Q-Drive, HAO Rumble Mod, Maxon ROD881, Tube Works Tube Driver: 4 overdrive a confronto

Author: Sebaseba / Date: Tue, 02/24/2009 - 02:00 /

Mi travesto da giornalista/recensore serio e inizio con lo specificare che chi ha prodotto questi pedali ਠo mio parente o mio creditore per cui sarಠil pi๠oggettivamente marchettaro e politically in-correct e quindi procedo andando a descrivere i pedali in oggetto concentrandomi innanzitutto sulle funzionalità  e sui controlli che sono disponibili in ciascuno stomp, senza tralasciare il lato estetico (eh si ਠvero che conta cosa c’ਠdentro dentro, perಠnoi maschietti siamo lo stesso veniali e superficiali… anche l’occhio vuole la sua parte…)

Eleven Electrix Q-Drive

La Q del nome di questo overdrive sta per Quaini-signature, chitarrsta col quale la Elevenelectrix ha collaborato nella realizzazione di questo pedale. Si presenta con l’insolita e originale forma dei pedali creati da Marino Basso (che come ho già  scritto nella recensione del FuzzStore ਠdiventato mio amico, in ogni caso non sono nਠsuo endorser nਠaltro: pago i suoi pedali come qualsiasi altra persona…).

Le sue dimensioni abbastanza important, forse risultano un po’ ingombranti e scomode per chi vuole assemblare una pedaliera compatta (non ਠdi certo il mio caso…e comunque l’ultima volta che ho sentito Marino mi ha riferito a riguardo che sta preparando delle versioni “compatte” di quasi tutti i pedali che produce). Il contenitore ਠin acciaio e dà  una buona impressione di solidità  cosଠcome lo switch che ਠTrue-Bypass.

La scatola ਠverniciata di colore grigio satinato e le scritte sono incise al laser (bellissimme le tacche di regolazione dei pots). I controlli a nostra disposizione sono i soliti Gain, Volume (tra i quali c’ਠil led verde che segnala quando il pedale ਠacceso) e i non cosଠsoliti controlli separati per Bassi Medi e Alti (tra l’altro quanto mi piacciono i chicken-head knobs…).

Nella versione del pedale in mio possesso i knobs sono di color crema, ma ho visto che il Q-Drive che usa Quaini e quello nelle foto del sito hanno i knobs di colore nero e devo dire che mi piace decisamente di pi๠il mio (ogni scarrafone…).

Il pedale ਠalimentabile sia con batteria (il cui vano situato nel lato inferiore ਠfacilmente accessibile svitando due brugole anche a mano) che con alimentatore di tipo Boss a 9v, la cui presa ਠsituata nel lato superiore mentre l’IN e l’OUT sono posti rispettivamente sul lato destro e sinistro dell’OD.

Impronta: Da leggero a spintissimo!
Ragazzi che bel lavoro che hanno fatto Quaini e Marino insieme (italians do it better!). Questo pedale ਠproprio versatile, ਠcapace di tirare fuori suoni che spaziano da un pulito appena sporcato a un drive bello incazzatello agendo sul gain del pedale e/o sul volume della chitarra.

L’impressione che ho avuto io ਠinoltre che la regolazione del gain del pedale non sia del tutto lineare cioà¨, da metà  corsa in poi, sembra che il gain aumenti in maniera esponenziale. I tre pot di equalizzazione sono molto sensibili: io apprezzo tantissimo in particolare come ad alti valori di gain, agendo solo sui bassi, si riesca a incicciottire il suono che esce dal single coil al ponte della mia strato senza perಠperdere in definizione.

Non so se mi spiego bene, il suono si ingrossa ma non si ingolfa… Da questo pedale si puಠottenere anche un bel suono mettallozzo per niente zanzaroso alzando bassi e alti tagliando un po’ le medie (anche se ਠun territorio che non mi ਠtanto consono…).
 
Uso del Pedale da parte mia
Lo uso con il gain alzato a ore 1, bassi a ore 11 (ore 2 con i single coils) medi a ore 3 alti a ore 1 e master a ore 10 (vi assicuro che ha già  un volume bello alto a ore 10, non sono mai arrivato a tirarlo a pi๠di metà  della corsa del master…). E' il mio pedale per gli assoli belli carichi con un bel suono pieno e ricco di sustain; ad esempio lo uso per l’assolo de “Gli angeli” di Vasco (usato davanti a un HAO Rust Driver) e per l’assolo di “Easter” dei Marillion (da solo): secondo me questa ਠla morte sua.
 
Pro e contro generali
E’ un bel pedale da “attacca e suona” ma, dato che ਠcapace di tirare fuori un sacco di suoni, bisogna sporcarsi le mani e smanettare un po’ per capire come sfruttarlo al meglio. Non che suoni male in qualche settaggio ma anzi! E’ quello il suo pro e al contempo il suo contro… ne vorrei tre per usarli in tre regolazioni diverse!

HAO Rumble MOD

Quanto amo questo pedale... e per questo lo recensisco nonostante il mio conflitto di interessi sia evidente (infatti il cugino del cognato dell’edicolante che vive di fronte alla pasticceria del mio compagno di banco delle elementari ਠstato in Giappone e ha conosciuto il fratello dell’amante della parrucchiera della donna delle pulizie della HAO…). Il suo nome ਠtutto un programma: infatti se si sostituiscono le iniziali di Rumble Mod con D e S si ottiene Dumble SOD (Super Over Drive), cioਠl’amplificatore amato alla follia dal creatore di questo overdrive e il cui suono ਠstato preso come riferimento nel progetto.

La forma dello stomp ਠ“abbastanza standard”, un po’ pi๠grosso di un pedalino di dimensioni “normali”; la scatola ਠdi acciaio e di colore oro metallizzato (bello e tamarro direi) e le scritte sono nere e rosse. I controlli a nostra disposizione sono da sinistra a destra: Volume, Colour (che interviene sull’equalizzazione in modo non troppo convenzionale ma vi rimando alla “recensione sonora” per la descrizione delle peculiarità ), uno switch denominato Mode che permette di inserire o disinserire lo stadio di drive del pedale (che puಠessere usato anche come semplice booster) e infine il controllo di Gain (inattivo quando lo switch Mode ਠin posizione Boost).

Anche questo pedale ਠTrue Bypass e lo switch dà  una buona impressione di solidità . E' alimentabile sia tramite batteria 9v (per cambiarla bisogna perಠaprire il pedale svitando le 4 viti alla base, rimuovendo in questo modo la base stessa) sia tramite presa standard a 9v posta sul lato destro del pedale appena sotto l’input, mentre la presa jack femmina di output ਠsul lato sinistro.

Unico neo estetico del pedale il led di stato che non ਠmolto luminoso e a certe angolazioni puಠtrarre in inganno. Infatti io utilizzo un looper midi per cui lo lascio sempre acceso e, ogni volta prima di iniziare a suonare, mi devo chinare per controllare che sia effettivamente ON.

Impronta: da leggero a crunchettoso ma comunque…cremoso cremoso cremoso e ancora cremoso.
Una parola sola… CLASSE.
Che drive di razza... un suono fantastico, il modo in cui questo pedale reagisce al tocco ਠimpressionante. In entrambe le modalità  boost e drive il suono cambia drasticamente a seconda di come ਠimpostata la manopola denominata color, perಠil modo in cui questa interviene sul suono non ਠper niente intuitiva.

Il fatto poi che i controlli interagiscono tra di loro non rende di certo pi๠facile il lavoro. Allora: iniziamo col dire che il pot del gain non ਠche aumenti di tanto il guadagno ma ingrossa il suono aumentando le armoniche man mano che si gira in senso orario, mentre la manopola color agisce sia sull’equalizzazione che sul gain. Infatti, man mano che si gira in senso ANTIorario, l’equalizzazione accentua le medio alte e la distorsione aumenta risultando anche un po’ pi๠acidina…

Bisogna dire che questo pedale decisamente non suona bene in tutte le regolazioni ma, anzi, ci sono alcuni punti della manopola color che danno un suono fastidiosamente sottile e ricco di alti. In modalità  boost si puಠintuire per quello detto fino ad ora che non ਠil re della trasparenza, in modalità  Drive si attiva praticamente un altro stadio in cascata e il suono si ingrossa e si arricchisce di armoniche da capogiro (attenzione sempre alla manopola color. Perà², se avete l’opportunità  di provare questo pedale, smanettate a dismisura con questo pot).

Uso del Pedale da parte mia
Lo uso per soli e a volte anche ritmiche non troppo carichi di gain: ci faccio il solo finale di “Lontani dal mondo” dei Negrita e qualche pezzo di Santana.
 
Pro e contro generali
Mantiene quello che promette? E’ un Dumble Super Overdrive racchiuso in un pedale? Boh! E chi l’ha mai suonato un Dumble? A parte gli scherzi devo dire che come sonorità  si avvicina molto al riferimento preso dal progettista e che io ho perಠsolamente sentito nei CD… per cui il mio giudizio in questo caso ਠda prendere con le molle. Per il resto a me piace un sacco: ਠmorbido e ha classe da vendere il ragazzo… C’ਠda dire perಠche ci sono alcune regolazioni alle quali non solo non da il meglio di sਠma arrivo a dire che suona male (alle mie orecchie s’intende) e un po’ acidello…

Maxon ROD881

Questo ਠl’ultimo arrivato… A dirla tutta il mio non ਠancora arrivato, infatti lo sto aspettando dalla Germania dove l’ho trovato ad un prezzo imbarazzante (85 euro compresa la spedizione in un’asta ebay da uno che ne vendeva due… tutti hanno fatto offerte all’altra asta e non hanno seguito questa… che culo!). Fino ad oggi ne usavo uno preso “in prestito a titolo gratuito anche se non cosciente” da un mio amico che ਠall’estero per lavoro: ਠstato gentilissimo a prestarmelo, l’unica condizione ਠche lo rimetta dove l’ho preso prima che tornando dagli USA se ne accorga…

La scatola à¨, a quanto sembra, di acciaio ma non ci metterei la mano sul fuoco. E' comunque di materiale metallico di un bel colore dorato, non metallizzato come nel caso dell’HAO ma satinato. Nel mezzo del pedale ਠpresente una grata attraverso cui si puಠscorgere la valvola di cui ਠdotato questo pedale e che risulta protetta da un cappuccio metallico, per cui non ਠvisibile (purtroppo) l’incandescenza della stessa durante il suo funzionamento. Se qualcuno perಠlo desidera puಠsmontare il pedale nel modo indicato dal produttore nella procedura di sostituzione della valvola e rimuovere la protezione metallica.

Questo pedale non presenta uno switch true-bypass (come tutti i pedali della serie Real Tube della Maxon); comunque il bypass ਠdi buona qualità  (e vorrei ben vedere…con quello che costa di listino il pedale…!) e pur non essendo “true” al mio orecchio non sembra degradare il segnale.

I controlli a nostra disposizione sono Gain, Master (volume), Bass, Middle, Treble e una levetta che permette di switchare le due modalità  di funzionamento del pedale (overdrive e Distortion).

Ci sono due led che segnalano rispettivamente lo stato ON/OFF del pedale e l’attivazione del Boost (anche questo attivabile con uno switch a pedale) la cui “quantità â€ non risulta perಠregolabile tramite controlli esterni (non so se sia presente un trimpot interno, non essendo mio non ho mai smontato il pedale).

Il pedale ha anche un noise gate integrato (attivabile tramite switch posto sul retro) la cui soglia di intervento ਠregolabile tramite apposito trim. L’alimentazione puಠavvenire solamente tramite presa 9v esterna posizionata nel lato superiore del pedale tra le due prese di IN e OUT.

Impronta: da crunch a incazzatello bello incazzoso.
Il Maxon ci ricorda nella forma il Tube King prodotto negli anni 90 per Ibanez dalla Maxon stessa, il cui schema si basava nient’altro che sul Tube Driver di cui sotto, con la differenza dell’alimentazione a 9v al posto del trasformatore interno e l’equalizzazione a tre bande… Secondo me la similitudine ਠsolo estetica… Rispetto al Tube Driver ਠmolto pi๠carico, pi๠verso il territorio jcm800 che plexi, cosa che risalta ancora di pi๠utilizzandolo in modalità  Dist che ingrossa il suono e lo rende bello saturo.

Il Boost dà  una bella spinta di volume anche se non regolabile e non sembra cambiare il timbro generale del pedale: ਠuna funzione che perಠio non uso mai, cosଠcome il noise gate integrato, per cui non me la sento di dire la mia pi๠di quello che ho già  fatto su questi aspetti. Non so come cambi il pedale a seconda della valvola che si monta e tra l’altro non ho idea di quale monti adesso... dovrebbe essere una 12AX7 ma non so di che tipo.
 
Uso del Pedale da parte mia
Ritmiche spinte e belle cariche tipo “It’s my life” dei Bon Jovi.
 
Pro e contro generali
Cazzarola, per quanto costa potevano metterci delle manopole che non si rompono a guardarle… Se per caso ci prendi dentro col piede 9 volte su 10 salta via la manopola! Cazzabubbola!

Tube Works Tube Driver (classic tube overdrive 911)

Ci si trova qua di fronte a una delle numerose versioni in cui ਠapparso sul mercato il famoso Tube Driver progettato dal grande Butler (e che tuttora produce a mano solo su ordinazione lo stesso pedale per mi pare 299$…acquisto che era da fare all’epoca del dollaro basso… urca me lo sono fatto scappare…). Infatti questo pedale ਠstato prodotto dalla Chandler prima e dalla Tube Works poi (ditta di proprietà  di Butler stesso prima di essere venduta alla Genz Benz).

Esistono inoltre versioni alimentabili a 9v (questa versione ਠriconoscibile dalle dimensioni molto pi๠contenute dello chassis e dalla presenza di soli 3 pots) e versioni come la mia dotate di trasformatore interno e quindi dotate di cavo di alimentazione da attaccare direttamente alla presa di corrente da 110v o da 220v.

Nel mio caso siamo di fronte alla versione denominata dalla Tube Works Tube Driver mod 911, dotata di trasformatore interno e di 4 pots (denominati level out, LO-eq, HI-eq e tube drive), ਠuna versione americana e quindi funziona a 110v e 60Hz, per cui lo utilizzo con un apposito step-down transformer.

Lo chassis ਠdi acciaio e la forma ricalca quella “classica” del pedale. Non ਠtrue bypass ma, come nel caso del Maxon, non mi sembra degradare il suono in bypass, anche se nel mio caso, come si ਠcapito, il segnale non passerà  mai dai pedali in modalità  bypass visto che uso un looper midi.

Nota godereccia: i pots non ruotano in maniera “continua” ma a scattini molto ravvicinati (non so come descrivere meglio…) e a me questo ha dato impressione di una certa qualità  intrinseca del potenziomentro stesso.

Impronta: da leggero overdrive a overdrive bello carico (dipende anche dalla valvola che ci montate…)
Qua ragazzi siamo in pieno territorio ReDavide Gilmour. Perಠdevo dire che all’inizio non mi convinceva molto, a dire la verità , e lo usavo poco o niente, anche per il “fastidio” di dovermi portare dietro il trasformatore 220v-110v…

Avevo anche si deciso di venderlo pensando di avere in mano una versione sfigata del Tube Driver: suonava graffiante, quasi fuzzoso e aveva un buco sulle medio alte clamoroso…

Poi ho pensato: questo signorino ha una valvola dentro… provo un po’ a cambiarla e vediamo che succede… L’ho aperto e devo dire che dentro l’ho trovato bello ordinato e proprio fatto bene, ma montava una non definita 12AX7 con una bella macchia nera di bruciato sul vetro… Cazzabubbola! A quel punto mi sorprendeva il fatto che uscisse un suono dal pedale lo stesso…! A quel punto non mi restava altro da fare che… provare tutte le valvole possibili!

La prima che ci ho piazzato ਠstata una EH 12AX7LPS (mi pare…), cazzarola! Il buco sulle medio alte sparito e la quantità  di gain che riusciva a tirare fuori il pedale era imbarazzante, ma io cercavo il tesoro di ReDavide e anche se ero sulla strada giusta non riuscivo ancora ad ottenere quello che volevo.
Allora ho provato una 12AU7 abbastanza vecchiotta che mi girava per casa… Ci siamo quasi…! Meno gain a disposizione ma risposta al tocco molto meno “schiacciata” rispetto alla 12AX7…

La morte sua ਠstata una 12AU7 EH, eccolo li quello che cercavo! Morbido come panna montata sopra la cioccolata! Un suono vivo, bello presente e caldo. Pensate all’assolo di “Fat old Sun” di o a quello di “Coming back to life”… quello ਠil suo territorio!
In generale il pedale reagisce prontamente alle variazioni di equalizzazione, anche se io ho l’impressione che l’identità  del pedale non si stravolga pi๠di tanto intervenendo sui pot…
 
Uso del Pedale da parte mia
C’ਠanche da chiedere? Pink Floyd, Gilmour e, aspetta… Non so se ho citato i Pink Floyd….
 
Pro e contro generali
La presenza di una presa da 220 puಠessere un pro ma anche un contro per qualcuno che magari preferisce gestire l’alimentazione della pedaliera tramite un unico alimentatore che richiede una sola sorgente di corrente a 220…
Per il resto l’unica cosa ਠche bisogna perderci tempo e provare provare e ancora provare diverse valvole, perch੠cambiano radicalmente il suono del pedale.

In conclusione

Che vi devo dire? Forse potrei fare meno di qualche pedale? Forse…
Delle mattine mi sveglio e dico: "da oggi suono con chitarra, wah e ampli, basta pedalozzi"… poi nel pomeriggio magari passo davanti a un negozio di strumenti musicali e torno a casa con uno scatolotto nuovo e, una volta arrivato a casa, gli giuro amore eterno… per poi perಠcapire che non c’ਠun solo pezzo che suono in cui userei il suddetto, che viene posto in un cassetto finchਠspinto da impulsi auto distruttivi decido di venderlo…

Questi quattro perà²â€¦ loro sono diversi, sono le mie favorite dell’Harem. Cambiano le stagioni, i presidenti degli USA, la mia circonferenza di panza (ecchecivuoifa?) ma loro sono un punto fermo. Erano mesi che cercavo un Maxon a buon prezzo perchà© sapevo che se no non avrei mai reso al legittimo proprietario il suddetto… Se mi chiedessero cosa mi porterei sull’isola deserta direi Charlize Theron ma solo perchà© specificano che posso portare una cosa soltanto (pedali senza chitarra e ampli o viceversa… che me ne fo? Mi sacrifico e porto la biondona…)

Spero di non avervi annoiato… Alla prossima!

Sebastiano