
Eccoci alla puntata numero sei della nostra rubrica bimestrale incentrata sul momento della prova del suono, il Soundcheck. Siamo giunti al termine della parte dedicata alla sezione ritmica, come accade in quasi ogni occasione, il fonico lavora prima con batteria e basso per poi passare al resto. Il tutto condito da ricordi ed esperienze personalivissute in prima persona. Dalla prossima puntata entreremo nello specificoo chitarristico, affrontando il palco dal lato delle sei corde, elettriche prima ed acustiche poi, dedicando chiaramente molto spazio al nostro strumento, anche se non ci limiteremo solo a quello. Un soundcheck che si rispetti coinvolge tutti i musicisti sul palco. Buona visione, alla prossima. Daniele Bazzani e Giovanni Onofri
commenti
interessante.
Incredibile la quantità di informazioni che viene fuori da queste vostre chiacchierate.
Grazie Daniele e Giovanni, e molti complimenti per questo lavoro.
PS: Quando parli della difficoltà di eseguire uno slide davanti a 50mila persone, suggerisci un argomento di discussione che mi sta a cuore, e forse anche ad altri: il controllo dell'emotività sul palco. Che ne dici?
joe
A parte gli scherzi e i
A parte gli scherzi e i soliti complimenti, ho una cosa però da dire: siamo alla sesta puntata e la chiacchierata è stata molto interessante, ma arriveremo al piatto forte che più ci interessa?
La chitarra, l'ampli, il suo volume, il crunch. Ovvero, la bestia nera di noi tutti.
Se si suona rock e si vuole uscire con la dovuta pacca e dinamica, le valvole devono essere tirate ed è l'incubo di noi tutti nel localetto.
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
R: A parte gli scherzi e i
hai ragione Bru, ma parlando il tempo ci vola, e le puntate sulla chitarra iniziano alla prossima!
grandissima serie di video,
grandissima serie di video, complimenti.
Una domanda, a 10:57 che si intende per "...levare un pochino di nota" ad un chitarrista?
R: grandissima serie di video,
Credo si riferisse al basso e che la sua intenzione sia quella di enfatizzarne maggiormente la funzione ritmica aumentando la profondità della nota a discapito della sua nitidezza.
In questo modo si cerca di "mascherare" eventuali sovrapposizioni armoniche errate e si aumenta la capacità del basso di fare da collante tra chitarra e batteria.
Simone.
R: grandissima serie di video,
ben detto, in un trio un basso meno nitido più profondo è la cosa giusta da fare, tutto il sound ne guadagna.
complimenti sempre per il video.
ciao. Gero
R: grandissima serie di video,
ok, quindi ho capito male io, "levare la nota" era riferito al basso.
Praticamente come si fa? si agisce sulla EQ enfatizzando le mediobasse...?
Avrei una domanda per
Avrei una domanda per Giovanni:
Hai mai avuto a che fare con simulatori (tipo pod)?Se si, come ti sei regolato?
Domanda ovviamente interessata visto che uso, con soddisfazione, un roland vg8..
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"
Io aggiungerei un altra
Io aggiungerei un altra lamentela, alle precedenti.
Si avverte in queste interviste un sottofondo di accento romanesco.
Per par condicio, gradirei vedere un altro soundcheck da una angolazione padana.
Il tasso di umidità e la consistenza dell'aria sono diverse a Milano e a Roma e potrebbero risultare fondamentali nella creazione e gestione dei suoni su un palco.
Everybody seems to think I'm lazy, I don't mind, I think they're crazy
R: Io aggiungerei un altra
devo dire che un ripassino fa bene... le parole di Giovanni e Daniele aiutano a concettualizzare e rendere più solide quelle che possono essere intuizioni estemporanee, frutto di check frettolosi e in condizioni di fortuna, situazioni in cui si intuisce quel che sta facendo il fonico, ma non si ha tempo per fermarsi 5 minuti e chiederglielo direttamente.