Chris Proctor: intervista al Six Bars Jail, Firenze - 28/03/2010

Author: Redazione / Date: Tue, 05/04/2010 - 01:32 /

Biografia di Chris Proctor

La critica internazionale classifica lo stile del chitarrista statunitense Chris Proctor tra i migliori esempi di fingerstyle americano degli ultimi venti anni. Le sue composizione vengono inoltre definite 'eleganti', 'spettacolari' e 'squisite'.

Il suo stile personalissimo si muove lungo una strada che unisce il Folk al Jazz, il Pop alla Musica Classica, rendendolo uno dei protagonisti indiscussi del genere 'Folk Barocco' (o 'Strumentale Americano'). La stampa di settore lo paragona e lo mette sullo stesso piano artistico di chitarristi quali 'Michael Hedges' e 'Leo Kottke'.

Strumentista innovativo e compositore all'avanguardia propone musica di tale ampio respiro da poter essere apprezzata da un pubblico vastissimo. La sua strepitosa tecnica strumentale ha spinto talmente al limite le potenzialità della chitarra acustica che più volte il suo stile è stato definito 'near-orchestra range' (quasi prossimo all'orchestra).

La sua tecnica e le sue capacità espositive lo hanno reso mondialmente uno dei migliori realizzatori di Workshop e MasterClass sulla chitarra acustica fingerstyle. Ha all'attivo più di dieci produzioni discografiche solistiche con le più importanti case discografiche americane e decine di collaborazioni a dischi di altri artisti di eguale o superiore fama e virtuosismo.

L'intervista

Chris, benvenuto al Six Bars Jail. Per noi è un grande onore averti qui come ospite. La prima domanda che mi viene in mente è... siamo curiosi di sapere come fai a parlare così bene l'italiano..
Ho imparato ascoltando i dischi didattici della biblioteca. Li ascolto mentre giro in macchina per gli Stati Uniti per i miei concerti. Ma non parlo molto bene...

E invece riusciamo a comuncare molto bene, bravo! Ci puoi raccontare qualcosa del tuo stile chitarristico, come lo descriveresti?
Ho iniziato col blues quarant'anni fa. Dopo il blues ho scoperto la musica fingerstyle di John Fahey e Leo Kottke. E poi la musica irlandese di .. McCarthy, John Renbourn, Davey Graham. Per me queste sono le tre influenze più importanti. Inizialmente ho composto soprattutto brani blues.. Otto anni dopo essermi laureato in filosofia sono tornato all'università e ho studiato la musica. Non chitarra, ma teoria, composizione, contrappunto. E ho cominciato a scrivere la musica più interessante, diversa dal blues, da Fahey e dagli irlandesi. Musica nuova.

Infatti il tuo ultimo disco è distante dalla musica irlandese... C'è stata un'evoluzione..
Sì sì, certamente. La musica originale è sempre difficile da descrivere. Un brano può assomigliare a un blues o a una musica tradizionale statunitense, o al jazz o alla classica. Per me è molto difficile, anche in inglese, spiegare la mia musica. Da dove viene? Dalla mia mente? Dalle mie dita? Dai miei studi a scuola? Dagli importanti musicisti che ho ascoltato quando ero giovane? Viene da tutto questo, è un'insalata mista.

 

 

 

Il tuo modo di suonare è incredibile, perché sembra di ascoltare molte chitarre. E hai anche una grandissima pulizia del suono, anche quando suoni cose molto veloci.
Grazie! Per me il fingerstyle si compone di tre parti: il basso, la melodia e l'armonia (o contrappunto), che sta in mezzo. Come nella voce, tra il basso e il soprano ci sono altre voci (baritono, alto,...). È possibile suonare così sulla chitarra se basso, melodia e armonia hanno un suono diverso. Per me la cosa più importante è far sì che il pubblico possa ascoltare le tre voci separate. Non è facile spiegare la tecnica per raggiungere questo risultato.. Passo molte ore nella mia sala della chitarra ad ascoltare ad occhi chiusi ogni nota. Bisogna praticare molto.. Quando ho finito di comporre un nuovo brano, ci vogliono almeno due-tre mesi, se non un anno, perché riesca a suonarlo bene.

Ci puoi fare ascoltare un brano che rappresenta in modo particolare la tua tecnica chitarristica?
Sì.. Una sorpresa... [prende la chitarra e accenna un brano utilizzando l'ebow . Poi si ferma in una strana posizione in cui preme un basso appoggiando il pollice della mano sinistra davanti alla tastiera e non dietro come avviene di solito, in modo da poter prendere due corde molto distanti. “Questo non si impara sui libri”, scherza.]

Che modello di chitarra usi?
La Chris Proctor Signature Model  della Taylor, vedete la mia firma qui? [ride]

Quindi hai dato tu le specifiche dello strumento a Taylor?
Sì, abbiamo lavorato con Taylor per 25 anni. La prima volta che Taylor ha fatto una chitarra “grand concert” era per me. Ho ancora quella chitarra che ha fatto Bob, quando ancora aveva solo cinque o sette impiegati. Poi ho iniziato i workshop con Taylor, e più tardi con Beppe [Gambetta, ndr] e altri musicisti come Artie Traum, … Nel 2001 abbiamo fatto 100 copie di questo modello e io ho l'unica, questa è la 101, 101 di 100 [ride].

 

 

 

Che legni sono?
Fasce e fondo in palissandro e tavola in abete Engelmann.

E come sistema di amplificazione usa quello della Taylor?
È simile all'Expression System , ma ho cambiato i magneti e inserito due piccoli microfoni all'interno. Ho anche cambiato il balance delle sei corde. Ma è molto simile all'Expression System di Taylor.

Usi gli effetti o tendi ad avere un suono più naturale possibile?
Un po' di reverbero. E quando uso l'ebow uso un po' di echo (delay). Tutto qui. Per me è un grande scherzo del mondo che la chitarra acustica debba essere amplificata tutto il tempo. Per il pubblico è importante. Le persone ascoltano la mia chitarra amplificata, non la mia chitarra acustica. Io devo passare molto tempo ogni settimana per migliorare il suono amplificato.

Hai progetti discografici in cantiere?
Ho avuto un progetto discografico quest'estate. Ma a giugno avrò un intervento per ricevere una nuova anca, un intervento che aspetto da cinque anni. Speravo di registrare un nuovo CD tra giugno e luglio, ma sia i soldi che il tempo (per la riabilitazione) vanno all'intervento. E a metà agosto ricominciano i miei concerti. Quindi probabilmente non sarà possibile fare un nuovo disco fino all'anno prossimo.

Hai già il materiale per il nuovo CD?
Sì, sono un po' ritornato alla musica blues, quella di John Hurt e Blind Blake, la musica che mi piaceva quando ero giovane. Ma c'è anche musica nuova.

E la musica classica ha un'influenza importante sulle tue composizioni?
Sì. Non suono la musica classica, però la musica classica è composta così bene, in particolare il contrappunto.. Il modo in cui il basso, la melodia e l'armonia si fondono insieme nella musica classica è per me un insegnamento molto importante.

Il metodo di scrittura della musica classica lo applichi alla tua musica...
Sì. Una rivista in USA ha scritto a proposito della mia tecnica che sono l'unico chitarrista fingerstyle barocco. [ride]

Un'ultima domanda e poi ti lasciamo riposare prima del concerto. Quando torni in Italia?
Spero di tornare nell'autunno 2011. Il prossimo anno faccio un grande giro in Alaska e poi a Ottobre o Novembre spero di tornare in Italia. Ogni anno e mezzo cerco di essere in Italia, è il mio programma. [ride]

Speriamo di averti anche l'anno prossimo..
Dovreste aspettare la fine del concerto per decidere!

È bastato il soundcheck!
[risate]

 

 

 

Six Bars Jail
EBow Wikipedia
Chris Proctor Guitars and Gears
Taylor Guitars

Sergio Bianco

 

 

Comments

RedazioneWed, 05/05/2010 - 20:25 May 05, 2010

>>> E' davvero un piacere collaborare con voi.

Caro Sergio, per noi è un piacere ed un onore pubblicare articoli, interviste ed eventi riguardanti la tua associazione e gli artisti che si esibiscono presso il tuo Circolo ARCI.

Il calendario è colmo di personaggi di fama internazionale e tanto di cappello davanti a cotanta passione e costanza che offre eventi di primissima qualità.
Ormai siete diventati una realtà, forse una delle più importanti a livello europeo e di certo la più importante a livello nazionale.

Lo spazio su Laster vi è dovuto, anzi è anche vostro.

Laster è una casa sempre aperta a tutti coloro che vivono la musica per la passione e le emozioni che essa può offrire. Sentiti (sentitevi) a casa vostra...

La redazione.


AvalonWed, 05/05/2010 - 21:19 May 05, 2010

Finalmente qualcuno che cita John Fahey, il mio chitarrista acustico preferito e che trovo sia sempre abbastanza dimenticato/ignorato.

Comunque devo dire che Chris è stato influenzato molto bene, grazie di avermelo fatto conoscere.

Saluti & salute

Stefano


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