• HOME

    Torna alla homepage

  • EVENTI

    Manifestazioni e concerti.

  • THE BEST

    Raccolta dei migliori articoli.

  • TOP TEN

    Raccolta degli articoli più letti.

  • I CORTI

    Storie di liuteria spicciola.

Tolo Marton: Reprints

    

Chi dovesse passare su queste pagine per puro caso, prenda nota lo stesso: il doppio CD "Reprints" di Tolo Marton (chitarrista,compositore e cantante stimato anche all'estero) non è indicato solo per gli amanti della chitarra d.o.c. bensì anche per coloro che desiderano semplicemente gustare buona musica e canzoni interessanti, di quelle che si prestano tanto ad un attento ascolto domestico quanto ad una fruizione più disinvolta: zero fatica d'ascolto e coinvolgimento assicurato. Sono già buone ragioni per recensire quella che è la ristampa digitale di 3 dischi introvabili ma sempre validi. Reprints copre la produzione 1981-83 di un musicista che ci tiene compagnia sin dagli anni 70 e la cui cifra artistica gli consente di giocarsela alla pari, sul loro stesso terreno, con i guitar heroes e le band anglosassoni di spicco, senza sudditanze psicologiche, limiti tecnici ed imbarazzi creativi: una posizione anomala perchè poco provinciale, fatta di oneri ed onori che Tolo Marton da Treviso porta con discrezione e coerenza, pensando a fare musica anzichè proclami o piroette.

Strumentazione

Chitarre: soprattutto 1964 Fender Stratocaster; 1959 Gibson ES 345; Gibson Howard Roberts Fusion; acustica Takamine.
Amplificatori: 1970 Fender Twin Reverb con JBL speakers (sottoalimentato); 1964 Fender Vibroverb.
Effetti: 1975 EH Small Stone, Melos mini comp, Eurotec Black Box eq, EH Electric Mistress (solo su One Guitar Band).

"Reprints" in breve

Anzichè elencare i ben 37 brani di questa raccolta, ha più senso commentare il disco sulla falsariga dei vinili originali che lo compongono. In ordine cronologico, troviamo i titoli di: The Blues Won't go away (EP) - Let Me Be (LP) - One Guitar Band (LP). Le Bonus Tracks dal vivo sono ripartite tra i due dischetti, dopo le incisioni in studio. Ora procediamo vinile per vinile, con i relativi samples audiovideo.

Il Tolo del primo EP

The Blues won't go away (titolo che non ha a che fare con il genere proposto e che attiene semmai ad un certo umore che permea le tracce del disco originale) ci mostra un Tolo che sembra dissimulare la sua vena rock più diretta in favore di una musica raffinata ma pulsante, contraddistinta da questi elementi:

il canto, in parte influenzato da J.J. Cale e che io definirei da "cantautorato rock moderno" ;

i fraseggi di chitarra, che richiamano la migliore scena inglese della seconda metà degli anni 70, ma che talvolta danno l'idea di essere sul punto di virare verso una fusion non edulcorata, perchè increspata da inquietudini, guizzi e affondi laceranti che la connotano come musica vera anzichè di maniera;

una base ritmica - con lo stesso Marton al basso- nè invadente nè persa sullo sfondo, dagli incastri ineccepibili e che immagino a suo agio anche in contesti R&B/Funky e - perchè no?- Jazz/Rock.

Sintetizzando: già in queste prime composizioni si nota la propensione di Tolo a risolvere ed a trattare in modo non scontato le linee melodiche. Inoltre, quella che ci viene trasmessa è la percezione di una band, non di un solista concentrato solo su se stesso. Infine, l'Uomo di Treviso - che ogni tanto ci fa le corna andando a suonare nei locali di Austin o in qualche altra parte degli States- dimostra di avere cervello, anima e mani ben collegate tra loro, quando si esprime con la chitarra.

Cercare le influenze altrui nel suo stile non è facilissimo: i riferimenti sembrano apparire netti, all'improvviso, ma subito sfuggono, anche perchè il contesto e le intenzioni sono diverse. E' come afferrare un'anguilla con le mani nude. Alla fine, non resta che constatare come tutto scorra e di innesti forzati o scimmiottature non vi sia neppure l'ombra.

Resta anche la voglia di ascoltare ogni brano in modo compiuto e di far ripartire il CD dall'inizio. Credo che questo dipenda in buona parte dal fatto che, al di là della forma e delle inevitabili convenzioni, non vi sia nella musica di Tolo una distinzione netta, una rigida suddivisione di ruoli tra canto, assoli, escursioni strumentali e così via. A livello emotivo, si avverte che ogni componente "comunica", è funzionale all'altra ed è come se esse si passassero il testimone.

Capirete perciò il mio relativo imbarazzo nel presentare semplici anche se sostanziosi spezzoni del vecchio EP, perchè non è il modo di rendergli piena giustizia. D'altra parte, è bene che alle parole si accompagnino i fatti, perchè - come mi faceva notare LoBardo - non sempre il linguaggio è condiviso. A differenza di quello successivo, questo audiovideo non contiene filmati: solo musica.

 

 

Let me be

Altro disco ben suonato e ben registrato, con una diversa pasta sonora e più vario anche nell'uso della voce. Non mancano ballate, brani country e vari pezzi rockeggianti, ciascuno con un propria identità ben definita.

Il confronto di alcune di queste canzoni con le rispettive esecuzioni dal vivo ne focalizza di volta in volta aspetti differenti, che - come Tolo dimostra anche quando si esibisce da solo- consentono interpretazioni alternative ma ugualmente centrate. E' la riprova di come il background che sta loro dietro sia degno di nota.

In Tolo, La padronanza della materia che viene plasmata è apprezzabile, le radici profonde, gli ingredienti tutti lì a disposizione, il lessico utilizzato ampio. Questo è, per così dire, il messaggio che ci consegna il secondo album. Lo si avverte persino nel brano iniziale, l'accattivante "Two-Five-Two-Four-O", che ad un primo ascolto può apparire come un semplice per quanto magistrale esercizio di Rock and Roll leggero.

Sul fronte prettamente chitarristico, abbiamo in Let Me Be  un ulteriore dispiego delle invidiabili risorse tecniche personali e un'appropriata gamma di sonorità, pur con una strumentazione tutto sommato essenziale.

A questo punto, tiriamo un attimo il fiato e precisiamo: qui non si vuole contribuire a creare un mito nè gridare al capolavoro assoluto, giocando con le iperboli. Si cerca solo di spiegare quelli che per lo scrivente sono gli aspetti qualificanti del fare musica di Tolo, così come emergono dalla raccolta. Nel contempo, proporrei a quelli che amano assegnare voti di fare un raffronto con ciò che offriva il mercato in quegli anni.

 

 

One Guitar Band

E' il disco quasi esclusivamente strumentale, registrato in casa con un semplice 4 tracce, che ebbe una positiva recensione su Guitar Player. Tolo vi suona pure il basso e le tastiere. In questo LP dove predominano jazz, blues e country, balzano alle orecchie i brani che potremmo definire più old style, anche in acustico: sono genuini. freschi, rassicuranti.

Solo dove c'è il rischio di cadere in qualche clichè, ecco rispuntare soluzioni diverse, di maggiore respiro, per niente "roots" ma sempre ricche di feel. Inutile dire che la breve Muddy Last Train, tutta giocata sull'imitazione e sull'evocazione del treno così ricorrente nel Blues, non mancherà di stupire.

Non saprei dire se in essa vi sia anche una punta di ironia o di divertissment, quasi un : "Lo avete voluto voi, ora ve lo do io il treno, visto che andate in visibilio per questo genere di cose". Tuttavia, anche qui ci si trova davanti ad una lezioncina di buon gusto e competenza.

 

 

Dalle Bonus Tracks alle considerazioni finali

Le tracce supplementari sono costituite da 12 brani "live" risalenti al 1982-83, che Tolo ha selezionato e deciso di inserire nella raccolta per dimostrare come lui suonava e cantava in pubblico nel periodo di Let Me Be e di One Guitar Band.

Il materiale include classici come Johnny B. Goode e Oochie Coochie Man ma la grande maggioranza delle canzoni è firmata Marton, inclusi i due inediti e una notevole versione di See The Time, già offertaci da Tolo nella sua intervista su Laster. Il loro ascolto è piacevole perchè vi ritroviamo la consueta bravura e intelligenza. Al tempo stesso è rischioso, perchè qui e là vi sono momenti esaltanti, che manderanno in crisi chi ha troppe certezze.

Quindi,  ho qualche ragione per credere che, dopo l'ascolto completo del disco, qualche neofita del rock - specie se aspirante chitarrista e fan di questo o quell'altro shredder- sarà costretto a riconsiderare lo spessore delle proprie convinzioni musicali, sostenute nel corso di interminabili diatribe barricadere, al Bar dello Sport.

Come epilogo di quell'ipotetica scena, vedrei bene l'immancabile morosa, che nel frattempo gli aveva già sottratto Reprints, entrare nel bar e sussurrargli seraficamente: "Ma lo sai che in questo CD ci sono cose proprio carine? Dai, lascia perdere le chiacchiere sul chitarrista che ha più attributi e vieni ad ascoltarlo in auto con me, che ti devo dire una cosina".

Inutile scandalizzarsi e scuotere la testa: non ci farà caso perchè sa di avere ragione.
A prescindere dal disco specifico? A prescindere e basta:-)

Oibò! Consoliamoci con la trascrizione del solo di "Two-Five-two-four-o", realizzata da Teotit8. Lo spartito e l'intavolatura sono stati leggermente quantizzati, per facilitarne la lettura. Il solo, se già non lo avete notato, è nel secondo video.
 

Trascrizione e TAB in PDF 

 

Tolo Marton Website

 

camp

 

p.s. un ringraziamento al gentilissimo Craig Franklin, compositore in quel di Austin, che ci ha autorizzati ad usare a nostro piacimento alcuni suoi brani nei quali suona anche Tolo, non senza una squisita precisazione: " Please don't let my work with Tolo interfere with the much more important review of Reprints". La riporto perchè mi sembra un bell'esempio di nobiltà d'animo. Le occasioni per utilizzare quel materiale non mancheranno. Intanto, proprio per la sua genuinità, posto il link di una informale jam domestica tra amici, filmata in Texas dallo stesso Craig, con Tolo nei panni del bluesman casalingo.

 

 


commenti

Steve Gio, 21/01/2010 - 21:17

ritratto di Steve
compliments + aneddoto

Uno ha il genio chitarristico (l'autore) l'altro quello letterario (il recensore): una bella accoppiata!

Fine dei complimenti e un bel VDVC al Camp, così, tanto per gradire e con finalità apotropaiche (riferite agli stronzi).

Aneddoto.

Si narra di un viaggio di Tolo a New Orleans: entrato in un locale qualcuno lo presentò al pubblico per una jam.
La notizia della sua provenienza italica (evidentemente pizza-spaghetti-mandolino-like agli occhi degli ammmericani) pare che abbia suscitato manifestazioni di non particolare entusiasmo.
Tuttavia il nostro salì sul palco e iniziò a suonare, incendiando ben presto l'auditorio.
Pare che scese da quel palco molto più tardi tra le ovazioni del pubblico. Quando si dice: "dentro legna" sul serio...!

La fonte è attendibile, la storia credibile. Qualcuno la conosce?

ciao!

Steve
 

camp Gio, 21/01/2010 - 21:34

ritratto di camp
R: compliments + aneddoto
"e un bel VDVC al Camp" 

Ciao, Steve:-)

Come sarebbe a dire : "Vai a dar via il Camp?". In effetti, è quello che mi ha risposto You Tube dopo averlo intasato di Video Uso Prova. Io ho risposto che non ero io: ero solo un clone.


L'aneddoto l'avevo sentito solo  da te, credo. Ed è assolutamente vero, visto che puoi esibire la prova vivente: giusto? Però sarei curioso anch'io  di sapere se altri consocono questo episodio. E se erano sul posto. Ma ci pensi? Andare in America e poi trovarsi davanti un Italiano che stupisce il pubblico.

Ciao. camp 

teotit8 Gio, 21/01/2010 - 16:19

ritratto di teotit8
Bellissima recensione

Grande Tolo e grande Camp! Conosco bene il disco e devo dire che la recensione e bellissima!

Certo.. Tolo "chitarrista" va visto dal vivo.. su questo non c'e' dubbio..
e per questo vorrei segnalare il concerto con ian paice, il 4 Febbraio a padova, che consiglio a tutti quelli che sono "a tiro di macchina"!
http://www.granteatropadova.it/ian-paice-tolo-marton/
Io ci saro'! Se altri lasteriani vogliono aggrgarsi.. fatemi un colpo!

Bye!

__________________
www.matteotitotto.com

 

 


Bluesbil62 Dom, 24/01/2010 - 11:31

ritratto di Bluesbil62
R: Bellissima recensione

Poco o nulla da aggiungere a quanto avevo gia scritto in occasione dell’intervista a Tolo di Teotit8. Semplicemente i miei complimenti alla dettagliata ed esaustiva recensione di Camp (che trovo al ritorno di una trasferta di lavoro…).

 

Che dire, One Guitar Band è un vinile che ho ascoltato tante di quelle volte che adesso non ne permette più un ascolto decente per gli eccessivi rumori di fondo. Ben venga questa iniziativa che non mi lascerò certo sfuggire.

Ottavio

 

camp Dom, 24/01/2010 - 12:08

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
Grazie, Ottavio. I complimenti al sottoscritto passano in second'ordine rispetto al tuo parere sul disco, data anche l'esperienza che hai in merito.
Riguardo all'articolo, ho reputato necessario abbondare con gli audiovideo perchè, nel casa di artisti come Tolo, non è poi così facile fare una recensione: più si parla più si rischia di dire cose inesatte; a meno di non ripiegare su un lavoro essenziale, con descrizioni semplici e dirette, come in teoria sarebbe giusto e più agevole anche per il lettore occasionale.  Tuttavia ,secondo me, nemmeno così sarebbe stato semplice perchè al giorno d'oggi le parole hanno perso consistenza, a causa dell'uso facilone che se ne fa.  Ad esempio, cosa avrebbe potuto  pensare un visitatore occasionale se io avessi parlato di un disco vario, fatto da un chitarrista/compositore  bravo e intelligente,  formatosi a cavallo degli anni 60/70 la cui musica ancora attuale va dal Blues agli anni 80. Magari era meglio così ma ... senza samples sarebbe stato in ogni caso un salto nel buio, con il rischio di sentirmi dire: "Ma io e te abbiamo ascoltato lo stesso disco? Voi di Laster siete imbroglioni. Non ci casco più"

:-)

Ciao.  Camp 

camp Gio, 21/01/2010 - 16:39

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
"Grande Tolo e grande Camp! "

Ma veramente la trascrizione dell'assolo l'hai fatta tu. E poi, cosa sono questi continui accostamenti Tolo-Sottoscritto? Anch'io esigo la mia dose di originalità;-))) 

Non ci crederai  (ma va?) eppure nel suonare non sono manco lontanamente suo parente:-)

La cosa più inquietante era che rimediavo sistematicamente valutazioni del tipo: " ... quando suoni tu si sente che suoni tu".

Il guaio è che non ricordo se al posto di quei puntini ci fosse un:  " Be', se non altro..."

Però non nascondo che questo genere di ambiguità, una volta assorbito il colpo vero o presunto, mi divertiva da matti.

Teo, io sarò a Padova il 6, per quell'iniziativa nella quale dovevi esserci (nessun segreto per addetti ai lavor iche stanno nella stanza dei bottoni: si tratta solo di galline padovane).

Ciao:-) camp

teotit8 Gio, 21/01/2010 - 16:45

ritratto di teotit8
R: Bellissima recensione

La trascrizione????
E' stato un bell'esercizio notturno... anche se ne preferirei di altro tipo (di esercizi)!
A proposito... le tue gallinelle camp??
__________________
www.matteotitotto.com

 

 


camp Gio, 21/01/2010 - 16:52

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
"A proposito... le tue gallinelle camp??"

Padova latita: mi sa che dovrò accontentarmi di Strat assortite e di Pamaz, il 6:-((( Per protesta, non suono.

Piuttosto, c'è pronto l'arrangiamento alternativo: sai, quelli a base di SMS che non si sa dove arrivino.

Scusate l'Off Topic ma stiamo facendo una trascrizione in diretta...:-(((

camp

In Topic preferisco non tornare, perchè quando leggo del Twin/JBL di Tolo e penso che il mio, ceduto a suo tempo perchè nessuno era in grado di effettuare una riparazione nemmeno troppo impegnativa, giace in un capannone a 500 metri da casa mia, mi viene il mal di fegato.

teotit8 Gio, 21/01/2010 - 18:44

ritratto di teotit8
R: Bellissima recensione

...personaggi "di peso" e con la mente sempre lucida come pamaz sono gioielli rari!
Divertitevi il 6!

__________________
www.matteotitotto.com

 

 


camp Gio, 21/01/2010 - 18:52

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
"

...personaggi "di peso" e con la mente sempre lucida come pamaz sono gioielli rari!
Divertitevi il 6! "

Bisogna vedere come la prenderà  la Strato. E non lo dico affatto  per gigioneggiare. E' che, facendo il confronto con le lagnanze della ES 435 di Lauro,  come minimo, quella dovrebbe ammazzarmi. E' nell'appartamento al piano superiore ed io non ricordavo più che i termosifoni sono spenti da un bel po' di settimane:-(((  Altro che articolo surreale o favolistico o sognante: qui rischio la denuncia. E poi, Lauro non ha mai messo la 345 nel pollaio. Io sì.

Ciao. camp

p.s. con questo post, spero di aver deviato l'attenzione di Pamaz da quello che hai appena scritto su di lui:-) Che non se la prenda con me o do forfait:-(

pamaz Gio, 21/01/2010 - 19:10

ritratto di pamaz
R: Bellissima recensione

no, figurati se me la prendo per le gentilezze  che  mi dice Titotto.
Anch'io con lui non sono tenero, in fondo.
Ad esempio  non sa che io sto ridendo ancora dall'altro giorno è arrivato a casa mia con una giacca nuova  verde metallizzato ( che secondo me costa come un appartamento) e degli occhiali che sembrava starsky e hutch tutti e due in un colpo.
Gli mancava solo una L5 rossa e i pantaloni a zampa d'elefante e finiva dritto a suonare nei funkadelic per meriti d'abbigliamento
Però Camp,  per favore non  dirglielo che dico di lui queste cose................


Paolo
(Siiiiiiiiiii,  vendetta, tremenda vendetta)


edit: a proprosito di mente lucida, quando si va dal barbiere la mente diventa ancora più lucida. Ma non dirlo a Tit8 che è appena andato a tagliarsi i capelli. ( che stronzo che sono.........)

teotit8 Gio, 21/01/2010 - 19:20

ritratto di teotit8
R: Bellissima recensione

.....fiuuuu....
..camp.... per fortuna paolo non si e' accorto!


camp Gio, 21/01/2010 - 19:22

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
"

.....fiuuuu....
..camp.... per fortuna paolo non si e' accorto! 2

Sì, in effetti mi pare che non abbia i riflessi pronti. E' stranamentte distratto, rilassato, conciliante. Forse sarà  per l'atmosfera gentile che si respira in questo thread.

camp Gio, 21/01/2010 - 19:17

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
"Però Camp,  per favore non  dirglielo che dico di lui queste cose................

Paolo
(Siiiiiiiiiii,  vendetta, tremenda vendetta) "

:-)))))) E basta farmi ridere che non posso permettermelo.

Ok, facciamo così: io non lo dico a nessuno.

Lo scrivo solo ad una persona misteriosa perchè gli sms destinati a lei finiscono puntualmente a Teo:-)))

camp

p.s. interessante il guardaroba di Teo. Ora voglio vedere chi avrà da ridire sulle mie camicie.

EDIT di commento all'EDIT: DE Sade dovrebbe venire a lezione da te:-) 

pamaz Gio, 21/01/2010 - 19:21

ritratto di pamaz
R: Bellissima recensione

proprio ieri con teo si diceva che forse tu hai delle camicie con collo a punta adatte alla mise scenica per il suo gruppo di  blues( oddio loro sono seri musicisti, ma titotto sai com'è, sposta verso il cabaret con la sua presenza) .Non è mica una balla, lo si diceva davvero.
Se hai qualcosa di interessante da scambiare  alla pari con una L5 rossa, forse Teo è interessato.

Ciao

Paolo

camp Gio, 21/01/2010 - 19:52

ritratto di camp
R: Bellissima recensione
Sicchè ce n'è anche per me:-)

Ma io faccio l'indiano. Non colgo il sarcasmo e ci sto. Dunque: quelle a punta le porto di default e non so se potrei separarmene.
BigPaul te lo può confermare.

Però potrei chiedere a mia madre, che non butta niente; posso recuperare la camicia tipo psichedelico-scaglie di serpente. Forse  il pellicciotto sintetico alla John Lennon fatto dalla suddetta madre. Certissimamente la prima casacca da suonatore para-hippy primi anni 70, di quelle che avevano anche decorazioni e orli a cordoncino, quasi da paggio medioevale. Ogni suonatore ne aveva una di colore diverso. La mia era.. azzurra ( e dai) ! La chiamavamo la divisa da chierichetto (giuro). L'avevo fatta accorciare per farla indossare ad un bambino nella recita del Re Nudo.

A Teo starebbe che è una meraviglia, anche se Off Topic col suo genere.

Ciao. camp

pamaz Gio, 21/01/2010 - 10:01

ritratto di pamaz
tolo e camp.........

Tolo  l'ho sentito live qualche anno fa  e devo dire che è uno di quelli che riesci a farti stare sotto il palco senza darti la possibilità di distrarti. Già questo è un merito  che in pochi possono dire di avere.
Per quanto lui stesso non ami il cartellino con scritto bluesman, anch'io  sento comunque dei chiari riferimenti al genere e comunque fossi in lui non vedrei questa etichetta come limitante e/o svilente del suo operato.
Poi in realtà comprendo perfettamente che per un artista sentirsi etichettare in un ambito unico possa anche essere restrittivo.
Comunque oltre ad un plauso all'ottimo Tolo per la sua musica, sicuramente un complimento a Camp, che al solito non è scontato in quanto scrive. E qui invece di fare la solita lista di canzoni con le sue impressioni pezzo per pezzo, cerca di comunicare sinteticamente la sua visuale d'insieme. E' una cosa che ho apprezzato perchè distacca il suo scritto dalle solite recensioni-liste della spesa e da anche un senso della omogeneità e genuinità del lavoro di Tolo.
Non so se lo stesso Tolo consideri i suoi album come sorta di "concept work", ma se io fossi uno scrittore, amerei che di un mio libro venga data una lettura analitica del totale, e non una visione capitolo per capitolo  che di fatto potrebbe svilire il tentativo di raccontare una storia. E Camp ha fatto ( come sempre in maniera opportuna) la cosa giusta.

Paolo

camp Gio, 21/01/2010 - 18:33

ritratto di camp
R: tolo e camp.........

Ciao, Paolo.

Spero che Tolo capiti a suonare dalle mie parti, proprio per le ragioni che dici tu.

Quanto ai complimenti, ti ringrazio: gentile come sempre.

Circa l'impostazione dell'articolo  (dato che non ci si poteva mettere di tutto ed ogni scelta comporta qualche rinuncia), l'unica cosa che mi spiace è l'aver dovuto essere sbrigativo su un altro aspetto significativo delle incisioni di Tolo Marton, aspetto che in ogni caso trova conferma nelle esecuzioni Live: il fatto che, per chi è abituato a gruppi e musicisti scontati, nelle canzoni di Tolo ci sia spesso qualche piccola sorpresa, non importa di che genere, senza che al tempo stesso vi si riscontrino stravaganze ed effetti speciali gratuiti.

Anzi, in alcuni  casi, questa sua non prevedibilità è sottile ma per questo ancora più apprezzabile. Merito suo. E forse demerito di chi ascolta, perchè abituato a musica seriale, da supermarket, come (scusate l'esempio) i tortellini.  Dopo un po' ci si abitua e non si riesce più a sentire la differenza, perchè la somiglianza con quelli genuini è notevole. Ma la differenza sostanziale.

Bene: impostare l'articol da questo altro punto di vista avrebbe comportato l'esame (non cervellotico, per l'Amor di Dio) di vari brani. Forse i anche solo di 3 o 4,  però  interi. Non sarebbe più stata una recensione, oltre che non essere giusto nei confront idi chi si dà pena per incidere dischi e poi si ritrova le canzoni gratis sul web, comodamente scaricabili.

Ma ci avevo pensato, quando mi ero accorto che tagliare i brani per i samples comportava la rinuncia a dettagli che facevano la differenza.

Be', meglio così per chi ascolterà il disco, perchè vi troverà molte più cose del previsto, dove meno se le aspetta.

camp

dariorepen Gio, 21/01/2010 - 13:16

R: tolo e camp.........

Come praticamente tutti i chitarristi di impostazione autodidatta,pure Tolo Marton,si pone dei dubbi sulle proprie esperienze musicali,su quali possono essere i suoi limiti di conoscenza,di versatilità musicale e di conseguentipossibili lacune tecniche.

Tutto ciò è dovuto all'insicurezza che spesso avvolge chi da piccolo non ha studiato l'ABC della musica,crescendo poi in progressione,come avviene in qualsiasi istituto scolastico.La domanda che molti chitarristi,famosi o no,spesso si pongono e questa:ma oltre al Blues o al Rock,cosa altro sono capace di suonare e da quì spesso escono intime frustrazioni o il fastidio di accettare etichette.

I validi chitarristi Rock-Blues e non solo quelli saliti all'Olimpo,quasi sempre sono istintivi e si sono avvicinati alla musica per attrazione naturale,grande estro,inventiva,fantasia,nervo,feeling;queste le doti dei grandi pionieri del Rock-Blues,rigorosamente seguiti dai loro emuli;molti dei Guitar Heroes,hanno imparato a leggere e comprendere la tecnica musicale ben dopo essere diventati famosi e certi neppure dopo;essere diventati bravi e famosi,o anche solamente bravini tuttavia a lungo andare può costituire un limite nella personalità musicale e Tolo Marton come moltissimi altri,probabilmente si è chiesto:e oltre a questo che cosa so fare? Oppure all'incontrario:sono apprezzato e condiviso solamente se suono il Blues,ma io so suonare anche altre cose,ma per quelle non vengo considerato.

La musica Blues/Rock,viene dall'anima e passa attraverso il cuore,musica da poveri,ma stracolma di sentimento(ingrediente quest'ultimo,che nessuna scuola o conservatorio può insegnare);questo è il grande segreto che l'ha resa immortale.Quindi viva i Bluesman e i Jazzisti che da loro derivano (anche se più complessi ed evoluti).

saluti Dario

bac Gio, 21/01/2010 - 01:53

ritratto di bac
Già, Tolo grande bluesman:

Già, Tolo grande bluesman: dovrà pur rassegnarsi ad essere considerato tale. Del resto, ha lasciato troppe tracce in giro.

eh no, mi spiace ma questo proprio non lo condivido, tolo è tuttaltro che un bluesman, anche se quando interpreta questo genere lo fa con maestria....la sua musica esplora territori che poco hanno a che fare con il blues, cè sempre qualcosa di personale che solo i grandi talenti riescono a regalare. Se poi, come il sottoscritto, si conosce tolo prima dal vivo che su disco, l etichetta di bluesman appare più che mai inappropriata (scusate l off topic alla recensione del recensore )

camp Gio, 21/01/2010 - 01:58

ritratto di camp
R: Già, Tolo grande bluesman:
"eh no, mi spiace ma questo proprio non lo condivido"

Ti senti punto sul vivo?  Guarda che la frase era scherzosa perchè è noto che Tolo non ama  l'etichetta di Bluesman, specie se essa viene intesa in senso limitanterestrittivo, con particolare riferimento all'accezione del Blues che più va di moda.

E' scritto nell'intervista precedente che c'è su Laster; ben precisato nel libretto del CD eccetera.

Ma il succo non cambia: deve rassegnarsi ad essere anche un ottimo bluesman, temo.

Però io consiglio di vedere quel filmato che ho messo direttamente in un commento precedente; e di vederlo tutto. Perchè si capisce che oltre a del buon (rock-)Blues c'è altro. O forse c'è solo del buon Blues elettrico  interpretato da chi ci sa fare, per cui mi sta benem a prescindere dal genere.

Ciao:-)

camp

p.s. Off Topic:  a me SRV annoia anche se si sente che ha passione... Direi anzi che mi fa tenerezza proprio per questo. Che volete farci? Ero già vecchio e cinico quando divenne famoso.  Ma a me annoia.

bac Gio, 21/01/2010 - 02:03

ritratto di bac
R: Già, Tolo grande bluesman:

ops pardon ci sono cascato ma stiamo parlando di uno dei miei chitarristi preferiti...

p.s. a me SRV annoia anche se si sente che ha passione... Direi anzi che mi fa tenerezza. Che volete farci? Ero già vechio e cinico quando divenne famoso

mi stai tendendo un altro trabocchetto? l ironia oggi passa a km da me?

 

camp Gio, 21/01/2010 - 02:11

ritratto di camp
R: Già, Tolo grande bluesman:
"

mi stai tendendo un altro trabocchetto? l ironia oggi passa a km da me? "

No, BAc:-) Nessun tabocchetto. Solo (?) un'affermazione eccessiva. Ma vedi... io non riesco a "sentire" veramente musica ed artisti che non mi prendano con la stessa intensità (magari più mentale che fisica, adesso) di quando ero adolescente. O una cosa mi prende molto o nisba. Ed SRV non poteva avere questo effetto su di me (che nel 1970 avevo 16 anni).

Ammetto che alcuni suoi pezzi mi piacevano ma poi... insomma: 3 o 4 possono essere super. Gli altri, sempre relativamente a quello che ho detto, no vibrations.

Tant'è che avevo preso un paio di dischi ma poi li ho regalati. E da allora mi sono pure scordato quasi tutti i suoi pezzi. Quelli dei Creedence no!

Altra emozione quella (all'epoca) di Johnny Winter live. Mi dicevo: "Ecco uno bravino e con una certa personalità, anche se non è Hendrix; bravo: 8+"

Non ne sono contento, perchè in fondo perdo qualcosa, come fossi un essere insensibile, ma per me è così. Forse, sono invecchiato precocemente, direi verso i 30 anni. Boh?

Ciao:-) camp

bac Gio, 21/01/2010 - 02:17

ritratto di bac
R: Già, Tolo grande bluesman:

mah, non ci vedo niente di strano non ti piace punto...a me succede la stessa cosa con gli U2, mai riuscito a farmeli piacere (tanto per rimanere off topic)

camp Gio, 21/01/2010 - 02:24

ritratto di camp
R: Già, Tolo grande bluesman:
.. è che io sono ancora incavolato dagli anni 70 (Anche se ho smeso di pensarci) , quando vidi che le cose cambiavano o che non erano come avevo pensato (sia pure da un punto di vista moderato) che potessero o dovessero essere. E la musica ne era lo specchio. E nella musica io credevo molto. Cercavo un po' di coerenza in tutti e in tutto. Non è andata così.

Ma cosa mi fai ricordare...

Bah... Intanto, anche stasera ho fatto l'una e mezza o giù di lì.

Ciao, Bac:-)

camp

p.s. odio la politica, perchè si era appropriata anche della musica. Maledetti giovani grulli: anticoformisti giulivi nei 70 e grulli rampanti negli 80. Sempre gli stessi.

moonlite Gio, 21/01/2010 - 02:34

ritratto di moonlite
R: Già, Tolo grande bluesman:
>>> Cercavo un po' di coerenza in tutti e in tutto. Non è andata così. <<<

Ehilà Vecchio Maestro ... ancora alla ricerca dell'Arca della Coerenza...?
Guarda che chi l'aveva se l'è venduta, rimane ancora qualche strato (rigorosamente SSS, niente bestemmie...) malcombinata e rare persone che suonicchiano per l'assurdo piacere di farlo, niente più.

Per il resto leggo - altrove - malevoli accenni e peana di autoctona stupidità.
Ma lassamo perde, valà, che ai vecchi tocca l'onere di mettere a letto i piccini e poi correre a dimenticare...

'notte Peppino
Paolo

camp Gio, 21/01/2010 - 19:07

ritratto di camp
R: Già, Tolo grande bluesman:

Eilà, galantuomo di Cameri.. hai ragione: L'Arca della Coerenza son fondi di investimento che non rendono granchè. PEggio dei BOT: non ci si compra manco un albergo a Tabiano. Conosci, no? :-)

Peana? Autoctona stupidità? Ma a quali letture ti sei dato? Le pratichi come sostitutivo del cilicio?

 

.. Sire Paolino, altro non dico se non ammirare le righe che hai scritto, come sai fare solo tu.

camp

 

bac Gio, 21/01/2010 - 02:31

ritratto di bac
R: Già, Tolo grande bluesman:

ciao camp qualcosa di coerente cè ancora e ci sarà sempre (pensiero da 1 30 e dopo prove...dai che domani la sveglia suona...)

Billbax Gio, 21/01/2010 - 00:24

ritratto di Billbax
Tolo Marton

Ciao Camp, e a tutti.

Indubbiamente un grande chitarrista e con degli ottimi strumenti in mano ma replicare Ritchie Blackmore credo e son convinto sia difficile per tutti, anche se da qualche anno non e' piu' lo stesso e ha deluso parecchi dei suoi Fan, me compreso.

Lo sapevate che la Fender Stratocaster che usava Blackmore prima del '73 gli e' stata ceduta da Eric Clapton per poter rescindere il contratto come gruppo di supporto dei Cream nel loro primo tour americano? HeHe

A parte questo, e a parte che son di parte, bella recensione.

Grazie, Ettore

camp Gio, 21/01/2010 - 00:53

ritratto di camp
R: Tolo Marton

Ciao, Ettore:-)

Anch'io penso che replicare, anche solo per divertimento, i guitar heroes il cui repertorio Tolo aveva certamente suonato agli inizi sia sempre rischioso, peggio ancora se in situazioni non ottimali. D'altra parte io avevo anche avuto l'impressione che comunque Marton non avesse voluto clonare Blackmore  al 100%, indipendentemente dal fatto che la cosa gli fosse riuscita o meno.
Forse ha preferito risfoderare un certo piglio  e un certo sound di quegli anni in generale, ovviamente avvicinandosi quanto basta a Ritchie (il cui attacco a me è sempre piaciuto molto, così come la sua allergia per le posizioni intermedie della Strat).

Ma potrei sbagliarmi, ovviamente. Infatti.. non lo so:-)

Grazie a te per il contributo e l'aneddoto.

camp

joevint Mer, 20/01/2010 - 23:45

ritratto di joevint
bene, Camp

Io non conoscevo Tolo Marton, ma semplicemente, mi piace molto la sua musica. Siamo al cospetto di un grande chitarrista di livello internazionale. Molti complimenti per la completa ed esaustiva recensione, gran bel lavoro!

Grazie.  :-)

joe

  

camp Mer, 20/01/2010 - 23:49

ritratto di camp
R: bene, Camp
Complimenti a Tolo Marton, se sopravviverà alla lettura.


:-)))

Grazie, Joe:-)

Ciao.

camp

joevint Gio, 21/01/2010 - 00:03

ritratto di joevint
R: bene, Camp

>>>se sopravviverà alla lettura. :-)))

Bene, vedo che il recensore è sopravissuto: sopravviverà sicuramente anche il recensito.     :-))))

ciao   :-)

joe

camp Gio, 21/01/2010 - 00:09

ritratto di camp
R: bene, Camp
Sei troppo forte, Joe:-))))

Sorrido davvero:-)

E vado a prendermi qualcosa al bar: caffè? Limoncello? Crema di Whisky? Cognac? Forse il caffè texano del Menotti (ma, di nuovo, questa è un'altra storia; questi bassisti...).

Ciao.

camp

Enzo85 Mer, 20/01/2010 - 20:44

ritratto di Enzo85
veramente molto interessante.
Grazie a Camp per la recensione, onesta, con una buona dose di info (pure la TAB !!!) e condita di interessanti contributi audio-video.
;-)

L'ultimo video me lo sono gustato con grande piacere.

Enzo

camp Mer, 20/01/2010 - 23:34

ritratto di camp
R: veramente molto interessante.
"

L'ultimo video me lo sono gustato con grande piacere. "

Quello senza manco un'immagine? Sarebbe la mia stroncatura come regista?

;-) Oibò, che giornata nera.

Grazie, Enzo. Capisco perchè ti è piaciuto, al di là della mia battuta da tre soldi. L'ho messa lì per via di un mio retropensiero riguardante lutilizzo dei video per i samples audio. Io in fondo preferisco lo sfondo nudo e crudo, perchè si ascolta meglio la musica, senza distrazioni o condizionamenti. Ero stato sul punto di farli tutti così. Scusa l'Off Topic ma tanto ci sei abituato.

Ciao.

camp

AlecB Mer, 20/01/2010 - 20:22

ritratto di AlecB
Anche se...
...erano le tre di notte, quando ho messo online questa recensione, me la sono goduta per bene.
Non vi è dubbio che Tolo sia un grande chitarrista e compositore, come non vi è dubbio che camp il Maestro sia un gran recensore.

Recensore? Non sarà micca una parolaccia, per caso?
Boh.

Mi piacerebbe assistere ad un concero di Tolo, speriamo si possa fare, prossimamente.

Ciao a tutti e due.

Il lauro.

camp Mer, 20/01/2010 - 22:53

ritratto di camp
R: Anche se...
AlecB wrote : "Recensore? Non sarà micca una parolaccia, per caso?"

Mi sa che è proprio una parolaccia ma siccome me la sono cercata, diciamo che hai fatto giustizia, senza sconti a nessuno ;-(

Non mi resta che impiccarmi al famoso Faggio Rosso, ma prima mi informo, perchè non sono poi tanto sicuro che esistano i faggi rossi.

Già, Tolo grande bluesman: dovrà pur rassegnarsi ad essere considerato tale. Del resto, ha lasciato troppe tracce in giro.

 

 


E sempre per la serie: il musicista che non ti aspetti, ecco un altro promemoria (che di nuovo non c'è niente ma ricordare non guasta)

Alpine Valley

Alpine Valley live con orchestra


bac Mer, 20/01/2010 - 19:12

ritratto di bac
innanzi tutto grazie camp x

innanzi tutto grazie camp x la recensione accurata e soddisfacente alla quale da fan di tolo non ritengo possa aggiungere niente che non sia di parte....voglio però prendere la palla al balzo x sottolineare la modestia e la disponibilità di tolo che mi ha spedito personalmente il cd e mi ha chiesto pure come fosse....pensare che ho conservato la busta nel quale è stato spedito a modi autografo....x chi non l avesse ancora fatto infine invito a non perdere l occasione di vedere un live di tolo, secondo me la sua dimensione più congeniale, nella quale traspare tutto il genio del chitarrista trevigiano

camp Mer, 20/01/2010 - 22:29

ritratto di camp
R: innanzi tutto grazie camp x
Ciao, Bac.

La tua è l'ennesima conferma di quanto si sente dire: già da tempo, Tolo privilegia la dimensione Live, che già dagki anni 80 cura in modo particolare. Secondo me,  è uno dei pochi a suonare in trio che non stanca dopo 5 o 6 canzoni. 

Suppongo che, ultimamente, Tolo abbia dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sopportando che il web sia pieno zeppo di filmati abusivi che lo riguardano ma dei quali non sarà soddisfatto.

Ho utilizzato quelli della TV trevigiana, quasi tutti dal vivo, perchè più seri delle registrazioni  del Fai Da Te Anonimo-abusivo , che perseguita un po' tutti i musicisti che suonano in pubblico

Il Video della Jam ad Austin faceva parte di tutta una serie di links variegati che in origine avrebbero dovuto costituire la premessa dell'articolo. Poi ho cambiato idea per non dilungarmi oltre misura.

Vorrà dire  che - piaccia o meno a Tolo - li disseminerò qui, sui commenti:-) E non per trasformare una recensione in un articolo celebrativo su Marton: semplicemente per chiarire meglio il contesto, dato che la sua musica ha molte sfaccettature, anche nell'ambito di uno stesso genere musicale. per cui -gratta gratta- anche una review esaustiva rischia di sortire l'effetto opposto, dando un'ennesima immagine limitata e limitante del musicista.   Certamente li conosci bene.

A te affido :un tributo texano a Tolo 

                    Black Night dei Deep Purple, con Jan Paice 

(suppongo che si tratti di una di quelle registrazioni che fanno venire un diavolo per capello a Tolo, ma anche qui si vede come uno che ha classe esca indenne da certe situazioni, oltretutto divertendosi)

Altri links  li sbologno a Lauro così me ne libero ;-)  ( ma non si tratta di avanzi: tutt'altro)


Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.