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Storie di liuteria spicciola.
Salve a tutti. Non ho trovato un thread per le presentazioni e quindi approfitto di questo post. Sono Andrea, over 50 (ma non mi arrendo) strimpello in malo modo dall'età di 13 anni. Per fortuna mia e dei vicini, mio figlio ha iniziato a suonare la chitarra con un vero insegnante e se la cava discretamente. Lo scorso anno, nell'ultimo viaggio USA il pargolo si è fatto regalare la sua prima Fender Strat. Ha adocchiato una bella VG (American) 2007 nera con manico in acero (?) nuova a 900 USD al Guitar Center di Manhattan e l'abbiamo presa senza esitazioni. Per i puristi e per i talebani (tra i quali mi iscrivo) voglio chiarire che, pur avendo il PuP Roland e qualche altra "cineseria", suonata "pura" è - a tutti gli effetti - una onestissima ed autentica American Standard. Ma c'è un MA: il manico è di un acero chiarissimo, un po' plasticoso, e anche dopo un certo tempo non trasmette il feeling di altri aceri Fender (uno tra tutti quello - bellissimo- della mia AM standard '95). Non sono in grado di misurarlo ora, ma "a memoria" direi che è anche più largo del classico Standard moderno. Con mio figlio abbiamo quindi deciso di sostituire il manico, mantenendo però l'originalità della chitarra e senza ricorrere al mercato degli sfasciacarrozze su Ebay. Qualcuno sa indicarmi come procurarsi da mamma Fender un manico American Standard nuovo con caratteristiche anni '90? Grazie
Ciao a tutti! Sono il felice possessore di una Fender American Vintage '57 RI del 2004. Come si vede dalla foto, la chitarra si è "scheggiata" nella parte di giunzione manico e corpo. Chiedo consiglio, secondo voi può essere compromessa la stabilità sonora della chitarra? Mi conviene portarla da un liutaio con tutto ciò che ne comporta (sverniciatura e verniciatura)? Grazie a tutti! Marco

Ecco finalmente che nel mio arsenale compare una 7 corde! Questa scelta l'ho ragionata a lungo negli ultimi tempi fino ad arrivare a concretizzare il tutto con lo strumento vero e proprio qui presentato. Però, essendo mancino, mi sono rivolto (per la seconda volta) ad una ben nota liuteria di Milano invece che alle solite marche (che purtroppo per noi mancini offrono spesso poco o niente). Ma vediamo di fare un po' di ordine in questo marasma!

Ciao a tutti. Per chi ha voglia di fare una visita ho postato (mi mancano solo le chitarre in inglese che spero di uploadare entro dopodomani) tutti i video di tutti i prodotti Frudua Direct Deal di cui si è parlato in queste pagine mesi fa, inclusa la GFF e la Carved Pro. Se vorrete visitare il canale, l'indirizzo è questo. Anche il sito www.fruduabassamplification.com è on line per i vostri bassisti. Mi farà piacere una vostra visita o eventuali domande in merito ai prodotti. Ciao. Galeazzo Frudua
NdR: dato che Galeazzo è un amico, risulta doverosa una genuina markettona DOC :-)

È passata da poco la mezzanotte in una casa alle falde dell’Etna, Massimiliano si è finalmente addormentato sulle mie gambe e non oso spostarlo per adesso. Ho la luce spenta e dalla finestra si vede il Vulcano che è illuminato da una bellissima luna. Qualche tempo addietro una tale visione avrebbe scatenato in me la voglia di partire per qualche viaggio avventuroso, ma adesso con i due figlioli di 4 e 2 anni l’unico viaggio che mi posso permettere, grazie a Dio, è un viaggio musicale tra musica e chitarre.

Le Vinetto serie Artifact costituiscono una delle migliori soluzioni per chi è insoddisfatto delle Fender Custom Shop e vuole chitarre più appetibili per prestazioni, suonabilità, prezzo, vintage vibes, selezione dei legni, finiture, controllo di qualità e set up di fabbrica: può bastare? Non c'è una sola Artifact che non sia "invecchiata", messa a punto e provata - quando non personalmente costruita - da Vince Cunetto, proprietario del marchio e noto per la sua passata collaborazione con la Fender. Su Laster (fanno fede le testimonianze ricevute in occasione dell'articolo sulla Strato DC 57) avevamo già toccato con mano come la fama delle Vinetto fosse meritata, ma eravamo curiosi di provare un paio di Telecaster: il modello 62 e la SC 50 BG. Abbiamo deciso di portare a casa e di recensire quest'ultima perchè l'altra, appena arrivata, era risultata addirittura... troppo perfetta. Ci è parso preferibile propendere per uno strumento dalle corde un po' usurate, già provato da svariate persone e il cui set up avrebbe potuto richiedere un minimo di aggiustamento al cambio di stagione.
Salve a tutti. Sono nuovo del sito, per passione costruisco bassi elettrici e chitarre elettriche. Ora mi sto cimentando nella costruzione di una chitarra "flying" ma non conosco le misure del body e non ho modo di reperirle. Qualcuno potrebbe indicarmele? Grazie mille.

Erano mesi che la voglia di Tele mi solleticava la GAS, ogni volta che avevo l'occasione di visitare un negozio finivo per provare quelle disponibili, ma non è mai scattato l'innamoramento. Qualche mese fa mi è capitata tra le mani una Classic Vibe 50’s con il corpo in pino, tastiera in acero e devo dire che la prova, seppur breve, mi aveva intrigato. Approfittando di un po' di tempo libero un paio di domeniche fa mi sono diretto allo Show-room dell'importatore Fender in Cina, dove sapevo che una bella collezione di Tele era in stock e, con un budget fino 800 euro, ero oramai deciso a portarmene una a casa.

Finalmente, dopo un paio di mesi dal parto, sono qui a presentarvi la mia nuova, bellissima ed unica figliola: Pedra. Ma cominciamo con ordine. Vi spiegherò il perchè e il percome (il perquando me lo tengo per me) di questo progetto. I materiali, la tecnica di pittura, i particolari, le scelte che mi hanno portato, dopo lunghi anni, a possedere una chitarra tutta mia. Non nel progetto musicale ma estetico. Aggiunto link ad altre foto

Eccoci qui. La Banda di sciamannati che si sono dati da fare in questa occasione era così composta: Carmelo Tartamella (leggete più in basso chi è, sempre che già non lo conosciate), Steve, Camp, Daniele Lazzaro (che ha registrato), Pamaz, Gianluigi D.P. (che ha portato alcune belle chitarre). Inoltre, in ordine di …..sparizione: alcuni filoni di pane, dei salami piacentini (che sottile ironia....neanche Renzo Montagnani era capace di tanto), alcune bottiglie di vino, un bidone da 5 litri di birra. Le chitarre, per fortuna, non sono sparite...
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