Quanto costa assemblare una chitarra?

C'è riuscito Clapton... perchè non dovrei riuscirci io? Brian May ha costruito una chitarra da zero... ora, io a tanto non ci arrivo, però ad avvitare sono buono e a fare le saldature anche. In tanti lo fanno, la rete è piena di informazioni per farlo, e tutti dicono di ritrovarsi uno strumento magnifico che, a conti fatti, costa come una American Standard e vale più di una Custom Shop. I pezzi si trovano in giro e, a fare due conti, mi costa meno che andarla a comprare tutta fatta, con il vantaggio che posso comprare il tutto un po' alla volta e scegliermi i pezzi migliori. ...

Premessa

Insomma, ecco perchè si parte con l'idea di assemblarsi una chitarra (tipicamente una Stratocaster o Telecaster) e, spesso, si porta a termine il lavoro. Ma, altrettanto spesso, si abbandona il progetto perchè la spinta dell'entusiasmo iniziale si smorza, inevitabilmente, sulle difficoltà incontrate e non sempre prevedibili a priori.

Una di queste è la scelta dei pezzi sbagliati. Un'altra è la consapevolezza che, credendo di spendere meno, si finisce con una spesa superiore a quella di uno strumento già bell'e confezionato. Già, ma quanto costa davvero assemblare una chitarra?

Prenderò ad esempio la Stratocaster perchè è l'esempio più tipico e, soprattutto, perchè in questo periodo sto assemblando una Stratocaster e posso parlare per esperienza diretta. Andrò avanti con un'analisi dei costi punto per punto, prima di tirare le mie conclusioni. Chiedo scusa in anticipo se sarò noioso, ma ritengo interessante analizzare questo aspetto che, in tantissime success stories ho visto un po' trascurato.

Quanto costano un corpo ed un manico?

Dipende da quanto si è disposti a spendere e da quello che si vuole ottenere. Conclusione banale ma non così ovvia come sembra. Inoltre, corpo e manico rappresentano una scelta fondamentale per la buona riuscita del progetto e, tuttavia, da soli non bastano a far suonare bene lo strumento che si va a realizzare: serve un buon hardware, dei buoni pickup e un buon assemblaggio.

Ma andiamo con ordine.
Partiamo però da un punto fondamentale, cioè gli obiettivi che ci portano a questa avventura. Li dividerò in tre macro categorie che, in genere, ricoprono la maggior parte dei casi:

  • Avere una stratocaster qualitativamente migliore di quelle in vendita;
  • Avere una chitarra del tutto personale che in commercio non si trova;
  • Assemblare una strato con i pezzi che ci capitano per risparmiare un po' di soldini.

Obiettivo 1: strumento sostanzialmente standard, ma con maggiore qualità rispetto alla produzione di serie

In questo caso, ci sono pochi compromessi. Bisogna scegliere i pezzi migliori, e possibilmente sceglierli di persona e con l'aiuto di un esperto in materia se non si sa dove andare a parare. Ci si può anche affidare a delle garanzie date da marchi famosi o comunque conosciuti: Warmoth, Mighty Mite, Allparts, ecc. Ce n'è un po' per tutti, e praticamente si ha l'altissima probabilità di ottenere un prodotto di qualità. Ma bisogna mettere in campo un certo budget, e finalmente entriamo nel vivo dell'articolo.

Naturalmente, i prezzi che indico sono solo il frutto delle mie ricerche sui soliti posti ben noti a tutti, non pretendo di compilare un listino prezzi completo ed esaustivo. Naturalmente dò per scontato che si acquistino solo pezzi nuovi, perchè sull'usato o vintage le cifre sono troppo variabili per essere categorizzate qui e vanificherebbero lo scopo di questo articolo.

Per un corpo di qualità si possono spendere 200-220 Euro se da verniciare, fino a 300-350 per un corpo verniciato alla nitrocellulosa. Parlo, ovviamente, per corpi in Alder o in Frassino di tipo standard, senza uso di essenze esotiche o lavorazioni particolari (questi rientrano nella categoria strumento personalizzato che vedremo poi) e soprattutto parlo di corpi costruiti negli Stati Uniti oppure con essenze provenienti dagli States.

Corpi giapponesi oppure creati in italia in maniera artigianale possono essere anche buoni se non eccezionali (e sicuramente meno costosi), ma non utilizzano quei legni che rispecchiano le specifiche delle Strato di una volta, introducendo una variabile in più nella previsione del risultato finale. Ovviamente, se si sceglie un corpo sverniciato si dà per scontato che bisognerà anche verniciarlo da sè, e quindi aggiungere un 50 Euro per vernici e materiale vario per verniciare.

Scelto il corpo, tocca al manico. Anche qua consideriamo manici standard e costruiti con legni americani: acero monoblocco o acero con tastiera in palissandro, tutto rigorosamente quartersawn, non verniciato o verniciato alla nitro. Si va da un minimo di 150 - 180 Euro ai 300 a seconda della qualità dell'acero usato, della lavorazione, della stagionatura e se bisogna metterci i tasti e il capotasto.

Passiamo al reparto hardware. Un ponte di qualità che sia o non sia il Fender American Vintage ci può costare dai 120 ai 250 Euro, restando nell'ambito del 6 viti oppure 2 piloni standard. Per le meccaniche andiamo in un range tra i 70 ed i 90 euro non considerando le autobloccanti. Viti e minuteria varia, battipenna, jackplate e neckplate, strap pin standard. Ci portano via 80 - 100 euro e ci indirizziamo verso un'altra voce di spesa piuttosto importante: i pickup.

Per un set di Fender Custom Shop si va dai 140 ai 180 Euro, mentre se si vuole qualcosa  di più si spende ovviamente di più. In media, si arriva fino a 350, 400, 500 per alcuni set boutique fatti a mano.

Non sembra ci siano limiti per un set di tre single coil in alnico normalissimi che cercano di avvicinarsi alle specifiche vintage, ma non è questo il luogo per simili disamine: diamoci un tetto, e fissiamo la cifra massima accettabile a 300 Euro.

Facendo due conti, per una Strato il più standard possibile ma costruita con componenti di qualità si spende una cifra che va dagli 810 ai 1390 euro (se ho fatto bene i conti).
Chiaramente ci avviciniamo a prezzi da Fender Stratocaster american standard, se non addirittura leggermente superiori.
E questo solo per i pezzi.

Obiettivo 2: strumento che basilarmente è uno standard ma che ha caratteristiche personalizzate

Qui entriamo in un territorio talmente vasto che un'analisi comparata dei costi presenta delle difficoltà; I limiti, in questo caso, sono solo quelli dell'immaginazione, rapportati però a quelli del "quanto voglio spendere per ottenere lo strumento che desidero?". Perciò, per rientrare negli scopi di questo articolo mettiamo dei paletti, ma senza esagerare. Altrimenti si rientra troppo nello standard.

Corpo: combinazioni di legni esotici, magari con top figurati e scassi non-standard (per ospitare ponti o pickup diversi da quelli classici).

I costi salgono abbastanza, e comunque non meno di 300 euro (più i soliti 50 per i costi di verniciatura se si fa da sè). Se verniciato (alla nitro) saliamo pericolosamente verso i 400 e oltre.

Manico: bird's eye maple, flamed maple, tastiere in ebano, compound radius, eventuale predisposizione per locking nut, tastiere scalloped... tutte cose che fanno lievitare il costo dai 250 euro in su.

Diamoci un limite e arriviamo a 400 euro.
Ponte: Floyd Rose, Bigsby, Kalehr, hipshot, altri ponti costosi, diciamo dai 200 euro fino ai 500 in alcuni casi. Non ci metto l'AlecB solo perchè non sono mai riuscito a conoscerne il costo.

Pickup: combinazioni HsH, HH, P90, lipstick, single "doppia lama"... tutti magneti che costano di più di tre "miseri" single coil, se si va a scegliere materiale di un certo livello.

Una coppia di Humbucker può costare dai 150 ai 300, dai 50 ai 120 per un single centrale. P90 su una strato non ne ho mai visti, ma non si esclude nulla nei progetti custom. Diciamo che per i pickup andiamo come range dai 200 ai 500.

Meccaniche: rigorosamente autobloccanti, dai 90 ai 150 Euro.
Minuteria, elettronica: da un 80 euro per quella più standard ai 200 (forse anche oltre) se si includono strap-lock tipo gli schaller, battipenna customizzati, componenti elettronici esoterici, qualsiasi altra diavoleria possa venire in mente...

Arrivando al dunque, ecco i costi (assolutamente indicativi, non riferiti a casi specifici) per uno strumento custom:
dai 1170 ai 2150 Euro.

Obiettivo 3: strumento realizzato con pezzi trovati in giro nei mercatini dell'usato, recuperati da altri strumenti, costruiti a mano

Questo, probabilmente, è il caso più diffuso di progetto di autocostruzione. Anzi, molto spesso si incomincia proprio così perchè ci capita sott'occhio un pezzo interessante e/o particolarmente economico, e scatta l'interruttore che apre la saracinesca della fantasia da cui tracima tutto l'entusiasmo. Già ci vediamo con lo strumento che ancora dev'essere immaginato per bene, lo vediamo con contorni sfumati e costruito intorno al pezzo che abbiamo adocchiato.

Questo è l'obiettivo più pericoloso, perchè può essere il più economico ma deludente o il più costoso e facilmente abbandonabile.
In mezzo a questi due estremi c'è tutto un universo di sfumature, e il rischio "abbandono progetto" che vede le sue probabilità aumentate dal fatto che non si ha ben chiaro il progetto stesso, e a maggior ragione non si pianificano per bene i suoi costi. Vogliamo provarci? Ragioniamo per estremi, allora.

Parlando di pezzi nuovi, ci sono corpi e manici di qualità discreta se non buona, che possono differire dallo standard per uso di materiali leggermente diversi: Ontano e Acero italiani oppure asiatici, Tiglio, Frassino, Pino... essenze più economiche rispetto alle corrispettive americane oppure può trattarsi di legni di seconda scelta.

Consideriamo comunque corpi nuovi, e fissiamo come limite minimo 80 euro per corpi non verniciati e costruiti artigianalmente con materiali italiani (aggiungendo 50 euro max per la verniciatura in proprio), mentre possiamo salire sui 170-200 per un corpo giapponese verniciato. Ma se consideriamo i prezzi sull'usato... Ecco la parte più complicata.

Per mia esperienza personale, in giro sui mercatini e aste on-line ho visto corpi che vanno dai 30 Euro per cineserie multistrato a 6.500 per un corpo Stratocaster originale del 1960.

Voglio divertirmi, e fissare questi come limiti minimo e massimo per una chitarra fatta con pezzi usati. Parlando di manici, sempre con la solita distinzione, si va dai 90 per un manico nuovo e sverniciato ai 150 per uno giapponese verniciato. Dai 50 di cineseria ai 12.000 vintage originale per l'usato. Sempre con la stessa logica vediamo il resto.

Ponte: dai 25 ai 90 per il nuovo non di marca, mentre dai 25 ai 1200 per l'usato dalla cineseria al Vintage. Meccaniche: dai 20 ai 90 per il nuovo non di marca (senza distinzione tra autobloccanti e normali), mentre per l'usato dai 15 (cineseria) ai 400 (Vintage).

Pickup: 70-90 per un buon set nuovo (Tesla, Wilkinson, Tonerider) ai soliti 2-300 per un set con i controcazzi. Usato... dai 30 per le cineserie ceramiche ai 1500 per un set vintage degli anni '60. Minuteria, battipenna, elettronica: dai 40-50 fino ai 110 per pezzi nuovi non di marca. Dai 30 di cineseria usata ai 900 per Vintage originali.

Quindi, abbiamo quattro fasce di prezzo:

  • artigianale / altre marche economica: 365 Euro
  • artigianale / altre marche buona: 940 Euro
  • cineseria usata: 180 Euro
  • Vintage originale usata (pezzi dei primi anni '60): 23.500 Euro

La manodopera

Ultima voce di spesa, e non è certo la meno importante: il lavoro di manodopera per assemblare il tutto. Bisogna mettere in conto che, spesso e volentieri, si può far da sè per la verniciatura; Ma se non ci si sente sicuri, non si ha un posto dove lavorare, non si riesce a reperire il materiale adatto e non c'è nessun amico disposto a darci una mano, tocca rivolgersi a un professionista, possibilmente un liutaio che sappia il fatto suo.

E, soprattutto, è consigliabilissimo rivolgersi sempre al liutaio per l'assemblaggio manico-corpo perchè anche (e soprattutto) con pezzi nuovi questo incastro può risultare problematico; ed è la parte più delicata di tutto il processo, quello che può vanificare il lavoro e portare a risultati molto deludenti se eseguito alla pene di levriero.

Altra parte che io trovo sia molto importante è l'assemblaggio del ponte: basta una imprecisione, e ci troviamo una chitarra con le corde che non corrono parallele al bordo della tastiera.

Queste sono le tre aree-chiave di un assemblaggio, e sono quelle da cui molto difficilmente si può tornare indietro o vi si può porre rimedio in caso di errori macroscopici, perciò meglio essere assolutamente sicuri oppure rivolgersi ad un professionista. Ma, in questo caso, quanto ci costa?

Mi è stato fatto un preventivo, non dirò da chi e dove neanche sotto tortura, perciò lo riporto come cifra indicativa per dovere di completezza dell'articolo: 100 euro per il solo assemblaggio manico-corpo, 200 compresa anche la verniciatura alla nitro. Non so se è troppo, troppo poco, una media... lo indico solo perchè è un costo e andrebbe inserito in una programmazione di budget attendibile, perciò il mio consiglio è quello di farvi preventivare a priori (come ho fatto io) i singoli lavori che pensate di fare eseguire al liutaio.

Ci sarebbe anche da mettere in conto i costi vivi dell'impresa: spedizione e/o trasporti con mezzi propri, se poi si va anche a trovare un amico con l'occasione bisogna aggiungere pranzi e cene fuori :).

Tiriamo le somme

Detto ciò, faccio delle considerazioni. Con quello che ho chiamato obiettivo 1, se i lavori vanno bene si ha un'altissima probabilità di ottenere uno strumento veramente cazzuto, ben suonante e ben costruito. Magari, scegliendo con accortezza le varie parti, si soddisfa anche il prorpio gusto personale e si finisce con l'ottenere uno strumento definitivo. Stesso discorso con l'obiettivo 2, dove si andrà ad ottenere uno strumento assolutamente unico e, possibilmente, ben suonante.

La differenza tra i due, però, è che lo strumento standard anche se assemblato è meno difficile da rivendere rispetto allo strumento custom, e la perdita economica è nettamente inferiore poichè si tende a "svendere" ciò che non rispecchia gli standard comunemente accettati.

Il discorso cambia per l'obiettivo 3. Utilizzando parti artigianali e di altre marche, economiche o buone che siano, è come giocare un complesso sistema al superenalotto. Può essere una botta di culo, oppure tempo, fatica e denaro sprecati.

Di certo, le probabilità di ottenere sicuramente uno strumento cazzuto calano, io le valuterei al 50%, e molto spesso ci si ritrova con un insieme di pezzi da rivendere uno alla volta per abbandono progetto.

Gli estremi che ho messo per i pezzi usati sono solo un divertimento mentale, però sono utili a fornire un'indicazione: se proprio si vuole una "cineseria usata", dà molta più soddisfazione prendere una sottomarca usata e modificarla, oppure si deve entrare nell'ordine di idee che questo è solo un gioco per imparare ad assemblare uno strumento. Se ci si può permettere tutti i pezzi vintage originali... tanto vale comprarsi direttamente una chitarra dei primi anni '60 :).

Il senso di questo articolo

L'ho scritto non solo perchè trovavo carente questo aspetto in moltissimi articoli che trattano l'assemblaggio di una chitarra ma anche, e soprattutto, per invogliare quanti (come me) hanno deciso di affrontare questo progetto e fornire loro lo spunto per curare l'aspetto importantissimo della pianificazione.

Non basta, dunque, avere le idee ben chiare su cosa si vuole realizzare e su come procedere tecnicamente, ma è importante anche stendere un piccolo piano operativo con i relativi costi. Basta un foglietto di carta, un'agenda, una penna e tanta buona volontà; oppure, se si è pratici del computer, un foglio di calcolo tipo Excel e, a questo proposito, allego quello che ho realizzato io perchè possa essere di qualche utilità a chi legge.

 

 

Credetemi, se si hanno le idee ben chiare su tutto ciò che serve per portare a buon fine la realizzazione di uno strumento, su quelli che sono i costi e come si può diluirli nel tempo, sulla base di questo si può stendere un piano di lavoro e stimarne i tempi di realizzazione, se ne può valutare il costo in base alle proprie esigenze e correggere il tiro in anticipo.

Se tutto ciò è analizzato con attenzione e pianificato a priori, ci sono altissime probabilità di portare a buon fine il progetto; avremo probabilità ancora più alte di mantenere vivo l'interesse e la certezza di sentirci comunque soddisfatti alla fine quando, montate le corde, sentiremo il suono della nostra nuova chitarra venuta al mondo.

Rob
 

commenti

volevo solo dire

volevo solo dire, trovato corpo squier stratocaster vintage series nuovo a 50 euro, manico all parts 75 euro da verniciare.... la tentazione di comprare c'e'...o c'era...nel senso che mi rendo conto che poi mi devo comprare tutto il resto...e poi si un ottimo modo per passare il tempo in inverno e divertirmi e avere la soddisfazione di aver fatto qualcosa con le mie mani....

chissa forse lo faccio ...forse no..una jaguar :) 

Considerazioni a posteriori

Ho scritto questo articolo, l'ho mandato in redazione e l'ho lasciato "decantare" prima di intervenire. Ed eccomi qua a dire anche le mie opinioni reali alla luce delle esperienze "pratiche" che ho avuto modo di fare tra la scrittura dell'articolo e questo momento.

Primo: le disevventure citate dal Lauro sono assolutamente reali e concrete, ne ho parlato nel diario e le accenno qua in funzione dell'argomento trattato. Ho preso un corpo artigianale in Alder, ho cercato di metterci il manico di una Squier stratocaster standard e i due pezzi semplicemente non si accoppiavano. Era come se un Chiuaua volesse conoscere biblicamente un esemplare femmina di pastore maremmano.. fate le dovute proporzioni! Perciò, io rientro nella terza categoria, quella dei pezzi raccattati un po' in giro. Mi affido alla famosa "botta di culo", e confesso che l'idea di assemblarmi la strato è nata dopo aver smontato il corpo della mia Squier e aver soperto che c'è la famosa "vasca da bagno". Volevo più legno, là sotto, e quindi volevo assemblarmi un corpo in cui inserire quel manico che mi piaceva così tanto... così ho finito solo con l'avere un bel po' di pezzi che, messi ineesieme, formeranno un corpo forse decente. Ma quel manico non posso mettercelo... e quindi dovrò prendere un altro. E non so con che risultato, a 'sto punto.

Cos'è, predico bene e razzolo male? No, semplicemente ho scritto questo articolo nel modo più obiettivo possibile, con una punta di otttimismo per dare un po' di coraggio a me e ad altri che leggono l'articolo circa il fatto che ci sono probabilità di successo. Ma in sostanza, con il discorso "costi" volevo mettere in guardia molta gente che dà per scontato il "risparmio" dato dall'assemblaggio. Non si risparmia niente! E non solo perchè si spende di più per assemblare che per comprare, ma anche e, soprattutto, perchè il risultato molto (troppo) spesso delude e ci induce a svendere tutto e, magari, invece di ricominciare da capo con un nuovo assemblaggio si va a comprare uno strumento nuovo bell'e fatto; sommando i costi, cioè il totale di quanto si è speso per avere quello strumento, si finisce con l'averlo pagato molto di più.

In pratica, dò ragione al Lauro sul fatto che se non sa cosa si fà, meglio mettere il tutto nelle mani di un vero professionista e spenderli quei soldini in più per fargli completare l'assemblaggio. Se proprio si vuole assemblare... sennò, mettere in campo altri soldini in più e fargliela costruire da zero la chitarra, al professionista, che sicuramente sa cosa fà e come lo fà.

Altrimenti, sempre se si vuole assemblare... prenderla come una qualche forma di hobby e mettersi giù a imparare, insistendo sui propri errori e cercando di correggerli e imparare. Ma togliendosi dalla testa la pretesa di ottenere uno strumento "migliore", o quantomeno "decente". Anche se il mio consiglio è... fare pratica con la vernici e con le lavorazioni su altri pezzi di legno, così da non rovinare corpi o manici già bell'e fatti.

Secondo: per pura curiosità sono andato a provare strumenti assemblati venduti come "usati" (e, lo confesso, venduti a prezzi così interessanti da farmi vacillare), e ho visto certi macelli... Credetemi, roba da fare accapponare anche le pelli più coriacee. Ovviamente suonavano alla cacchio. E venivano rivenduti così perchè, a detta dei proprietari, il liutaio si rifiutava di riparare i danni fatti da un assemblaggio manico-corpo, o del ponte, fatti proprio alla pene di levriero.

Ho visto manici ballare il tuca-tuca, e ho visto verniciature a pelle di coccodrillo e bucce d'arancia spacciate come "laorazione relic". Bah!

Tirando le somme, il vero senso dell'articolo è: lasciamo perdere, oppure prendiamola solo come un divertimento o un'occasione per imparare. Io, già che ho i pezzi, sto facendo così: porto tutto dal liutaro prima di verniciare e vedo se se la sente e se è il caso di procedere. Naturalmente, mi sono messo l'anima in pace riguardo alla Squier: la lascio così com'è e le rifaccio solo l'elettronica. In fondo, non è così "accia"... e della Strato che vorrei assemblare? Chissà. Vedremo. Se il liutaro mi dirà che non è il caso? Non ne ho la più pallida di cosa farne dei pezzi che mi troverò in mano... suggerite pure, purchè non siano suggerimenti zozzi! :)

Un grazie immenso, comunque, a quanti mi stanno inondando di complimenti per l'articolo... diciamo che mi ha fatto piacere scriverlo, e sono contento che venga accolto con lo spirito più critico possibile. Altrimenti non avrebbe avuto senso, e se avessi voluto solo incensare la mia roba... lasciamo stare, va' :).

 

* Rob


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"Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà."
James "Jimi" Marshall Hendrix

R: Considerazioni a posteriori

Pure io l'anno scorso mi sono cimentato nell'assemblare uno strumento: la mia telecaster munita di Nocaster 51.

Premetto che ho acquistato solo parti originali di ottima qualità ottenendo giunzioni perfette, sono in possesso di sufficienti attrezzature (trapano a colonna, frese e altro) per eventuali correzioni (anche se sono state poche per mia fortuna),  ho una certa manualità in parecchi campi e sono uno schifoso precisino rompicoglioni!

Per l'unica cosa che non ero in grado di fare, ossia verniciare, mi sono affidato alle abili mani di mio zio che invece lo fa per mestiere e alla fine il lavoro è venuto decisamente bene.

Il risparmio, nei confronti di uno strumento nuovo, c'è stato (anche perchè lo zio ha lavorato gratis) e la chitarra suona benone, ma tuttavia rimane comunque uno strumento "sbilanciato" rispetto ad uno costruito come si deve da un professionista.

Per concludere consiglio l'esercizio come un buon sistema per rilassarsi con un nuovo hobby (se non si hanno pretese sul risultato finale, a me è andata benino, ma....) se invece si desidera uno strumento definitivo con i controfiocchi inviterei caldamente di rivolgersi a chi sa quel che fa dalla A alla Z e per rilassarsi ripiegherei su lunghe passeggiate, io infatti questo fine settimana lo passo a cavallo!

R: Considerazioni a posteriori

 "Mi è venuta voglia di pubblicare una serie di articoli su "cosa e come fare" nei dettagli per ottenere un ottimo strumento assemblato che possa concorrere con strumenti blasonati dei vari Custom Shop.

Appena ho un pò di tempo mi do da fare..."

Sarebbe fantastico,davvero.

Pero' quando avrai tempo:)

 

R: Considerazioni a posteriori

ecco diciamo che forse avevo capito fin dall'inizio il senso dell'articolo, dandolo per scontato ma oi così scontato non era.

E' ovvio (o almeno lo è sempre stato per me) che non potrò mai ottenere una PRS assemblata da me. Quando faccio questi lavori lo faccio  perchè mi piace.  Mi assemblo una chitarra per il piacere di avere qualcosa di "mio" in tutti i sensi. Ovviamente cerco di ottenere il meglio da me stesso,  ma se riesco ad ottenere qualcosa di decente sono felice lo stesso. L'esperienza è fondamentale, qualche volta vi racconto i miei frankstein.

winston smith

R: I miei due cents...

Il ragionamento non fa una piega, sebbene ci siano dei punti da rimarcare.

Anzitutto concordo sul fatto che chiunque non abbia una buona dose di manualità e conoscenza teorica della chitarra dovrebbe astenersi dall'assemblaggio; ma se, spinto da una insana passione, volesse comunque cimentarsi nell'operazione, anche a rischio di insuccesso, non vedo perchè non dovrebbe farlo; magari su cento liutai in erba ne escono uno o due, forse dieci, validi.

Io ho assemblato parecchi strumenti, per me o per amici, e, tolto qualche "errore di gioventù", sono molto soddisfatto del mio operato. E devo molto al fatto che, prima di tutto, ho passato mesi e mesi a documentarmi su ogni aspetto possibile relativo all'autocostruzione, fino a mandare praticamente a memoria due testi chiave, ovvero "Guitar player repair guide" e "Guitar electronics for musicians". Quindi, primo passo: do-cu-men-tar-si!

Secondo punto che vorrei sottolineare è la scelta dei componenti. Una mia fissazione è sempre stata la perfezione dell'accoppiamento manico-corpo. Ogni volta che ho scelto componenti forniti dallo stesso fornitore m'è andata bene; quando ho provato ad accoppiare il corpo di uno con il manico di un altro ho avuto problemi.

Terzo punto: mai guardare al risparmio; ma, d'altro canto, non eccedere nel senso opposto. Se da un lato è matematico ottenere scarsi risultati scegliendo cineserie, sprecare cifre stellari non garantisce il risultato. Io ho sempre scelto componenti di media qualità, anzi, per meglio dire, di medio prezzo; parlo di legni, perchè per ciò che riguarda l'hardware il discorso cambia: a una maggiore spesa a mio avviso corrisponde sempre una maggiore qualità; su ponti e meccaniche non ho mai risparmiato un euro, concedendomi sempre il massimo; per non parlare del componente chiave, i pick-up..

Giustamente c'è da tenere presente uno dei punti più critici, che tu sottolinei, ed è la finitura. Non ho mai fatto finiture a spruzzo, non mi sento in grado, quindi negli anni ho scelto di acquistare o corpi già finiti, oppure di applicare una finitura semplice; in quest'ultimo caso ho sempre scelto una finitura a tampone a base di olio tung, e, complice una buona dose di fortuna nel ricevere dei bellissimi "pezzi", ho ottenuto risultati passabili:

 

In conclusione non posso non considerare il fatto che, sebbene abbia delle ottime chitarre "industriali", le chitarre che uso sempre dal vivo sono praticamente solo quelle che ho assemblato io.

 

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Piccolo aneddoto: qualche tempo fa ho fatto una specie di blind-test con dei file audio; ho sottoposto al giudizio i suoni di tre chitarre: una strato assemblata, una strato del 65 e una strato "Bonnie Raitt"; la Raitt ha riscosso i minori consensi, la 65 i maggiori, ma l'assemblata le stava praticamente pari. Ovvio che in un test del genere è giudicato il suono ma non la suonabilità; ma questo è un parametro che sta a se e di cui possiamo discutere all'infinito.

 

 

R: I miei due cents...

fondamentalmente non hai fatto altro che darmi una conferma.... ma uno studente di ingegneria può non smontare/montare avvitare/adattare rompere/aggiustare.....

winston smith

R: I miei due cents...

Gli studenti di ingegneria sono, in media, le persone meno dotate di manualità del pianeta :)

R: I miei due cents...

è vero perchè passano tanto tempo sui libri... ma io ancora non mi sono laureato.... cisarà un perchè no?!?! ;P

winston smith

R: I miei due cents...

guarda sicuramente non lo saprò fare, ed è per questo che prima ho comprato chitarre "industriali", però se non ci provo, riprovo e ririprovo potrò mai imparare?

winston smith

R: I miei due cents...

 Ciao Lauro,ti è mai capitato per le mani parti di USACG e Musikraft? Sono piccole ditte,limitate come scelta dei legni rispetto a Warmoth,ma con piu' qualità. Verniciano alla nitro ed ho sentito pareri entusiastici sui forum americani.

R: I miei due cents...

"di una delle due mi sembra di avere anche il sito"

http://www.usacustomguitars.com/

https://www.musikraft.com/

 

Aggiungo i link in modo che si capisca di cosa si stà parlando.

R: I miei due cents...

 Si sono ex dipendenti Warmoth per entrmbe le ditte.In Italia non sono molto conosciute,anche se il logo di USACG non mi è nuovo,ma non riesco ad associare niente,forse le ho viste a qualche Disma.

R: I miei due cents...

 Quel che non ho mai capito è se nelle opere di cannibalizzazioni varie si può sostituire tranquillamente un manico.

Sulla sua tele storica il Boss mise un manico di una squier.

Su una tele mediocre, ma che ci piace, può aver senso metterci un bel manico che sia perfetto per le nostre mani? O anche questa è una operazione che può portare a pessimi risultati?

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

 Gli strumenti del Boss mi sembra siano stati sempre "maneggiati" da Sadosky, presente anche ai tour. Micca l'ultimo arrivato :-)

E perché, tu sei l'ultimo arrivato?

E' ovvio che se decido di cambiare un manico, vengo a rompere i cojones a te. Mi manderai a fanculo, su questo non c'è dubbio, ma, magari, con una boccia di limonciello ti si riesce pure a corrompere :-)

PS: voglio una telecaster scrausetta ma con il manico della Eric Johnson!

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

il manico della Eric Johnson.

Già,il manico della Eric Johnson interessa pure a me,assomiglia parecchio a quello della alla mia 66',ma è più tozzo,tende ad assomigliare a certi manici Gibson.Se non erro il modello Eric Johnson,è ripreso da una Stratocaster 57',però con manico a V e il radius molto piatto.Siccome sono restio a sostituire il manico alle altre due mie Stratocaster,chiedo se qualcuno tra i forumisti,mi sa indicare un modello di Stratocaster con il manico simile a quello della E.J.;magari  una reissue 57',sarei intenzionato ad acquistare uno strumento con quelle caratteristiche,ma non Signature,poichè ritengo sia una cosa alquanto ridicola e poi assurdo pagare 400/500 Euro in più per una firma,per giunta ricalcata e stampata automaticamente.Dal mio punto di vista ritengo ancora più assurdo acquistare una Relic,con le ammaccature fatte in casa;roba da gente finta sino al midollo. 

saluti Dario

R: il manico della Eric Johnson.

Ciao Steve,non so se ti riferisci a quanto ho espresso io a riguardo della Stratocaster Eric Johnson,che tra l'altro ritengo più che ottima e della quale mi piace molto il manico e la tastiera;semplicemente io vorrei sapere se esiste un modello simile (sopratutto il manico),ma non firmato,poichè non mi va di spender 300Euro in più per una firma per giunta non di pugno(come ovvio).

nuovamente ciao Dario

R: il manico della Eric Johnson.

Occhio perchè adesso scrivono: "Nitrocellulose Lacquer Finish" non vorrei che qualcosa fosse cambiato....

R: il manico della Eric Johnson.

fiuuuu... meglio così...  ho una chitarra verniciata alla nitro sottile.... se sapessi anche suonarla sarei veramente figo...;-)))

R: il manico della Eric Johnson.

"l manico della Johnson ha un profilo a V e tastiera da 12", un caso unico tra i modelli di serie e quindi non esistono replacemenrt con quelle caratteristiche, almeno da Allparts e Warmoth, che fanno invece il V neck con tastiera da 7" 1/4 (io ne ho uno Allparts molto bello)."

 

Warmoth realizza quello che vuoi,basta guardare sul sito, scegli tra i radius e vari profili.

Ma anche USACG e Musikraft essendo piccole ditte realizzano quello che vuoi,come un custom shop.

R: il manico della Eric Johnson.

"Spezzo un'arancia" a favore della EJ... (e vado clamorosamente OT):

Secondo me nella EJ ci sono parecchi aspetti da considerare oltre la firma (che non c'è...)... Manico quarter sawn dal profilo unico (e comodissimo a mio avviso, ma io ho delle pale al posto delle mani...), ah questo manico lo trovi solo sulla EJ, corpo in 2 pezzi di Alder leggero e con lavorazioni simili a quelle dell'epoca (scassi per single coil e non per hum e incastro manico pulito e bello stretto), verniciatura moooolto sottile non ho ancora capito se tutta nitro o solo le ultime mani... Countour body bello marcato... pick-up molto buoni e unici per questa chitarra... etc. etc.

Secondo me la strato con il miglior rapporto qualità/prezzo... (sempre scarso in senso assoluto ma questo è un altro discorso...)

R: il manico della Eric Johnson.

Va bene a questo punto non mi resta che provare attentamente un modello Strato EJ,sottoporlo all'esame finale delle mie orecchie e se la visita risulta positiva,portarmi a casa una ulteriore Stratocaster.Oppure optare per un manico Warmoth with shape V soft and radius 12",da montare sulla mia American Standard(le altre due Strato sono intoccabili),la quale suona discretamente,ma della quale non mi piace il manico troppo sottile e poi reperire un signor liutaio che faccia correttamente il lavoro di sostituzione del Neck! Boh,vedremo il da farsi,sono piuttosto indeciso.

saluti Dario

R: il manico della Eric Johnson.

Guarda Dario, io ho preso una EJ perché era l'unica strato che riuscivo a suonare e quel manico (radius 12 e grosso) non l'ho trovato su nessun altra strato.

Eric Johnson manco mi piace, la firma non c'è (se non un omino sulla placca dietro), alla fine che mi frega, per me è solo una strato da suonare.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: il manico della Eric Johnson.

Difatti quel tipo di manico con quella forma V soft e radius 12",5;piace pure a me,ma sto chiedendo se esiste attualmente in commercio una Stratocaster simile alla EJ,ma ovviamente non firmata (non voglio spendere soldi in più per una firma finta).

saluti Dario

R: I miei due cents...

http://www.repubblica.it/speciale/2005/calendari/fox2/large/06.jpg

Se vai a Cologno la trovi :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

Ahh.... ! Mò si! Eccheccacchio, dall'altro giorno che l'avevo chiesta.......  ;-)

Grazie, Bru

 Visto Camp? Pure senza scritta..... ;-)

ciao, :-)

joe

R: I miei due cents...

 Elaborazione personale della splendida Ainett Stephens, comosciuta anche come la Gatta Nera de Il mercante in fiera (da guardare).

Siete morbosi :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

.... " tutti i giorni dalle nove di sera a mezzanotte" 

Che strani orari ha sto lavaggio.  ;-)

joe 

R: I miei due cents...

 Ah ah, quei culi in basso al centro sono orribili!

Hai ragione, sono un incompreso degenerato :-) e completamente esaurito dall'anno appena trascorso. Ma l'auto è carica e domani mattina me ne scappo. Sai quante belle cose da vedere in spiaggia :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

 Se se. Questa non la assembli, è un kit giàà pronto da montare :-) e son sicuro che non si chiama Juanito.

In ogni caso, io non ho mai assemblato nulla, son troppo tradizionalista. Semmai, prenderei volentieri una delle tante chitarre assemblate da voi, uscite bene e svendute a poco, come deto sopra. Avvoltoio :-)

Le famose NAsh che adesso van tanto in voga, che hanno poi di tanto diverso da una assemblata e poi rettificata da un buon falegname?

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

Ma son gli altri assemblatori che prima o poi potrebbero stancarsi dei loro assemblati, non i falegnami.

Le Nash, da quanto ne so, son pezzi all parts assemblati da lui e poi reliccati e venduti a caro prezzo. Mai provata una, ne ho solo letto.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

 Azzzz, forse sta fotona va un po' troppo offtopic. Perdonatemi. Toglietela pure, si trattava di un argomento serio e Lauro mi ha messo in mente tette e culi neri.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

 Eccolo, il re dell'off topic. Ed io che avevo cercato di rientrare in tema rilanciando sulle Nash :-)

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

R: I miei due cents...

 Meglio così, già si va spesso offtopic, l'immagine era proprio troppo. Sorry.

 

Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy

Da ex profano

In carriera ne ossamblate parecchiotte, di strato soprattutto, mi sono deliziato con p.u. ed hardwere in stile, originali, invecchiati, ecc ecc, insomma ho fatto di tutto, ed ho ottenuto anche ottimi risultati, tanto che qualcuono a fine assemblaggio dopo prova non le  ha distinte dalle originali e tanto blasonate, si insomma suoni come dire.. da paura! Personalmente spingo chi ha la voglia  e la curiosita' a provarci, le soddisfazioni arrivano senz'altro; pero', c'è il pero', a fronte di una spesa che puo' variare dagli 800 ai 1000 e passa euri, bisogna essere anche coscenti del fatto che un domani, anche se lo strumento è eccezzionale, non varra' una cippa! Quindi se si parte con l'idea di avere uno strumento per "lavorare" senza spendere follie per una C.Shop ed avere Il Suono ok, ma mettete in conto che domani sara' buono solo per il caminetto,....forse!!!

 

 menguicc

 

Prof

Le idee chiare

Ragazzi per una artigianale di liuteria o una autocostruita, la regola d'oro è e resta -come ha ben sottolineato Harlock- avere le idee chiare su cosa si vuole e come ottenerlo.

Lorenzoens

mah,x la chitarra definitiva io ho speso 517,50 €...

Non sono daccordo sui preventivi, io ho ottenuto la miglior chitarra possibile con questa cifra: -4 € per 12 viti per reggere -3 € di fil di ferro per fare 6 corde -5 € di colla e carta per fare il corpo e il manico (tanto si sa che non contano per niente) -505 € per un solo pickup avvolto a mano dal mago Gandalf con filo delle fate della foresta degli elfi e magneti plasmati dalle mani dei crudeli gnomi delle montagne incantate. Semplice no? Pensate, a me fa cagare e secondo me non suona niente ma io so x certo (é stato dimostrato scientificamente) che non é possibile ottenere uno strumento migliore... ;))))))

bell'articolo

Aggiungerei solo che forse nel computo delle spese bisognerebbe includere il costo di una rettifica da far eseguire ad un liutaio a fine assemblaggio, visto che è un'operazione un po' fuori dalla portata del "normale" DIY-er.

 

Gigi (aka Alfio)

 


www.younglustband.it
www.myspace.com/younglust06

capacità manuali e disponibilità economica

A prescindere da cosa fanno Eric Clapton o altri grandi della storia chitarristica e dal fatto che questi big non vengono assillati da probabili problemi di "tasca",i quali spesso determinano o anche annullano le scelte di moltissima gente comune;per assemblare correttamente uno strumento musicale,in questo caso una chitarra elettrica,ci vogliono sicuramente delle capacità di base,derivate da un necessario sapere cosa fare e perchè va fatto così:in poche parole bisogna avere cognizione del lavoro e sopratutto le necessarie capacità manuali per portarlo a termine in maniera positiva,il che in breve vuol dire che la chitarra deve suonare,possibilmente bene ed intonata,altrimenti aldilà della mera soddisfazione personale per aver comunque portato a termine l'opera di assemblaggio,il vero risultato ottenuto potrebbe essere una amara delusione e un bel po' di soldi buttati via inutilmente.

Quindi,dal mio punto di vista,volendo per forza ottenere uno strumento non di serie ma un Kit  da assemblare,l'unica strada da percorrere,resta quella del buon liutaio,al quale innanzi tutto chiedere il parere,sui tipi di legni da scegliere (corpo/manico/tastiera) e in base alle sue esperienze,chiedere allo stesso,le inevitabili opinioni sul tipo di Pick Ups,potenziometri,ecc..Ovviamente il rivolgersi ad un liutaio e farsi "aiutare",aumenta il costo generale dell'operazione e a questo punto non rimane che meditare ben analizzando la vera utilità dell'operazione sia in chiave economica,che quale ripagamento tecnico;tenendo ben presente che alla fine non si avrà ne una chitarra di grande produzione di serie e nemmeno uno strumento con il pedigree uscito da qualche famoso Custom Shop,quindi,indifferentemente se lo strumento soddisfa o meno,sia avranno notevoli difficoltà di rivendita dello stesso e di rientro almeno parziale dei soldi spesi.

Se poi non si da particolare importanza ai soldi spesi o avendo una considerevole disponibilità economica a propria disposizione,allora ritengo giusta la scelta dell'assemblarsi personalmente la propria chitarra,anche attraverso necessari "fiaschi",tutti sappiamo che i mestieri si imparano sbagliando e gli errori si pagano,in questo caso con i propri soldi.In conclusione non scopriamo nulla di nuovo,le strade rimangono quelle di sempre,cioè i negozi presso i quali è posibile reperire strumenti di gran marca e qualità o altrimenti optare per i bravi liutai,tramite i quali farsi costruire un buon strumento su misura;nel mio caso mi rivolgerei ad un liutaio anche per la sola sostituzione di un manico di chitarra elettrica.

saluti Dario 

R: capacità manuali e disponibilità economica

 Sono daccordo su quasi tutto quello che hai detto.

L'unica cosa è che le capacità manuali e l'esperienza non sono comunque sufficienti per ottenere un buon risultato. Anche se si è in grado di fare un assemblaggio a regola d'arte se le parti sono scarse, o con dei difetti, il risultato sarà sempre e comunque pessimo. 

Sconsiglio di prendere le parti usate,perchè è piu' facile che siano scarti di altri.Meglio non rivolgersi alle ditte economiche perchè ho visto che gli accoppiamenti sono poco precisi,alcune chitare addirittura hanno le corde non parallele al manico.Quindi meglio un usato in negozio dove si puo' verificare con mano la chitarra prima di acquistarla.

Da quel che ho letto per la rete rimangono solo un paio di piccole ditte che si occupano di qualità: cioe USACG e Musikraft. 

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