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Il nostro vivere è una continua evoluzione di esperienze e di emozioni quotidiane che, in alcuni casi, si insinuano così radicalmente nell’anima da rimanerne indelebili e capaci di condizionare il resto dei nostri giorni. Una di queste è stata per me l’ascolto di Led Zeppelin IV. Led Zeppelin IV è stato il primo vero schiaffo che ha smosso l’indole Rock che latitava in me, concentrando in otto canzoni, tutta la forza che mi spinse ad entrare in un negozio ed acquistare una chitarra acustica che ad oggi resta la fedele compagna di mille serate passate in compagnia o in totale solitudine.
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Ci sono momenti come questi, belli, come belle sono le ore in cui vivi l’emozione di un progetto nuovo che sta per partire. Poi ti rendi conto che l’amico che aveva diviso con tutti noi le stesse emozioni non c’è più. E hai voglia a ricordarlo, a pensare che bello se fosse ancora qui ad augurarci buona fortuna, a bere una birra e a scommettere su come andranno le cose. Ma lui, un paio di mesi fa, è andato a passeggiare su una strada nuova e nessuno l’ha più visto né sa dove sia ora. Tranne me. E allora racconto come è andata…

Il Tube Screamer, così come noi oggi lo amiamo e apprezziamo, è lo storico overdrive creato e commercializzato dall'Ibanez con le sigle TS808 (fine anni '70-1982) e TS9 (1982-1985). Negli anni successivi la casa giapponese mise sul mercato altri overdrive, a partire dal TS10, ma non ebbero il successo dei predecessori che godettero della fama arrecata da un utilizzatore su tutti: Stevie Ray Vaughan. Il grande bluesman texano usava infatti due TS in serie, talvolta due TS808, altre un TS9 e un TS808 ma c'è chi l'ha visto anche con due TS9 o addirittura dei TS10!

Dite la verità, quante volte vi sarà venuto in mente di registrare utilizzando il computer ma non ne avete mai avuto il coraggio? Siamo tutti pronti a dire che è facile, però ci si ferma subito alla prima difficoltà. Forse spaventa il fatto che in rete si trovano solo info su schede audio costose, microfoni a condensatore e non c’è mai nessuno disposto a raccontare come si inizia veramente per la prima volta, il “passo zero”, magari spendendo pochissimo. Io non vi prometto miracoli, ma perché non provare? Partiamo dal presupposto che siete chitarristi, il computer ce l’avete perché altrimenti non potreste leggere questa pagina, allora, cosa vi manca per registrare una benedetta traccia di chitarra? Assolutamente nulla o quasi…

In questo primo passo tratterò dei fantomatici "Concorsi musicali per band emergenti" che ormai da anni nascono come funghi lungo tutto lo stivale e che, con diverse richieste e approcci, promettono registrazioni di EP presso blasonati studi di registrazione e tour veri e propri, partecipazioni a grandi manifestazioni e tantissimi altri "premi"...

Piacenza, Anno Domini 2007. Il più letto quotidiano locale dedica un esauriente articolo al noto e rispettato monsignor Giambattista Lanfranchi, in occasione della sua nomina ad esorcista. Leggendo l’intervista, si scopre che l’anziano Monsignore ha una lunga esperienza in tema di possessioni e che di diavoli ne ha scacciati e ne scaccia parecchi, senza mai fallire un colpo, nel salotto-studio della sua canonica, dove si occupa imparzialmente di indemoniati nostrani e foresti. Resa più succulenta da una acconcia serie di aneddoti circostanziati, la notizia suscita vivo stupore nell’intera provincia, che tra l’altro lambisce il famigerato triangolo delle streghe...

Cari amici, che lo si voglia o no l’amplificatore è l’anello della catena del suono più sottovalutato. Puntualizzo: con questo non intendo assolutamente asserire che mediamente vengano dedicate poche risorse economiche all’amplificatore, ma semplicemente che si tende a considerare l’amplificatore come una cosa di cui dotarsi sempre in seconda battuta rispetto alla scelta della chitarra. Il numero di rate che avete dovuto fare per accaparrarvi il vostro mostro non è un indice di qualità assoluta, sia che si tratti di un petardo da 50 kilotti e 150 Watt di potenza, oppure il micro amplificatore straboutique da 6,5 Watt in classe A1 e con tubi elettronici provenienti dalla radio personale del generale Ike D.Eisenhower, con i potenziometri placcati in oro e firmati da Jimi Hendrix, quello originale con la Strato bianca girata dalla parte sbagliata e il foulard tra i capelli.…

Volendo essere una voce un pò fuori dal coro, desidero tanto contribuire a disgregare il mito del GURU dell’amplificazione, chiunque egli sia. Nonché delle chitarre vintage e del mercato che ci ruota attorno. Ed anche cercare di demolire la forma mentale che associa a certi marchi esclusivamente certi suoni. Così come in questa dissertazione a ruota libera cercherò di trasmettere a voi, ed in qualche forma di convincere ulteriormente me stesso, che in realtà dovremmo spogliarci di alcuni castelli mentali che noi chitarristi siamo particolarmente bravi a costruirci per richiuderci deliberatamente dentro. E’ in buona parte anche un invito a cercare un proprio suono e non a cercare di imitare quello di altri chitarristi.

Ciao a tutti i "lasteriani". Questo è il mio primo articolo col quale mi ritrovo a recensire un sogno durato anni ed anni, di quelli che ti porti dentro da una vita, che ci pensi sempre un poco prima di addormentarti, che ti capita spesso di sognare sia ad occhi chiusi che ad occhi aperti. Insomma, la chitarra del cuore! Nel mio caso, si chiama Gibson Explorer. Saranno da 7/8 anni che mi vengono i brividi lungo la schiena quando la vedo e la suono: è lei la mia chitarra, la mia fissazione. Devo possederla, anche sessualmente.

A Galliate (No) c/o il Castello Sforzesco: Venerdi 4/7 Franco Cerri in quartet Sabato 5/7 Dominic Miller Domenica 6/7 Yellowjackets featuring Mike Stern GALLIATE MASTER GUITAR è una festa dedicata al mondo della chitarra in onore di Valentino Airoldi, inventore e precursore della chitarra elettrica. Tre giorni di musica, seminari, concerti e dibattiti in cui anche tu potresti essere protagonista. Apri, leggi il programma e soprattutto partecipa a questa manifestazione nata dall'amore per questo stupendo strumento.

Non c’è niente da fare, parlare dei Beatles mi piace e mi fa stare bene. Sarà che tanti anni fa, nelle cantine umide come una jungla tailandese, ci si ostinava a suonare pensando di riuscire, un giorno, a vivere una favola come quella che loro hanno avuto in sorte. Sarà che il mito nasce dove meno te lo aspetti, per esempio in una città annichilita dalla guerra ed ingrigita dalle nebbie e dalle ciminiere, senza altro svago o conforto che la speranza di ritornare a vivere. Sarà che tutti quelli che li hanno ascoltati (e proprio in quegli anni, non dopo…) ricordano ancora con diligenza il profumo di quella musica che si spargeva intorno e l’aveva sempre vinta sui rumori usuali di vite prima anonime e poi, come d’incanto, piene di ingenui miraggi.

Volendo fare una sintesi disinvolta di tutte le dicerie sulle sue origini, potremmo azzardare che il wah-wah costituisce il frutto di una lunga gestazione ibrida, quasi una gravidanza involontaria, fatta di variazioni sul tema dei pedali-volume e di meno antiche prove tecniche con il controllo RMB di un amplificatore Vox; e che questo effetto comincia ad assumere la fisionomia che ci è familiare quando il musicista Mc Coy ne commissiona uno, non si sa bene per quale strumento ma con il probabile scopo di simulare le sue stesse ed invidiate performances alla tromba con sordina (sarà...). Da lì alla messa a punto ed alla commercializzazione degli esemplari a lui dedicati, con tanto di effigie sul fondo del contenitore, il passo fu breve, anche se pare che nel frattempo vi fosse già stata qualche disputa tra addetti ai lavori circa la vocazione del pedale ("Accidenti! Ma come fate a non capire che questo aggeggio è perfetto per la chitarra! Siamo oramai nel 1967, sveglia!").

"Partimmo un giovedì in direzione sud" cantavano i Litfiba anni fa, ed io e Maria Pia, novelli Don Chisciotte e Sancho Panza (la mia) siamo partiti giovedì 22 maggio alla volta di Sarzana, destinazione l'undicesimo (per noi il terzo) International Acoustic Guitar Meeting. Sarzana è una cittadina situata in una fascia di terra un poco Liguria e un poco Toscana, con un bellissimo centro storico pedonale, le case con i colori rosa e giallo tipici della riviera ligure, gli indigeni con l'accento Toscano e un castello con le mura a completare la cartolina. All'interno della Fortezza si tiene da undici anni l'evento di riferimento della liuteria italiana e internazionale. Qui espongono nomi storici come Stanzani e "nuove" leve come Illotta e Borghino, per citare i primi che ricordo, mentre dall'estero abbiamo avuto la presenza, tra gli altri, di Larrivée, Goodall, Bourgeois, Monteleone e McAlister...

Chissà da dove nasce la voglia di riscrivere per la n+1 esima volta queste cose ... forse una serata di musica un po’ più impegnata del solito, forse più triste, tanto per rimanere in tema, una serata in cui le parole si susseguono così, senza una fine individuata in modo chiaro, il cui unico filo conduttore è rappresentato da una ricerca. Ricercare, cercare di capire, spiegarsi, osservare che si ... forse quella canzone è nata per quello e poi in quegli anni è cambiato quell’altro aspetto e poi ... aspetta ... ti accorgi che contemporanemente è cambiata anche quella musica, quello stile, quel suono. Questa ricerca è nata così, quasi per caso, dopo un paio di vecchi blues di fronte ad un bourbon, uno dei pochi della mia vita e si è sviluppata altrettanto così, semplicemente, con la sola intenzione di non perdere dei pensieri che all’inizio sembravano lasciati ... sempre così ... in balia dei ricordi.

C’era una volta un abruzzese trapiantato a Pisa, un paio di novaresi che nessuno ha mai pensato di trapiantare (ed è un vero peccato…), una coppia di allegri romani che si davano il cambio dietro al bancone di un bar di dubbia reputazione, un marchigiano ed un piacentino a piede libero solo grazie alla provvidenziale chiusura degli ospedali psichiatrici, un genovese alto quasi come Cocciante ma molto, molto più simpatico, un piccolo calabrese che non alza mai la voce e, confusi tra loro, tutta un’enorme scia di amici vicini e lontani…

Anche quest'anno troviamo eventi di valore nel segno del Blues. L'associazione Roots 'n' Blues nasce a Parma nel 2004 con lo scopo di promuovere e divulgare la cultura rurale musicale americana e afro-americana. Il Festival ROOTSWAY ROOTS'N'BLUES & FOOD è oggi una realtà affermata che coniuga musica, workshop ed eventi di sicuro valore, testimoniato anche dal fatto che tra i supporter vi sono due vere e proprie istituzioni in materia: la storica rivista Il Blues e l'americana Blues Foundation. Da non sottovalutare il fatto che tutti i concerti sono aggratis.

La nostra storia inizia alla metà degli anni '70. Il mercato degli strumenti musicali è in continua espansione e la domanda di chitarre e bassi inizia a salire vorticosamente. A quel tempo le marche più affermate (e con più fatturato) erano sicuramente Gibson e Fender; il loro problema, però, era che i loro strumenti, per un comune essere umano, costavano troppo e molti, per ovvi motivi, non riuscivano a mettere le mani su questi piccoli capolavori americani. Qualcuno, però, si mise a pensare un attimo, analizzò le richieste del mercato, si fece due conti e si disse: "Ma perchè non proporre delle copie di chitarre blasonate ben costruite e ad un quarto del prezzo?" ... e questo qualcuno lo fece!

In occasione di questo mio primo contributo per Laster vorrei parlarvi di un piccolo grande classico del passato, proveniente da una delle case costruttrici più rispettate al mondo dopo le onnipresenti Fender e Marshall; il motivo di questa scelta in realtà viene fuori dal fatto che detto ampli rappresenta per me qualcosa di speciale. Difatti fu il mio primo valvolare, comprato usato nel lontano 94 a coronamento di un lungo periodo di risparmi e ristrettezze per accumulare la “contropartita” in denaro ed acquistarlo...

New York, 1969. La "Summer of love" era passata solo da qualche mese, ma quello che aveva scatenato era destinato a durare per anni. Forse per sempre. Puzza di vomito e speranza, odore di polvere da sparo e libertà, paura e amore, intolleranza e fratellanza, guerra e cambiamento. Già, cambiamento...

Se …la teoria musicale ti è sempre sembrata qualcosa di misterioso e incomprensibile, lontano anni luce da quello che ti interessa suonare quando poi hai la chitarra in mano;… hai messo assieme una gran quantità di nozioni prendendole qua e là (da libri, riviste, lezioni, video didattici), ma senti che ti manca un “quadro d’insieme” unitario che le riunisca in maniera logica;… conosci bene la teoria musicale, ma hai difficoltà a fare in modo che tutti quei concetti “escano fuori” quando suoni, come se fossero fermi “in testa”, senza passare alle mani;… senti di essere arrivato a un “punto morto”, e hai bisogno di esplorare nuove possibilità musicali, ma non sai esattamente come muoverti;… hai poco tempo da dedicare allo studio della chitarra, e quel poco vuoi investirlo in maniera efficace, senza perdere tempo su cose che tanto poi non suonerai mai;… hai un sacco di idee, ma poi ti viene difficile concretizzarle in un brano;… senti che potresti suonare molto meglio, se solo sapessi chiaramente su che cosa puntare, e invece ogni volta ti ritrovi a suonare le stesse cose di sempre;… questa sezione è fatta apposta per te!

Uno dei gruppi progressive '70s meno conosciuti e maggiormente di culto della scena italiana di quegli anni. Formazione atipica e tematiche difficili, lunghe divagazioni strumentali e solo due album pubblicati rendono questa formazione unica e affascinante. Premessa: I "Biglietto Per l'Inferno" non sono un gruppo brutal death metal a sfondo satanico, non mangiano bambini e non sono anticristiani.

Alla ricerca di una interfaccia audio per registrare la chitarra usando il mio Mac mi sono imbattuto nello Zoom G2.1U che con un prezzo medio medio intorno ai 100 euro racchiude un multieffetto completo e una interfaccia Audio USB. Ho deciso di scrivere questa "recensione" fondamentalmente perche', dopo mesi di utilizzo, ritengo che questo oggettino sia veramente sorprendente e purtroppo non gli viene reso giusto merito in rete, soprattutto in lingua italiana.

Primo articolo su Laster Guitar, come sono felice che ci siate ancora tutti! Ebbene si, ragazzi, sabato 14 giugno 2008, sfidando il mal tempo che aveva imperversato fino al giorno prima, ho deciso di sciropparmi 150 Km di automobile per andare a Guastalla (RE) ad ascoltare la PFM. Li avevo visti l’ultima volta nel 1982 a Vigevano e, se devo essere sincero, ricordavo poco o nulla di quel concerto salvo il fatto di esserci andato con un amico che in quei giorni, essendo stato abbandonato dalla lei di turno, non fece altro che piangere a dirotto sulla mia spalla evocando, anche nel bel mezzo del concerto, i momenti meravigliosi passati con quella “stronza” della Dani (per la cronaca, hanno fatto pace e si sono sposati dopo qualche anno, due figlie ormai maggiorenni)...

E siamo arrivati alla sesta edizione della rassegna organizzata in questo mese di giugno dal Direttore Artistico di fingerpicking.net in quel di Ferentino (FR). L'amico Giovanni Pelosi sta, di anno in anno, facendo crescere sempre di piu' questa manifestazione che, grazie anche al fondamentale contributo dato dall'Amministrazione Comunale, si sta ormai affermando come una delle più importanti rassegne di chitarra acustica del nostro paese. Qualche dubbio? Basta dare un'occhiata al cartellone di quest'anno per rendersene conto.

Prima dell'analisi di questo disco occorre fare luce su quello che fu il panorama musicale in Inghilterra negli anni sessanta: la scena era dominata dai Beatles, che, giunti al successo, influenzavano le masse di adolescenti conquistati dalla dirompente Beatlemania. Nell'ambito progressive i Pink Floyd, ancora nel loro periodo psichedelico, stavano gettando le radici di questo genere musicale che già proliferava nell'underground, in locali quali il tanto decantato "UFO Club" di Londra, mentre nascevano gruppi quali gli Yes, i Soft Machine, i Genesis.

Quelli che fanno un mestiere come un altro…oh yeh. Quelli che fanno l’equipe dei designer convinti di quello che fanno…oh yeh. Quelli che alla sera magnano la peperonata ed al mattino si alzano con le palle girate…oh yeh. Quelli che la Duna, l’Ape Car e la NSU Prinz sono dentro di noi…oh yeh. Quelli che in ufficio girano la foto del Grande Padre Orville Gibson per non ricevere sputi in testa…oh yeh. Quelli che sputano sul buon senso tanto noi siamo la Gibson…oh yeh. Quelli che ‘sta chitarra è proprio una figata…oh yeh. Quelli che vengono da lontano, la vedono da vicino e vomitano di nascosto…oh yeh, oh yeh…

Per fortuna nella vita ci sono certe cose che ti capitano nonostante tu non le cerchi. Questo articolo parla del mio incontro/colpo di fulmine con un pedale overdrive un pò strano e anticonvenzionale.

Perché una controcronaca del concerto di ieri? Perché di cronache con felicitazioni, complimenti, iperboli e aggettivi roboanti ce ne sono già a centinaia in giro. E poi perché lo confesso: io non conosco la musica di Springsteen, le canzoni che so canticchiare si contano sulle dita di una mano, e poi non l'ho mai visto dal vivo. Quindi mi considero uno spettatore (pagante) neutrale, che ha deciso di andare a vedere all'opera un mostro sacro della musica.

Roma, autunno del 1975, primo anno di scuola media-superiore. Il mio contorno musicale: ancora l'eco di Dark Side, Trilogy degli ELP, Welcome dei Santana, La valle dei Templi de Il Perigeo, il live americano della PFM. Decidiamo di formare un complessino (leggasi gruppo). Siamo soltanto in tre: all’organo Farfisa uno studente di pianoforte, un principiante al basso ed io, autodidatta da poco più di un anno, alla chitarra. Mi occorre la strumentazione ma al momento la mia disponibilità economica è piuttosto ridotta. Nel 1975 per acquistare un'elettrica entry-level usata ma suonabile occorrevano circa 35.000 lire.

L'avevo promesso ad un utente sul forum, e siccome le promesse vanno mantenute, ecco il papirone sulla verniciatura :) Se anche voi vi state avventurando nel Maggico Maggico Mondo dell'Autcostruzione, spero che questa guida possa fare al caso vostro: una guida passo-passo sulla verniciatura di una chitarra Solid-Body.

Dumble Overdrive Special...Larry Carlton, Robben Ford, Santana, Joe Bonamassa, Eric Johnson, SRV e tanti altri ancora hanno fatto di questo ampli il loro compagno di viaggio per la vita, sedotti da quella voce unica e suadente che sa regalare a chi "sa metterci le mani". Ora, io non sono un bluesman incallito, nè tanto un chitarrista fusion o jazz...So semplicemente apprezzare le cose belle e, senza dubbio, questo ampli ti affascina e ti seduce. Da circa 6 anni mi diletto nella costruzione di amplificatori valvolari: non lo faccio per venderli, ne è testimone la mia camera, che sembra la sala prove di un negozio! Lo faccio per tenerli lì e regalarmi un giorno una svisata blues su un 20w con EL84, un altro giorno una tirata su un clone Soldano, un altro un delicato fraseggio jazz su un Dumble..."Un attimo!" direte voi, "hai detto Dumble? Ma allora vuol dire che l'hai clonato?" La risposta è "NI"...

In questa seconda parte del "Vademecum per Bande Emergenti" tratterò l'argomento delle "demo" e delle relative recensioni. Questi argomenti sono tra loro collegati, ma spesso non vengono sviscerati a sufficienza dalle band che eseguono musica originale. Chiarisco subito che non sarà un trattato su come registrare nel migliore dei modi una demo o su come farlo: per questo rimando all'apposita sezione sull'Home-recording, tra l'altro molto ben curata, nella quale potrete trovare informazioni utilissime.

Rubato a zio Robben, suonato e registrato così, di corsa, come omaggio a un uomo che non ho mai visto e ad uno che ho visto una volta, e mi ha stregato. Avevo preparato un lick GregHowe-esco, registrato per benino in ambiente adeguato e con mezzi adeguati. Ma no...

Cito dal sito Mentelocale.it
Prima edizione di Raindogs Rollin' & Tumblin'. Tra gli ospiti Johnny Winter, Robben Ford, Davide Van De Sfroos. Concerti fino a settembre.

Questa vorrebbe essere una recensione. Vorrebbe perchè sono troppo profondamente legato all'album in questione. E quindi sicuramente sarà anche il racconto di quello che esce da quest'album. Beh, iniziamo! La storia inizia molti anni prima del prima ascolto. E' il 1992. Il grunge, ed in generale la musica "alternativa" domina da una parte dell'oceano, mentre dall'altra si sta per scatenare il tormentone Brit-Pop. Cinque ragazzi di Oxford, neanche troppo giovani, incidono il loro primo album completo, e c'è una canzone, Creep, che diventa il simbolo, almeno in quei mesi, di questo gruppo chiamato Radiohead.

Si può fare qualcosa per rendere "Windows xp" un po’ più fluido, stabile e non avere problemi durante le registrazioni? La risposta è si, basta adottare qualche accorgimento. Ah già, dimenticavo: ogni informazione che trovate in questo articolo è frutto di esperienze personali e indicazioni trovate in giro. Come saprete ogni pc ha una sua configurazione hardware e software che può variare di molto a seconda del tipo di macchina, quindi declino ogni responsabilità per eventuali malfunzionamenti/danni/perdita di dati. Se vi esplode il pc non è colpa mia! ;P

Continua l'affascinante storia della Musica Blues. Siamo entrati negli anni '50 e '60 ed iniziamo a conoscere personaggi a noi più vicini, come Muddy Waters, B.B King per poi arrivare alla nascita del R'n'B e del Funky di James Brown, artista/stregone simbolo della protesta razziale. Altre tre parti completeranno questa antologia per poi essere unite in un unico libro consultabile in una apposita sezione predisposta ad hoc nella colonna di destra. Sezione in cui saranno presenti tutti i libri di Laster. Ma di questa implementazione prossima futura avremo tempo di parlarne tra qualche giorno, insieme a tutte le altre novità in programma. Buona lettura.

Prendo spunto da un articolo/domanda pubblicata poco tempo fa su Laster riguardo la cosiddetta "reliccatura" e la discussione che ne è nata per dire la mia, criticabilissima, opinione sull'argomento.

Bentrovati. Questo articolo si pone l'obbiettivo di chiarire meglio un concetto che molto spesso viene usato per indicare caratteristiche molto diverse fra loro, a volte addirittura in antitesi. Tratteremo la dinamica secondo vari aspetti, innanzitutto definendola in modo univoco e analizzandola nel contesto più ampio del campo audio generico, ne vedremo le grandezze ed infine ne studieremo l'applicazione in campo chitarristico.

Dopo aver letto l’articolo sull’ottimizzazione di Windows xp per registrare mi è balenata in testa l’idea di questo articolo. Ormai, se si va a comprare un computer di quelli pre-assemblati, ci si ritrova installato Windows Vista in una delle sue diecimila versioni. Se il discorso dell’ottimizzazione è più che valido per xp per Vista diventa indispensabile, soprattutto per le macchine non particolarmente performanti. Questo articolo riprende in parte quello per Windows xp e molti dei concetti lì espressi valgono anche per Vista, ma per comodità e completezza li riporterò anche qui. Ovviamente non mi assumo nessuna responsabilità per qualsiasi malfunzionamento o perdita di dati! :-p
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