Eko Cobra IV - Una piccola storia

Author: Bluesbil62 / Date: Sun, 06/29/2008 - 00:01 /

Il futuro bassista mi suggerì un negozio che vendeva soltanto roba usata e dove lui aveva appena acquistato, senza l'approvazione della famiglia, un basso elettrico semiacustico per 30.000 lire. Questo negozio (non ricordo bene dove fosse e non so se esiste ancora; non abito più a Roma da molti anni) si chiamava Robbazza o qualcosa di simile e un pomeriggio, a compiti di scuola fatti, ci andammo, mio padre, l’organista ed io con 20.000 lire.
 
"Vorrei una chitarra elettrica che costi poco", fu l'esordio.
"Mmh...quanto hai da spendere?" Chiese il giovanottone barbuto del negozio.
"20-30.000 lire", risposi. Una prontissima ed energica reazione di mio padre mi ricordò che io avevo soltanto 20.000 e non una lira di più.
 
"Ho solo 20.000 lire", rettificai. Dopo qualche interminabile secondo di silenzio il giovanottone si guardò un po’ intorno e quindi disse che la mattina stava montando le corde a quella rossa lì ma che poi aveva rinunciato. "Vabbè…finisci tu di montarle e dammi 'ste 20.000 lire", aggiunse.

Poi mi spiegò che per agganciare le corde tramite l'anellino ai pernetti metallici innestati nell'alberino attacca corde, che risultava libero di ruotare poiché non bloccato per la mancanza del sistema di vibrato (leva, molla, viti, ecc.), avrei dovuto montarle alternativamente una dal di sotto e l'altra dal di sopra di tale alberino, in modo da impedirne la rotazione.

Gli studi di fisica e di meccanica, e un po’ più di esperienza, sarebbero arrivati qualche tempo dopo e pertanto il suggerimento del giovanottone mi apparve fin troppo chiaro.
Il giorno dopo però mi accorsi che montare le corde come da suggerimento era di fatto impossibile. Delusione, scoraggiamento, panico per le 20.000 lire incautamente spese e ad altissimo rischio di non recupero. Poi la reazione costruttiva.

L'alberino fuoriusciva lateralmente dal supporto per un centimetro buono e tale prolungamento risultava forato per accogliere il mancante dispositivo per il vibrato.
Con una vite sufficientemente lunga inserita nel foro, l'alberino fu bloccato e le corde furono montate facendole ovviamente passare tutte dalla stessa parte.
Non so se sono riuscito ad essere chiaro ma confido nell'aiuto della foto e soprattutto nel vostro intuito. 
 

Ma il resto della chitarra? Nessuna scritta e nessun logo. Evidentissimi segni d'utilizzo. Forma stratocasteroidale; colore rosso più o meno Candy Apple Red; battipenna a tre strati nero-bianco-nero, ben quattro pick-up e due switch a tre posizioni, un volume, un tono.
Come suonava? Mi sembrava magnificamente. La amplificavo con un Montarbo valvolare da 20 W che (molto) usato pagai 25.000 lire (un'altra piccola storia che ovviamente vi risparmio). 
 
Di che marca poteva essere? Inizialmente nemmeno mi interessava. Comunque, entro qualche settimana stabilii che la forma era proprio come quella della Eko Cobra dell'amico di un mio amico. Le uniche differenze erano: i pick-up, la mia quattro e l'altra due soltanto; il colore, la mia rossa e l'altra sunburst; la paletta, la mia rossa come il corpo e l’altra natural e con il logo nero Eko.
Dimenticavo: l'altra era completa del dispositivo di vibrato, tassativamente da non usare "perché se no si scorda".
 
La usai con enorme soddisfazione fino al 1979, anche come basso chiudendo il tono e con il pick-up al manico. Mai con il complessino che dovevamo formare, quel progetto fallì ancora prima di cominciare. La sostituii con una Ibanez imitazione Gibson Les Paul gold-top con il manico avvitato che mi regalò mio nonno (ancora un'altra piccola storia ed anche questa ve la risparmio). Un paio di anni dopo la vendetti ad un mio caro amico.  
 

Passano gli anni e, come a quasi tutti i comuni mortali, succedono molte cose: trasferimento di città, chitarre, bassi, gli studi, il lavoro, casa, moglie, figlia, un po' di carriera.
Poi, qualche mese fa, tra un discorso e un altro, chiedo al quel caro amico: "C''é l'hai ancora la Eko rossa?"
"Si, ma è da tanti anni abbandonata in una specie di soffitta.
"Me la rivendi?"  "Macché rivendere, riprenditela (eh già, sono terminati da un bel po' i tempi in cui si andava a caccia anche di poche decine di mila lire…). Considera che sopra ci troverai attaccate anche le cozze morte", aggiunse il mio amico.
 
La recupero e verifico che effettivamente versa in uno stato di degrado piuttosto avanzato. Il rivederla però mi fa scattare tanti ricordi e poi la voglia di provare a mettere in atto molti dei vostri suggerimenti.
Ed allora la smonto pezzo per pezzo e quindi la ripulisco.

Come? Ve l'ho detto, non ho fatto altro che mettere in atto i vostri insegnamenti acquisiti in anni di anonima frequentazione “di là”. Petrolio rettificato, acido fosforico, oli nutritivi e lubrificanti, spray per contatti, panni di cotone a fantasia scozzese, attrezzi vari ed il gioco è fatto.
Per le corde volevo utilizzare una vecchia muta 009 della Kaman ma non ho potuto: queste corde non terminano con l'anellino ma con un cilindretto pieno. Ho quindi acquistato delle economiche Squier 010 e le ho montate.
 
Il suono? Voi che siete arrivati a leggere fin qui abbiate pietà e non infierite, anche se ne avreste il sacrosanto diritto perché solo ora vi rivelo che la rossa purtroppo non suona più. I pick-up, sottoposti al lungo e non protetto stoccaggio in soffitta, sono probabilmente deceduti.

In un primo momento avevo pensato all'intervento di uno specialista poiché io, nonostante i numerosi tentativi, non sono riuscito a ridarle voce. Poi sono realisticamente giunto alla conclusione che difficilmente l’avrei utilizzata, vuoi per la solita mancanza di tempo, vuoi per la giustificabile invadenza delle altre sei più blasonate compagne.
Cosicché l’ho appesa affilata con le altre a far bella mostra di se. E a vederla non sembra mostrare alcun complesso di inferiorità nonostante la menomazione. Ed io so il perché: lei ha una lunga storia, in parte sconosciuta anche a me. Le altre, seppure un po' più blasonate, una storia così proprio non ce l’hanno e probabilmente non l'avranno mai.  
 

A proposito…è veramente una Eko Cobra IV?

Bluesbil62