
Sono da sempre appassionato di chitarre anomale, nel senso di relativamente inconsuete. Diciamo che non riesco ad emozionarmi davanti ad una di quelle Ibanez con il manico sul corpo come un giocattolino Fisher-Price; la piattezza assoluta e la scorrevolezza estrema non la apprezzo né sulla tastiera della chitarra né, ad esempio, se tali aggettivi dovessero qualificare un soggetto appartenente al meraviglioso universo femminile. Insomma: mi piacciono rotonde, un po impegnative e di carattere!
Da anni mi incuriosiva una chitarra dal design radicale, ma totalmente originale, forse un tantino debitrice di certe "frecce" di gibsoniana memoria, ma meno ingombrante ed impegnativa dal punto di vista delle dimensioni. La chitarra in questione è la EKO Rokes, proveniente a freccia o a razzo (dipende che immagine vi evoca il suo design) dagli anni '60!
The Rokes e la Eko
The Rockes

In questo pieghevole del 1966, la famosa EKO "Rokes"
Nata dall'amichevole rapporto di Oliviero Pigini con il famoso gruppo beat italiano ROKES, fu esportata negli Stati Uniti con il nome "Rocket" (razzo), poi mutato in "Rock".
Il modello venne disegnato nel 1965, fu usato inizialmente in esclusiva dai Rokes e poi lanciato commercialmente nel 1966. Molti identificano la forma di questa chitarra con una freccia, ma erano gli anni della conquista dello spazio e si può ricordarle come "le chitarre a razzo" (rocket).
Ora la "Rokes" è tornata in tutto il suo splendore con il nome di "Rock VI"
La Eko e Oliviero Pigini nel 1966
Le caratteristiche della chitarra
Avevo già ammirato con concupiscienza la replica prodotta dalla Eastwood, non potendomi certamente permettere un esemplare originale dell'epoca, che attualmente, comincia a strappare una valutazione importante (a patto di riuscire a metterci su le mani).
L'illuminazione è venuta quando la Eko ha rimesso in produzione un modello "reissue" dell'originale! Giro un po' in rete per vedere qualche prezzo: un negozio del Sud Italia la propone addirittura alla bellezza di 216 euro! Inutile dire che dopo una settimana era a casa mia (230 euretti in tutto compresa la spedizione).
La chitarra oggi si chiama "Rock VI" poiché probabilmente motivi di copyright non hanno permesso di utilizzare la denominazione che le legava alla band di Shel Shapiro per cui erano state costruite oltre quarant'anni fa.
A parte qualche differenza ovvia di componentistica, la chitarra appare piacevolmente simile all'originale. Monta un ponte simil Bigsby, un paio di pick up molto ravvicinati e disposti nella parte centrale del corpo, un humbucker verso il ponte e un single simil-Telecaster verso il manico.
A differenza della Rokes originale il manico è avvitato e non set-neck: un particolare sacrificato all'economicità produttiva.
Le meccaniche sono di marca ignota: seppur economiche, la loro funzionalità è buona, tengono l'accordatura in maniera decente. Il manico è comodissimo, anche se ha bisogno di qualche messa a punto; l'intonazione non è perfettissima in ogni punto del manico, ma stiamo parlando di uno strumento con un prezzo da hard-discount! A proposito: la costruzione è cinese, anche se lo strumento è verificato poi alla casa madre a Recanati.

Come suona?
Beh, ma il suono? Di primo acchito, considerato il prezzo, pensavo di trovarmi di fronte solo ad un bell'oggetto, magari ottimo come complemento d'arredo, ma niente più.
Invece la Eko Rock VI ha una strana qualità timbrica che a volte le fa tirare fuori un suono squillante, ma molto bluesy: quando è selezionato il single coil, ricorda la Firebird di Johnny Winter. Selezionando invece entrambi i pick up, si ascolta un bel suono rotondo, quasi da Rickenbacker.
Mi riprometto di provarla in situazione live per sentire cosa può venire fuori; intanto allego un video (suonato male) realizzato appena arrivata, giusto per rendere l'idea.
Claudio
commenti
eko rock
Caro Claudio per cortesia potresti scrivermi il nome del negozio dove hai preso la tua eko rock????grazie 1000 roberto
chitarra eko rok
Caro Claudio e amici anche io sono un "vecchio" musicista anni 60..... vi sarei grato se mi forniste 'l'indirizzo del negozio in oggetto perche' anche io ho intenzione di acquistare la Eko Rok.......vi ringrazio.....bye ennio from Sardinya
intonazione? così e pochì...
Caro Claudio, ho anch'io acquistato la stessa chitarra (solo di color verde "fastidio") per 250 euro, spedita. L'ho fatto perchè ne avevo una d'epoca (anch'io sono d'epoca), poi venduta a 50.000 lire per far musina e comprare altro.Ma vengo alla mia curiosità: al di là dell'economico, che si respira su tutto lo strumento, il problema dell'intonazione mi sembra veramente serio. Ad esempio sulla corda di sol la chitarra è insuonabile: o a corde vuote o se fai un la min devi premere un millimetro per raggiungere la tastiera e vai su di intonazione che sembra tirare la leva del vibrato! Tra l'altro le due viti che agiscono sulla regolazione del ponte per abbassare od alzare l'azione non erano perfettamente parallele ed ho dovuto leggermente allargare in foro del ponte per poterlo fare scorrere. Adesso ti chiedo, poichè son certo che le chitarre sono fatte in "automatico", dovresti avere anche tu riscontrato questi problemi. Se non è così è la mia particolarmente sfortunata e posso far valere la garanzia. Ma se sono tutte così, me la dovessero anche cambiare, non avrei risolto nulla. Nel qual caso mi arrangerò a sistemarla in qualche modo, come ho fatto per il ponte.Grazie dell'attenzione. Gigi
Le Marche.... la California ...italiana.
Innanzi tutto, complimenti per la " nuova " bimba, poi con questo articolo, mi hai fatto tornare indietro di di parecchi anni, quando agli inizi degli anni 70', chi non potendo acquistare chitarrame USA ( ed eravamo in molti ), si rivolgeva alle "storiche" marche italiane, tipo Eko, Bartolini, Crucianelli ,Polverini, è altre decine.
Queste fabrichette, erano per lo più a conduzione quasi familiare, ed erano localizzate maggiormente nelle Marche, regione ricca di tradizioni musicali (insieme a poche altre ), è costituivano una ricchezza sia materiale, ma sopratutto artistica, visto che oggi quelle realtà sono quasi sparite del tutto, lasciandoci oggi, degli strumenti musicali, che certo come qualità e come suono, non si possono certo paragonare alla vasta produzione USA / Asiatica di oggi, ma sicuramente può testimoniare un periodo d'oro più per l'ingegno italico, che per la liuteria, ma sopratutto per tutti quelli che, qualche annetto sulle spalle lo hanno, un grosso valore affettivo e qualche lacrimuccia, per i ricordi di gioventù.
Tra questi , mi ci metto anche io, possedendo una solid body elettrica, Polverini & Bros modello SG, prima mia chitarra elettrica, regalatami da mio padre nel 1974, ancora tutt ' oggi funzionante, con ancora un bel suono caldo e cristallino dei suoi humbucker, che tra qualche tempo cambierò con dei bei P90, avendo già in gioventù cambiato le pessime meccaniche originali, con delle ottime Shaller.
Buona musica a tutti!
Ciao
povere ma belle!
Molto belle queste due chitarre,anch'io mi associo ai ricordi di Alec B,oltretutto i Rokes li avevo visti dal vivo in quei indimenticabili anni 60',come avevo visto pure Ricky Maiocchi ai primordi dei Camaleonti,poi i Nomadi ed i Corvi e The Primitives, quando Mal come solista era ancora uno sconosciuto e cantava Yeeeee....i tuoi occhi sono fari abbaglianti ed io ci sono davanti....!Comunque belle le loro chitarre a freccia e belle pure queste riproduzioni.Di chitarre della forma strana ho avuto per le mani le due Vox del mio amico e collega Gianni,che già allora(1965) si comperò prima la Vox pentagonale(la Phantom)e poi quella a goccia(la Mark VI);mentre io di chitarre dalla forma strana ne ebbi una soltanto e già allora era una copia Italiana della Vox Phantom,costruita da un'azienda denominata"Solo",strumenti musicali Solo;se qualcuno è in grado di darmi qualche riferimento storico su questa azienda,presumo artigianale Italiana,mi renderebbe una grande cortesia e sta imitazione per giunta suonava pure bene,ricordo pure che l'avevo avuta scambiandola la mia Eko Cobra(ho avuto pure la Eko Kadett e la X-27,quest'ultima la più brutta chitarra che mai ho avuto occasione di vedere e anche come suoni era molto scarsa,difatti costava molto poco).
saluti
R: povere ma belle!
Ti ringrazio vivamente per l'indicazione del sito "Fetishguitar";mi sono quasi emozionato a vedere alcuni dei miei primi giocattoli musicali di quando ero poco più che un bambino.Finalmente ho rivisto la Solo Tiger a pentagono e le altre Eko che ho avuto prima di diventare nel 66' un raro(almeno dalle mie parti) e fortunato suonatore di Telecaster(allora di proprietà del bassista,dopo qualche anno mia definitivamente).Purtroppo mi sono rimaste solo alcune foto di quegli anni e a mio figlio sono riuscito a farmi vedere immortalato soltanto con la Eko Cobra,ma della Solo non mi è rimasto nulla e nemmeno della Davoli Krundall,che fu in assoluto la mia prima elettrica(una super ciofeca,con la tastiera avvitata ad un manico metallico tubolare,roba da museo degli orrori,però,seppur maluccio,suonava attaccata alla vecchia radio Philips(valvolare) che avevamo in casa.Con la Solo ho dei bei ricordi,forse perchè fu il primo affare della mia vita che portai positivamente a conclusione autonomamente,ossia il baratto con la mia Eko.La Solo Tiger suonava decisamente meglio,era di colore bianco e nel 67' quando fu relegata a riserva della Fender Telecaster,l'avevo riempita di decalcomanie floreali,come la Gibson SG di Eric Clapton con i Cream,era veramente molto bella e particolare con quella sua forma strana,ogni tanto ci suonavo qualche brano pure dal vivo in balera,così tanto per far riposare la Tele e per non lasciarla nel dimenticatoio e ai ragazzi che ballavano sotto il palco questa chitarra piaceva molto.Di particolare ricordo la tastiera,piuttosto piatta e scorrevole con l'action piuttosto bassa,cosa abbastanza rara per gli strumenti nostrani di allora.
ciao grazie Dario
R: povere ma belle!
anch'io ero giovane, nel '65 avevo 15 anni, nel pieno dell'era "bit" e del "mercy sound" . Musicalmente e' stato un periodo notevole e irripetibile, di grande fantasia basti pensare ai Beatles, Rolling Stones, Yardbirds, Animals, tantissimi altri piu' o meno importanti che e' impossibile nominarli tutti. Anche io vidi dal vivo e piu' volte i Rocks e i Corvi. Ma non c'era solo la musica, c'era anche il fatto che a quell'eta' si cominciava a uscire con gli amici la sera, a interessarsi alle ragazze e come ha dello Lauro i balli lenti, i primi flirt, e ti sembrava chissa' che cosa, che emozioni della madonna!!! E poi ancora si aveva l'illusione che il mondo stesse diventando migliore, piu' vivibile e piu' godibile, lo slogan piu significativo di quei tempi era " fate l'amore non fate la guerra" (porca puttana ! come c'eravamo sbagliati !!!). A quel tempo abitavo ad Ancona nella cui provincia c'era l'industria di strumenti musicali: fisarmoniche chitarre e organi elettronici dove in seguito per un certo periodo ho persino lavorato come tecnico elettronico. Tramite un amico comprai direttamente in fabbrica una chitarra basso marca "CruMar" erano le iniziali di Crucianelli Mario, una fabbrichetta minore probabilmante uscita da una costola dalla piu' famosa EKO di Recanati.Ricordo nomi di ampli del tempo: Binson, Davoli, FBT ma un mio amico aveva persino un VOX AC-30. Be' comunque e' inutile menarsela, quei tempi sono passati e ci dobbiamo consolare.
ciao a tutti
Bruno
R: povere ma belle!
>>>e tutte le altre mitiche ciofeche italiane e non solo...
Ma sei proprio un burbero... :-))))))
Ciao,
joe
R: povere ma belle!
>>>nostre simpatiche italiche "chitarre" :-)
Come no... :-))))
joe
R: povere ma belle!
>>>il fatto che questi oggetti sono diventati oggetto di culto
Vero; conosco il fenomeno, per quanto sulla suonabilità... (cito Stefano Aria sul suo sito:)
E in effetti nessuna chitarra italiana vintage può essere usata in un ambito professionale. Però.....
http://www.fetishguitars.com/html/general/vintageitaliano.html
Ciao, :-)
joe
R: povere ma belle!
"E in effetti nessuna chitarra italiana vintage può essere usata in un ambito professionale. Però....."
io avevo una C29 replica della 335 con pu di marzio, oserei dire che poteva essere usata anche in ambito proffessionale, anzi aggiungo pure che la sto cercando perchè l'ho venduta per una stratocaster, ma mi manca molto quella chitarra :-)
R: povere ma belle!
>>>C29 replica della 335 con pu di marzio
Pure io! Ma le meccaniche non tenevano ed i P.U. potenti (secondo me, assolutamente inadatti per quella tipologia di strumento) innescavano subito, tanto che avevo inserito delle strisce di gommapiuma nelle aperture del piano armonico. Peccato perchè esteticamente mi piaceva. Ho anche avuto una Hofner, una Melody ed una Eko Cobra stratoidi, ma la più bella e forse "suonante" una Gherson tipo SG. :-)
ciao,
joe
R: povere ma belle!
Mai avuti problemi di accordatura, per i pu a me piaceva il timbro che aveva la chitarra, io avevo montato corde lisce da jazz, aveva dei suoni particolari, sui distorti non era il massimo, innescava che vuol dire ?
R: povere ma belle!
>>>innescava che vuol dire ?
Che aumentando il volume (magari per un solo) si produceva facilmente un effetto larsen non cercato e difficilmente gestibile.
ciao,
joe
R: povere ma belle!
si ricordo che suonavo solo dando le spalle all'ampli perchè se stavo di fronte cominciava ad urlare, a volte lo facevo apposta danzandoci davanti i risultati erano a volte paurosi :-)) ma a 20 anni fai mille scemenze quando suoni:-))
R: povere ma belle!
>>> a volte lo facevo apposta danzandoci davanti
Il problema era quando "l'effetto speciale" non centrava niente, ma te lo faceva lei di sua iniziativa..... :-))))
ciao, :-)
joe
R: povere ma belle!
Beh la X-27 era veramente una gran ciofeca e pure molto brutta,era fatta di latta o quasi!Di chitarre Italiane ad uso professionale,mi ricordo un modello di Meazzi,mi sembra si chiamasse Jupiter e scimiottava vagamente le Fender Stratocaster;però erano validi strumenti e pure in Rai alcuni turnisti spesso le usavano.
ciao Dario
Grande Claudio!!mi ha fatto
Grande Claudio!!mi ha fatto piacere vedere e sentire la chitarra di cui abbiamo parlato proprio domenica pomeriggio è bella e ha un bel suono!!Tanto per restare in argomento Eko oggi chiamo per vedere se è arrivata la mia vl 480!!A presto magari per un po' di blues insieme!!
che figata
che figata sta chitarra, poi suonata così fa proprio albert king italiano!!!!
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gabb0!!!
www.myspace.com/squaredtomato
bravo!
ma per quello che costa mi sembra che non suona affatto male, con che ampli l'hai fatta la prova? E comunque varrebbe la pena dare un occhio a questa produzione EKO
ciao
Bruno
R: bravo!
Ciao Bruno,
in effetti mi sono dimenticato di scrivere a "cosa"ho attaccato la chitarra.
L'ampli è un Meazzi Ultrasonic Special del 1966 (comprato ad un mercatino dell'antiquariato a 100 euro..)e c'è un po di riverbero tramite un Electro Harmonix HolyGrail.