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Ven, 21/11/2008 - 08:05 scritto da winstonOboogie
Il 22 novembre 1968, tra gli scaffali dei negozi di dischi di tutto il mondo compariva un album dalla copertina completamente bianca. Ad una attenta osservazione, si poteva solo scorgere in rilievo il nome del gruppo autore di tale disco, The Beatles, mentre l'assenza di titolo lo avrebbe fatto passare alla storia come "The White Album". In occasione del quarantennale dall'uscita del lavoro, mi sembra doveroso ricordare la storia, la forma e il contenuto di questo capolavoro della musica rock.
L'aspetto
Il colore bianco e l'assenza di scritte non sono l'unica caratteristica originale; innanzitutto l'album è doppio e si apre a libro, mostrando all'interno, sulla facciata di sinistra, i ritratti dei componenti della band posizionati subito sopra l'elenco delle trenta canzoni contenute nei due dischi.
Il fatto che John, Paul, George e Ringo siano fotografati in scatti separati ognuno dall'altro, lascia già intendere quale sarà il contenuto musicale dell'opera: una compilation composta per la maggior parte da canzoni dei singoli componenti accompagnati dagli altri tre in veste di session-men, mentre pochi sono i titoli che si possono considerare come il prodotto frutto di una band, di un gruppo coeso.
All'interno alcuni gadgets: le stesse foto della copertina riprodotte a colori in grande formato e un poster: una sorta di patchwork di immagini dei quattro componenti del gruppo su un lato, e tutti i testi delle canzoni sull'altro.
La storia
I Beatles sono reduci dal viaggio in India, affrontato per sperimentare la meditazione trascendentale e per "ritrovare loro stessi", ma rivelatosi invece come l'occasione per far emergere i contrasti dovuti a dieci anni di frequentazione continua, a volte di vera e propria convivenza.
Ma la vacanza a Rishikesh è anche il momento per conoscere gli altri ospiti illustri del Maharishi Mahesh Yogi (Donovan, Mia e Prudence Farrow, Mike Love dei Beach Boys), per imparare tecniche nuove, per scrivere tante canzoni e per far sbocciare nuovi amori: nonostante la presenza della moglie Cynthia, John passerà l'intero periodo a scambiarsi lettere passionali con Yoko Ono.
Il primo a stufarsi è Ringo, che lascia l'India dopo due settimane, poi tocca a Paul e quindi a John, deluso dal Maharishi.
L'unico a resistere per oltre due mesi è George, il solo veramente attratto dalla cultura indiana.
La permanenza in India è comunque fonte di ispirazione creativa per i quattro di Liverpool, che tornano a casa con un ingente numero di composizioni per il nuovo album: molte vi saranno comprese, altre vedranno la luce nei lavori successivi, sia come gruppo che durante la carriera solista dei singoli componenti.
Tra queste ricordiamo Junk (inserita nell'album "McCartney" del '70), Child of Nature (la futura Jaelous Guy), What's the new Mary Jane ("Anthology III"), Polithene Pam, Mean Mr. Mustard (entrambe in "Abbey Road", 1969), Not Guilty (incisa e completata anche ad Abbey Road, ma inserita nell'album "George Harrison" del 1979), Circles ("Gone Troppo", 1982) e Sour Milk Sea, incisa nel 1968 da Jackie Lomax.
Nel maggio del 1968 i quattro si ritrovano a casa di George, a Esher, e registrano un demo acustico in cui ognuno inserisce le proprie canzoni per il nuovo disco, allo scopo di dare la possibilità agli altri di conoscere il brano e proporre gli arrangiamenti.
Tuttavia ogni canzone è frutto unicamente del suo autore, il binomio Lennon-McCartney compare solo sulla carta; persino in fase di incisione in studio saranno pochi i pezzi in cui tutti e quattro daranno il loro contributo strumentale; addirittura, per la prima volta, un chitarrista esterno al gruppo inciderà un assolo di chitarra in una canzone dei Beatles: sarà Eric Clapton, amico di George, a suonare il meraviglioso assolo di While my guitar gently weeps.
Durante la lavorazione dell'album emergono anche i contrasti personali e musicali tra quattro, e Ringo abbandonerà le sessions per una decina di giorni.
Le sedute d'incisione durano quattro mesi e mezzo (dal 30 maggio al 13 ottobre 1968); durante la lavorazione, i Beatles, per la prima volta dal 1962, incidono in uno studio estraneo ad Abbey Road.
I Trident Studios, infatti, posseggono un mixer a otto piste, mentre negli studi EMI si usa ancora quello a quattro.
Ben presto però, i quattro ragazzi terribili vengono a sapere che un otto piste giace imballato nei magazzini di Abbey Road in attesa di collaudo.
Non ci saranno ragioni: il nuovo macchinario sarà messo in opera così come si trova. Loro sono i Beatles, eccheccazzo!
A metà novembre del 1968 finalmente l'album è pronto per essere pubblicato. Il produttore George Martin avrebbe optato per un disco singolo con quattordici o sedici canzoni, da scegliere tra le migliori incise; Paul e John insistono per tenerle tutte e quindi il 22 novembre il doppio album, intitolato semplicemente "The Beatles" vede la luce.

Le canzoni
Disco 1, lato A
Back in USSR. L'aereo nel fade out iniziale sta atterrando e ci riporta i Beatles. Se Lady Madonna era Elvis, Back in the USSR è Jerry Lee Lewis con i Beach Boys. Si tratta di un Rock'n'Roll composto da Paul, il cui testo è un po' una risposta alla Back in the USA di Chuck Berry. I Beatles sono diventati intercambiabili, lo dimostra il fatto che alla batteria c'è lo stesso Paul (Ringo aveva momentaneamente lasciato il gruppo in seguito a dissapori presto risolti), che suona qui anche piano e chitarra solista. L'altra chitarra è suonata da George, il basso da John. Il fade out finale sfuma direttamente nel secondo pezzo...
Dear Prudence. La protagonista di questo pezzo, firmato da Lennon, è Prudence Farrow, la sorella dell'attrice Mia. Durante la permanenza in India, Prudence era talmente presa dalla meditazione trascendentale che spesso si isolava dagli altri. Indiscrezioni vogliono anche che la ragazza avesse subito pressanti avances dal Maharishi, che tanto santo dunque non era. Dal punto di vista musicale, John mette qui in pratica gli insegnamenti di Donovan, che aveva iniziato il collega al fingerpicking. In questa canzone sono impegnati tutti i Beatles tranne Ringo ancora assente, Paul suona anche batteria e piano.
Glass Onion. Un'altra canzone di John, un viaggio onirico in cui si citano altre canzoni dei fab four (Strawberry fields forever, Fool on the hill, I'm the walrus, Fixing a hole). La spiaggia di ghisa (cast iron shore) non è un non-sense, ma una località di Liverpool. C'è anche un falso indizio: nel testo il tricheco di "Magical Mistery Tour" è Paul, mentre in realtà era John. Il ritmo è un rock moderato, suonato da tutti i quattro i Beatles ai loro strumenti canonici, con arrangiamenti d'orchestra in sottofondo. Registrata nel settembre 1968, le fu dedicata una session apposita per registrare voci e rumori, tra i quali un bicchiere che si rompe e la frase del commentatore sportivo Kenneth Wolstenholme che urla "it's a gol".
Ob-la-di ob-la-da. Canzone di Paul, destinata a diventare un tormentone, almeno in Italia. I protagonisti del pezzo sono una coppia di immigrati appartenenti alla working class (Desmond è un classico nome caraibico). E tormentato è stato anche il processo di incisione in studio. McCartney, il perfezionista della band, non era mai soddisfatto del risultato e non aveva idea di come iniziare il pezzo.
Pare che un giorno John arrivò in studio poco dopo gli altri, abbastanza irritato e strafatto, si sedette al piano e disse: "Bene, adesso facciamo Obladi-Oblada" e partì con quelle quattro terzine iniziali suonate un po' nervosamente che ancora oggi costituiscono l'incipit della canzone. Il brano si chiude con un rassegnato "thank you" (per averla finalmente finita, forse).
Wild honey pie. Questo è una sorta di divertisment, uno di quei pezzi "sperimantali" che George Martin avrebbe lasciato fuori da un White album singolo. La canzone è di Paul, che qui suona numerose chitarre acustiche sovraincise e unite a varie tracce vocali: psichedelia pura unita a improvvisazione. Inizialmente scartata, ripescata poiché piaceva a Pattie Boyd, all'epoca signora Harrison.
The Continuing Story Of Bungalow Bill. Inizia con una chitarra classica (George) che esegue un'intro in stile flamenco. Poi parte una ballata lenta che racconta le avventure, rielaborate dall'ironia lennoniana, di un componente americano della comitiva di "meditatori" di cui i Beatles facevano parte in India, il quale si prese due giorni di "ferie" per andare a caccia di malcapitate tigri. Alla canzone partecipa anche Yoko Ono che canta una strofa con voce da bambino, alla quale si aggiunge anche Maureen Starr nei coretti.
While My Guitar Gently Weeps. Prima delle quattro canzoni di Harrison sull'album, è forse la più bella, di sicuro è la più conosciuta e oggetto di cover. Nata come ballata acustica (cfr. l'album "Love"), diventa in corso d'opera una meravigliosa rock ballad. Le parti di chitarra solista sono suonate per la prima volta da un chitarrista esterno al gruppo: Eric Clapton, amico di George, venne invitato dall'autore a suonare nella sua canzone; inizialmente Eric era recalcitrante, ma poi accettò a patto che la chitarra venisse "flangiata" in post produzione per ottenere un suono più beatlesiano. La cortesia fu ricambiata l'anno successivo quando George partecipò all'incisione di Badge, contenuta nell'album "Goodbye" dei Cream. Harrison suona qui l'acustica, l'altra elettrica è di John, Paul al basso, piano e organo, Ringo alla batteria.
Happiness Is A Warm Gun. Il testo prende spunto dalla pubblicità di una pistola vista da John su una rivista. La musica è un mix di almeno quattro canzoni differenti unite in un unico pezzo. Il primo, in 4/4, inizia con un arpeggio in fingerpicking (she's not a girl...), il secondo, in 3/4, è introdotto da un acidissimo assolo di John con la Casino collegata al Tone Bender (I need a fix...), il terzo, di nuovo in 4/4, è il chorus di "mother superior jump the gun", il quarto è il ritornello che ripete il titolo della canzone, con il bellissimo coro a tre voci in sottofondo, sempre in 4/4 con un passaggio in 3/4 quando il testo dice "when I hold you...". Un capolavoro che chiude il lato A del primo disco.
Disco 1, lato B.
Martha my dear. Una bella ballata di Paul, dedicata forse al suo cane Martha, un pastore inglese che assume qui le sembianze di una ragazzina un po' sciocca (silly girl). In realtà potrebbe riferirsi a Jane Asher, storica fidanzata di Paul con la quale aveva appena rotto.
I'm so tired. È uno swing lento, scritto da John in India, si può ritenere il seguito di I'm only sleeping. Il riff di chitarra è tipicamente lennoniano, in cui si avverte l'influenza di Chuck Berry. Nel finale John recita: "Monsieur, Monsieur, how about another one?". Ascoltata al contrario, sembrerebbe dare indizi sulla presunta morte di Paul (sembra dire: "Paul is dead, man, miss him, miss him"). Leggende metropolitane! In realtà va riferita alla sigaretta, già citata nel testo che gioca attorno alla figura di Sir Walter Railegh, condottiero e scrittore inglese che favorì l'importazione del tabacco in Gran Bretagna.
Blackbird. Se John aveva imparato il fingerpicking, Paul non poteva essere da meno. E allora ecco una ballata acustica, esguita dal solo Paul alla voce e alla Martin D28 nuova di zecca. Un pezzo memorabile che parla di un merlo, il cui verso è pescato nell'archivio nastri di Abbey Road, alla voce "Uccelli da voliera". Una delle canzoni dei "Fab four" più riproposte dai chitarristi acustici.
Piggies. Canzone di satira sociale firmata da George Harrison. Il clavicembalo è suonato da Chris Thomas, co-produttore dell'album assiema a George Martin, il tamburello da Ringo e il basso da Paul. I grugniti di maiale anche in questo caso vennero pescati dalla raccolta di suoni dello studio, da un nastro intitolato "animali da cortile".
Rocky Racoon. È una ballata in stile western, nel testo e nella melodia con risvolti surrealistici. Scritta da Paul, si avvertono influenze dylaniane (l'armonica è suonata da John) e lennoniane, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della storia. Paul suona la chitarra acustica.
Don't pass me by. Prima canzone scritta interamente da Ringo (pare che l'avesse iniziata addirittura nel 1963!), è una ballata country, arricchita dalla presenza del violino suonato dal jazzista Jack Follon. Alla session non parteciparono nè John, nè George. Se ne deduce che tutti gli altri strumenti, a parte la batteria, sono suonati da Paul.
Why Don't We Do It In The Road? Un blues viscerale, rude e spontaneo e quasi improvvisato, quasi interamente inciso da Paul che qui suona chitarra acustica, piano, chitarra elettrica e canta. La batteria è di Ringo, ma le percussioni iniziali sono fatte da Paul picchiando la cassa dell'acustica con le mani. L'ispirazione gli venne in India quando due scimmiette copulanti ruppero la sua concentrazione meditativa...
I will. Una canzone d'amore di Paul, registrata il 16 settembre. Il basso è raddoppiato con la bocca dallo stesso autore, John tiene il ritmo con una bacchetta di legno su un oggetto metallico, Ringo suona le Maracas. La destinataria della promessa d'amore è Linda Eastman, nuova fidanzata di Paul e sua futura moglie. Nelle stesse sessions si registrano anche spezzoni di canzoni come Can you take me back, inserita tra Cry baby cry e Revolutio 9, Los paranoias e Step inside love, destinata a Cilla Black.
Julia. È l'ultima canzone incisa per le session del White Album, il 13 ottobre 1968. John, unico esecutore alla voce e chitarra acustica, ci prova gusto per la tecnica fingerpicking, cimentandosi qui in una delle più belle ballate incise dai fab four. La canzone è dedicata a alla mamma di Lennon, Julia Stanley, deceduta 10 anni prima, vittima di un incidente stradale, ma ci sono anche riferimenti a Yoko Ono: Ocean Child è la traduzione in inglese del suo nome.
Disco 2, lato A.
Birthday. Con questo pezzo, scritto da Paul con il contributo di John, si apre il lato più rock dell'album. È un rock'n'roll selvaggio con un riff, eseguito a due chitarre (John e Geogrge), ispirato alla canzone e al film "The girl can't help it" di Little Richard, del quale Pal era un fan sfegatato e del quale spesso faceva l'imitazione (la sera della registrazione avrebbero trasmesso alla BBC il film e i quattro si erano dati appuntamento per seguirlo assieme). Ai cori partecipano anche Pattie Boyd e Yoko Ono.
Yer blues. John Mayall credette che fosse una parodia del british blues, in realtà rispecchia lo stato d'animo di John in India, con la moglie Cinthya al suo fianco, ma con Yoko Ono nella testa. Grande interpretazione del blues secondo i Beatles, con le chitarre di john e George che si intrecciano magistralmente (memorabile l'assolo di John che esegue bicordi terzinati).
Mother nature's son. Canzone bucolica di Paul, che qui mostra gli aspetti e i temi positivi del viaggio in India (pare sia stata scritta subito dopo una conferenza del Maharishi sulla natura). Anche questo brano è interamente composta e suonata dal bassista dei Beatles. La batteria venne posizionata nel corridoio per sfruttare il reverbero naturale.
Everybody's Got Something To Hide Except For Me And my Monkey. Il riferimento è all'autore stesso (John) e a Yoko Ono, affettuosamente definita "monkey" (scimmia) con un po' di satira e un briciolo di cinismo. Il loro amore era appena stato reso pubblico e i fans e l'entourage dei Beatles erano in paranoia; John e Yoko erano invece in pieno idilio.
Ci sono anche molte citazioni ironiche del linguaggio del Maharishi (come on come on, it's such a joy). Il pezzo è molto heavy e anche qui le chitarre di John e George si mescolano con maestria. In fase di editazione la canzone è stata accelerata, passando dai 3'07" iniziali ai 2'24" finali e portando la tonalità da RE a MI.
Sexy Sadie. Questa canzone descrive la delusione provata da John nei confronti del Maharishi, dimostratosi più un playboy che un sant'uomo: pare infatti che il suo hobby preferito fosse quello di proporre avances a tutte le ospiti che partecipavano alle sue sedute di meditazione. Puro stile Lennon sia nel testo che nella musica.
Helter Skelter. C'è chi dice che sono gli Who, chi che siano i Led Zeppelin. Invece sono semplicemente i Beatles che dimostrano di saper fare anche il rock duro. Soprattutto Paul, autore di questo pezzo, sapeva passare da dolci ballate quali Mother nature's son o I will a rock selvaggi come Helter Skelter. La registrazione completa dura quasi 25 minuti, poi ridotti a quasi 5 con due fade out. Finisce con Ringo che esclama esausto: "ho le vesciche alle dita". Paul e George alle chitarre, John al basso (poi rifatto da Paul) e naturalmente Ringo alla batteria. Nel finale John e Mal Evans (uno dei roadie) soffiano a sproposito rispettivamente in un sax e una tromba. Helter Skelter è legata ad un triste evento: Charles Manson affermò che in questa canzone era celato il messaggio che lo spinse ad ordinare il massacro di Sharon Tate e quattro suoi amici il 9 agosto del 1969.
Long, Long, Long. È una canzone d'amore di George, il riferimento è sia a Dio che alla moglie Patty Boyd. Alle session John era assente. Paul suona organo e basso, George due tracce distinte di chitarra acustica.
Disco 2, lato B.
Revolution #1. Quando fu incisa era solo Revolution, poi le aggiunsero quell' "1" per distinguerla da Revolution, la versione veloce ed elettrica scelta come lato B del singolo "Hey Jude" e da Revolution 9, il brano sperimentale inciso dopo pochi giorni. John si ispirò ai movimenti studenteschi di quei giorni, l'unico suo dubbio è che non sapeva se condividere o no a quello che stava succedendo: questo spiega la doppia risposta "take me out-in" alla fine della prima strofa. Sicuramente non condivideva gli episodi di violenza. La canzone parte in anticipo rispetto alla frase "take eighteen" annunciata dall'operatore nastri Geoff Emmerick, ma fu tenuta per dare al brano una parvenza di registrazione live.
Honey Pie. si tratta di un pezzo "hot jazz" stile anni '20 scritto da Paul, ispiratosi a Fred Astaire, con tanto di arrangiamenti di clarinetti e sassofoni. George qui suona il basso, Paul piano e chitarra solista, John alla chitarra ritmica e Ringo alla batteria.
Savoy Truffle. Per questa canzone, George Harrison fu ispirato da una scatola di cioccolatini, i Good News della Mackintosh, dei quali andava pazzo anche Eric Clapton (creme tangerine, montelimart, ginger sling, coffee desert: alcuni dei dolci citati). Anche una frecciatina a Paul: "we all know Obladi Oblada". Agli strumenti canonici si aggiungono gli ottoni arrangiati da George Martin.
Cry Baby Cry. È una ballata per bambini di John, con un testo non-sense in puro stile lennon ispirato ad "Alice nel Paese delle Meraviglie". John suona l'acustica, George l'elettrica, Paul organo e basso.
Revolution #9. Sperimantazione allo stato puro. Non è una canzone vera e propria, bensì un patchwork di suoni, frasi e loop di rumori scaturita dalla mente di John. Si possono distinguere brani di orchestrazione presa da A day in the life suonti al contrario, un loop che ripete la frase "number 9", tratta da uno dei vari annunci di inizio incisione ad Abbey Road (this is the take number 9 of...). Poi pezzi parlati con frasi senza senso sparate a caso da John ("industrial output", "financial inbalance", "the twist", "the watussi", ecc), e da George ("eldorado" e "there ain't no rule for the company fraks!" assieme a John). Sullo stile di Revolution number 9, John confezionò qualche mese dopo l'album Two Virgins, famoso per la posa in nudo integrale dell'autore assieme a Yoko Ono.
Good Night. Anche se non si direbbe, è una composizione di Lennon, una ninna-nanna per bambini concepita su misura per Ringo. Registrata inizialmente con chitarra acustica, venne poi rifatta solo con arrangiamnto orchestrale e voce.
The Beatles
John Lennon: Voce, chitarra ritmica, chitarra solista, chitarra acustica, basso, pianoforte, organo, harmonium, armonica, maracas, percussioni, sax.
Paul MacCartney: Voce, basso, piano, organo, chitarra ritmica, chitarra solista, chitarra acustica, batteria, flauto.
George Harrison: Voce, chitarra solista, chitarra ritmica, chitarra acustica, organo, tamburello.
Ringo Starr: voce, batteria, tamburello, campana, piatti, maracas, organo.
"The Beatles", Apple (EMI) 1968.
Produttore: George Martin
Tecnici: Chris Thomas, Geoff Emmerick, Ken Scott, John Smith.
Tracklist:
Back In The U.S.S.R. / Dear Prudence / Glass Onion / Ob-La-Di, Ob-La-Da / Wild Honey Pie / The Continuing Story Of Bungalow Bill / While My Guitar Gently Weeps / Happiness Is A Warm Gun / Martha My Dear / I'm So Tired / Blackbird / Piggies / Rocky Raccoon / Don't Pass Me By / Why Don't We Do It In The Road? / I Will / Julia /
Birthday / Yer Blues / Mother Nature's Son / Everybody's Got Something To Hide Except Me And My Monkey / Sexy Sadie / Helter Skelter / Long, Long, Long / Revolution 1 / Honey Pie / Savoy Truffle / Cry Baby Cry / Revolution 9 / Good Night /
Davide
commenti
Kernel7 Lun, 24/11/2008 - 13:59Login o registrati per inviare commenti
Non ho ancora avuto il
Non ho ancora avuto il tempo di leggere questo mega-articolone, ma quel poco che ho letto mi ha comunque fatto venir voglia di approfondire la discografia dei Beatles ... quindi credo che l'articolo abbia perfettamente colpito nel segno ;)
Come sempre, grandissimo Davide, il tuo amore per i quattro è contagioso ;) !
hardpicker Sab, 22/11/2008 - 00:11Login o registrati per inviare commenti
Complimenti!
Insomma, l'analisi, e non il gusto, deve essere lo strumento del critico. O ne deve essere esplicitamente distinta, se viene espresso anche il proprio gusto.
Per questo, mi complimento di nuovo.
Io sono in grado di svolgere sotanto le operazioni affettive, specialmente quando si tratta di persone di famiglia, come i signori Lennon, McCartney, Harrison e Starkey.
Quel disco l'ho conosciuto in due anni diversi, non è che avessi i soldi per comperarlo, e per di pù mi ero sciupato tutto per comprare la cassetta (!) originale della II parte, per regalarla a mio fratello per il compleanno. Soltanto mesi dopo riuscii a copiare la cassetta da un amico, contenente la prima parte.
L'unico album dei Beatles che ho posseduto in contemporanea è stato Abbey Road, che forse anche per questo è il mio preferito, ma il bianco...
Insomma, Woodstock era un anno dopo...gentucola come Crosby, Stills e Nash cosa ti canta? Una versione di Blackbird a dire poco struggente; fra l'altro, volevo mettere il link, ma non c'è più su youtube.
Circa trent'anni dopo quei tipetti di Tuck e Patti che ti fanno? Honey Pie. Eccetera, ecc. ecc.
Ciao,
Giovanni
cilloz Ven, 21/11/2008 - 19:26Login o registrati per inviare commenti
Album straordinario
e ottimo articolo.
Personalmente adoro Blackbird e ovviamente While my guitar, essendo fan di Clapton, ma quasi tutto il disco è bellissimo. Ovvio che ce l'ho in vinile e se lo voglio ascoltare lo tolgo dalla copertina, lo pulisco col vellutino e lo metto sul piatto...voglio gustarmelo come si deve.
Steve Ven, 21/11/2008 - 19:15Login o registrati per inviare commenti
Grande Davide!
per uno come me che non ha mai avuto un grande feeling per i Beatles il tuo pezzo è un incentivo a provarci.
Però, accidenti, potevi evitare di mettere la tua foto all'interno della copertina del disco! è un po' autocelebrativa, dai!!
:-)
Ciao Ringo!
Steve
Bru Ven, 21/11/2008 - 15:23Login o registrati per inviare commenti
Adoro questo album, lo adoro
Adoro questo album, lo adoro alla follia.
I miei pezzi preferiti son tutti firmati da Lennon, "Glass Onion" e "Happiness is a warm gun" su tutte, senza tralasciare l'atmosfera di Sexy Sedie o Julia.
Alcuni pezzi del Macca mi son sempre sembrati fuori contesto, I Will, per esempio, appare come un pezzo dei Beatles precedenti, ma è proprio questa miscela irrazionale a fare unico il white album. In questo periodo Paul ha una voce strepitosa. Lennon lo trovo al massimo della creatività (oddio, lo potrei direi per diversi altri album ... in Revolver è strepitoso).
Complimenti per l'articolo, sebbene la maggior parte delle cose le conoscessi (noi Beatlesiani siamo letteralmente malati), io godo sempre e comunque nel rileggerle.
Island Tanner Ven, 21/11/2008 - 14:49Login o registrati per inviare commenti
I told you about the walrus
I told you about the walrus and me, man
You know that we're as close as can be, man
Well here's another clue for you all
The walrus was Paul..............................................
Grazie per l'eccellente recensione di uno degli album più belli di tutta la storia del rock........Quanti ricordi su queste canzoni che col buon Winston O boogie abbiamo suonato tante tante e tante volte sui palchi più disparati e nostalgia dei "rubber souls"........Per la cronaca quella volta della radio sul palco c'ero io dietro ai tamburi..........Una esecuzione di I'm the walrus che ancora ricordo con piacere,grazie Beatles e grazie Davide per avermeli fatti scoprire e avere fatto nascere una passione che durerà tutta la vita! Viva ora e sempre i Beatles!!
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 21:59Login o registrati per inviare commenti
R: I told you about the walrus
Un indizio per Pamaz e Moonlite: l'utente Island Tanner qui sopra è il vero Ringo....
Ciao
Davide
moonlite Ven, 21/11/2008 - 23:07Login o registrati per inviare commenti
R: I told you about the walrus
Che fai, depisti..?
Naaaa, questa non me la bevo...
:-))
.P
Island Tanner Ven, 21/11/2008 - 23:02Login o registrati per inviare commenti
R: I told you about the walrus
Beh,non per autocelebrarci ma non eravamo per nulla male,poi il divertimento era impagabile!come quando la gente si aspettava tributo Beatles=Oblabì Obladà e noi abbiamo aperto con "tomorrow never knows".Quanti ricordi......spero potremo riprendere presto,come ti dico sempre dobbiamo festeggiare nozze di argento musicali in piena attività!!Ciao e scusate tutti l'uso privato del pubblico forum,ma la nostalgia................
AlecB Ven, 21/11/2008 - 11:55Login o registrati per inviare commenti
Che dire...
Questo album, ma non solo, resterà nella storia della musica contemporanea.
Musica senza confini nè etichette, come senza confini ed etichette erano i 4 di Liverpool.
Mio figlio iniziò a suonare la chitarra "tirando giù" ad orecchio "Blackbird". Chissà quanti milioni di ragazzi lo faranno ancora...
Chissà quante "Tribute Band" tenteranno di riprodurre quei suoni e quei cori, a mio parere irriproducibili.
In questi due dischi ci sono delle vere e proprie poesie miste a brani rock misti a ballads ed a pezzi cialtroni, misti a sperimentazioni.
Non esiste band sul pianeta che abbia saputo coniugare le varie personalità dei quattro ottenendo sempre dei lavori superpregevoli se non dei capolavori.
Questi amavano veramente la musica e la sperimentazione. Di quanti altri gruppi si può dire la stessa cosa?
Ciao.
Lauro.
j9o9 Ven, 21/11/2008 - 16:39Login o registrati per inviare commenti
R: Che dire...
Hai proprio ragione, io ho una tribute band dei beatles, The Sveatles e a parte back in ussr o while my guitar e poche altre l'album è molto difficile da riprodurre dal vivo, certo mai al livello di magical mistery tour ma questo, vuoi per la struttura e la tipologia eterogenea dei pezzi vuoi per certe sonorità ci dà filo da torcere.
Però e c'è sempre un però è davvero uno stimolo continuo e forse insieme a revolver è il mio preferito, terzo let it be e a seguire tutti gli altri pari merito.
...and in the end the love you take is equal to the love you make...
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 12:38Login o registrati per inviare commenti
R: Che dire...
Per quanto riguarda il riprodurli e suonarli, so cosa vuol dire. Rifare il white album dal vivo paro paro è impossibile. Cercare di fare quei pezzi il più possibile uguali è durissima. Ma quando ci provi e ti ci avvicini, la soddisfazione è tanta. Ad un concerto di qualche anno fa, sono arrivato addirittura a portarmi sul palco una radio a transistor sintonizzata sulle onde medie, e l'ho accesa a metà di I'm the walrus: se questa non è dedizione completa, dimmelo tu...
Ciao
Davide
pamaz Ven, 21/11/2008 - 11:16Login o registrati per inviare commenti
minchia, ma tuuuuuu
.... sei ringo starrrrrrrrr. ( e vai con il tormentone).
Complimenti per la recensione.
Scrivi proprio bene, e si vede che sei non solo un appassionato, ma un vero e proprio studioso dei fab4.
Ciao
Paolo
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 11:25Login o registrati per inviare commenti
R: minchia, ma tuuuuuu
Ciao
Ringo
zanocom Ven, 21/11/2008 - 11:13Login o registrati per inviare commenti
Hats off
ho appena finito di leggere il bellissimo articolo e sono senza parole, anzi una mi viene in mente: meenghya.
Complimenti davvero.
Il White Album è l'unico lavoro dei Beatles in mio possesso, non lo ricordo a memoria ma adesso so di avere uno strumento in più per apprezzarlo.
La contestualizzazione dei singoli brani mi ha ricordato l'approccio di cui parlavo a proposito dei testi di Robert Johnson.
E poi ho capito che devo imparare a strimpellare la tastiera.
Grazie.
Massimo
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Grappero Forever
joevint Ven, 21/11/2008 - 15:15Login o registrati per inviare commenti
R: Hats off
Mitici Beatles.
>>>meenghya.
Quoto e sottoscrivo, bravo Davide. :-)
ciao,
joe
PierPanz Ven, 21/11/2008 - 10:56Login o registrati per inviare commenti
Complimenti per il
Complimenti per il bellissimo articolo!
unico appunto: il fraseggio di chitarra classica all'inizio di "Happiness" è un mellotron.
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 11:02Login o registrati per inviare commenti
R: Complimenti per il
Ciao
Davide
PierPanz Ven, 21/11/2008 - 11:16Login o registrati per inviare commenti
R: Complimenti per il
Sorry. intendevo Bungalow.. ad essere sincero non mi ricordo dove ho letto del mellotron (forse sul libro di Everett- the Beatles as musician). Infatti Lewinson dice del solo di chitarra.
Complimenti ancora!
PS: mi chiamo Pier e non Paolo.
Ciao!
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 11:22Login o registrati per inviare commenti
R: Complimenti per il
Ciao
Davide
marco59 Ven, 21/11/2008 - 10:28Login o registrati per inviare commenti
questo album
ha avuto un ruolo fondamentale nella mia educazione musicale.
ricordo perfettamente come sono andate le cose.
erano i primi anni 70, mio padre a quel tempo portò a casa il nostro primo giradischi, e con lui, prese diversi 33 giri di vari autori, li ascoltai tutti, ma uno in particolare mi colpì molto: Sgt Pepper dei Beatles.
iniziò lì la mia passione per il quartetto, che mi spinse in poco tempo a conoscere tutte le loro canzoni.
ricordo che a quel tempo comprare un disco era uno sforzo notevole per un ragazzotto squattrinato come tutti, ma poco alla volta negli anni li comprai.
ma un giorno, nell'unico negozio di dischi del mio paesino, stavo facendo passare i 33 giri come facevo spesso e mi capita tra le mani un disco tutto bianco, era chiuso nel cellophane, non potevo aprirlo, guardando meglio riuscii a scorgere una scritta in sovrimpressione "The Beatles".
E questo cos'è? -mi chiesi tra me- bhè non importa, lo prendo, con i Beatles si va a scatola chiusa!
E fu così che scoprii quello che, personalmente, ritengo ad oggi il loro capolavoro.
Ricordo bene che dopo averlo ascoltato ne parlai con i miei amici, i quali, ignari dell'esistenza di questo album, si erano lasciati convincere ad ascoltarlo.
Ma siccome ero morbosamente innamorato dell'album mi seccava separarmene, e per evitare di prestarlo invitavo gli amici a casa mia per ascoltarlo insieme.
I commenti in genere non erano mai entusiastici, anzi, qualcuno diceva che qualche canzone carina c'era, ma il resto erano canzonacce!
Poverini, non capivano niente, io , dal canto mio, ho letteralmente consumato i due dischi a furia di ascoltarli.
Però mi sentivo una mosca bianca (appunto!), possibile che quasi nessuno era a conoscenza di quel capolavoro?
Ricordo che avevo cercato ed anche trovato gli spartiti di quelle canzoni per provare a suonarle, sia col piano che con la chitarra, ancora oggi che finalmente ho migliorato la mia tecnica musicale e sono anche passato a suonare il basso suono quasi sempre su quelle canzoni che tra l'altro sono di una difficoltà incredibile.
Pur di poterle suonare mi sono accaparrato un programma, il Guitarpro, che mi dà la possibilità di accompagnare i pezzi con uno strumento, e queste canzoni le suonerei all'infinito....
che dire? grazie per aver ricordato questo magnifico album secondo me rivalutato dopo molto tempo, anzi oggi è una specie di cult, di mito.
non solo, non soddisfatto di avere in pratica tutti i dischi (nota bene: dischi), ho voluto, per la prima volta, acquistare un DVD dei Beatles, e, dopo averlo visto, mi stavo cimentando in una specie di recensione che volevo pubblicare su queste pagine.
ma, ahimé, mi è venuto lo scrupolo di pensare che una recensione sui Fab4 fosse quanto mai scontata e banale, troppo ormai si è detto e scritto, cosa si può dire di nuovo?
per fortuna scopro con piacere che tanti giovani, più di quello che poteva essere ai miei tempi, si avvicinano a questi incredibili musicisti, scoprendo le loro canzoni, ed apprezzando proprio quelle che, a suo tempo, forse erano state giudicate troppo "difficili" per il grande pubblico. (qui strizzo l'occhio allo ZIO.....) ;-))
grazie per l'articolo, quando stamattina aprendo Laster ho visto quest'articolo in testa mi hai fatto venire un tuffo al cuore!!
PS: non solo sei un appasionato dei Beatles, ma oltre ad aver suonato le loro canzoni, assomigli anche in modo spudorato a Lennon...
io ho preso il basso come l'Hofner di Paul, ma sono ben lontano dall' assomigliarli!!
...sono invidioso!
camp Ven, 21/11/2008 - 20:03Login o registrati per inviare commenti
R: questo album
io ho preso il basso come l'Hofner di Paul, ma sono ben lontano dall' assomigliarli!! "
:-) secondo me, anche Paul fatica ad assomigliare a se stesso con un Hofner:-) Il fatto che riesca a ricavarci suoni decenti testimonia comunque della sua bravura (intesa anche come orecchio). E benchè oramai lui non debba più dimostrare alcunchè a nessuno, ho il sospetto che se dal vivo imbraccia ancora l'Hofner è perchè deve avere dei gran fonici e un ottimo impianto di amplificazione :-)
Siamo comunque sul piano del gusto personale.
Ciao.
camp
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 11:14Login o registrati per inviare commenti
R: questo album
Poi nel 1998 ho preso il CD del trentennale, quello con la copertina di cartone, e poi ho trovato tanti bootleg con prove, scarti, il demo di Esher. Figurati che per me Child of nature era molto più interessante e meno melensa di Jaelous guy, e forse doveva inciderla così...
Sul White album si potrebbe scrivere un'enciclopedia...
Ciao
Davide
PS. Io sono Ringo, non hai letto i blogs? ;-))))
marco59 Ven, 21/11/2008 - 12:05Login o registrati per inviare commenti
R: questo album
li ho letti...li ho letti....
possono dire quello che vogliono...ma per me assomigli a John, mica a Ringo !!!
non so per il carattere...forse in quello...
;-))))
The_song_is_over Ven, 21/11/2008 - 10:50Login o registrati per inviare commenti
R: questo album
>>>...per fortuna scopro con piacere che tanti giovani, più di quello che poteva essere ai miei tempi, si avvicinano a questi incredibili musicisti, scoprendo le loro canzoni, ed apprezzando proprio quelle che, a suo tempo, forse erano state giudicate troppo "difficili" per il grande pubblico. (qui strizzo l'occhio allo ZIO.....) ;-))
Strizza, strizza l'occhio....tanto lo sai che prima o poi io e te finiamo a fare i John e Paul della Val d'Arda. Prima o poi succederà...i tempi devono solamente maturare!
AAHHH, ma come si fa a non amare quest'album!!!
Grandissima recensione! Bravo!
Personalmente credo che sia in assoluto il loro piu bel lavoro...poi metto su Revolver e cambio idea...poi metto su SGT Pepper e la cambio ancora...poi metto su Let It Be e la cambio di nuovo...insomma.. io non avrei mai pensato di arrivare a questo grado di invasamento per i FAB4. E pensare che un professore quando ero piccolino e facevo le scuole medie me l'aveva detto: "Ho ritrovato dei miei ex alunni che come te a 13 anni ascoltavano i Led Zeppelin...ora che hanno tutti 30 anni, hanno tutti i capelli lunghi, suonano e amano alla follia i beatles!".
Si Sbagliava solo sui capelli lunghi! ;-)
..::ZIO::....::LNF::....::Datemi una maschera e vi dirò la verità. Oscar Wilde::..
Avalon Ven, 21/11/2008 - 10:19Login o registrati per inviare commenti
Rapporto difficile
Ho sempre avuto un rapporto contrastato di amore/odio nei confronti di questo album. Il primo ascolto è stato folgorante, sono stato subito rapito dal caleidoscopio di suoni di questo disco sicuramente vario ed eclettico. Poi, col tempo, ho avuto l'impressione di un album un po' troppo autocelebrativo in cui un gruppo (o meglio, quattro musicisti), che ormai poteva permettersi di tutto, si era divertito a creare una compilation prolissa senza un progetto alle spalle. Oggi tendo prendere i brani per quello che sono apprezzando quelli che mi piacciono (e sono comunque tanti).
Comunque io comprai il cd del trentennale che riproduce fedelmente la versione in vinile: confezione di catone apribile con mini-poster con testi e foto e mini-cartoline, 2 cd che raffigurano i vinili con tanto di mezza mela chiusi in bustine di carta.
PS: stamattina in auto ascoltavo Abbey Road... ci avevo quasi preso!
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free your mind and your ass will follow
j9o9 Ven, 21/11/2008 - 09:14Login o registrati per inviare commenti
1°
Voglio essere il primo a farti i complimenti per il bellissimo articolo, il white album io l'ho consumato (se si potessero consumare i cd;))!!
Uno dei miei preferiti e pensare che l'ho dovuto sentire più di una volta prima di gustarlo a fondo!
Complimenti e a presto!
g
thesveatles@libero.it
...and in the end the love you take is equal to the love you make...
winstonOboogie Ven, 21/11/2008 - 11:07Login o registrati per inviare commenti
R: 1°
Ciao e grazie. Anche a me l'album piace molto, ma apprezzo soprattutto quei pezzi dove si sente che i Beatles sono ancora un gruppo. Back in the USSR, Dear Prudence (nonostante l'assenza di Ringo), While my guitar, Happiness, Birthday, Yer blues, Monkey, Helter skelter, Sadie, Revolution 9.
Gli altri sono gran belle canzoni, ma in quelle che ho citato c'è, amio avviso, unità di suono, la stessa impronta. Una sorta di progetto che sarà ripreso per Let it be, nonostante tutte le contraddizioni di quest'ultimo album, ma di questo ne riparleremo ad aprile 2010! ;-)))
Ciao
Davide
Bluesbil62 Dom, 23/11/2008 - 20:07Login o registrati per inviare commenti
R: 1°
Sarà un caso che un quasi quarantasettenne qualche giorno fa ancora abbia sentito il bisogno di acquistare Revolver (anche) in CD?
The Beatles…non riesco nemmeno più a collocare nel tempo quando ho sentito per la prima volta questo nome.
Il White Album… un fondamentale che non potevi descrivere meglio.
Ciao
Ottavio – Bluesbil62
winstonOboogie Dom, 23/11/2008 - 20:55Login o registrati per inviare commenti
R: 1°
Ciao
Davide
camp Ven, 21/11/2008 - 19:50Login o registrati per inviare commenti
Un articolo di lusso
Io sono tra quelli -lo sai- che lo reputano a tratti dispersivo e forse ridondante, ma (a parte questo) ciò non toglie che tutte le valutazioni ed i punti di vista positivi che ho letto qui mi trovano d'accordo. Per non ripetere quanto detto egregiamente da altri, aggiungo solo qualche annotazione personale. Per me, che avevo preso la vera cotta per i Beatles solo nel 1969 - anche se il fuoco covava sotto la cenere già nel 1967- l'acquisto del White Album (su cassetta) venne dopo Get Back, il deludente LP Let It Be ed una nutrita serie di vecchi singoli . Fu una piacevole sorpresa ( a tratti anche esaltante) accompagnata però da un aneddoto che riconosco non essere molto lusinghiero per il sottoscritto. State a sentire, se vi va. Sul Juke Box del bar di paese, c'erano due brani dei Rolling Stones, come da etichetta: uno mi piaceva proprio e mi seccava che lo avessero scritto e registrato loro (secondo me aveva qualcosa di potenzialmente beatlesiano); il secondo era una bizzarria che non mi decidevo ad ingoiare (un Can Can strumentale che difatti risultò appartenere a tutt'altro gruppo). Ebbene: compro la cassetta del White album, torno a casa e -profittando dell'assenza di mia madre- salgo qui di sopra per corteggiare la sua giovane apprendista sarta. Ci provo (meglio: le do tregua) facendole ascoltare la cassetta in anteprima, mentre lei stirava. Miracolo! Il primo brano (Birthday) era proprio quello "potenzialmente beatlesiano" che il juke box attribuiva ai Rolling Stones! Ciapa lì, Jagger! Per la gioia e con suo gran sollievo, scordai persino di corteggiare la ragazza.
Bene: dopo questo, voglio proprio vedere chi mi darà ancora credito e si degnerà di leggere una mia recensione! Oibò, quella gaffe mi brucia dentro ancora adesso!
Grazie, Winston. Alla prossima.
camp
p.s. ancora oggi, preferisco ascoltare le consumatissme cassette del White Album, perchè la ristampa in vinile acquistata (se non erro) verso la fine degli anni 80 era ed è semplicemente penosa, rispetto ad altri LP originali: floscia, stridula, armonicamente povera. Non sai quante volte ho riprovato a comprare qualche riedizione di alcuni LP degli Scarafaggi: un disastro! Che stizza! Non si trattano così i Beatles. Meno male che 5 o 6 LP originali li ho ancora.
winstonOboogie Dom, 23/11/2008 - 21:01Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Ciao
Davide
camp Dom, 23/11/2008 - 21:51Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Eh, sì, Davide: molto grave. d'altra parte (anche se poi recuperai alquanto in fretta) in quel periodo dei Beatles avevo ( e quindi identiificavo) solo Let It Be ed i 45 giri pre 1966, a parte Get Back e Penny Lane. Sicchè hai fatto incetta dei 45 giri da Juke Box? Dalle mie parti avevano l'etichetta bianca. Ogni tanto qualcuno li rimediava gratis o a poco prezzo dai baristi. Io devo avere ancora quello dei Rolling che cantano As Tears Go By in Italiano: "Il sole sta per tramontare... tutti si divertono...ed io son qui, con le mie lacrime così". Dovevo averne anche uno degli Yarbirds ma (ora Alec mi toglie anche il "Ciao Neh") non mi piaceva perchè l'assolo mi dava l'idea di un chitarrista nervosetto che ad un certo punto usciva piccato con le sue note che forse c'entravano e forse no, in una canzone che non era poi granchè . Sai com'è: ero giovane e forse "schierato". Per me. ok Beatles, Rolling e Who. Gli altri dell'epoca beat (a parte qualche singolo del tutto isolato) erano inconsistenti o suonavano roba da poco o datata. Forse è anche comprensibile, dato che -a parte quei tre gruppi che sono vere colonne- io appartenevo anagraficamente alla generazione di Woodstock e di Deep Purple In Rock; e francamente di cose tipo You Really Got Me non me ne poteva importare di meno:-) Beata ignoranza? Boh...!
Ciao:-)
Camp FM (ovvero Fatto Male)
winstonOboogie Dom, 23/11/2008 - 22:24Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Io salverei gli stranieri, con qualche riserva per i Rokes, e tu (anche se penso di saperlo...)?
Ciao
Davide
camp Dom, 23/11/2008 - 23:30Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Io salverei gli stranieri, con qualche riserva per i Rokes, e tu (anche se penso di saperlo...)?
Ciao
Davide"
Ma tu fai incetta! E continui a girare il coltello nella piaga:-) Ma sì: salverei quei tali Beatles perchè di Please Please me ho il 45 americano (rotto) con "Do you want to know a secret" come retro. Anche i Rolling, va' :-) Naturalmente, Geronimo è imperdibile: l'unico brano degli Shadows (a parte Apache) il cui titolo ricordassi! Quanto a "Ora sei Rimasta sola... piangi e non ricordi nulla...cerchi il mio (suo?) viso tra la folla ...Ma domani chissà... se tu mi cercherai..allora capirai"; diciamolo: a suo modo era una canzone che toccava, anche se molti si vergognavano di ammetterlo.Certo però che diventava assolutamente insopportabile quando veniva cantata durante le gite parrocchiali (la sua collocazione naturale, probabilmente), mentre il prete girava nervosamente tra le file di poltrone per sconsigliare i dischi di De Andrè.
Niente male ,Winston, niente male.
:-) Ciao.
Torno ad immergermi nelle cartacce.
camp
AlecB Dom, 23/11/2008 - 22:29Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Stai lontana da me = lato A
Amami e baciami = lato B
Sei rimasta sola = lato ?
Checcazzo di forma ha, 'sto 45 giri? :-)
Lauro.
AlecB.
winstonOboogie Dom, 23/11/2008 - 22:48Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Ma no, ha due canzoni sul lato B, ma giuro che non le ho mai sentite, quindi non saprei che dirti a tal proposito.
Ciao
Davide
AlecB Dom, 23/11/2008 - 23:25Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Mah, le canzoni le conosco benissimamente :-) Ma non capivo la terza facciata...
Ciao.
Lauro.
Mr.T Sab, 22/11/2008 - 19:14Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Aaaaaaaah, ma allora non sono ancora sordo!
Fermo restante il capolavoro assoluto, per il White Album anch'io preferisco le cassette (doppiate e ridoppiate) al vinile ristampato... a momenti mi sembrano proprio registrazioni diverse! Stessa cosa per il primo album dei Black Sabbath, quello in cassetta, registrato dal vinile originale dà i punti alla ristampa in cd. Ma si può?
Bene, ora so che devo cercarmi il vinile originale...
camp Sab, 22/11/2008 - 21:13Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Bene, ora so che devo cercarmi il vinile originale... "
L'unica raccolta postuma (per l'appunto non una ristampa) a suonare secondo me decentemente era Love Songs (avuta in regalo): il suono mi pareva un poco meno energetico e dinamico, forse anche appena appena artificiale, e trattato anche timbricamente; però era anche più nitido senza risultare freddo o sterile. Non saprei dire della doppia raccolta precedente (il primo disco uscito dopo lo scioglimento dei Beatles) nè di Rock And Roll, perchè li avevo ascoltati su cartucce Stereo 8. Come già detto, quelle rendevano eccome, anche se erano troppo ingombranti.
Comunque, tornando al discorso delle ristampe scadenti e di quanto fossero migliori gli originali, basti pensare che già queste ultime risultavano quasi carenti se confrontate con un 45 giri: decisamente ( e anche al netto di una buona dose di autosuggestione) , abbiamo perso qualcosa per strada. Ed a questo punto capisco bene anche gli estimatori dei CD. Ma qui andiamo su un terreno minato e sarà meglio non aprire una discussione degna semmai di un articolo a parte; di quell che Su Altri Siti (di Musicofili ed Ascoltoni) Si Scannerebbero.
Ciao.
camp
p.s chiedo scusa: forse sono andato un po' fuori argomento, nell'ultima parte della risposta. Il fatto è che stavo "postando" cose analoghe anche su di un blog ed ho così confuso e mescolato i due argomenti. Ad ogni modo, ribadisco che, da innamorato dei Beatles, la pessima qualità delle ristampe mi indignava perchè la reputavo dannosa per la reputazione del gruppo, specie quando i suddetti dischi finivano in mano a giovani che non ne conoscevano gli LP (e per i quali i Beatles sono solo Michelle, Obladì Obladà e She Loves You).
AlecB Sab, 22/11/2008 - 19:33Login o registrati per inviare commenti
R: Un articolo di lusso
Possiedo sia il vinile originale (consumato dalle millemila ascoltate con Telefunken rigorosamente mono con testina di ferro) che la ristampa. L'originale è spesso il doppio è suona mooolto meglio. Peccato per il consumo e rumori di fondo esagerati...ma ai tempi micca avevo il Thorens.
Ciao.
Lauro.
AlecB.