Jefferson Airplane: “Fly”

Raramente riesco a farmi appassionare da un dvd musicale: mi è capitato con il concerto al Beacon degli Allman Brothers, con l'Anthology dei Beatles, con "The Kids are Allright" degli Who e in poche altre occasioni. Immancabilmente finisco per zappare sul telecomando saltando da un punto all’altro, alla ricerca della chicca che quasi mai si presenta. Questo perché spesso le biografie musicali non sono altro che il risultato di materiale trito e ritrito, rimescolato, rimixato, "ri-commercializzato". Ieri sera, invece, mi sono gustato con estremo piacere questo "Fly", dedicato a una delle mie band preferite da sempre, tanto che custodisco con orgoglio una copia americana di "Surrealistic Pillows" dell'epoca...

Ben radicati in un determinato contesto storico, tanto che il loro sound rappresenta e ricorda forse meglio di chiunque altro la famosa Summer of Love, personalmente ritengo questa band unica nella sua originalità di intrecci sonori, vocali e melodici. Mentre una "San Francisco" di Scott McKenzi o "California Dreamin'" dei Mamas and Papas ci arrivano dall'oltretomba, i brani dei Jefferson riescono ancora oggi a regalare una ventata di freschezza atemporale, in grado di colpire anche le nuove generazioni e offrire ancora spunti di riflessione musicale. La musica dell'aeroplano aveva lo scopo di oltrepassare lo spazio e, fuori dall'orbita terrestre il tempo non ha più senso di esistere; forse per questo la loro musica appare tuttora tanto fresca e rivoluzionaria.

 

Video di presentazione del DVD


 

 

IL DVD

Agganciandosi ad alcune canzoni rappresentative dei diversi momenti di evoluzione della band, il film ripercorre la carriera dei Jefferson tra il 1966 e il 1970, nel loro momento di maggiore creatività e successo.

Tra un racconto e l'altro dei sei componenti scorrono le immagini live, spezzoni di film ed esibizioni televisive: "No Secret" agli esordi al Fillmore Auditorium nell'agosto del 1966, con la prima cantante Signe Anderson; "Somebody To Love" e "High Flying Bird" dal Festival di Monterey; "Martha" dal Perry Como television special; "White Rabbit" dallo Smothers Brothers Comedy Hour, con Grace Slick in versione coloured, con viso dipinto di nero in forma di protesta antirazzista;  "Crown Of Creation" e "Lather"  dallo Smothers Brothers Comedy Hour; "Ballad of you and me & Pooneil" dal Nigh at the Family Dog; il video promo di "We Can Be Together"; "Plastic Fantastic Lover" e "Volunteers" in concerto con il nuovo batterista Joey Covington, tratte dallo spettacolo televisivo Go Ride The Music.

Un particolare cenno voglio dedicarlo a "The House Of Pooneil Corners", eseguita durante un favoloso Rooftop concert in mezzo ai grattacieli di New York nel 1968, filmato da Jean-Luc Godard per il suo "One A.M." (One American Movie), con tanto di blocco del traffico di Manhattan e intervento della polizia a causa del caos e del volume assordante dell'esibizione; le stesse scene che si verificheranno due anni dopo a Londra con i Beatles che, per lo meno in questo caso, non sono stati originali.

 

 

Molto interessante il capitolo intitolato "Sei musicisti in cerca di arrangiamento", dove gli ex membri dei Jefferson spiegano la metodologia musicale della band per gli arrangiamenti, risultato della somma di sei personalità uniche e distinte, sei approcci diversi di interpretazione musicale che entrano in simbiosi in jam, ognuno apportando la propria sensibilità e la propria interpretazione del brano.

Tutto è il risultato di una sintesi della collettiva, a partire dall’antitetico modo di scrivere di Kantner e Balin ad arrivare ai volumi altissimi che impegnano la voce di Slick, dall'apporto musicale di Kaukonen e le sue fughe con Casady fino al contrasto con lo stile jazzistico della batteria.

Il film si chiude infine con la storica "Embryonic Journey", eseguita dal solo Kaukonen alla cerimonia della Rock'n'Roll Hall Of Fame nel 1996. La forza del film risiede nel fatto che le interviste non sono stratagemmi cinematografici riempitivi e i vecchi Jefferson concedono racconti e commenti sui momenti cruciali attraversati dalla band, inclusa l’esplicita dichiarazione del poco interesse di Kantner per essere entrati nella Hall of Fame, per la quale si domanda chi diamine ne decida l'ingresso.

Molto belli e assolutamente non superflui i Bonus del DVD, parte integrante del film. “How it began” dove si racconta della serie di casualità che portarono alla nascita degli Airplane, l’idea del folk rock, l’apertura del Matrix Night Club per avere uno spazio dove suonare questo tipo di musica rifiutata dai folk club, l'incontro con Kantner, Kaukonen che scopre l'echoplex, la sua vechia amicizia con Casidy, tutto per caso, tutto una favola.

Il rapporto di amore e odio con il grande manager Bill Graham e il suo licenziamento per volere di Grace Slick. Glenn McKay, il settimo Airplane del retro palco, l'architetto delle luci psichedeliche, tutte in diretta e create manualmente con olii e liquidi vari che venivano proiettati sullo schermo. Maurice, l'ingegnere responsabile in studio, lo zio di tutti. La folla oceanica di Woodstock e i suoi problemi organizzativi. La pessima esperienza di Altamont.

 

 

 

A questo punto, partendo dal presupposto che su Laster non tutti sono vecchi bacucchi come Lauro e il Camp, forse sarà il caso di stilare un bignamino storico per i più giovincielli.

ESORDI  E LA SCENA DI SAN FRANCISCO

I Jefferson Airplane si formano a San Francisco nel 1965 dall'incontro del  folksinger  Marty Balin e il chitarrista Paul Kantner. I due reclutano il chitarrista di estrazione blues Jorma Kaukonen (che all'epoca accompagnava tra l'altro una sconosciuta Janis Joplin), la cantante Signe Toly Anderson, il bassista Bob Harvey e il chitarrista Alexander "Skip" Spence in veste di batterista.

Nell'agosto del 1965 il gruppo inaugura il Matrix, uno dei primi importanti locali della nuova e fervente scena musicale di San Francisco. Harvey viene subito sostituito dal bassista Jack Casady e nel novembre del 1965 la band è già sotto contratto con la RCA.Con questa formazione, nel settembre del 1966 viene pubblicato il primo album, "Takes Off", con l'intensa voce di Marty Balin come elemento portante di molti brani.

Subito dopo la pubblicazione del disco, "Skip" Spence cede le bacchette della batteria a Spencer Dryden, mentre la Anderson viene sostituita dalla cantante della Great Society, Grace Slick.
A questo punto l'aeroplano è al completo e pronto al decollo

"SURREALISTIC PILLOWS" E MONTEREY

Da subito è evidente che l'ingresso di Grace Slick segna la svolta decisiva degli Airplane: la sua potente voce da contralto e il suo timbro inconfondibile da usignolo si intreccia e si amalgama a perfezione con quella più enfatica di Balin e il sound psichedelico del gruppo, dato dalla chitarra acida di Kaukonen, il basso possente di Casady, le ritmiche della Rickenbacker di Kantner e l'andamento leggero di Spencer Dryden. Il 14 gennaio 1967 i Jefferson Airplane si esibirono assieme a Greatful Dead e Quicksilver Messenger Service allo "Human Be-In", evento storico per la nascita della Summer of Love, svoltosi al Golden Gate Park.

Dato il contesto storico, è evidente che i Jefferson partono prendendo ispirazione da gruppi come i Beatles e i Byrds. Io direi che sono la band che maggiormente ha proseguito certe tematiche aperte dai lavori dei quattro di Liverpool, ma, sin dall'esordio, si avverte immediatamente la presenza di un nuovo linguaggio espressivo che ha le proprie radici nel fervento culturale della baia di San Francisco e e trae alimento dalle singole esperienze che ogni membro apporta nella band, tutti fattori che sviluppano il sound Airplane.

“Surrealistic Pillows”, il secondo LP dei Jefferson Airplane, viene registrato in soli 13 giorni. Pubblicato nel febbraio 1967, l'album rimane in classifica per più di un anno, arrivando fino al 3° posto e segnando la definitiva consacrazione internazionale dei Jefferson. Insieme a Sgt. Pepper possiamo considerarlo il lavoro più rappresentativo della "Summer of Love".

Lo strano titolo venne suggerito da Jerry Garcia, che collabora nel disco ed è segnato nei credits come "consigliere spirituale"; al primo ascolto delle registrazioni affermò che suonava “surrealistico come un cuscino".  I due brani più famosi dell'album portano non a caso la firma di Slick: “Somebody to Love”, scritta col cognato Darby Slick, il chitarrista dei The Great Society, e “White Rabbit”, un fantastico viaggio psichedelico che sul ritmo di un bolero elettrico mette bene in risalto le incredibili capacità vocali di Grace.

Questa fase della loro carriera coincise con la famosa performance al "Monterey Pop Festival" nel giugno del 1967, immortalata nel film dedicato al concerto.

 

 

ACID ROCK

"L'evento decisivo fu il concerto dei Cream al Fillmore, nell'agosto 1967; fu lì che dal folk-rock passammo al rock, e come tutte le band di San Francisco decidemmo di suonare più forte, più aspro, più elettrico, perché quella di Eric Clapton e di Jimi Hendrix la nuova musica" (Marty Balin). “After Bathing At Baxter’s”, frutto di mesi di sessioni, segna una ulteriore svolta della band, questa volta catapultata nell'Acid Rock.

Pubblicato il 27 novembre 1967, è il disco più sperimentale e psichedelico dei Jefferson Airplane  e segna anche l'emergere di Kantner e della Slick come i due maggiori compositori della band, al posto di Marty Balin.
L'album è suddiviso in cinque sezioni, ciascuna comprendente più episodi, e la band si lascia andare in improvvisazioni strumentali a forma libera, frutto delle esperienze live, e la struttura canzone scompare del tutto.

VOI SIETE IL CULMINE DELLA CREAZIONE

Dopo l’orgia acida, “Crown Of Creation”, pubblicato nel settembre 1968,  ci riporta a toni più morbidi e atmosfere intimistiche, senza comunque tralasciare momenti carichi di elettricità come "Star Track".
L'album si apre con la splendida "Lather", che, non a caso, segna un ritorno alla forma canzone dopo le jam di “After Bathing At Baxter's”.

"Crown Of Creation", con l'atomica di Hiroshima come immagine di copertina, è un inno dedicato al movimento giovanile dell'epoca: "Voi siete il culmine della creazione... coerentemente con la loro natura essi non possono tollerare le nostre menti, coerentemente da parte nostra non possiamo tollerare il loro ostruzionismo. La vita è trasformazione, ciò la rende differente dalle rocce. Troppo spesso ho sopportato i loro modi, ho nuovi mondi da conquistare. La mia vita è sopravvivere ed essere vivo per te".

 

 

WOODSTOCK E LA FINE DEL SOGNO

Nell'agosto del 1969 il complesso è tra i protagonisti del festival di Woodstock; proprio da questa esperienza i Jefferson Airplane maturano l'idea del lavoro successivo, “Volunteers”, il lavoro più politicamente schierato dei Jefferson Airplane, che abbraccia la protesta studentesca dei campus, esprimendo l'avversione del gruppo per la guerra del Vietnam e denunciando la crescente atmosfera di repressione politica negli Stati Uniti.

 

 

Tutto questo in un momento in cui il movimento hippie stava naufragando e le illusioni per un mondo alternativo di pace e amore venivano screditate da tragici fatti come la strage di Bel Air, opera della setta di ispirazione hippie di Charles Manson, o dai disastrosi esiti del festival di Altamont, durante il quale il servizio d'ordine degli Hells Angels accoltellò un giovane di colore.

In questo scenario di riflusso, il brano di apertura del disco, "We Can Be Together", invita all'unità di tutti i fuorilegge d'Amerika (con la K come nel titolo originale) a lottare contro l'American way of life. Davanti al sistema e alla reazione conservatrice che sopravanza, i Jefferson reagiscono con il radicalismo e lanciano l’ultima battaglia disperata del movimento, consapevoli della sconfitta in corso.

Queste contraddizioni si trasfigurano in un disco musicalmente splendido, a mio parere il migliore della band. Bellissima la versione di "Wooden Ships", che Paul Kantner co-scrisse con David Crosby e Stephen Stills (entrambi presenti nella registrazione),  simbolo della fine degli ideali sognati a Woodstock. Musicalmente è l'album più maturo dei Jefferson, dove il sound acido della band si fonde perfettamente con il canto corale della Slick e di Balin.

 

 

Dopo "Volunteers", la coesione della band inizia a mostrare chiari segni di cedimento: Kaukonen e Casady danno vita al progetto parallelo degli Hot Tuna e Spencer Dryden abbandona il gruppo. Con la fine degli anni '60, l'aeroplano inizia a trasformarsi in astronave, ma la musica e la creatività non saranno mai più le stesse.

I Jefferson Airplane sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996.

Roby (Bru)


commenti

Che soddisfazione:

Una volta tanto, sono nel gruppo di quelli che hanno prenotato una copia del bignamino storico.  :-)

Ma non per motivi anagrafici, che li conoscevo solo di fama.  :-(

A casa mia, c'era "un occhio di riguardo" solo per Bacarach e i furbetti dei Beatles, che si presentavano bene (ma razzolavano come e peggio degli altri). Tutti gli altri drogati e lagnosi.  ;-)

PS: pero' alle elementari avevo un quaderno con la loro copertina psichedelica; chissa' quante volte l'avro' guardata chiedendomi che musica facessero (meno quello che era dentro, il quaderno).

Bravo Roby-Bru.    :-)

joe

 

 Va bene tutto ma...

 Va bene il periodo mitico di quegli anni,dove ogni scorreggia diventava storia,va bene tutto ma che lagna sto gruppo...la cantante era carina ma stonata come na campana...non se possono ascoltare....

Cmq complimenti per l'articolo molto ben fatto

R:  Va bene tutto ma...

"ogni scorreggia diventava storia"!!???

 Caro Malvasia, una cosa che contraddistingueva le band degli anni '60/'70 è il fatto che come minimo dovevano essere formate da gente che sa tenere uno strumento in mano, anche perchè non c'erano le tecnologie digitali, e lo staff della maggior parte dei gruppi era composto da ragazzi "volontari" con delle nozioni approssimative, che passavano molta parte del proprio tempo strafatti... Un esempio tipico il circo barnum che si portava appresso Jimi Hendrix, che ci ha consegnato una sfilza di registrazioni live assolutamente improponibili. Spesso sbagliamo ad osannare qualsiasi attrezzatura "vintage" e a colegare ad essa il grande sound di un musicista: nella maggior parte dei casi il musicista tirava fuori musica e sonorità nonostante quell'attrezzatura e quei "tecnici"... 

R:  Va bene tutto ma...

A quei tempi pure le scoregge riuscivano bene e così entravano nella storia.Oggi le innumerevoli cagate rimangono tali! Purtroppo dagli anni 80' in poi (salvo forse qualche rarissima eccezione),ci hanno propinato solamente commercio pseudomusicale tradotto in tutte le salse,diffuso tramite autentiche catene di montaggio.La musica vera è arte,a volte sicuramente povera ma bella nella sua semplicità d'espressione e non certamente industria; le sensazioni non si creano tramite la produzione di massa!

saluti Dario 

R:  Va bene tutto ma...

 Quotone!

Purtroppo poi, specialmente nel caso degli Airplane, non ci sono buone registrazioni live. Salivano sul palco in momenti assurdi e suonavano, in situazioni assurde. Teniamo poi conto che spesso erano delle vere e proprie performance. Dello stesso genere girano delle registrazioni degli Allman con Duane, che non mettono in risalto le qualità nemmeno di questa band.

Fortunatamente per Hendrix, qualcuno registrava sempre (premonizione?) e tra la tanta monnezza non mancano buone registrazioni, che contengono comunque tantissime pecche. Come non notare che l'unico vero album live di Jimi, "Band of Gipsy", è di una precisione assoluta e senza alcuna sbavatura? Hendrix era un maniaco della precisione e non avrebbe mai acconsentito alla pubblicazione dei tanti live postumi.

Se uno vuol comprendere realmente le qualità musicali degli Airplane deve ascoltarli in studio ed io pagherei oro per avere quel sound, altro che scoregge! Kaukonen ha un gusto e un blues invidiabile e la sua accoppiata con Casidy è strepitosa.
E la voce di Slick, sarò sordo, ma è senza dubbio tra le mie preferite in assoluto.

PS: scusatemi, ma quando si parla di musica, e di certa musica, divento più logorroico del Lauro quando parla di Fender e Gibson :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

il tuo caso è simile a quello di chi ascolta un cantante metal o rap e dice questu chi lè no un cantanti....si può non gradire ma...open your mind...grazie e complimenti per l articolo bru

R:  Va bene tutto ma...

Grace Slick stonata?

E' tanto che navigo su internet e questa è in assoluto la str****ta più grossa che ho mai letto

R:  Va bene tutto ma...

Mi associo!

FranZ

R:  Va bene tutto ma...

 La mia è opinione personale era ovvio,anche se io,in quanto amante del Love Boat ed ascensori vari,ed essendo un mediocre chitarrista,non ho offeso nessuno....in quanto al Bru è scontato che non capisce un Caxxo di musica e di chitarre...eheheh

R:  Va bene tutto ma...

Cosimo lo conosco bene ed ho la sfortuna che abita poco distante da casa mia e ogni tanto mi tocca beccarmelo.

Buon chitarrista ma con dei gusti musicali da Love Boat. Nel mio commento son stato leggero, non puoi avere idea di cosa io non gli dica live :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

"...

p.s. una farmacista mi ha scritto: " .... ho voglia di farti gli auguri di Natale".

..."

interessante direi ;-))) basta che poi l'epifania se la porti via :-))))))) "Micca" che poi si voglia fermare fino a Pasqua e poi fino alle vacanze, e poi toh è già Natale, mi fermo ancora un poco, ecc.ecc!!!

ciao

Jack!

R:  Va bene tutto ma...

 Prova a riascoltarti adesso "Volunteers", potresti avere delle belle sorprese, e non so perché ma credo ti piacerà. Poi fammi sapere.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

 Ahahah bella questa

R:  Va bene tutto ma...

sorry

 

R:  Va bene tutto ma...

anche mi!

FranZ

R:  Va bene tutto ma...

 Ah Cosimo, sulla tua formazione e cultura musicale mi tocca bacchettarti ogni giorno, ma qui hai superato te stesso.

Primo: evidentemente non hai mai ascoltato un disco intero degli Airplane, perché ogni cosa può piacere o meno, ma non si può parlare di lagna. Volunteers è un album che musicalmente oggi come oggi è impensabile, un gioiellino per scrittura, chitarre, voci e arrangiamenti. Di non minor valore sono Surrealistic Pillows e Crown of Creation.

Dire che Grace Slicks è stonata poi! Nelle esibizioni live è risaputo che era perennemente sotto effetti di LSD, vedasi a Monterey e Woodstock per rendersi conto (trascurando il fatto poi di esibirsi alle 6 del mattino), eppure tocca delle vette impensabili.

Se vuoi giudicare il suo canto, lo puoi fare unicamente dalle incisioni ufficiali e se non ricosci il valore di una tale vocalità anche in questo caso ... torna ad ascoltare la tua musica da gay da ascensore :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

***** Va bene il periodo mitico di quegli anni,dove ogni scorreggia diventava storia,va bene tutto ma che lagna sto gruppo...la cantante era carina ma stonata come na campana...non se possono ascoltare....*****

a volte bisogna saper andare al di la' della tecnica giudicando una band....guardare il messaggio che portavano,le armonie che sceglievano....ascoltarle e poi ritrovarle in tanti pezzi pop-leggeri dei giorni nostri....questo fa dei jefferson una grande band.se ci si ferma solo alla voce stonata (live per altro stecco' anche pavarotti)allora dylan era solo un cialtrone e la chitarra di hendrix era sempre o quasi scordata e mudy waters aveva un suono del caxxo ecc ecc ecc tutto questo senza alcuna polemica sia chiaro :-)

ai fan della slick ricordate vero che era una fotomodella prima di entrare nei jefferson?  complimenti per il bellissimo articolo

 

la gloria la si deve conquistare...l'onore basta non perderlo

R:  Va bene tutto ma...

Anche Joe Cocker non aveva monitors, spie o altri sistemi di monitoraggio,eppure...magari era pure strafatto di limoncello e di LDS...eppure...eppure

 

http://www.myspace.com/cosimosuma

 

R:  Va bene tutto ma...

 Eppure ... VDVC :-)

Non ho messo nell'articolo che Paul Kantner è il sosia di camp :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

Ecco...il vino regalatomi dal suddetto era penoso e particolarmente sciapito come dicono a Milano :-)

Mi ha spacciato acquetta per Malvasia...eppure

 

http://www.myspace.com/cosimosuma

 

R:  Va bene tutto ma...

 Dai Cosimo, non allungarti sul serio. Se te me esci con simili frasi ti meriti poi che la gente reagisca.

Ripeto, ascoltati i dischi. Conoscendoti, so benissimo che non hai mai ascoltato un disco dei Jefferson.

Grace Slick è stata una delle migliori cantanti del rock, insieme alla Joplin. Hanno iniziato insieme, stessa città e condiviso tanti palchi; entrambe considerate da tutti le migliori singers della Baia dagli esordi.

Mi piacerebbe dove sostiene che la Slick sia completamente fuori. Spero tu ti riferisca al solo esempio di woodstock, dove, come ho già detto, dovevano esibirsi alle 10 di sera e sono invece saliti sul palco alle 6 e mezza del mattino, dopo una nottata che puoi immaginare.

A questo punto arrivo pure a pensare che non conosci manco Kaukonen e gli Hot Tuna, che i Greatfull Dead facevano solo rumore ecc. ecc.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

Che te devo dire...

a sto punto vado dall'otorino per un controllo,nun se sà mai...

Magari andiamoci tutti assieme,potrebbe farci lo sconto comitiva...eppure...

 

 

 

 

http://www.myspace.com/cosimosuma

 

R:  Va bene tutto ma...

Perchè oggidì c'è qualcuno o qualcuna che pure canta?

saluti Dario

R:  Va bene tutto ma...

e si oggidì cè qualcuno che canta, e anche bene....

http://www.youtube.com/watch?v=S2NiUuAYBtI

R:  Va bene tutto ma...

Sì in effetti il coro non era male,mentre il solista sembrava un roddie del grande Elvis in serata di estrema malinconia post strong sbronza.

ciao Dario

R:  Va bene tutto ma...

de gustibus....ma il dubbio che per alcuni "non è più come una volta...." sia un imperativo inprescindibile ormai è quasi una certezza....

ciao lorenzo

R:  Va bene tutto ma...

 La storiella è una bella metafora e calza a perfezione con l'argomento.

Non son poche le cose che mi davano emozioni ma ora faccio fatica ad ascoltare; è lo stesso motivo per cui cadiamo spesso nella trappola di esaltare manifestazioni del passato (televisione, clima culturale, musica, arte in genere ecc.) denigrando fenomeni attuali, ma questo è in parte dovuto al fatto che cerchiamo di tornare al Bru o al Camp di tanto tempo fa, quando la nostra sensibilità era "vergine".

Ho usato comunque la parola "in parte", perché da bacucco talebano, resto convinto di una certa oggettività dell'arte, che, a parte i gusti personali, può farci capire cosa sia meritevole di questo termine e cosa sia invece solo un palliativo commerciale. Negli anni 60 e 70 a mio parere si è prodotto l'80% del grande pop e rock: se il panorama attuale ci pare così povero, non credo sia solo dovuto alla nostra perduta spontaneità.

Questo mi spinge quindi anche a scoprire band di anni passati che all'epoca non ebbi il tempo di conoscere, per mancanza di fondi, e queste scoperte mi danno più soddisfazioni rispetto alle produzioni attuali; ci sarà pure un motivo!

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R:  Va bene tutto ma...

no forse in alcuni casi può anche avere attinenza con la tua storiella...ma ripeto, de gustibus...

I "progetti paralleli"

 Davvero complimenti perla recensione! Anche io non sono proprio di primo pelo, e voglio ricordare i Jefferson Airplane e Starship per lo spirito meno melenso, quello di Volunteers, oltre che per la vera bellezza dI Grace, la quale peraltro da quel punto di vista ha dato il meglio di se' alla fine dei '70 e anche primi '80.

Però sono un chitarrista che, proprio perchè non di primo pelo, si è formato con Esitation Blues, Whatch the North Wind Rise, Embrionic Journey, Funk #7, Serpent of Dreams e tutto il repertorio del grande Jorma Kaukonen che, sempre con il fedele Casady, hanno dato vita ad una delle più belle e misconosciute bands per veri amanti del Blues: gli Hot Tuna, rispetto ai quali relegherei la bella Grace e il marito fra i "progetti paralleli".Con il dovuto rispetto, però.

R: I "progetti paralleli"

 Gli Hot Tuna meriterebbero un articolo a se stante.

Volunteers è anche il mio preferito: li chitarre di Jorma in quel disco son da brivido.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

Combinazione

   Uno dei regali preferiti di Babbo Natale è stato il DVD quadruplo ( !!! ) di Woodstock.

I Jefferson sono tra i miei preferiti in quell'esibizione. Certo, Joe Cocker e Jimi, ma loro con il loro schierarsi apertamente e quei suoni perfettamente inseriti nel decennio "acido" sono davvero una foto del culmine degli anni 60 intesi come musica-impegno.

  E poi, lasciatemelo dire, la cantante mi piace un bel po'.

Bella recensione su un gruppo a volte sottovalutato.

Enrico. Bald Eagle.

R: Combinazione

 E poi, lasciatemelo dire, la cantante mi piace un bel po'.

 Pensa che era mia intenzione partire nell'articolo prorio dalla carica sessuale che Grace mi ha sempre impresso :-)

Per me aveva un fascino orgasmico, altro che psichedelico. E non ti dico la mia reazione quando l'ho vista bianca e inciccionita nelle interviste del dvd. Quasi quasi piangevo :-)

Grazie per i complimenti.
Caspita Lauro, non mi aspettavo di vederlo pubblicato subito. Ne son felice.

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: Combinazione

 Grace è identica ad una mia vecchia fiamma dei tempi che furono

 Sì certo. Io avevo una fidanzata identica alla Bellucci. Ora arriverà Camp che ci racconterà di tutte le sue farmaciste, copie precise della Bergman :-)

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: Combinazione

 Lauro, consolati. Magari adesso è come la Slick, e non è un bel vedere.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: Combinazione

Effettivamente la cantanta è una sgnacchera :D
Grazie Bru per il bell'articolo e la bellissima segnalazione, me li sto ascoltando con gusto!
Se volessimo restare su altri gruppi di questo periodo con sonorità simili, allora vi consiglio di dare un'ascoltatina agli Iron Butterfly (album: In-a-gadda-da-vida, 1968), il primo ambum degli Yes (Yes, 1969) e i Gong, anche se questi son un pò più duretti da mandar giù :)

Ciao,
Emanuele

_________________________________________
"Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse Anarchia"

Meni Complimenz

Davvero una bella recensione, condita da una biografia molto accurata e da molti video, ne ho visti un paio e sono davvero belli.
Conosco i JA solo di fama e per qualche brano più famoso, ricordavo l'esibizione di Woodstock, anche se non erano tra i miei preferiti.

Un ottimo articolo, ci stai abituando bene! ;)

PS: il sapere che almeno per i concerti sul tetto i Bitorz hanno per una volta copiato mi ha messo di buon umore! :D


La risposta è dentro di te...epperò è sbagliata. - Quelo
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