutti... accattatevill’ che sono soldi ben spesi.
1-Koln, January 24,1975 PART 1 26:15
2-Koln, January 24,1975 PART 1 15:00
3-Koln, January 24,1975 PART 1 19:19
4-Koln, January 24,1975 PART 1 06:59
All composed by Keith Jarrett.
Luca
commenti
brandoni Mer, 27/01/2010 - 23:22Login o registrati per inviare commenti
keith
Non amo molto parlare con la "concorrenza" ma questo articolo è d'avvero splendido allora è doveroso intervenire per fare i complimenti.
Ho amato Jarrett dopo che Andrea Carpi alla fine di un estenuante pomeriggio di discussioni chitarristiche sulla modalità di trascrizione del suo manuale di chitarra folk (anni 80!!!) in occasione di una pausa caffè mi chiese se avevo mai ascoltato "Kholn Concert". La provocazione era eccessiva e decisi di comprarlo immediatamente anche se l'unico mio interesse in quel momento era rivolto alla chitarra.
Così sbocciò l'amore. Quel vinile fu sottofondo per tutta la mia vita e per paura di consumarlo lo registrai su un nastro (una pizza di quelle che si usavano sui revox di una volta) per poterlo ascoltare di continuo in "tutte" le situazioni senza dover girare lato a e b e senza correre il rischio di rovinarlo.
Per me è il disco n. 1 sicuramente il più bello che abbia mai sentito.
Ho avuto anche una fortuna, poco tempo fa ero a New York da solo per lavoro. Passeggiando una sera passai davanti al Caregie Hall trovai un manifesto che annunciava un concerto di Keith Jarrett Solo... entrai di corsa, comprai il biglietto giusto in tempo per assistere alla grande emozione. La musica non era quella di Kolonia, ma l'effetto emotivo si. Mi è passata davanti tutta la vita pensando alle cose fatte con quel disco come sottofondo.
Non volevo ne intromettermi ne disturbare questa comunità ma sentivo il bisogno di riconoscere a questo grande artista il massimo tributo. Grazie e scusate.
p.s.
per i chitarristi incalliti....
esiste una versione "non male" dei Kholn Concert trascritta per chitarra a mano del buon Eduoardo Isaac, disco che tutti i chitarristi amanti di Jarrett dovrebbero aver ascoltato .
Reno Brandoni
AlecB Mer, 27/01/2010 - 23:29Login o registrati per inviare commenti
R: keith
Già, la "concorrenza"...
Mi sa che il banner appena messo avrà vita corta :-)))
Lo sai che è un piacere averti da "queste parti".
Magari, ci venissi più spesso. Grazie per l'intervento!
Ciao.
Lauro.
AlecB.
brandoni Mer, 27/01/2010 - 23:38Login o registrati per inviare commenti
R: keith
guarda che anche noi abbiamo un banner "antipatico" in home page....
condividere una passione è anche questo
AlecB Mer, 27/01/2010 - 23:49Login o registrati per inviare commenti
R: keith
Che brutte storie, che brutta gente :-)))
Ciao.
Lauro.
The_song_is_over Mer, 27/01/2010 - 23:43Login o registrati per inviare commenti
R: keith
>>>Non amo molto parlare con la "concorrenza" ma questo articolo è d'avvero splendido allora è doveroso intervenire per fare i complimenti.
Grazie per i complimenti, è sempre bello riceverli....se poi arrivano da chi si sente particolarmente in dovere di farli....sono belli doppiamente! :-)
Ciao!
Luca
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
Lollofunky Mer, 27/01/2010 - 17:32Login o registrati per inviare commenti
Grande ECM
grande ECM hanno pubblicato cosi tanta buona musica!!!
parismetro Mar, 26/01/2010 - 15:18Login o registrati per inviare commenti
Ancora!
Molto bello questo 'invito all'ascolto'. Spero ne vengano altri.
The_song_is_over Mar, 26/01/2010 - 15:24Login o registrati per inviare commenti
R: Ancora!
Sono contento che ti piaccia e che tu abbia capito che non è una vera recensione (altrimenti sarebbe troppo scarsa!) ma un caloroso invito all'ascolto. :-)
Magari in futuro farò altri "inviti"....ok? :-)
Ciao!
Luca
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
parismetro Mar, 26/01/2010 - 16:01Login o registrati per inviare commenti
R: Ancora!
Non essere troppo modesto. L'invito all'ascolto è utile per affrontare un pezzo per la prima volta o per rivisitarlo sentendo i contributi di altre persone. E' anche l'occasione per curiosare e approfondire; ad esempio la risposta alla tua domanda n.5 è già su Wikipedia: esiste una trascrizione per chitarra del concerto di Colonia. Quindi non c'è niente da appendere al chiodo!
waterdog Dom, 24/01/2010 - 21:40Login o registrati per inviare commenti
Bello, bravo, bis...
Nel senso: magari fai anche la recensione del Paris Concert...
Per rispondere alle tue domande interessanti: cosa serva ad un chitarrista ascoltare il piano (e in particolare quello di Jarrett) direi come si fa a NON ascoltarlo. E' semplicemente una grande fonte di ispirazione armonica.
Come si faccia ad improvvisare così e quanto bisogna studiare si unisce alla domanda successiva: fa parte del talento. Cosa sia il talento e da dove venga esattamente non lo sa nessuno, ma Jarrett stesso si definisce una sorta di collegamento diretto tra l'umanità e Dio, fate voi...
Il jazz non è che sia la chiave dell'improvvisazione; più che altro, per parafrasare Bill Frisell, "è un luogo dove tutto è possibile", che dire di più?
Infine se dobbiamo rapportarci a un altro musicista per valutarci possiamo davvero appendere la chitarra (o qualsiasi altra cosa) al chiodo. Credo si debbano fare invece i conti con sè stessi, scavare nel profondo. Bill Evans, per me il più grande pianista di tutti i tempi, diceva di avere poco orecchio, poco talento in generale rispetto ad altri musicisti e in assoluto (intervista sull'ultimo numero di Musica Jazz) e che l'arte viene fuori col tempo, con la sofferenza e il lavoro duro. I bambini prodigio di solito non vanno molto lontano.
The_song_is_over Lun, 25/01/2010 - 00:38Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
>>>magari fai anche la recensione del Paris Concert...
No per carità...poi capite che non so niente! :-) E poi per fare qualcosa di sensato dovrei riprendermi l'infulenza!
>>>Il jazz non è che sia la chiave dell'improvvisazione; più che altro, per parafrasare Bill Frisell, "è un luogo dove tutto è possibile", che dire di più?
Per un appassionato di aforismi come me, questa è manna.
>>>Bill Evans, per me il più grande pianista di tutti i tempi, diceva di avere poco orecchio, poco talento in generale rispetto ad altri musicisti e in assoluto (intervista sull'ultimo numero di Musica Jazz) e che l'arte viene fuori col tempo, con la sofferenza e il lavoro duro.
Per me è non solo il più grande pianista di tutti i tempi, ma è anche l'autore del più grande disco di tutti i tempi di tutti i generi: waltz for debby.
Ciao!
Luca
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
Bru Lun, 25/01/2010 - 01:35Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Qui mi toccate nel mio punto debole. Se sono un fan di JArrett, per me Evans è una religione.
Ho tutto, ma proprio tutto, ciò che ha prodotto, cofanettini, cofanettoni, alternate takes ... ammetto una vera mania.
Waltz for Debbie è uno dei suoi capolavori, ma, anche se è idiota fare una classifica, Everybody digs Bill Evans, Portrait in Jazz ed Explorations li trovo ancora superiori.
Ovviamente c'è poi il Live al Village, una pietra miliare, ed io ho una particolare passione per Moonbeams e You must believe in Springs.
Struggente ascoltarlo nelle registrazioni live pochi giorni prima della sua scomparsa, pubblicate nei vari singoli cd Consecration e nel cofanetto Last Waltz.
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
waterdog Lun, 25/01/2010 - 11:10Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Non credevo di trovare tutto questo interesse e conoscenza così approfondita per i pianisti e per di più come Evans e Jarrett. Questo sito ha veramente una marcia in più quanto a qualità e competenza dei frequentanti...
A me interessa molto parlare di altri musicisti e altri aspetti della musica e dell'arte che non sia solo la chitarra, quindi qui mi sento davvero a casa.
Bru Lun, 25/01/2010 - 17:05Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Aggiungiamo altri grandi contemporanei?
Brad Mehldau e Jack Terrasson. Grandissimi.
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pamaz Lun, 25/01/2010 - 18:44Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Giusto per non andare oltre confine per forza ( per quanto the folks who live on the hill fatta da meldhau è una cosa da incorniciare tra le interpretazioni enormi indipendentemente dall'epoca di riferimento) io vorrei ricordare che in Italia abbiamo si il grandissimo Stefano Bollani che nulla ha da invidare ad altri mostri sacri, ma sopratutto quello che per i miei gusti è il massimo jazzista italiano fino ad oggi espresso, cioè Enrico Pieranunzi.
Io personalmente lo ritengo un raffinatissimo marziano , con un tocco che solo i musicisti di preparazione classica riescono ad esprimere. UN GENIO.
Paolo
Bru Lun, 25/01/2010 - 19:03Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Bravo Paolo, grave dimenticanza la mia e di Pieranunzi già ne parlammo. Un gusto e un tocco veramente degni di Evans.
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camp Lun, 25/01/2010 - 13:22Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Ci si sente a casa anche perchè ci sono persone come te. E la loro presenza, anche silenziosa, in qualche modo si avverte.
Ciao, Water.
camp
waterdog Lun, 25/01/2010 - 18:25Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Non solo non mi offendo caro camp, ma il mio nick - cane bagnato - o cane d'acqua - o cesso di cane - vuole suggerire appunto molteplici significati da me scelti proprio per evocare soavi olezzi e pessime accezioni legate (ingiustamente) a questo animale e infondere così nel prossimo subitaneo disgusto e sconsiderato ribrezzo. Lo dico da appassionato cinofilo oltre che da chitarrista; è come un nome indiano che indica la vera l'anima di chi lo porta e a me piace accompagnarmi con brutti sporchi e cattivi e non con fighetti e benpensanti.
camp Lun, 25/01/2010 - 18:58Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Ciao. camp
p.s. si scherza ma le tue motivazioni mi sembrano profonde (nessun gioco di parole circa l'acqua).
waterdog Lun, 25/01/2010 - 20:51Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Sì, profondissime, ma anche tu non scherzi, se lo avessi visto prima lo avrei usato io...
Cito pedestremente da Wikipedia: Il termine camp si riferisce all'uso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch nell'arte, nell'abbigliamento, negli atteggiamenti.
Sei un grande!
camp Lun, 25/01/2010 - 21:04Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Sei un grande! "
Ma kitch;-((((
Doddilus Spondilus dagli States commenterebbe" here, no any floating shit".
Vuoi vedere che tu ed io (il Tu per primo è politically kitch) funzioniamo bene come deodoranti?
Ciao.
camp
p.s. Moses, aspettami ma a tarda ora. And you know the reason.
Bru Lun, 25/01/2010 - 21:59Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
No kitch no dai. Io me lo immagino camp-estre, bucolico, rupestre, ma non kitch :-)
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moonlite Lun, 25/01/2010 - 14:34Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Certo che se gli dai del cesso quello cambia idea e se ne va...:-))
Ma dimmi te..:-))
Paolo
camp Lun, 25/01/2010 - 14:46Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
Certo che se gli dai del cesso quello cambia idea e se ne va...:-))
Ma dimmi te..:-))
Paolo "
:-) Storie! Si capisce benissimo che non conosci l'inglese nè i Deep Purple a Montreaux:-) Per questo sei malpensante. Ed ora, Mio Dio, a chi dare del Cane? Non si rimedia alle gaffe perchè se ne aggiunge un'altra.
;-)
camp
p.s. grazie per l'intervento da Pubblica Assistenza (questo non è sarcasmo). Giusto l'altroieri, ho rinnovato l'iscrizione e vedo che funziona, anche se non mi sembri propriamente Sant'Agata.
moonlite Lun, 25/01/2010 - 15:14Login o registrati per inviare commenti
R: Bello, bravo, bis...
E nemmeno, peraltro, coltivo l'aspirazione alla santità...:-))
Ciao
Paolo
pamaz Dom, 24/01/2010 - 18:32Login o registrati per inviare commenti
Luca , bravo e lo dico con
Il disco sarà trito e ritrito ma continua a regalare un fiume di emozioni anche a dsitanza di moltissimi anni.
al contrario di Bru, e nonstante abbia una discreta discografia di k. jarrett, io continuo a pensare che sia il suo capolavoro perchè comunque è stato uno spartiacque nel modo di suonare il piano.
Così come il mondo si è popolato di emuli di Bill Evans, dopo questo disco, è nato un nugolo di emuli di K. jarrett. e questo è sicuramente indice di una originalità non comune.
Una cosa che mi piace ricordare è la forza evocativa devastante di questa musica, coniugata alle immagini di Nanni Moretti che va in vespa sui luoghi dell'assasinio di Pasolini (Era Caro Diario mi pare) . Scene che letteralmente mi fanno venire le lacrime agli occhi.
A margine, proprio una decina di giorni fa sono entrato in una libreria chiedendo "il mio desiderio feroce" , libro scritto da jarrett che dovrebbe aiutare a capirlo meglio e spero mi aiuti a giustificare in parte la sua nota scontrosità. Mi hanno detto che è esaurito. come jarrett del resto.
Paolo
The_song_is_over Lun, 25/01/2010 - 00:34Login o registrati per inviare commenti
R: Luca , bravo e lo dico con
>>>è esaurito
hai capito appieno il personaggio! :-)
Grazie dei complimenti!
Ciao!
Luca
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Bru Dom, 24/01/2010 - 14:39Login o registrati per inviare commenti
MA
Bell'articolo e, ovviamente, album storico, che ascoltai parecchio temo fa, MA, devo ammettere che non lo reggo più, non ce la faccio.
Sono un fan di Jarrett, ma lo preferisco nel trio sugli standard, o da solo nei 6 cd dei Sun Bears Concerts o alla Scala.
Il Colonia lo trovo alla fine troppo pomposo, senza nulla togliere al suo valore.
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camp Dom, 24/01/2010 - 14:52Login o registrati per inviare commenti
R: MA
Quello che non capisco è come mai i filmati di You Tube continuano a girare anche se li ho fermati: but the show must go on. Proprio una cosa random: hai fatto un patto col diavolo?
Ciao. camp
p.s. bello ma Jarrett non me lo ricordavo così. Vero che la memoria latita e che quello era il periodo in cui, tra scampoli del progressive e Jazz - Jazz/Rock si facevano tali scorpacciate che poi qualcosa occorreva rimuovere, in quel cruciale momento in cui molti passavano al Jazz e solo pochi (senza immaginare che si sarebbe arrivati al Metal) tenevano la posizione sulle barricate del rock.
The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 16:09Login o registrati per inviare commenti
R: MA
...diciamo che i soggetti sono di pregio....gli articoli non sono certamente adeguati! :-)
Patti col Diavolo ultimamente no. Ne ho uno con te e Lauro per sabato prossimo!
Jarrett si ascolta più spesso in altre situazioni, concordo, tipo quelle del live meraviglioso "Tokio 96". Album in trio con Peacok e DeJohnnette. Meraviglioso.
Quanto a quelle contemporanee di quel disco (metà anni '70) non conosco molto...anzi..proprio poco o niente!!!
Ciao!
Luca
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camp Dom, 24/01/2010 - 16:14Login o registrati per inviare commenti
R: MA
Allora stasera vado dall'esorcista, che è meglio . E poi ho perso uno dei suoi articoli su Libertà. Mi pare si chiami: " I morti nostri".
Deve essere di pregio, tradotto in Romanesco:-)
Ciao. camp
p.s. mica vero che il tuo articolo non sia scritto bene: non fare il modesto.
The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 16:26Login o registrati per inviare commenti
R: MA
>>>p.s. mica vero che il tuo articolo non sia scritto bene: non fare il modesto.
Sono un asinone, lo so, e non è modestia (vera o presunta): se è leggibile, ringrazia la febbre. :-)
Credo che dall'esorcista sarebbe meglio andarci sabato prossimo di ritorno.
Avremo da spurgare sicuramente qualcosa di maligno. :-)
Mi sa che la corona d'aglio che mi sono preparato da mettere al collo non sarà abbastanza.
Sono comunque fiducioso perchè i paletti infrassino non dovrebbero mancare.
Vabbè, al massimo quando saremo sulla Tang.Ovest all'altezza di Cesano Boscone / Corsico entriamo all'IKEA così, giusto per capire com'è un pezzo di legno nobile (?!) nella sua più alta espressione artistica (!?!?!?).
:-)
Ciao!
Luca
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camp Dom, 24/01/2010 - 16:28Login o registrati per inviare commenti
R: MA
Ciao:-) camp
Bru Dom, 24/01/2010 - 16:57Login o registrati per inviare commenti
R: MA
Eh NO, non vi salvate così. Se passate dalla Ovest in zona Corsico, io vi voglio vedere :-)
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camp Dom, 24/01/2010 - 17:04Login o registrati per inviare commenti
R: MA
:-)
Ben volentieri, Bru:-)
Ma tutto dipende da The Song: lui mi viene a prendere (troppo gentile) , mi scarrozza e mi riporta a casa (sano e salvo).
Ciao:-)
camp
The_song_is_over Lun, 25/01/2010 - 00:33Login o registrati per inviare commenti
R: MA
...certo che si può fare!
Basta che non ci troviamo in un parcheggio con le portiere aperte perchè ci portano in questura subito.
Certe facce da portare in giro sono troppo sospette. :-)
Ciao!
Luca
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Bru Lun, 25/01/2010 - 01:25Login o registrati per inviare commenti
R: MA
Ci nascondiamo dietro le portiere :-)
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The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 14:48Login o registrati per inviare commenti
R: MA
La tua affermazione non mi sorprende nemmeno un po'. :-)
In fondo credo che un po' di rigetto per i superclassiconi tutti ce l'abbiano.
Si, insomma, io la stessa cosa la provo per Machine Head dei Deep Purple e non so per quanti altri dischi che ai tempi mi ero divorato.
Posso benssimo dunque capire che l'assuefazione a questo disco esista ed in maniera anche pesante.
Ciao!
Luca
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The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 12:48Login o registrati per inviare commenti
...me la canto e me la suono da solo!
Bella li!!!!
Grazie di aver postato anche i "video" youtubbari.
Rileggendo oggi, ancora malato ma senza febbre (e quindi un filo più presente!) mi rendo conto di essere molto sfacciato.
Ma come fa un pittore da 2 soldi a recensire la monnalisa o un aspirante geometra a spiegare Notre Dame.
Insomma, siate benigni con me...lo so, l'ho fatta grossa....spero almeno che questo sia il pretesto giusto per farvi ascoltare un bel disco! :-)
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
marco59 Dom, 24/01/2010 - 12:42Login o registrati per inviare commenti
perbacco!
che bell'articolo!
non finisci mai di stupirmi :-)))
hai ragione, a monte della chitarra c'è comunque l'amore per la musica in generale, di qualunque tipo, sta a noi trovare quella che più ci emoziona.
e questa di Keith non può lasciarci indifferenti, anche se amiamo di più un altro strumento.
ma, vedi, io prima di essere chitarrista/bassista, mille anni fa sono stato pianista (che parola grossa!), anzi, se devo essere sincero ho studiato per molti più anni il piano che non la chitarra, e mi è stato molto utile, soprattutto dal punto di vista dello studio della musica in senso stretto.
per questo provo a rispondere alle tue giuste considerazioni Random:
1- non serve studiare, nasci così, già "imparato" (secondo me, vé?)
2- credo che qui stia la vera differenza tra chi crea arte e chi scimmiotta anche se molto bene, il primo emergerà, il secondo forse no
3- forse qui lo studio può tornare utile per avere una conoscenza generale su ciò che è stato e su quello che si può ancora fare, ma penso che a uno come lui non interessasse granchè...
4- pare di si
5- bhé...dai....è inutile....quando noi due imbracciamo la chitarra...è come se fosse già appesa ad un chiodo....
:-))))
The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 12:51Login o registrati per inviare commenti
R: perbacco!
AHH!!!! Eccolo qui!!! :-)
>>>5- bhé...dai....è inutile....quando noi due imbracciamo la chitarra...è come se fosse già appesa ad un chiodo....
Questa me la faccio tatuare sul petto. :-)))
E' verissimo!!!
...ma lo conoscevi questo disco? Era un tuo ascolto dell'epoca pianistica?
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marco59 Dom, 24/01/2010 - 13:00Login o registrati per inviare commenti
R: perbacco!
e come si fa a non conoscere Keith, specialmente per chi come me ha qualche anno in più :-(((
non potevi non averlo sentito almeno una volta, anche solo per caso.
The_song_is_over Dom, 24/01/2010 - 13:12Login o registrati per inviare commenti
R: perbacco!
Ma va la che sei un giovinotto! :-)
Comunque è vero...è facilissimo senitrlo per caso, e non mi riferisco solo allo spot BMW, ma anche ai tanti telefilm e trasmissioni televisve che usano spesso questo disco.
Mi sono dimenticato di dire una cosa nell'articolo: BEATIFICATE LA ECM.
Non so nulla di produzioni, cataloghi etichette e menate varie.
So solo che sfogliando il catalogo ECM si trovano delle perle grandiose, dischi meravigliosi che sono sempre freschi.
Sfogliando il catalogo ECM ho scoperto uno dei miei artisti preferiti, tale Anouar Brahem, una rtista che fa sognare e che rima o poi recensirò. Tanto ormai la cavolata l'ho già fatta con Jarrett, con Brahem la strada è spianata.
Ciao!
Luca
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Lollofunky Mer, 27/01/2010 - 17:37Login o registrati per inviare commenti
R: perbacco!
mica so come mai la mia risposta e' finita su in cima, cmq mi ripeto Grande ECM tanta bella musica
pamaz Lun, 25/01/2010 - 18:51Login o registrati per inviare commenti
R: perbacco!
E se non lo hai mai sentito vai subito a comprare secondo me il capolavoro della ECM : Music for small and large ensemble di Kenny Wheeler.
Se non viene la pelle d'oca a sentire come si apre il disco, secondo me non si è esseri umani.
Paolo